Il ritorno di Lady Oscar

22 Maggio 2022

Fiammetta Camelio mi segnala, su segnalazione di Toni @psychotoni67, che su fmtv.live, nelle scorse ore è tornata Oscar. Si è scatenata una caccia allo spezzone, da dove provenisse. E ho svelato l’arcano: è stato infatti mandato in onda “The Lady Oscar story”, dvd che fu pubblicato dalla Storm per il ventennale della serie animata in Italia e che contiene un montaggio della serie con le musiche de I Cavalieri del Re e l’audio originale della serie. Totalmente diverso “Insieme per sempre”, di cui ho scritto altre volte. Curiosamente entrambi i film condividono le immagini dell’ending: nel primo scorre sulle note della bellissima “Alle porte della Rivoluzione”, nel secondo della colonna sonora originale. Tra l’altro, ending bellissimo. Grazie a entrambi!!!

Opening
Ending

Oscar a confronto

14 Maggio 2022

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Oggi pomeriggio, mentre lavoravo a una tavola, mi è tornata in mente una immagine del I volume di “D’Après – Arras -“. Si tratta della Oscar al centro.

La Oscar a sinistra è parte delle tavole del V volume, a cui sto lavorando oggi e in queste settimane.

Mi ha colpito la differenza tra le due. La più risalente è stata realizzata con la vecchia tavoletta grafica, la vedete scorrendo in basso le foto del blog… io e lei abbiamo una lunga storia e le sono molto affezionata.

Quando l’ho comprata, era nello studio della mansarda. Poi, dopo i terremoti, dopo aver sistemato gli spazi sotto, l’ho portata nello studio del rustico. Ci ho fatto tantissima roba, la maggior parte inedita. Ho foto dei work in progress che, ancora adesso, mi sembrano bellissime, con quei colori. Qualcuna l’ho messa nel blog, qualcun’altra su Fbk. Mi costringeva ad avere un tratto particolare, ma mi piaceva.

La terza Oscar, quella a destra, è stata una degli ultimi disegni che ci ho realizzato. Mentre la stavo completando, un pomeriggio, arrivò la tavoletta nuova. Altro passo, va detto, anche se i colori dello schermo non erano belli come la vecchia.

Che non fu pensionata. Nel 2018 la riportai sopra, dopo aver modificato parecchio la sistemazione dello studio. Sono stati ancora giorni pieni, densi. Io e lei abbiamo fatto una marea di roba. Purtroppo, nell’estate 2019, si ruppe la penna. La ricomprai, ma non era proprio la stessa cosa. Alla fine, a dicembre 2019, è stata rimpiazzata con la sorella maggiore di quella di sotto, altro passo anche qui.

Ma mi piace ricordare le cose che abbiamo fatto insieme. E non l’ho buttata, anzi. La conservo con cura. E gratitudine.

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Giornata mondiale del disegno

27 aprile 2022

Per la giornata mondiale del disegno, un video con qualcuno dei miei disegni. Come usa sui social, dovrei scrivere “crediti a me stessa. 😂


Sul diritto d’autore

25 aprile 2022

©®Riproduzione riservata e registrata ®©Laura Luzi 2022 ©®

In occasione della giornata dedicata alla proprietà intellettuale, poiché mi è stato richiesto, raccolgo e adatto queste riflessioni, risalenti all’agosto 2012 e, in particolare, quello che fu il mio commento conclusivo.

Premessa, si tratta di spiegazioni doverose, tecniche e, nelle intenzioni di chi scrive, scevre da polemiche, poiché volutamente ci si  attiene ai fatti ed alle normative.

Pubblicazione e pubblico dominio.
Mai confondere “pubblicazione” con “pubblico dominio”. Ciò che viene pubblicato non cade per ciò stesso in pubblico dominio. Se un’opera dell’ingegno (secondo la definizione della legge sul diritto d’autore, tra cui anche le fanart) viene messa su un sito, è “pubblicata” ma non è caduta in “pubblico dominio”. Non è che chiunque la vede ne dispone come crede. Tanto più che, essendo l’uso che ne viene fatto dichiaratamente non a scopo di lucro, stiamo discutendo del diritto “morale” (dell’autore a veder riconosciuta la propria opera) e non di quello “patrimoniale”.

