Little Corner update 14-15 settembre 2011

È stato un duro lavoro, LOL, ma ecco l’update! Grazie a tutte le ragazze che hanno collaborato!

http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Updates/last_updates.htm

 

 

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24 Responses to Little Corner update 14-15 settembre 2011

  1. lauraslittlecorner ha detto:

    Raffaella, ci saremmo divertite, mi sa, ma rimediamo ora, no? 🙂 Nel blog ne parlai in vari punti, tra tanti nel post “Il coraggio di tradire” http://blogpw.littlecorner.it/post/1207118738/Il+coraggio+di+tradire#commentil che poi divenne un essay nel sito, nella sezione apposita, stesso titolo. Erano interessanti anche i commenti, trovi tutto nel link. 🙂

    • Raffaella ha detto:

      Ehm…ho provato a lasciare un commento nel link ma mi sembra di non esserci riuscita. Siccome voglio a tutti i costi dire la mia, lascio il commento pure per “Il coraggio di tradire”. Sono d’accordo con quasi tutto quello che hai scritto. E’ vero, Oscar si ammala perché si sente lacerata ed in conflitto tra ciò che è e prova e ciò che la società e la famiglia vorrebbero che fosse. Fatica a liberarsi dalle costrizioni che ha addosso. Ma non sarà un po’ troppo pessimistico dire che Oscar e Andrè muoiono a causa del senso di colpa di lei per il tradimento al suo mondo? Magari la mia è una lettura più superficiale, ma a me sembra che il conflitto dentro di lei si risolva nel momento in cui, da un lato, riconosce l’amore per Andrè, e dall’altro si schiera a fianco del popolo. Peraltro nella nuova edizione d/books del manga, il senso della scena in cui Oscar guarda la bottiglia dopo l’inizio della relazione con Andrè è ribaltato: lei guarda la bottiglia e poi si volta dall’altra parte tanto da far dire a Marron Glacè “Avete smesso di bere?” E devo dire che, forse come significato è meno profondo, ma all’interno della storia è più logico. Inoltre mi sembra che, proprio Oscar, nel momento in cui abbandona tutto sia ben decisa, forse per la prima volta, a vivere. Io preferisco pensare che la morte di Oscar e Andrè sia da collegarsi al compiersi del destino come lo vedono i giapponesi (e come l’ha spiegato Francesco Prandoni sulla rivista Yamato): nel momento in cui Oscar raggiunge ciò che ha cercato per tutta la vita e capisce qual è la sua strada riscattando la sua esistenza, è perfetta, al culmine dello splendore, dunque il destino chiude il ciclo della sua esistenza (le rose appassiscono in bellezza). Forse per me è più consolante così!

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Sono contenta che anche tu abbia ben presente quegli Yamato e gli articoli di Francesco Prandoni!!!! Che bello!!! Sì, Oscar compie il suo destino tragico, certo, ma io a volte tendo ad elucubrare e portare i miei pensieri a sfidare le conseguenze… 🙂 Nel manga la malattia cade in maniera tragicissima, quasi peggio che nel cartone. Oscar inizia a tossire sangue in maniera molto drammatica e André si resta in dubbio se lo scopra o meno. Ma nel manga Oscar beve, anche, come ricordi tu. Nel manga, come giustamente nota Prandoni, i sentimenti di Oscar verso André e tutta quella parte della storia d’amore (che il cartone zompa a pie’ pari) sono narrati in modo delicatissimo, umano, convincente. Chapeau, sono parti proprio belle.

      • Shophy Zegarra ha detto:

        Oh, bè, capito che “Oscar e Andrè muoiono a causa del senso di colpa di lei per il tradimento al suo mondo” (come citi tu), è una delle molte interpretazioni-lettura che possiamo fare dell’anime, o come direbbe Lotman nella ‘Sémiosphere’: “una volta che il personaggio tradice le regole del suo mondo, cioè, si trova nella frontiera della Semiosfera; deve morire”. E quello non ha niente a vedere con le scelte del personaggio, ma con il percorso di una narrazione… hhmmm… mi sa che non mi spiego bene, ma in ogni caso sono d’accordo con le ragazze su questo argomento.

  2. Raffaella ha detto:

    Mi dispiace davvero non aver seguito prima il tuo blog. Mi sarebbe piaciuto leggere le vostre opinioni. Non avete mai pensato di fare un essay sull’argomento?
    Per quanto riguarda il film, se esce, secondo me esce nel 2012, in concomitanza con i 40 anni del manga!

