Stavamo tanto bene… (ancora su Rosalie)

Stavamo tanto bene…

Chissà cosa deve aver pensato, il povero Mr G, quando Oscar si è presa in casa Rosalie. Io non credo che sia stato tanto contento. Nanny sì, magari, a riempire con un diversivo la caotica monotonia di una donna impegnata (e, m’immagino, volitiva). Ma lui? Non l’avrà subita? Non avrà temuto una terza incomoda a rovinare le tranquille serate da catanonni che lui e Oscar erano soliti trascorrere, davanti al caminetto, sbevazzanti, e lui, lì, porello, a lanciarle sguardi in tralice, lei, bella, nel riflesso delle fiamme, e stanca, o allegra, o niente; a pensare – lui – la sbronzo e ci provo; no, non ci provo mi pesta; quanto è bella. Quanto è stronza. Quanto non la sopporto più. Fuggo. Resto. È inutile, io sono qui. Resto qui (chiosato, poi, nel memorabile “E’ inutile fuggire”). O, sempre nelle stesse serate, nelle di lei stanze, ad ascoltare (lui, paziente) il piano (stonato, che prova e riprova, e il senso del vero non trova… LOL, scherzavo, ode al sommo Guccini!).

Fatto sta che Rosalie viene letteralmente imposta da Oscar e catapultata nel quieto ménage à deux che lei e il Grandier conducevano, e non si fa certamente problemi ad imporsi. La discrezione non è certo una delle sue virtù. Contrariamente ad André, che, a quanto pare, o per conservare i propri spazi, o per non devastare quelli di Oscar, sembra essere una presenza più discreta – a parte che assistere Oscar è il suo lavoro -, Rosalie, invece, pretende di esserci, si offende, urla, strepita, cavalca il senso di colpa, senza mai porsi il problema e mai chiedersi se sia inopportuna, se disturbi, se quei due poveri cristi non abbiano, nella vita, altro da fare che farle da babysitter.

Certo, obietterete, Oscar se l’era presa in casa (salvo, poi, con raro colpo di genio, sbolognarla al bieco Bernard).

Ma Mr G? ^_-;

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30 Responses to Stavamo tanto bene… (ancora su Rosalie)

  1. lauraslittlecorner ha detto:

    le ricordo le fanfic di Briant Babin (se non sbaglio), in inglese e francese. -_-; Dato che Rosalie, secondo i canoni giapponesi, incarnava proprio quel loro fenomeno sociale per cui l’adolescente, esattamente come in Onisama E sempre della Ikeda, si innamora della compagna di classe (o simili) leader e affascinante, immagino che avrebbe avuto poco da ridire su compagnie maschili e molto su rivali femminili…

    • Beralia ha detto:

      Hai ragione, Bryant Babin su ‘Versailles dream’…. hmmm… c’erano anche in francese? Mi sa che sono arrivata tardi tra il fandom per leggere ciò 😉

  2. Shophy Zegarra ha detto:

    Ah, ah, ah, ah!!! Certo, le fanfiction di fine anni ’90 dove c’era un legame tra Rosalie e André, hmmm io mi li ricordo in inglese…

    Da me non c’è stato quel dialogo tra Rosalie e André nel ballo, il doppiaggio in spagnolo è come in Giapponese: Rosalie chiede chi sia Charlotte, e dalla sua risposta, lei capice che la Polignac non l’è simpatica, allora dice che Charlotte le sembra differente…

    Certo, sarebbe stato interessante vedere se così come Rosalie è gelosa delle altre donne intorno Oscar (la regina, Charlotte…) lo sarebbe stata di André. Sembra di no. Per ch’è sicura che Oscar non si metterebbe mai con André? Eppure, come ho letto tra i forum, alla fine Rosalie se ne va col sosia di André, cioè, Bernard 😉

  3. alessandra ha detto:

    Ciao Paola, benvenuta! Piacerebbe anche a me un film in costume su di loro, ma mi piacerebbe solo se fosse confezionato alla perfezione, con attori ispiratissimi e ben calati nei personaggi, con un regista che sia un artista vero e proprio e una sceneggiatura che sappia entrare tra le pieghe della storia e analizzarle con finezza psicologica profonda. Cioè in pratica aspiro all’impossibile e di conseguenza temo tutto ciò che sia meno di questo. Non vorrei mai che somigliasse a Elisa di Rivombrosa, o che facessero fare Oscar, appunto, a una come Rosalie… di fronte a tale rischio, preferisco restare senza!