Un diritto “morale” è per definizione irrinunciabile, imprescrittibile, inalienabile. Il che significa che nessuno, nemmeno l’autore stesso, può consentire all’utente di spacciare l’opera come sua propria (parlando in generale). E nemmeno di ingenerare in vario modo confusione, ad esempio pubblicandola in una pagina personale senza alcun riferimento. O colorandola, ad esempio, o alterandola in parte e spacciarla come propria.
Poiché il diritto dell’autore a vedersi attribuita la propria opera è “blindato” dalla legge, nemmeno il consenso esplicito dell’autore fa nascere un diritto in capo all’utente. Tanto meno lo farebbe nascere un consenso tacito. L’autore può farsi valere in qualsiasi momento, e per sempre.

I nostri lavori.
Nelle iniziative del sito, legate al sito, alle doujinshi, si è cercata la massima scrupolosità, per rispetto verso la legge e verso gli autori originari.

Finora si è discusso della componente “morale” del diritto d’autore, o diritto a veder riconosciuta la propria opera. Giustamente, visto che parliamo di iniziative amatoriali (un blog, un profilo FB, una fanart). Troppo spesso abbiamo visto fare confusione tra “credits” e denaro, ossia tra aspetto morale e aspetto economico del diritto d’autore. La componente patrimoniale del diritto dell’autore, o diritto dell’autore a trarre un profitto economico dalla propria opera, riguarda essenzialmente le iniziative lucrative (come è una nuova edizione di VNB fumetto a cura di una casa editrice). Chiaramente, nel caso di fanfic e fanart, si tratta di lavori amatoriali e non a scopo di lucro. …In Giappone, infatti, le doojinshi sono un fenomeno universalmente riconosciuto e accettato e addirittura praticato da autori affermati. Sebbene stiamo parlando di prodotti amatoriali, però, esiste un diritto “morale” che ci impone degli obblighi quando utilizziamo lavori altrui. Rispettiamoli.

File stealing: uso non autorizzato di un file.
Quando si usa una immagine altrui, anche una immagine cartacea, che non riporterà tag per ovvie ragioni, è dunque corretto cercare nella pubblicazione o sulla pagina web (il famoso “visita pagina” di Google) il nome dell’autore e riportarlo. Basterà sfogliare qualche pagina per rintracciarlo. Se si apre un libro, si trova sempre la dicitura che ne vieta la pubblicazione e l’uso senza il consenso dell’autore e dell’editore. Così è anche nelle pubblicazioni collegate al sito, anche cartace. Facebook non distingue tra profilo pubblico, privato o gruppo e proprio per uso non autorizzato può chiudere una pagina o rimuovere immagini, rifacendosi alle proprie condizioni di servizio, sottoscritte dall’utente all’atto dell’accettazione e quindi accettate

In generale, anche per la netiquette, è richiesto citare la fonte ed in generale postare contenuti di cui si hanno (o ci si è accordati per avere) i diritti.

I tag.
La pratica di mettere tag è relativamente recente, il Little Corner, il mio sito, è più vecchio, è stato creato il 17 marzo del 2000, così come alcune pubblicazioni cartacee sono antecedenti (1999, 2000, 2001, 2002-3). Ovviamente in quei casi i tag non c’erano. Ci sono però i nomi e i riferimenti belli chiari e leggibili. D’altra parte, per il cartaceo è impensabile mettere scritte tag sulle immagini, renderebbe la fruizione impossibile.
Quando iniziai a taggare le immagini del sito per evitare fossero prese, alcuni utenti si sono perfino lamentati. Ma spesso per me sono ore, anni, di studio e lavoro. Impegno, rinunce ad altro, spese. Quando si sfoglia un fumetto a colori non ci si rende forse conto, in quel poco tempo, del numero di vignette, di particolari disegnati, della ricerca nella sceneggiatura, dei saggi e contenuti riportati in quel numero della pubblicazione. A volte, potrei fare poster da una vignetta, per quanto sono dettagliate. Non sarà certo così per tutti, ma per alcuni di noi, che approcciano alla questione in certo modo, sì e io ritengo corretto ricordarlo, perché tutto non sia fagocitato in pochi minuti. Sulla carta non ci sono i tag, ma i crediti ci sono e vanno riportati. Soprattutto, se c’è scritto “Vietata la pubblicazione…” come scrivevo sopra, rispettiamo gli autori e il loro lavoro. È chiedere troppo? Per cosa, poi, perché gli utenti possano mettere like scrollando la pagina di un gruppo o di un singolo? Quando gli stessi utenti si guardano bene dal metterli alla pagina e ai post dell’autore dei disegni?

A volte ci si sente rispondere che ci stanno facendo pubblicità gratuita, cosa ben strana, se ciò avviene senza citare il nome dell’autore e senza un tag e un link a dove si trovino i lavori di costui, in modo che possano essere conosciuti e reperiti.