  3. alessandra ha detto:

    Ma no, ti prego, falla, falla lunga, lol!
    Come hai potuto leggere nei nostri essays, siamo tutte d’accordo che questo film non sia affatto un’opera ben riuscita; però , assodato questo, ci sono molte cose che si possono dire su di esso, diverse questioni che vale la pena di approfondire per conoscere meglio la storia della sua genesi (e una parte, in ogni caso, della tradizione oscariana). A mio parere, poi, ci sono anche dei motivi per salvarne delle piccole parti.
    Però, d’altra parte, io non credo che la vera Oscar sia solo quella che fa a botte nella taverna. A me sembrano perfettamente credibili per Oscar anche dei momenti in cui si manifesta tutta la sua sensibilità (anzi, ce la vedo anche di più, proprio perché tale sensibilità esiste, è profonda, tanto più profonda quanto più è “costretta” in un’attitudine severa che in qualche modo è obbligatoria per lei); mi sembra credibilissimo anche il passare la notte con André in quel modo: teniamo conto che i due sono cresciuti insieme, e sono stati insieme fin da bambini, probabilmente anche di notte. Trovo intrigante e struggente che possano aver avuto un momento del genere da grandi, e non mi pare per nulla irreale. Certo, solo una volta, mica tutti i giorni, se no… l’hombre non es de fierro…
    Per l’altra cosa, anch’io penso che il carattere dei personaggi vada sostanzialmente rispettato, però dico anche con convinzione che avrei trovato interessante perfino un suo stravolgimento, se fosse stato fatto bene e con arte, se ci avesse fatto pensare, se avesse dato luogo a un’opera originale. Un’opera, anche un remake, deve avere una sua originalità per avere un valore. Ammetterei perfino una lettura dissacrante, se fosse fatta bene. Sono convinta per esempio che uno dei motivi per cui l’uscita del nuovo film Toei viene continuamente ritardata e non se ne sa più niente, è che i suoi realizzatori siano controllati passo passo da madame Ikeda, e che questo impedisca al regista e agli sceneggiatori di dare qualsiasi contributo autonomo; e che probabilmente l’autrice non si renda conto che, facendo come dice lei, non necessariamente si avrà un buon risultato. Non sono così sicura che colei che ha ideato il manga sia nel giusto nel voler imporre fin nei dettagli la sua lettura personale della storia (non dimentichiamo che pure il manga ebbe successo solo per la storia di Oscar e André, e che di Maria Antonietta di per sé gliene importava poco a tutti, con grave scorno della signora Riyoko). Mi viene in mente quello che ha scritto Sonia in un interessante confronto con la saga di Star Wars, in cui – se non la interpreto male – attribuiva a George Lucas la stessa “testardaggine” nell’imporre i propri punti di vista, facendosi le sceneggiature da solo e imponendo a forza dei personaggi assolutamente insulsi, tipo l’uomo-pesce Jar Jar.
    Ma mi sto allontanando troppo dal seminato, non si sa dove potrei andare a finire, quindi mi fermo!

    • Raffaella ha detto:

      Guarda, voi siete più obiettive di me nel giudicare questo film. Io sono talmente attaccata alla Oscar dell’anime che, per me, questo lungometraggio è un’eresia. Sì, forse alcuni passaggi possono essere salvati, ma solo nella prospettiva che siano serviti da spunto a Dezaki! Davvero, per me è troppo distante dalla Lady Oscar che amo. E’ vero, Oscar non è solo quella che fa a botte in taverna, ho citato la scena solo per sottolineare che lei, cresciuta come un uomo, sa anche menare le mani, mentre la Mccoll dà i pugni come potrei darli io! Oscar è un insieme di impulsività, testardaggine, orgoglio, generosità, arroganza, sensibilità, coraggio, fragilità. Sì, sono d’accordo, Oscar è estremamente sensibile, ed è anche fragile. Ma il fatto di passare la notte con Andrè (cosa che sono sicura anch’io che i due abbiano fatto più di una volta da bambini) non mi fa pensare ad una dimostrazione di sensibilità, ma più ad una ricerca di tenerezza che la Oscar dell’anime non si concede mai, non può concedersela perché la tenerezza non è da uomini, non è da soldati. E’ una debolezza. E’ troppo…femminile? Teniamo conto che tutta la storia di Oscar si basa sulla repressione dei sentimenti personali. Andrè può dire di conoscerla bene perché ci è cresciuto insieme, nella stessa casa, e vivere insieme per lungo tempo fa capire il carattere della persona con cui si convive. E certo, lui, di espressioni addolorate, arrabbiate, felici e malinconiche ne avrà viste parecchie in quei quasi trent’anni di vita insieme.
      Quasi sicuramente il film della Toei non esce per contrasti con l’autrice: l’ultima voce che avevo sentito era che volevano far sopravvivere Oscar alla presa della Bastiglia e la Ikeda non era d’accordo. Sono convinta anch’io che un remake o la trasposizione televisiva di un’opera debbano avere qualcosa di originale per essere apprezzabili, tenendo però sempre vivo lo spirito del testo a cui si attinge. E sia nel film live (totalmente) che nella serie televisiva (alla fine) il significato del manga è stato ignorato. Vogliamo parlare dell’interpretazione data da Dezaki alla vicenda? Devo proprio togliermi questo peso dallo stomaco! E’ vero, lui ha occidentalizzato la storia, ma secondo me la conclusione, il famoso motivo per cui Oscar decide di dichiarare i propri sentimenti ad Andrè solo la notte tra il 12 e il 13 luglio schierandosi poi dalla parte del popolo, è di fatto, puramente nella mentalità giapponese, laddove la Ikeda se ne era ampiamente discostata dando un finale, lei sì, occidentale. Per spiegarmi meglio: ho visto l’anime in versione originale sottotitolata e Oscar decide di dare una virata alla sua vita perché è malata, perché forse le restano solo 6 mesi di vita. Il regista sembra dire che, da bravo samurai, se lei fosse stata sana, avrebbe messo da parte i sentimenti e avrebbe continuato a fare il suo sacro dovere fino alla fine. Lei decide di ricambiare Andrè perché le restano solo 6 mesi di vita e allora, vabbè, tanto vale darsi alla pazza gioia! Forse Dezaki non si è reso conto di quanto il personaggio generoso e coraggioso del resto della serie lì faccia una figura da vigliacca ed egoista, né di quanto abbia tolto significato al finale della Ikeda, che voleva dire alle ragazze di non seguire la strada delle convenzioni sociali e delle imposizioni, bensì quella del proprio cuore e della propria testa. O forse Dezaki ha peccato di troppo amore per il personaggio di Andrè, dando a lui il potere di ridare la speranza ad una Oscar rassegnata al destino (nella notte d’amore lei dice “Con te posso vivere! Voglio vivere!” Devo dire la verità: alla fine della visione di quella 37^ puntata ho capito perché l’autrice vuole controllare tutto il lavoro del film!

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Ciao, Raffaella, benvenuta! Penso che sia un vero peccato che tu non ci abbia seguito al tempo del vecchio blog – o che questo sia al momento fermo -, perché proprio questi argomenti li avevo a più riprese affrontati, sottolineando appunto le cose che noti anche tu, le frasi, le motivazioni differenti. Tra l’altro, spesso nei miei lavori uso rifarmi alla sceneggiatura originale. Sul film Toei ho letto di tutto. Mentre scrivevo l’essay sul film la notizia era che non c’era nessun film ma solo un grosso equivoco sugli spezzoni dei Pachinko, ora è risaltata fuori la notizia che è procrastinato ma vegeto.