  4. Raffaella ha detto:

    Secondo me Andrè non deve avere avuto troppi problemi ad accettare Rosalie. Il suo rapporto con Oscar è troppo solido per essere minacciato dalla sua presenza. Poi ho sempre avuto l’impressione che Rosalie non sia onnipresente, che Oscar e Andrè riescano comunque a ritagliarsi degli spazi per loro due. Per non dire poi che quando vedo la puntata in cui Rosalie cavalca come una pazza mentre loro la guardano mi ritrovo sempre a pensare “Eccoli, i due genitori con la figlia!”

    Ehm…ad Andrè piacciono le feste da ballo e penso che un giro di minuetto con Oscar l’avrebbe fatto volentieri…

    Un’altra cosa: quella battuta di Rosalie “Mentre la contessina Charlotte ti piace molto” è tutta degli adattatori italiani, Nagahama è innocente! Tra l’altro, infatti, è una battuta che mi è sempre sembrata strana, molto stupida e fuori luogo: Charlotte ha al massimo 11 anni in quella puntata e quella frase resta sospesa lì, inutile.
    Onestamente, ma davvero avreste voluto intrecci vari fra Rosalie, Oscar e Andrè? Qualunque fossero stati? Lady Oscar si sarebbe trasformato in un Kiss me Licia o in un Georgie (Mi ama? Non mi ama? Lo amo? Non lo amo?) che, a parte farmi cariare i denti, avrei dimenticato dopo qualche anno. Sarebbe stato il solito polpettone sentimentale, solo in salsa settecentesca e non il romanzo storico che è. Perché, a parte la storia di Oscar e Andrè, a me piace anche tutto il contesto sociale e storico che lì viene delineato e che, bisogna dirlo purtroppo, l’adattamento italiano appiattisce e banalizza.
    Poi, secondo me Lady Oscar è il capolavoro che è anche perché la storia d’amore viene centellinata, creando pathos nello spettatore.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Insomma, Raffaella, quei due quando “prendono” Rosalie è come quando noi prendiamo un altro gatto. 🙂 Da compagnia, la metti sul divano, le dai le crocchette, cambi la lettiera – anzi, ci pensa da sola. – Mi piace, bella idea! ^_-;
      Hai ragione, è un romanzo storico, vero, pieno di sfaccettature e personaggi. Che sia “in costume” è un dato totalmente irrilevante e, magari, dovuto alla fascinazione per l’esotica Europa d’epoca. Il pathos ci sarebbe stato ugualmente.
      Tra l’altro, come dicevo, Charlotte in quella scena è davvero una bambina e avrà sui 7-8 anni: ne ha 11 quando muore e quell’episodio del ballo si svolge tempo prima.

      • Raffaella ha detto:

        Quando io dico che è un romanzo storico, è perchè secondo me, è vero che ci sono avvenimenti piegati alle necessità della trama e al fatto di dover avvincere spettatori di un’altra epoca, però tutta la vicenda si basa sulla Storia (non a caso è un romanzo basato su una biografia di Maria Antonietta), quindi io ritengo che certe puntate della serie servano a contestualizzare i personaggi nella società della Versailles di quei tempi, società fatta di balli, pettegolezzi, rigide distinzioni di classe, intrighi. Insomma, per quanto epurato (ma è pur sempre una produzione degli anni ’70)è sempre Settecento europeo

    • alessandra ha detto:

      Mi hai fatto venire voglia di andarmi a riguardare la puntata in versione originale sul dvd Yamato, ed è vero che ricordavo male. Infatti, stando ai sottotitoli, lo scambio è questo:
      Rosalie: “Mi sembra che la contessa di Polignac non ti piaccia”.
      André: “Non lo nego”.
      Rosalie: “Ma Charlotte è davvero deliziosa”.
      La frase è simile, è vero, ma ha effettivamente un significato diverso, perché si tratta di un giudizio espresso da Rosalie su Charlotte, che richiama alcune riflessioni fatte immediatamente prima da Rosalie stessa: “Lei è una vera nobile. Com’è diversa da me…”, e non tira in ballo André al proposito.
      Si tratta dunque di una modifica dell’adattamento italiano. Il quale tuttavia, secondo me, non ha solo pecche ma anche meriti. Già in questo stesso episodio, per esempio, tenta di smussare – per quanto possibile data la necessità di dare una spiegazione alle immagini sullo schermo – l’imbarazzante concerto polifonico delle cortigiane gelose di Oscar che spezzano ventagli al suo apparire con Rosalie (particolare somministratoci dal non incolpevole – a mio avviso – Nagahama, che si è attenuto anche in questo troppo fedelmente al manga): e questa sì che è una scena da Kiss me Licia, con in più l’aggravante che può andar bene al massimo per le ragazzine giapponesi, decisamente meno per noi.
      Anche a me piace molto il fatto che la storia d’amore sia centellinata e pensavo appunto a qualcosa di centellinato nell’immaginare certi spunti aggiuntivi, non certo al polpettone, che di per sé come pietanza mi piace molto, ma solo se è fatto al forno con patate e senza i Nostri come ingrediente base.

      • Raffaella ha detto:

        Sono d’accordo con te, l’adattamento italiano in parte appiattisce, ma in parte è salvifico perchè ci sono effettivamente alcune “cosette” troppo giapponesi, comprese le scene di isterismo delle dame per Oscar. Io sarei stata per un approfondimento della storia d’amore, ma nella seconda parte, quando lei scopre di amare Andrè. Lì, sì, avrei voluto qualche puntata in più per sviscerare la cosa!! ^_-; Per farlo avrei sacrificato volentieri le puntate interlocutorie della parte in cui Oscar è ancora in divisa bianca (congiure della Du Barry e del duca d’orleans) e quella della falsa gravidanza di Maria Antonietta (che non è neanche storica in quanto la regina non poteva avere figli perchè il matrimonio non era stato neanche consumato!!). Non mi vedo proprio Andrè che fa combutta con Rosalie, anzi non lo voglio vedere!!! LOL

        • Silvia ha detto:

          Raffaella, sono d’accordissimo!! ^__-

        • alessandra ha detto:

          Secondo me la mancanza più “pesante” dell’anime è quando lei si rende conto di amare André – episodio di St. Antoine – però a questa consapevolezza sembra non seguire nulla di preciso, né di concreto né di immaginario. Chissà, forse un po’ è anche colpa della riduzione delle puntate dalle 52 progettate (se non erro) a 40. Quante volte mi sono chiesta cosa ci avrebbe potuto mettere Dezaki se avesse avuto tutto quello spazio a disposizione…

          • Raffaella ha detto:

            Infatti, concordo con te, è tutto lasciato alla nostra immaginazione, il che, se da una parte credo che abbia contribuito alla fortuna di Lady Oscar, dall’altra si sente che manca qualcosa…Effettivamente da 52 puntate dovettero ridurlo a 40 per scarsa audience. Chissà cosa sarebbe potuto accadere con altre puntate a disposizione…

  5. paola ha detto:

    Ciao a tutte,super Oscariane doc.Anch’io sono 30 anni che adoro i personaggi di questa bellissima storia e vorrei davvero tanto poterla vedere riprodotta in un film,al cinema.Quei bei film in costume settecenteschi dove,tutte le volte che ne vedo uno,sogno che all’improvviso spuntano Andrè ed Oscar come protagonisti.Oddio,magari lo facessero!Lo terrei come un cimelio nel mio armadio.Che ne pensate?