In generale, chiedere di rimuovere un file che senza autorizzazione viene usato è perfettamente comprensibile. Non è salire sul piedistallo o non avere una vita. È nostro diritto.
Ed è policy nota del nostro sito da anni.
Si può non essere d’accordo, ma si può pure comprendere.

Sito web https://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Index.html

Gallery https://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Gallery/Laura/Lauragallery_reloaded.htm

Blog reloaded https://lauraslittlecorner.wordpress.com/


La dura vita del fan…

18 aprile 2022

©®Riproduzione riservata e registrata ®©Laura Luzi 2022 ©® Se citate questo articolo, citatemi come fonte

O del collezionista, dovremmo chiederci?

Dopo l’oneroso ed ampolloso orologio, ecco annunciato il ciondolo in oro, una roba che neanche il Grandier si appenderebbe al collo, pur innamorato. Per mancanza di denaro o, forse, di cattivo gusto. O, forse, per rispetto dei fan e dei personaggi. D’altra parte, l’Autrice è sempre l’Autrice. E non sarà mai un lillà.

E così, mentre si pubblicano molti differenti conii in occasione del settantesimo anniversario del regno della Regina Elisabetta d’Inghilterra, a vari prezzi, questo, tra i tanti, a carissimo prezzo, delle Isole Cook viene scelto, debitamente incorniciato (sic!), per commemorare, su un altro lato, Oscar e il cinquantennale dalla pubblicazione giapponese.

Oscar, che si schiera contro la monarchia. Coerente.

Fiduciosamente in attesa di nuovo oro… finché oro non ci separi.


Buona Pasqua 2022

17 aprile 2022

Il 22° compleanno del Laura’s Little Corner – 17 marzo 2000-2022

17 marzo 2022

Questo è un terzo anniversario. Lo ammetto. Quest’anno non ci sono solo il cinquantennale della I edizione del manga di “Lady Oscar” in Giappone e il quarantennale della I trasmissione dell’anime in Italia. Oggi è il 22° compleanno del “Laura’s Little Corner”, il mio sito. https://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Index.html Era un periodo denso, quello. A parte quello che facevo nella vita reale, dall’estate del 1999 ero entrata in “Bara no Densetsu”, “Leggenda di una rosa”, in cui ero molto coinvolta. C’erano lunghe telefonate serali in cui si parlava del fumetto, disegnavo e disegnavo. Scrivevo. Progettavo.

Sempre in tema “Lady Oscar”, avevo scritto diversi saggi e qualche racconto e realizzato diversi disegni, spesso in stile realistico, alcuni dei quali avevo presentato al provino per “Leggenda”. Dal 1996 ero dentro il fandom americano e, tra dicembre 1999 e gennaio 2000, avevo realizzato alcune illustrazioni per un racconto, inizialmente one shot, poi ad episodi, di Narumi pubblicato illustrato sul suo sito.

Contemporaneamente, alcuni di questi miei disegni furono pubblicati sul sito giapponese “Mamaka’s livedoor”. Fu una bella soddisfazione.

Uno dei disegni realistici che fu pubblicato nel sito giapponese “Mamaka’s Livedoor” tra il 1999 e il gennaio 2000.

In Italia, invece, non trovavo spazio né per i miei saggi, né per i disegni, né per i racconti.

Senza che riuscissi a rendermene conto, poi, una volta che i disegni furono online sui due siti, giapponese ed americano, cominciarono ripicche, gelosie, silenzi. Tutto divenne più pesante e complicato. Io non capivo: i miei disegni e saggi erano disponibili, se si fosse voluto, si sarebbero potuti mettere online, non si era voluto, dunque, evidentemente, non interessavano. A qualcun altro sì, all’estero. Dov’era il problema? Ma iniziò un periodo molto difficile umanamente.

Di fatto, io continuavo a studiare, a ragionare. Scrivevo. Sentivo che quello che stavo realizzando aveva un valore e meritava visibilità. Comprai un libro per capire come potevo tirare su un sito web, all’epoca non c’erano i form prefabbricati che ci sono adesso per i blog, non c’erano i social, io tra l’altro non avevo studi di grafica web né di compilazione alle spalle. Era tutto da capire.

Chine acquerellate, preistoria dei miei disegni, ma lo amo ancora molto e ce l’ho appeso qui nello studio. Sono belle anche le matite e il bozzetto originale. Chissà, magari un giorno li pubblicherò. Uno dei primi pubblicati sul mio sito.