  4. Raffaella ha detto:

    I saggi sul film di Demy

    I vostri saggi mi hanno fatto tanto incuriosire da spingermi a rivedere il film live di Lady Oscar. L’avevo visto anch’io nelle due occasioni di Natale e del giorno dopo di tanti anni fa e avevo giurato di non rivederlo mai più, tanto non mi era piaciuto. Rivedendolo ora, oltre a notare che in alcuni passaggi rasenta la comicità (l’aggressione di Rosalie a Mme de Polignac) e che è costruito veramente male, mi sembra di assistere ad una messa in scena di una di quelle fan fiction in cui solo il titolo è Lady Oscar, perché i caratteri dei personaggi sono talmente stravolti da non essere riconoscibili. Perché va bene l’interpretazione personale di una storia, ma secondo me i punti principali del carattere dei personaggi vanno rispettati. E di Oscar, nell’interpretazione di Catriona Mccoll, io non trovo nulla. E’ una ragazza debole, per dirla alla Dezaki, una femminuccia. Mi si può dire quanto si vuole che è un’interpretazione dei fatti, ma allora è l’interpretazione di come si può sentire una qualsiasi donna (debole) a dover vestire forzatamente i panni di un uomo, non è l’interpretazione del personaggio di Oscar. Dezaki, sì, ha dato una sua personale interpretazione del personaggio dell’Ikeda, perché le caratteristiche principali ci sono tutte.
    Parlando del film, Catriona non è credibile, bella quanto si vuole, ma non è neanche lontanamente Oscar (a proposito io ho avuto una folgorazione quando ho visto Daryl Hanna interpretare il ruolo del killer in Kill Bill) e temo che non sia neanche questione di interpretazione registica, è proprio carenza recitativa! A volte ci provano a mettere in scena la vera Oscar (ad esempio rissa nella taverna), ma l’attrice non sa neanche dare i pugni! La mia impressione è che il regista in questo film non abbia mai creduto, neanche per un attimo. Probabilmente non credeva neanche che una donna potesse svolgere mansioni così tipicamente maschili (di fatto le donne hanno cominciato ad entrare negli eserciti, fatta eccezione per le israeliane se non sbaglio, negli anni ’90).
    Secondo me Andrè ha l’aria del bulletto, ma c’è da dire che io adoro l’Andrè dell’anime in tutti i suoi aspetti, un Andrè che si accompagna alla perfezione al carattere di Oscar, la quale, di fronte al tizio del film, probabilmente avrebbe avuto reazioni poco ortodosse!! C’è poi da dire, secondo me, che per i tempi, l’Andrè del film si prende troppe libertà. Ecco, io ho sempre avuto seri dubbi sul fatto che dormissero insieme, con tutto il rispetto per le diverse fan fiction in cui si trova questa scena! Trovo poi più attinente allo spirito del tempo il fatto che l’Andrè nell’anime fosse trattenuto dal suo stato di servitù e quindi non potesse parlare ad Oscar come fa quello del film. Peraltro io trovo che all’Ikeda siano bastate un paio di tavole per far capire l’intimità e la profondità del legame tra Oscar e Andrè. Avrei da dire qualcosa anche sull’interpretazione di Dezaki ma temo di farla troppo lunga…

  5. alessandra ha detto:

    La traduction française d’un texte que j’avais écrit en 2007 sur le projet du nouveau film d’animation de « Lady Oscar » (« Eloge de l’infidélité », c’est le titre) est maintenant en ligne à la page des essais de Little Corner. Je voudrais remercier particulièrement, pour avoir rendu possible ce travail, la très gentille et capable Caroline Drolet, qui sur son site (en anglais et français http://www.ladyoscaroverview.com/index.html) a publié des intéressantes et soigneuses recherches sur le personnages d’Oscar. Elle m’a inspiré, de fait, l’idée de tenter une traduction de quelqu’un des mes essais, et a accepté avec enthousiasme de corriger et adapter la première version française de mes reflexions sur le film d’animation projeté par la Toei animation (dès lors que le film à ce jour n’est pas encore sorti, ces reflexions sont peut-être encore actuelles!).
    Merci donc à Caro pour son précieux aide et pour son très bon travail !

    The French translation of a text I wrote in 2007 about the planned new animation “Lady Oscar” movie (« Éloge de l’infidélité », is the title) is now on line at the Essays page of Little corner. I’d like to thank in particular the very kind et capable Caroline Drolet, because she made this possible. On her website (in English et French http://www.ladyoscaroverview.com/index.html) she has published some interesting and accurate works on the character of Oscar. She indeed gave me the inspiration to try a translation of some of my essays, and she enthusiastically accepted to correct and to adapt the first French version of my reflections on the planned Toei movie (since the movie, to the present day, isn’t come out yet, these reflections are perhaps still relevant!).
    So, thanks to Caro for her precious help and for her good job!

  6. Luly ha detto:

    bentrovate ragazze!! Grazie per il preziosissimo lavoro che regala al povero Demy un abito tutto nuovo, e tanti tantissimi spunti di riflessione. Lo dicevo io!!! Convincerete gli indecisi, e anche molti altri!!
    Grazie, grazie. Il lavoro che c’è dietro ai pezzi pubblicati, si può solo lontanamente immaginare…
    Luly – Nanny – etc…

  7. alessandra ha detto:

    “Stanco dorato tramonto” di Silvia (e le altre cose che ha scritto per noi in questi mesi)