    • Raffaella ha detto:

      Ciao! Devo dire la verità, per quanto riguarda un film, ne ho già avuto abbastanza di quello di Demy. onestamente non so se Lady Oscar sia adatto per un film con attori in carne e ossa. Forse con un regista molto quotato…

      • lauraslittlecorner ha detto:

        La penso come te. A volte mi spaventano le opinioni che leggo su chi dovrebbe fare André, perché mi sembrano di ragazzine in fregola per l’interprete di fiction di turno, cafoncello, palestrato, incapace di espressività… da questo punto di vista, m’è bastato l’André di Demy. In questi anni ho continuato a vedere il Daniel Day-Lewis di “L’ultimo dei Mohicani”, ma, anche, lo scorso anno, di certe inquadrature di “Nine”; anzi, Marion Cotillard ha un portamento da Oscar, ho pensato, orgogliosa, altera, quegli occhi blu profondi.
        Solo recentemente ho visto un viso che mi è piaciuto, degli occhi come li vedo io, espressivo, non banale, ma, anche lì, non sono convinta, dipende dalle inquadrature. Metto il link sotto. Si tratta del film “Margot” sulla vita di Margot Fonteyn, ispirato alla biografia scritta da Meredith Daneman.
        Sono inflessibile su questo. Se facessero una Lady Oscar come Branagh ha fatto Wallander, talvolta diverso ma dentro davvero il personaggio, dentro gli ambienti, i paesaggi, dentro le storie, tanto da, appunto, nella diversità, riuscire ad esaltare ancor più storia e personaggi, magari! Come Dezaki. Ma, appunto, parliamo di Kenneth Branagh, non di oscuri chissàchi acclamati in base a chissàcosa.
        Al momento, come dicevo, Michiel Huisman potrebbe quasi andare…

        • Silvia ha detto:

          ^__- io toglierei il “quasi”…. sai come la penso su Michiel Huisman :). Voglio dire, per me è l’unico che mi ha fatto pensare di poter effettivamente “vederlo” nei panni di André, esclusi (oggi, dico, per ragioni di credibilità anagrafica) il mai troppo citato Daniel Day-Lewis e, per me, Stefano Dionisi.
          Ovvio che servirebbe una partner adeguata: confesso che la Margot del video mi piace tantissimo, pur essendo bruna: mi piacciono gli sguardi, le espressioni. Sono due partner che parlano con gli occhi, col sorriso; così come erano belle le scene di “Nine” tra Marion Cotillard e Daniel Day-Lewis per lo stesso motivo. Così mi immagino André e Oscar.
          A me, del film live di Demy, al di là dei parrucconi e della cartapesta, e dell’impostazione registica ben analizzata da Laura nel suo essay, non piacciono le espressioni di Oscar, che mancano assolutamente di fierezza, di self-consciousness, di ironia. Le espressioni che – già disegnate sul suo viso “di carta” (anime e manga) mi piace immaginare sul viso “di carne” di Oscar, sono quelle della Margot nel video qui postato, o di Marion Cotillard, o di Audrey Tautou in, per esempio, Coco avant Chanel. Anche se quest’ultima non ha il physique du role, ne ha tuttavia l’esprit, IMHO….

          • lauraslittlecorner ha detto:

            Grazie per il commento. 🙂
            Sì, hai ragione. Su lui. Ha gli occhi che gli brillano, recita su molti piani, col corpo (ehm, è proprio il caso di dirlo).
            Sul problema della fierezza, anche, dell’espressione. Credo che sia questo, proprio questo. Non basta mascherarsi da Oscar Ceppi-Ratti per interpretarla. Tanto che tu, noi, vediamo delle Oscar altrove, senza parrucche, coi capelli di altro colore, ma in attrici che impersonano, come dici tu, una personalità, una fierezza. Catriona MacColl, da ballerina, rimaneva imperturbabile per la buona parte del tempo. Sappiamo cosa significa soffrire mentre il muscolo fa male e pesa, e fare la faccia indiff, LOL, solo che lei, in quel momento, non stava facendo la ballerina, ma l’attrice… ^_-;
            Su loro due: sì, in quelle scene c’è l’alchimia che, insieme come coppia di innamorati o amici, siamo abituati a pensare tra Oscar e André. Sguardi, da soli e negli scambi, espressioni, tutto. A parte che, poi, quella scena lì (ma anche altre) ha un montaggio riuscitissimo, per cui ti incolla allo schermo, ti resta impressa, ti piace rivederla… anche il gran finale col botto, davanti e dietro il sipario. E oltre ^_-; LOL, Quel film per me supera di molto, di moltissimo, “Il cigno nero”.

