Cambiare il destino


Oscar subisce, nel cartone, diverse evoluzioni. Parte come adolescente intransigente e giustamente critica sulla vita di corte. Vorrebbe stare fuori dalle beghe. André, tutto sommato, è più disincantato, forse osserva con distacco un mondo di non cui si sente, magari con sollievo, parte, ma, a lungo andare, finisce per indignarsi di fronte agli sperperi della corte. Oscar, invece, sa di appartenervi, sebbene la cosa non la aggradi. Tuttavia, la grazia ingenua di Maria Antonietta, che, prima, Oscar guarda con disapprovazione, per quella principessa pigra e inconcludente, le entra nel cuore, fa nascere in lei sentimenti che si trasformano, in seguito, in comprensione per la sua solitudine, la disaffezione che le porta il marito, e quei riempitivi assurdi, non ultimo Fersen, balocco nordico.
Oscar arriva a bastonare Fersen, a rivolgergli parole dure ma, in breve, ciò che vede, da relativamente vicino, la porta ad un’ottica per cui, da un’iniziale disapprovazione, arriva a cercare di capire e, anche, probabilmente spinta dalla vicinanza di età e dalla necessità di proteggere la regina da se stessa e dai suoi capricci, coprire i due amanti.
“Che vuoi dire a due che si amano?”, si domanda, sugli argini, nella versione originale.
Eppure, questa grande, umanissima comprensione che Oscar aveva mostrato per l’amore di Maria Antonietta e Fersen, proibito, non la mostra per il proprio. Lei e André non sono reciprocamente impegnati e non hanno altri legami. Non sono vittime della ragion di stato. Solo di un padre. Eppure, Oscar, che capisce Maria Antonietta e, quasi, la giustifica, anche se, poi, arriva a porle un freno, Oscar che è disposta a fare da messaggera d’amore alla regina, finché “res non est redacta ad scandalum”, per se stessa esita e attende più di un anno, dopo aver capito di essere innamorata – anzi, avendo ammesso di aver saputo da lungo tempo dell’amore di André, colpa ancora maggiore, riflette amaramente con se stessa a bocce ferme (ove la boccia è il Grandier accoppato) –, prima di risolversi, pressata dalla malattia, dalla cecità di André e dal precipitare degli eventi, a dichiararsi.
So che noi ff-writer la risolviamo sempre altrimenti, ma, a volte, mi domando se e quanto ancora in lunga Oscar l’avrebbe tirata, prima di decidersi, se non avesse saputo di essere in fin di vita e che André stava perdendo la vista.
È vero che, nello script originale, lei dice e ripete “Con te posso continuare a vivere”, come se si stia illudendo che, finalmente, avere accanto André, vivere con lui, condurre la loro personale lotta contro le avversità e vivere giorno per giorno, liberi, possa davvero farla guarire. Cambiare le carte in tavola e cambiare il destino.
Anche Oscar, in fondo, come noi, pensava di cambiare il finale.

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21 Responses to Cambiare il destino

  1. lauraslittlecorner ha detto:

    E, Shophy, mi pare che quella è la traduzione dell’originale giapponese.

    • Beralia ha detto:

      Ah sì? Non ho controllato… come scrivevo prima, il doppiaggio messicano è molto fedele alla VO, tranne:

      – Rosalie che si ofre come serva della moglie di Oscar.
      – Jeanne accusa Oscar di scortare la regina nel Casino
      – Fersen dichiara il suo amore ad Oscar XD

  2. Shophy Zegarra ha detto:

    Buona domanda… cosa attende Oscar? E poi, cosa vuole dalla vita? Non lo sappiamo noi, forse neppure lei. Nel episodio 1, quando Oscar accetta portare l’uniforme, lei asicura che non lo fa per il padre e per nessun altro. Con questo, si dice lei stessa che non si ha lasciato convincere dalla manipolazione del padre, ma per ben altro. Il dialogo con André? In fondo, se non era quel incarico (molto vistoso), sarebbe stato un altro, o fare da donna, una cosa alla che lei non era preparata e alla fine, l’avrebbe portata a separarsi da André. Forse sin dall’inizio, già c’è in lei che non vuole vivere senza di lui, ma non è ancora in grado di spiegare perchè.