    Silvia è veramente un acquisto prezioso per questo sito. Io amo la poesia ma non leggo spesso quella pubblicata on line, e nemmeno mi azzardo a scriverne di persona, perché trovo che la poesia sia una cosa tremendamente seria e difficile, e che non basti spezzare in presunti versi liberi qualche pensiero romantico vagante che ci si presenta alla mente per poter dire di essere dei poeti, di aver fatto della poesia. Lo fanno in molti, ma secondo me è rarissimo trovare testi, anche tra quelli formalmente corretti, che riescono veramente a lasciarti qualcosa dentro. Quello che apprezzo di Silvia è la ricchezza dell’ispirazione e nello stesso tempo la concentrazione delle scelte formali. La serietà del modo in cui traduce le emozioni in parole e suoni, l’estrema efficacia e rigore delle sue immagini. Mi piace soprattutto il modo in cui costruisce il discorso, la frase: l’ordine delle parole mai casuale, non banale, calibrato, che genera un’archittettura lieve e solida a sorreggere il discorso. Il lessico, non affettato ma prezioso nella sua limpida naturalezza, come se non potesse esserci, lì, che quella parola: e il rendersi conto di quanto era difficile trovarla, anche se a vederla sembra poi che sia la più naturale del mondo. MI piace molto quello che ha pubblicato sul Summer Magazine, di cui consiglio la lettura a chi ama la poesia.
    Spero che scriverai altre cose per noi, soprattutto se parlano di Oscar e André, perché è un regalo bellissimo! (Soprattutto se viene da qualcuno che di solito non scrive di loro, e ha prestato la sua splendida penna a ciò che ci appassiona di più! Tipico pensiero da fan, ma sono nel posto giusto e quindi non chiedo venia 😉

    • lauraslittlecorner ha detto:

      E’ assolutamente lo stesso che penso io del suo scrivere. E’ netto, limpido, ma non è buttato lì: è, invece, frutto di ponderazione e ricerca, e introspezione e profonda interiorità. Di rispetto e amore per la lingua italiana. Di costruzione anche di assonanze. E una capacità di sintesi, e, insieme, di analisi, che la porta a creare qualcosa che ha la precisione e la nettezza di un haiku (ma più esteso). Io le sono molto grata di aver accettato di scrivere queste cose, di essersi lasciata coinvolgere, di aver raccontato queste scene.

  8. alessandra ha detto:

    Per “Notte di inganni” di AudreyNY.

    L’ho riletto adesso, a una distanza di tempo dalla prima volta che mi ha consentito di ritrovarlo come se fosse una cosa nuova, e… mi piace, mi piace proprio in questa veste nuova in cui lo presenti qui. Essenziale ed elegante, per questo intenso, con delle notazioni veramente toccanti che avevo apprezzato anche nell’originale, come quel “pensavo che lei fosse la mia famiglia”, che trovo semplice e bellissimo. Quel bacio dato in silenzio, con intensità e con naturalezza. Quella prigione che passa dentro di lui. Diverse altre cose, che mi sembra risaltino ora in una luminosità pura, proprio perchè suggerite, accennate e poi lasciate, consegnate, donate al lettore perché le faccia sue. Commento sulla base del mio gusto personale, che come ogni gusto personale non ha pretese d’infallibilità, ma penso che sia un risultato veramente bello e ben riuscito. Grazie a te per aver scritto e per la bella occasione di confronto che ci hai offerto facendolo.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      AudreyNY è stata molto carina, e gentile, a mandarmi questo testo, che è stato una sorpresa. Ricordo benissimo quando è arrivato e la mia risposta. E’ un bel ricordo. Delle parti le ho apprezzate al punto da averle citate, poi (con adeguato credito in nota e avvisando l’autrice, LOL). Anche a me è piaciuto quel pensiero sulla casa. AudreyNY è stata, anche, e va detto a suo merito, intelligente a mettersi in gioco, soprattutto considerata la fama che in giro si attribuisce a Little Corner! LOL Mi piace il risultato. E’ netto e intenso.
      Questo racconto mi ha dato la possibilità di confrontarmi sia con Alessandra, sia con AudreyNY. Questo è importante, per me, perché è sempre bello lavorare con persone che trovano il modo di esporsi (ciò che è il raccontare), di mettersi in gioco, di fare proposte, di venirsi incontro e cercano di comprendere l’altro.

  9. lauraslittlecorner ha detto:

    LOL, that I know, the ending is the same of the anime – if I don’t change my mind. So… WARNINGGGGGG LOOOL

    • alessandra ha detto:

      Aaaaarghhhh!!! Noooo! Questa non la dovevi dire, donna malvagia! Lo sapevo, lo sapevo che da te c’è da aspettarsi di tutto! Non è possibile, se me li fai fuori anche stavolta ti uccido! Ma sta’ attenta, guarda che ti scrivo un sequel supercaramelloso con Oscar in perenne premaman rosa confetto, e le faccio fare 12 figli uno via l’altro, nella peggior tradizione mondiale di André inseminator! Giuro, ci metto tanta di quella melassa che faccio cariare le arcate dentarie al completo di tutto il Little corner. Renderò ricchi i vostri dentisti, lo giuro!