            • Silvia ha detto:

              LOL, perché tu ce lo paragoneresti Il cigno nero?? ehm, sul Cigno Nero per essere fine, mi piacerebbe poter citare Roberto Bolle, ossia ripetere con tanto di suo tono ed espressione il “..ssì..” detto quando Fiorello gli ha chiesto se lo avesse visto, LOL.
              Ad essere sincera invece – come sai – al proposito cito volentieri il rag. Fantozzi Ugo ripetendone il commento alla “Corazzata Kotiomkin”…. ^^

              • lauraslittlecorner ha detto:

                ROTFL, no che non sono comparabili, i due film, se non per essere in tema balletto. Per il resto, non hanno niente a che fare l’uno con l’altro e il signorile commento (complessivo verbale e mimico) di Roberto Bolle è l’unica cosa che formalmente si possa affermare in pubblico. -_-; L’altro, invece, è veramente un signor film.

                • Raffaella ha detto:

                  Ho visto adesso il filmato che hai postato. Non conosco il film, nè l’attore. Ti dico solo che io faccio fatica a ritrovare Oscar e Andrè nei visi degli attori. Soprattutto lui, che io vedo al tempo stesso come dolce e virile. Ma anche lei. Hai ragione quando dici che lei deve avere la fierezza nello sguardo. E’ il suo tratto distintivo. Non basta prenderla bionda con gli occhi azzurri. Come non basta cercare uno bruno con gli occhi verdi. Non bisogna cercare la somiglianza estetica, ma trovare degli attori che abbiano la capacità di esprimere la personalità dei personaggi!

  6. Silvia ha detto:

    LOL, secondo me la citata domanda di Rosalie testimonia unicamente che ella non capisse un tubo neanche di quello che vedeva – e quindi la superficialità e immaturità evidenziata nei precedenti commenti…… è proprio la classica domanda da ragazzetta cretina che fa la saputa, tipo quelle che sgallettano il sabato sera davanti a un ragazzo (oltretutto, nel suo caso, che ragazzo…. che culo – liceat!).
    Oltretutto, nell’anime (a mio parere) già dai primi episodi è evidente che André è innamorato di Oscar, anche se è un amore acerbo. (E da lui stesso nascosto accuratamente, come quei sogni che temi, a raccontarli, non si avverino mai).
    Nel manga, peraltro, Rosalie nella circostanza ne guadagna, poiché almeno non resta indifferente davanti all’amara confessione di lui…
    …per quanto commenti “André…anche tu…”! °_° Ma come, “anche”!!! Lasciamo perdere la cultura orientale, lo yuri, il bisex ecc. and all what Japan like…. “anche”??? meno male che lo pensa tra sé, perché se l’avesse detto a voce alta sono SICURA che sarebbe risuonato il di lui “fanculo”, gelido e cortese (come Suni Agnelli docet, il Vestivamo alla marinara).

    Così come un altro fanculo mentale io l’ho sentito (voi no??) quando la “nostra” si mette a frignare perché Oscar invita a ballare la regina, e non lei, che deve accontentarsi di André.

    Altre due osservazioni che il commento di Alessandra mi ha stimolato: il fatto che non vi siano accenni di Oscar gelosa di Rosalie, secondo me deriva da che lei proprio “non ci pensava”: Non riteneva assolutamente importante il ballare con qualcuno (a meno di “motivi seri” tipo quelli che la spingono a ballare con la regina, e lì siamo praticamente alla “ragion di stato”!), penso che lo considerasse una cosa che se sei vestita da donna devi fare, in un ballo a corte (altrimenti che ci vai a fare?, mi pare di sentirla); LOL, e secndo me inconsciamente pensava pure che con Rosalie come rivale non c’era gara (e chi ne dubita?? :)), e sapeva che André era troppo serio (come lei, aggiungo ^^) per perdersi dietro tali str**te… ehm, futilità.

