Mr G – L’uomo dai due compleanni

26 agosto 2011

Originally posted by littlecorner.it (02/05/2007 – 09:00) link http://blogpw.littlecorner.it/archivi/2007-05

Come ho osservato in un articolo di una fanzine, Mr G è l’uomo dai due compleanni! Infatti, sebbene nell’Artbook Shueisha del 1976 si trovi indicata la data del 26 agosto come compleanno, data peraltro storica (ritengo, non a caso), secondo la Berubara Encyclopaedia (Daihyakka o The Bible) del 1980, è nato il 2 maggio… Quindi, al nostro fanciullo spettano come minimo i doppi auguri (o compie il doppio degli anni??? LOL)!!!

Speriamo che Oscar lo riempia di regali!!!


Da Sydreana: Le allegre comari di Little Corner: rotta per le isole!

16 agosto 2011

Vi racconto una storia che spiega perché Oscar sia la forma dell’acqua. Mi è venuta in mente, ed il cerchio s’è chiuso, mentre in una sudicia metro azzurra attraversavo la città per andare al lavoro, finalmente seduta, come le assenze di molto pendolari nell’agosto afoso finalmente consentono, con l’opera omnia di Jane Austen fra le mani… o più che altro sulle gambe, se devo essere sincera, vista la dimensione ed il peso dell’adorato  mattone.

Il punto di chiusura: Persuasione, libro secondo, capitolo undicesimo, primo capoverso: “Aveva dato la sua parola, e la reputazione di Mr.Elliot, come la testa di Sheherazade, sarebbe stata salva ancora per un giorno”.

Dalla Austen pindaricamente alle Mille e una notte. Non uso sostanze strane, lo giuro, solo che i miei neuroni fin dalla tenera età sono stati avvezzi a fare collegamenti veloci e apparentemente indecifrabili, come possono testimoniare i miei cari.

C’è stato un tempo, circa dieci anni fa, in cui amavo dire che mi sentivo Sheherazade, la principessa delle Mille e una notte, la donna che per sfidare la morte e strappare ancora un giorno e un giorno ancora, tesseva la sua tela infinita di storie per salvarsi da un re crudele.

Non ero in pericolo di vita, salute perfetta, nessun re misogino e uxoricida nei paraggi, solo uno strano e indefinibile vuoto. Eppure scattarono dei meccanismi che mi tenevano più viva del solito. Scrivere di Oscar era come prendere un tappeto volante che mi portava da un giorno all’altro con leggerezza. Disegnarla dopo averne scritto il completamento dell’opera.

A quegli anni risale “La Comaranza” con Laura.

Una Comaranza sancita da atti delinquenziali a sfondo colorifero. Svariati i raid furono svolti in duo o da singole su committenza dell’altra, in svariati negozi di belle arti in giro per la penisola: Milano, Bologna, Roma, Ascoli e Lecce – non esiste latitudine a cui il crimine non sia stato commesso -. In realtà solo ora mi rendo conto che ci mancano le isole… Molto grave!

Comare prendi nota, bisogna rimediare!

Una Comaranza consolidata dai tempi della limatio di tante storie con Oscar per protagonista. Limatio coatta ed in fondo ultradesiderata (io ammanettata al pc nella mansarda di Laura per finire De Insania) o spontanea e maniacale, quella che ti manda a letto a notte fonda perché dovevi finire, dovevi proprio finire se no hai voglia a spararti camomille per dormire!

Oscar che era sempre diversa di racconto in racconto, eppure, magicamente, sempre uguale. Oscar che era cazzuta, fragile, romantica, decisa, titubante allo stesso tempo, ma mai vile, sempre unica, sempre coerente.

Ne abbiamo conosciute di Oscar, non solo le Oscar delle Comari, rigorosamente con una “m”, mi raccomando, non crediate sia un refuso, ma quelle di tutte le ragazze di Little Corner, tutte diverse e tutte da conoscere.

Ognuna di noi aveva la sua, legata fortemente al motivo per cui aveva amato quel personaggio meraviglioso.

Forse il primo ad insegnarcelo è stato Dezaki: la sua era fantastica, ricca di silenzi che gridavano, di istantanee mozzafiato, bella come il sole. Tutte quelle parole così chiare eppure mai pronunciate.

Forse proprio in tutti quei non detti, quegli spazi bianchi abbiamo sentito di volerci intrufolare, per dire la nostra, per dire il motivo per cui la amavamo, per dire cosa le avremmo voluto suggerire come a una parte di noi stesse che ha bisogno di aiuto.

Ognuna di noi era un vaso dalla forma diversa, ed Oscar era l’acqua che lo riempiva.

La Comaranza nasceva e si attivava il principio dei vasi comunicanti, ci conoscevamo grazie ad Oscar. Alcuni lo definirebbero un interesse comune ma è veramente riduttivo e… lasciatemelo diVe veVamente plebeo (quanto mi sento la Polignac!)

Le  amicizie più care nascono e crescono grazie a un sogno.