Cambiare il destino

21 dicembre 2011


Oscar subisce, nel cartone, diverse evoluzioni. Parte come adolescente intransigente e giustamente critica sulla vita di corte. Vorrebbe stare fuori dalle beghe. André, tutto sommato, è più disincantato, forse osserva con distacco un mondo di non cui si sente, magari con sollievo, parte, ma, a lungo andare, finisce per indignarsi di fronte agli sperperi della corte. Oscar, invece, sa di appartenervi, sebbene la cosa non la aggradi. Tuttavia, la grazia ingenua di Maria Antonietta, che, prima, Oscar guarda con disapprovazione, per quella principessa pigra e inconcludente, le entra nel cuore, fa nascere in lei sentimenti che si trasformano, in seguito, in comprensione per la sua solitudine, la disaffezione che le porta il marito, e quei riempitivi assurdi, non ultimo Fersen, balocco nordico.
Oscar arriva a bastonare Fersen, a rivolgergli parole dure ma, in breve, ciò che vede, da relativamente vicino, la porta ad un’ottica per cui, da un’iniziale disapprovazione, arriva a cercare di capire e, anche, probabilmente spinta dalla vicinanza di età e dalla necessità di proteggere la regina da se stessa e dai suoi capricci, coprire i due amanti.
“Che vuoi dire a due che si amano?”, si domanda, sugli argini, nella versione originale.
Eppure, questa grande, umanissima comprensione che Oscar aveva mostrato per l’amore di Maria Antonietta e Fersen, proibito, non la mostra per il proprio. Lei e André non sono reciprocamente impegnati e non hanno altri legami. Non sono vittime della ragion di stato. Solo di un padre. Eppure, Oscar, che capisce Maria Antonietta e, quasi, la giustifica, anche se, poi, arriva a porle un freno, Oscar che è disposta a fare da messaggera d’amore alla regina, finché “res non est redacta ad scandalum”, per se stessa esita e attende più di un anno, dopo aver capito di essere innamorata – anzi, avendo ammesso di aver saputo da lungo tempo dell’amore di André, colpa ancora maggiore, riflette amaramente con se stessa a bocce ferme (ove la boccia è il Grandier accoppato) –, prima di risolversi, pressata dalla malattia, dalla cecità di André e dal precipitare degli eventi, a dichiararsi.
So che noi ff-writer la risolviamo sempre altrimenti, ma, a volte, mi domando se e quanto ancora in lunga Oscar l’avrebbe tirata, prima di decidersi, se non avesse saputo di essere in fin di vita e che André stava perdendo la vista.
È vero che, nello script originale, lei dice e ripete “Con te posso continuare a vivere”, come se si stia illudendo che, finalmente, avere accanto André, vivere con lui, condurre la loro personale lotta contro le avversità e vivere giorno per giorno, liberi, possa davvero farla guarire. Cambiare le carte in tavola e cambiare il destino.
Anche Oscar, in fondo, come noi, pensava di cambiare il finale.