    Da un punto di vista narrativo, infine, penso più semplicemente che la situazione sia stata inserita per accentuare l’ambientazione settecentesca, inserendo i classici del genere, tipo “rappresentazione per turisti”… e vai di minuetto e guardinfante e ventaglio. E dame maligne e civette.
    E beh, lì la frasettina idiota di Rosalie ci sta tutta ^^.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      LOL, per “i due malcapitati” by Alessandra! E per i due capoversi finali!!! Troppo belli! Sacrosanti!
      E sul “Fanculo gelido e cortese” di Silvia!

      Dunque, sulla frase di Rosalie.

      Anche io ho pensato al manga, in effetti, dove, tra i due malcapitati, si instaura, anche se chiaramente forzata dall’autrice, una sorta di momentanea complicità sui propri reciproci universi affettivi.
      LOL sulla “sgallettata”: paragone perfetto!
      Anche a me quell'”Anche tu”, nel caso del manga, infastidisce, proprio perché dimostra l’ottusità di Rosalie, l’essere tutta presa e compresa nel proprio microuniverso e non essere minimamente disposta a guardarsi attorno.
      Così è.
      Se lo fosse stata, avrebbe notato l’umanità di André (e infatti alcune delle primissime fanfic inglesi e francesi del 1997-8 lì puntavano, e Oscar ci restava abbastanza male).
      Invece rimane abbagliata dalle lucine attorno alla co-protagonista (e verrebbe da notare che solo il suo odio per i nobili le impedisca di innamorarsi di Maria Antonietta, che per l’autrice doveva essere la più-protagonista e portava ancora più lucine – e piume e fiori – ^^).
      Se lo fosse stata, avrebbe capito qualcosa dei sentimenti di André.
      E di quanto Oscar fosse chiusa in se stessa proprio per come doveva vivere.
      Se lo fosse stata, non si sarebbe arrivati al punto che è Oscar a trovarle uno che se la pigli, letteralmente, e se la porti a casa, liberandola da un bel peso (operazione a quasi costo zero, a parte l’occhio di André, che potrebbe avere da ridire, in effetti, porello, -_-;). E qui sono cattiva, perché, in realtà, nel manga, Oscar li scopre che Bernard convalescente se l’è abbracciata nel letto, e, semplicemente, da buona sensale di matrimoni, fa due più due. ^_-;

      Anche io penso che il rapporto tra Oscar e André fosse troppo solido e radicato e la fiducia e il rispetto e la conoscenza reciproci troppo profondi per ingelosirsi su qualcosa che, semplicemente, si doveva fare per mera opportunità e lasciava il tempo che trovava.

      Sempre sulla frase di Rosalie su Charlottina.
      Si vede che erano altri tempi: al giorno d’oggi nessuno metterebbe una battuta sul fatto che ad un adulto piaccia una bambina di 7-10 anni (a parte il modo, invariato, di disegnarla fino al 19, quella è l’età nel lasso di tempo), senza il rischio di far passare il poveretto per pedofilo! -_-;

  7. Silvia ha detto:

    …e gli è pure toccato insegnarle a ballare (e secondo me lui avrebbe ballato malvolentieri pure con Oscar, ma questa è una mia idea).
    LOL, però pensa quanto si è impegnato per ritrovarle la mamma……. >:-)
    secondo te ci avrà goduto un pochino scoprendo che fosse la Polignac?? ^^

    • lauraslittlecorner ha detto:

      ROTFLLL, impegnatissimo! Secondo me cosa ha pensato? Che era un bel guaio, una ignota signora nessuno sarebbe stata meno problematica (ma meno drammaticamente interessante). ^_-; Per questo, sulla torre, era così triste. Bellissimo, il primo piano, ma moooolto triste.
      Cara signora, la si riprenda la ragaSSa. E invece…
      Non lo so, direi che tra le due sorelle, praticamente speravano di farsi dare in affido a Oscar, tipo servizio sociale… -_-; Rosalie ci era riuscita, Charlotte si stava fortemente impegnando.