Fu così che iniziai e cominciai a progettare il sito. I primi contenuti furono una dozzina di miei disegni, per la maggior parte realistici, due miei racconti, le immagini di qualche mio oggetto di Lady Oscar che avevo messo insieme negli anni, non tutte, non ho mai completato quella sezione, dei saggi, altri che poi spesi nella fanzine Strike su Lady Oscar. Una sera tardi, mi arrivò una mail di complimenti da parte di una persona, Andrea Antonini. Mi scriveva dei disegni. Io ringraziai, sorpresa. Ancora più sorpresa fui quando, qualche mese dopo, ritrovai il sito recensito nel suo libro. A mano a mano, poi, il sito si ampliò, modificai la grafica. Arrivarono inizialmente persone, come Elisabetta e Daniela (Claudine), che non avevano avuto spazio con alcuni loro testi altrove, magari perché considerati scabrosi. Il mio criterio era accogliere testi che mi convincessero come lettrice, come si trattasse di un buon libro. Non era un problema se un contenuto fosse disturbante o meno. E, poi, dove occorreva, revisionavo. A volte le idee erano buone, ma erano in una forma che richiedeva una riscrittura o aggiunte o sottrazioni. Ho veramente dedicato tanto tempo a questo lavoro di editor, credo che questo sia stato un valore aggiunto grande per il sito. Quella ricerca della qualità, certo, a scapito del mio tempo. Ad alcuni le revisioni non servivano o servivano appena, ad altri sì e magari poi c’è stata anche ingratitudine, invidie. C’è stato chi ha accusato me, senza considerare che è normale che un autore abbia una parabola, abbia una fase più creativa, poi scenda. Io, come webmaster, lo vedevo. Sul fronte disegni, ricordo la mia enorme cartella rossa di disegni, il bagno di fan al Cartoonist, quando tirai fuori i disegni… Sul fronte racconti, mi ricordo il primissimo contatto con Fiammetta, una questione di traduzione su una mailing list, le volte che poi mi venne a trovare. Anche lei era stata rifiutata dal sito come sopra. Ricordo il pomeriggio del primo scambio di mail con Alessandra, le volte che ci siamo viste. Quella sera del primo contatto con Sydreana, questa persona così gentile. Elisa e i suoi racconti funambolici. Fanny.

Periodo di tante illustrazioni, il 2005-6, mentre scrivevo Alternate BK’s Night, di cui quella a sinistra era una illustrazione. Poi l’ho “citata” in “L’Alba”. Al centro un bozzetto, a destra ulteriore bozzetto.

Erano tempi così, c’erano ml e siti in cui si scherzava, il povero Fersen veniva massacrato al nome di Ottusangolo e FeSSen, non solo parodie, veri e propri thread, c’erano gruppi, fazioni; io ero svernata in una ml multilingue, perché c’era molta invidia e rivalità nei miei confronti, a causa dei miei disegni online, né era gradita una persona che esprimeva la propria opinione, non solo non ero benvoluta, ma ero stata fatta oggetto di una sorta di “narrazione alternativa”, come dire. Quindi ero su questa mailing list molto interessante, assieme a fan straniere, in cui arrivavano informazioni, scambi, si commentavano le varie edizioni…

Intanto, il sito andava avanti… Traduzioni, apporti dall’estero, anche a livello illustrazioni. Le mail che ricevevamo dalle lettrici, con i loro pensieri, le recensioni… arrivò Luana tra le autrici. Poi ci fu anche il blog. E il blog nuovo, che fu Alessandra a suggerirmi di chiamare Reloaded. Era una forma più veloce, per contenuti che mi richiedessero meno tempo non ad essere composti, quanto ad essere caricati on  line. Adesso abbiamo questa autrice, Nazarena… e il sito si è anche incarnato in cose più materiali, nei miei progetti del “The Little Corner Project”, che è ciò che sta a monte di  tutte le cose che ho fatto negli ultimi anni.

2014, esce il mio artbook “Fanworks”. Una marea di acquerelli, ma non solo.
Acquerello del 2016, con la palette di scorta. Era il periodo dei terremoti 2016-7 e il bozzetto iniziale di questo disegno l’ho fatto in macchina.
Making of de “L’Alba”. Bozzetto e acquerello.

Ed ora sono qui, dopo 23 anni di presenza nel fandom, ed oggi è il 22° compleanno del mio sito.