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Preferirei rendessi ricchi noi miserrimi legulei, LOL. Senti, ma di che ti sorprendi? Il finale mica è mai cambiato dalle versioni che ti sei sorbita tu. ^_-; E, poi, l’importante è la farcitura. Guarda che se mi parli di caramello, ti sguinzaglio Simone Rugiati direttamente da Cuochi in fiamme ^^

  10. alessandra ha detto:

    Annette di Luana.

    Luly, mia adorabile Nanny in pectore anche quando indossi i panni della balia! Solo una cosa a caldo dopo la lettura del tuo pezzo: un sospiro di sollievo – di tutto cuore! – per l’intervento risolutore della nostra Annette, che finalmente mi fa stare più tranquilla per le sorti di quella creatura! Ero in pena terribile, per il piccolo Daniel e per quei due sciagurati pieni di buone intenzioni dei nostri due eroi alle prese col poppante. Oddio, fiuuu… per fortuna che il deus ex machina è sceso con tempismo perfetto anche stavolta e ci ha messo una mega-pezza provvidenziale. Ora mi sento più tranquilla e guardo al futuro con maggiore ottimismo… a meno che Laura, conoscendola, non mi faccia rivenire un colpo come al suo solito, decidendo di accopparli tutti quanti nel finale, che è capacissima. Ma la mia vendetta sarà terribile, nel caso: Towanna!!! Siete avvertite…

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Annette mi ha divertito moltissimo! Una ventata d’aria fresca! Mi stupisce sempre come Luana entri senza nessun disagio dentro una mia storia e ne prenda le redini, con naturalezza. Credo che questa situazione che raccontavo, in qualche modo, la divertisse, credo si noti in quello che racconta e nel modo giocoso in cui lo fa. Poi, lei, in questi pezzi, è frizzante, ritrovi i personaggi, sono “loro”, rende veramente al meglio. 🙂

  11. alessandra ha detto:

    Commento per: “Un’altra Oscar” di Laura.

    Oh, finalmente riesco a liberarmi dalle incombenze quotidiane e a fare quello che mi ripromettevo di fare da ieri sera, appena visto l’update… Ho appena riletto il saggio di Laura, che, sì, avevo letto anche in anteprima, ma che in questa versione definitiva corredata da foto è ancora più intenso e bello. Trovo che sia un lavoro straordinario, e trovo che questa “riflessione a due” che alla fine è venuta fuori sul film di Demy sia stata una cosa veramente appagante, e importante, almeno per me. Non bisogna parlarsi addosso, però, e per questo mi trattengo e mi sforzo di usare toni più sobri di quanto il mio attuale entusiasmo mi spingerebbe a fare. Ecco, trovo che ci sia una cosa stupenda e molto vera in quello che Laura dice di questo film, in quel percorso che si dipana dall’inizio alla fine del suo essay con una coerenza e una varietà e una ricchezza di argomentazioni straordinaria; ed è questa: il fatto che la lettura di Demy fosse intenzionalmente minimalista e intimista, che il regista per scelta avesse voluto rappresentare Oscar in modo diverso da come la conoscevamo, come una donna fragile, inadeguata al suo ruolo, triste (penso anch’io che fosse intenzionale), tutto questo sarebbe stato interessantissimo e molto bello se fosse riuscito. Se Demy avesse avuto la capacità, il coraggio e la possibilità di andare fino in fondo. E’ un pensiero veramente originale, e su cui sono assolutamente d’accordo. Anche scegliendo di rappresentare Oscar come una donna fragile, seguendo una strada tutta sua seppur diversa dal modello, Demy avrebbe potuto proporci una lettura veramente suggestiva se il progetto fosse riuscito: avrebbe deluso i fans giapponesi e la Ikeda, sì, vero, eppure avrebbe realizzato una lettura intelligente e originalissima. Anche Dezaki non fece forse una cosa simile, allontanandosi dal solco tracciato dall’autrice del manga per regalarci quel meraviglioso capolavoro che è l’anime? L’infedeltà è spesso una splendida virtù in un’opera d’arte, lo penso e l’ho sempre pensato anch’io. E se Demy avesse scelto di essere infedele e fosse riuscito appieno nel suo intento, avremmo forse noi potuto negare che la sua visione fosse intensa e lirica, seppur molto diversa da ciò che ci aspettavamo? E’ verissimo quel che dice Laura, non è tanto la scelta di allontanarsi dal modello il limite di questo film, quanto il fatto che, avendo scelto di farlo, il regista non fu capace di realizzare appieno quanto si era proposto. La tesi portante di tutto l’essay è per me assolutamente condivisibile e vera, oltre che molto intelligente, come anche tutte le riflessioni poste a corredo sugli attori, sui fattori che concorsero a fare del film live quello che è. Ho adorato la quantità incredibile di “chicche”, di informazioni poco note che Laura ci ha regalato, e quelle foto poste a corredo, così preziose. Bellissima quella di loro due “al naturale”, con Barry in camicia celeste: al naturale erano due gran bei ragazzi, checché se ne dica, e se penso a tutte le ipotesi per eventuali attori di un prossimo film che ho visto un po’ dappertutto, beh, trovo che loro in quella foto fossero certamente meglio. E la foto del bacio di Barry, che richiama quella meravigliosa dell’anime nell’episodio 37: impressionante la somiglianza, e che emozione pensare che fosse proprio “André”, quello! E l’immagine di Barry di profilo, coi capelli bagnati, così simile al disegno di Laura ripreso da una scena dell’anime, quella della lotta col generale (che è vero che è uno dei migliori profili di André mai visti)! E la scena di loro abbracciati il 14 luglio che è esattamente identica al disegno a pastelli del cartone: la stessa posa, non ci sono dubbi! Certe notazioni splendide, come la “anomala normalità della vita di Oscar”, il confronto illuminante tra “leggerezza” (che non sarebbe poi un male in assoluto) e “inconsistenza” (scelto splendidamente questo vocabolo!) per definire certi aspetti della regia di Demy. E tutta quella messe di informazioni e ricordi sui film di quel periodo, di quegli attori… come la ricostruzione di un percorso. Il “quando si deice costruirsi una solida reputazione” di Martin Potter sempre nei panni del pervertito mi ha fatto cappottare dalle risate! La “demolizione” del personaggio di Oscar, Christina Bohm che è “un amore”, il confronto a contrasto – azzeccatissimo – con Yentl. Le scene “minimaliste”. E i debiti di Dezaki nei confronti del film: delle chicche impagabili, fantastiche! Lo dico senza tema di smentita, questo saggio è una vera pietra miliare, frutto di un lavoro enorme che si vede da ogni riga. E mi rendo conto che possa sembrare lo dica per amicizia, ma io e Laura siamo abbastanza amiche – chi ci conosce lo sa – da non aver bisogno di blandirci con cose simili, se non sono sincere. Lo dico con sincero entusiasmo e con autentico piacere, perché veramente mi sono goduta la lettura di questo lavoro dalla prima all’ultima riga, e più volte, e trovo che sia una cosa preziosa che arricchisce tantissimo, con osservazioni profonde, documentate, mai banali e mai estemporanee, la nostra conoscenza e la nostra riflessione sul film di Demy e su molte altre cose. Grazie, veramente, di averlo scritto e pubblicato per noi.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Wow, grazie! Non m aspettavo questa recensione, e proprio qui sul blog!