      • alessandra ha detto:

        Quel ballo di André con Rosalie mi fa venir voglia di mettermi il cappotto al solo vederlo: -10 sottozero, situazione forzatissima e non sfruttata in nessun senso, proprio da cartone per bambini, e infatti siamo ancora sotto la gestione Nagahama. E sì che di spunti potevano essercene, e la sceneggiatura sembra perfino suggerirlo, a un certo momento (quando Rosalie chiede ad André: “Mentre la contessina Charlotte ti piace molto, vero?”). Per carità, non voglio certo dire che qualche brivido erotico dovesse correre tra i due malcapitati (vade retro!), però la situazione poteva aprire spunti intriganti. Per esempio evidenziare un eventuale “spaesamento” di Oscar al vedere André ballare e ridere con una ragazza. Oppure approfondire un aspetto fino a quel momento non esplorato del carattere di André, tipo la sua eventuale capacità di far presa sul gentil sesso per un innato fascino naturale… O ancora creare le basi per un’amicizia-alleanza Rosalie-André in cui lei si fosse accorta dei sentimenti di lui per Oscar e potesse dargli dei consigli o fargli da confidente… Insomma, tante cose si potevano far scaturire da questa intromissione di Rosalie nella loro vita, nel loro strano e struggente ménage. Mi sono sempre chiesta il perché di quella frase di Rosalie, buttata lì durante il ballo, sui gusti di André in fatto di fanciulle: come le viene in mente di chiedere ad André se gli piace Charlotte? Però sarebbe stata una cosa molto intrigante se a partire da questo si fosse portata l’attenzione sulla vita sentimentale di André, sul fatto che una ragazza del popolo – ed educata da donna – come Rosalie si sia subito accorta di lui e sia stata incuriosita dalla sua vita sentimentale, cosa che avrebbe potuto preludere a un approfondimento delle relazioni in divenire tra i tre, e soprattutto tra i due Nostri, quando il loro pacifico – si fa per dire – ecosistema viene turbato dall’arrivo di questo nuovo elemento per nulla discreto.
        Invece è come se Nagahama avesse avuto lo spunto ma non avesse saputo o voluto trovare il coraggio, e quindi la cosa nasce e muore lì, interrotta subito dalla scena del finto malore di Jeanne e da quel che segue.
        Oscar col cavolo che si sogna di fare la gelosa, anzi è lei a ordinare in pratica ad André di ballare con Rosalie; Rosalie (non essendo un tipo evidentemente molto attento ai dettagli) non ha occhi che per Oscar; e il nostro povero André non fa manco in tempo a rispondere alla domanda che gli viene fatta come certamente stava per fare, grazie al micidiale tempismo di Jeanne. Altrimenti forse avrebbe detto: “No, in verità non me ne frega una cippalippa né di Charlotte né, se proprio te lo devo dire, di ballare con te. Ma mi piacerebbe parecchio, ora come ora, ballare la rumba con madamigella Oscar, preferibilmente in privato e senza dover interagire con tutta la vostra famiglia di scassaballe, con licenza parlando. E ora se mi permetti, ho una scuderia di puledre da strigliare per sfogarmi di tanta sfiga”.
        Oh, sarebbe successo qualcosa, a cotanta rivelazione. E invece niente… Tragedia di un povero giovane troppo educato e anche un po’ sfigato e represso, ‘fanculo…

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Raffaella, grazie per il commento, in effetti ho scritto quello che ho scritto dopo aver visto più volte il film intero interpretato da quell’attore (ed essermi documentata sugli altri che ha girato). Quanto all’attrice, non mi riferivo a lei. Con dolce e virile ti riferisci all’attore o al personaggio di André? Non ho capito, scusa… 🙂

      • Raffaella ha detto:

        Per me è dolce e virile il personaggio di Andrè. E per la verità non mi riferisco solo alla personalità del personaggio, immagino anche i suoi tratti fisici come dolci e virili allo stesso tempo… 🙂

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