Quest’anno è un doppio anniversario per “Lady Oscar”, come scrivevo, e, per noi del “Little Corner”, c’è quest’altro nostro compleanno. Per parte mia, voglio celebrare queste ricorrenze con i progetti che porto avanti, a nome mio e del “Little Corner”. Come le ho celebrate non solo per il quarantennale o il cinquantennale, ma come ho fatto ogni anno di questi 22 sul sito e 23 nel fandom. Rispetto a questa bellissima storia, mi sento un po’ come André rispetto a Girodel. André celebra Oscar tutta la vita, Girodel arriva e la reclama.

E quindi, buon compleanno, Little Corner. E grazie a tutte le persone che hanno contribuito e alle persone che ci hanno seguito.


Lady Oscar, Versailles no Bara – I marzo – 40° anniversario italiano anime, segue 50° anniversario giapponese anime

28 febbraio 2022

Un mio omaggio, per questa doppia ricorrenza che festeggiamo dal I marzo. Immagini tratte dalla mia doujinshi “D’Après – Arras -“


An essay from Caroline Kerjean

27 febbraio 2022

Caroline Kerjean ed io siamo amiche da tempo, accomunate dall’apprezzamento per l’anime Lady Oscar. Così è stato un piacere leggere il suo saggio, molto personale e appassionato, “A Bloody Song”, a cui ha a lungo lavorato, e in cui analizza l’anime della sua infanzia da un punto di vista adulto, portando il lettore ad una sorta di viaggio nel tempo. L’autrice compara anche l’anime ed il manga Versailles no Bara ed, in più, esplora le tematiche comparative nel romanzo “Quel che resta del giorno” di Kazuo Ishiguro, ampliando l’analisi all’esame delle influenze della cultura giapponese dietro l’anime ed il manga.

Ecco cosa scrive una lettrice:

“A bloody song” è un saggio accorato da cui si respira tutta la passione e l’amore dell’autrice per il capolavoro che è Lady Oscar, ma anche il suo profondo affetto per il personaggio di Oscar. Questo saggio è scritto con rigore, l’analisi è pertinente e ci mostra quanto l’influenza dell’antica cultura giapponese, la sua estetica e il suo simbolismo siano presenti nell’opera di Ikeda e Dezaki. Ho divorato questo saggio e sono stata commossa dalle magnifiche metafore e dai tentativi di decifrare la complessità dell’aspetto psicologico in Lady Oscar; cosa che l’autrice ha fatto brillantemente. Dopo questa lettura, è con un occhio nuovo che percepisco la storia di Oscar a cui tengo così tanto dalla mia infanzia. Un saggio che ogni dipendente da Lady Oscar dovrebbe leggere.

[Recensione di Caroline aka Carotzbxl]

Sotto, dopo la traduzione inglese, troverete i link al suo lavoro, il suo sito e podcast

My long-time friend Caroline Kerjean and I share a passion for the anime Lady Oscar. So it was a pleasure to read her very personal and passionate essay titled ‘A Bloody Song’. In this piece, which she worked on for a long time, Caroline analyzes this childhood anime from an adult perspective, thus inviting the reader to ‘time travel’. She also draws comparisons between the anime and the manga Versailles no Bara and further explores comparative themes in the classic novel ‘The Remains of the Day’, by Kazuo Ishiguro, thus widening her analysis to examine the Japanese cultural influences behind the anime and manga.

Here  a reader’s review:

“A bloody song” is a heartfelt essay from which we can feel all the passion and the love of the author for the masterpiece that is LadyOscar, but also her deep affection for Oscar’s character.
This essay is written with rigor, the analysis is pertinent and shows us how much the influence of ancient Japanese culture, it’s aesthetics and symbolism are present in Ikeda’s and Dezaki’s work.
I devoured this essay and have been moved by magnificent metaphors and attempts to decipher the complexity of the psychological aspect in Lady Oscar; which she did brilliantly.Following this reading it’s with a new eye that I perceive Oscar’s story that I cherish so much since my childhood.
An essay that every Lady Oscar addict should read.

[Review by Caroline aka Carotzbxl]

You can find Caroline Kerjean, her podcast and how to find her book here:

https://www.carolinekerjean.com/?fbclid=IwAR1aKMetK9KiEuVGHJ6CeGOannn9flH-yCX7qQgp6SeFem6_wjbUw77gSOk

https://www.buzzsprout.com/1808455?fbclid=IwAR3B96oG2e2h24LaZy8Ue4t9vWwkDUYH2p_munVH_uWjEF_zKdFcOQ3jVPU

The book in the window of The Standard Café in Montreal in 2021

Da Laura – Buon San Valentino

14 febbraio 2022