      Solo due parole. Quando ero in ferie, ho avuto continue segnalazioni di furti dal sito.
      Questo, insieme al fatto che molta gente approfitti del lavoro “bello e pronto” e se ne appropri senza dare crediti, faccia mille domande per le proprie future opere, domande di cui loro non conoscono o non perdono tempo a cercare le risposte, risposte, che, peraltro, comportano una ricerca a monte e tempo speso ad informarsi; il fatto che questa gente pensi sia suo diritto non ringraziare e non dover dare credito di dove e da chi ha reperito le informazioni; ugualmente le persone che copiano le idee degli altri, o le parafrasano, e questo diventa “farina del loro sacco” mi ha portato alla decisione drastica relativa alle immagini (escluderle, ridurle, sporcarle) e alle note (coperte).

      Io ho sempre linkato e citato, quando usavo le informazioni avute da qualcuno. Ho messo nei ringraziamenti (tu lo sai ^_-).

      Mi spiego. Per me il fatto che uno domandi di conoscere una cosa, una notizia, che non sa, e una persona fornisca la risposta e la soluzione, significa darle poi credito e riconoscimento nel lavoro finale, perché, senza quella notizia, il lavoro sarebbe stato diverso o incompleto.

      Per quanto riguarda noi.

      Prima di tutto, io ho con te un debito di “ripresa di scrittura” e te l’ho detto in pvt. Nel 2002 io ero fagocitata a star dietro alle autrici e, se non fosse stato per il tuo entusiasmo nel leggere BK e commentarlo, io non avrei trovato la forza di continuarlo. Ero abituata con gente che fagocitava il mio tempo, scriveva cose e voleva il mio feedback e il mio appoggio di webmaster, ma, poi, quando si trattava di me, io non esistevo e quello che facevo o era funzionale a loro o non aveva nessuna importanza. Triste destino della webmaster, LOL. Per cui, io sapevo quello che stavo facendo, ma, se tu non me l’avessi fatto notare dall’esterno, con quell’entusiasmo, con quell’energia, io mi sarei lasciata andare. Di questo, lo sai, lo ripeto qui, io ti sono grata.

      Oh, per quanto riguarda il TUO testo: io credo che tu abbia fatto ENORMEMENTE bene a scrivere quello che hai scritto, a sottolineare quelle determinate cose, fattori, scene. A parte l’innegabile verità che André ha lasciato palazzo Jarjayes alla prospettiva delle ammucchiate con Giro, signora e cane, ROTFL – mi hai fatto cappottare -, senza contare la perla del beauty case, LOL, hai assolutamente ragione nel notare che è questo film che getta le basi di un rapporto radicato – e dato per scontato – tra Oscar e André.
      Io tendo, dietro al tuo pensiero, a considerare il film come una terza visione, che, dal punto di vista intimistico, del rapporto tra i nostri, è valida e va ad affiancarsi a cartone e fumetto. Per me la scena prima del duello, la notte, fa parte da allora della storia di Oscar. Come loro due bambini nella stalla e come il loro dialogo nelle scuderie e quel “Mi manchi” con lui che risponde “Siamo qui, respiriamo la stessa aria, a ognuno manca l’altro…” (una constatazione di un’enorme tristezza).
      Anche tu, come me, noti che Dezaki stesso – e non solo: anche i curatori grafici Michi Himeno e Hideyuki Motohashi – si ispirarono profondamente al film per parecchi aspetti. D’altronde, il film precedeva di sette mesi l’uscita del cartone e certe cose non sono casuali. Insuccesso o meno, nella storia della “fortuna” di Lady Oscar (lo intendo nel senso letterario), ormai quel film esisteva, esisteva la cospicua produzione attorno ad esso, le cartelle stampa, il materiale fotografico e pubblicitario. Dezaki (e con lui intendo tutto lo staff) lo prese e ne fece forse l’uso migliore che poteva farne. Potrei anche pensare che alcune omissioni del cartone siano dovute al fatto che, ormai, esistendo esse già nella vulgata Demy, esse erano state raccontate (bruciate), e non era più necessario (o utile, perché non innovative) raccontarle nel cartone.
      In fondo, pensiamo a Berserk versione anime. E’ pallosissimo, perché segue pedissequamente il fumetto. Al contrario, lo studio Gainax, nel realizzare la versione fumetto di Evangelion, si curò bene di inserire modifiche rispetto al cartone (e ne ha appena rilasciato una ulteriore versione).
      Può, quindi, darsi che Dezaki avrebbe anche voluto (o Nagahama, why not?) raccontare la notte prima del duello, ma ormai era passato Demy.

      • alessandra ha detto:

        E quanto mi sarebbe piaciuto che lo facesse! Sai che anch’io, autonomamente, guardando il film, ho “sentito” fin dalle prime volte che quell’entrare di André nella stanza segreta di Oscar, senza una parola tra i due, con un solo cenno d’intesa, sottintendesse una consuetudine radicata nel rapporto tra loro? Sono del tutto d’accordo quando lo dici. Questa cosa la adoro, e veramente, al di là di tutto, la dobbiamo a Demy, che ci ha regalato più di quanto pensiamo. A volte penso che molte delle fantasticherie che hanno animato le nostre fanfics (le mie di sicuro!) siano provenute direttamente da quel film, anche se in maniera non sempre consapevole. Comunque è fantastico quel ripercorrere il percorso di Dezaki, pensare ai materiali che ha usato, a come li ha usati, cosa ne ha tratto. Ci sono alcune cose che proprio non sapevo, e che vedendole attraverso le immagini messe a confronto sono davvero… palmari. Quasi inconfutabili, direi, se non avessi timore di illudermi troppo. Ma Dezaki era un genio, e questa è un’ulteriore dimostrazione della sua bravura. E’ straordinario anche il fatto, davvero, che fu proprio un regista orientale a “occidentalizzare” e rendere più realistico il manga. Hai proprio ragione, un’osservazione acuta. Sarà che adoro quell’uomo dal profondo del cuore e l’amore mi ottunde le facoltà razionali!

        • lauraslittlecorner ha detto:

          Senti, io non vorrei sfatarti un mito, ma mi pare proprio che nanny lì ci mette il cambio biancheria, dopo che Oscar è stata pestata nella rissa (apre la porta e ci deposita della biancheria), quindi secondo me è una sorta di armadio a muro… insomma, che so, una cabina armadio ante litteram… ^_-; Insomma, tipo il classico nascondere l’amante nell’armadio, LOL. Spero non ci resti troppo male, ^_-;

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