    Il modo in cui Oscar ama Fersen e André sono diverse? Hmmm… azzardarei piuttosto che l’amore Oscar lo nasconde con l’aggressività. Al inizio della sua ‘amicizia’ con Fersen, lei vuole allontanarlo a tutti i costi, e forse anche André si rende conto, e per questo domanda perchè con lui, lei è così algida? sgradevole?
    Dopo la dichirazione di André, vedremo che anche con lui è molto aggressiva e freda, finchè cambia atteggiamento.

    Per finire, nel doppiaggio in spagnolo messicano, nel bosco; Oscar pensa: “André Grandier, quando sei con me ho voglia di vivere… sì, voglio vivere”.

  3. Raffaella ha detto:

    Grazie a te per questo spazio in cui posso liberamente esprimere la mia opinione su Lady Oscar! E grazie per questi post che come vedi…ehm…mi stimolano parecchio!!!

  4. Raffaella ha detto:

    Io quella frase, più che da kamikaze, l’ho sempre interpretata come una frase da fervente patriota. Accadeva, anche nel nostro Risorgimento, che i patrioti morissero inneggiando alla Nazione.
    Lei ama la Francia e combatte e muore per essa.
    Poi però, indubbiamente, io avrei preferito che come nell’anime il suo ultimo pensiero fosse per Andrè! 🙂

  5. Raffaella ha detto:

    La malattia ha probabilmente accelerato una decisione che sarebbe stata comunque presa.
    Considero il finale originale il punto debole dell’interpretazione di Dezaki. Nessuno mi toglie dalla testa che, nella visione del regista, Oscar scelga la via del perfetto samurai, cioè di colui che ha un senso religioso del dovere e per il quale i sentimenti, in nome del dovere, devono essere ignorati (come si ha modo di vedere negli anime maschili degli anni ’70-’80).
    Alla faccia dell’ambientazione europea!
    Comunque Oscar, così come ce la consegna Dezaki, è una persona che ammette le debolezze degli altri ma è inflessibile con se stessa. Perdona gli altri, mai se stessa. E’ anche così fragile da fare della coerenza del suo essere il punto fermo e inamovibile della sua vita.
    Le è stato assegnato un compito, essere un uomo, o quantomeno essere qualcosa che si avvicini il più possibile ad un uomo, perché deve dare onore alla famiglia, al casato, al padre. L’amore per un uomo è totalmente in contrasto con il suo compito, con il suo dovere. Tant’è vero che Oscar si veste da donna per andare al famoso ballo non per sedurre Fersen, bensì per dimenticarlo. Viene scoperta e lei si sente umiliata perché ha ceduto al suo lato femminile ed è venuta meno a ciò che deve essere. Non accadrà mai più! E’ significativo che nel dialogo con il padre, nel momento in cui lui vuole che si sposi, lei gli dica “Vi devo ringraziare per avermi allevato come un figlio. Ora sono in grado di scordarmi tutto e vivere senza dovermi piegare”. Lei vuole continuare ad assolvere il suo dovere. Tanto che il padre le risponde “Non dire così…Non devi fuggire da te stessa ripetendoti che sei un uomo”. Oscar è disposta a sacrificare se stessa pur di portare avanti il suo dovere. E lo fa, sacrifica serenità e voglia di vivere, perché nelle puntate seguenti, quando ci sono i sintomi della malattia, il suo commento indifferente è “i miei polmoni sono andati”. Lei si sta consapevolmente autodistruggendo, rassegnata al fatto che comunque il suo destino è di essere un ufficiale, uomo, finchè avrà vita. In questo contesto, secondo me, va visto l’amore per Andrè. Lei si accorge di amarlo, ma il suo dovere è un altro. Deve seppellire i suoi sentimenti. E’ solo quando il medico le dice che ha solo sei mesi di vita che lei sceglie di dar voce al cuore, perché se deve morire, non vuole avere rimpianti. E si avvicina alla notte del boschetto impregnata di pessimismo, comunque di rassegnazione per un fato di morte che lei sente ineludibile. Niente sembra avere una particolare importanza. Poi quella notte, la notte in cui lei e Andrè possono vivere per la prima volta il loro amore, scatta qualcosa. Lei torna alla vita, la felicità di dare e ricevere amore dalla persona amata spazza via la rassegnazione e il pessimismo. Ed è in quest’ottica che io colloco le sue frasi “Andrè Grandier, con te sento di poter vivere ancora. Sì, sento di voler vivere!” In quel momento Oscar sente davvero di poter cambiare il suo destino. E forse inizia a rimpiangere di non averlo fatto prima.
    Secondo me, nella testa di Dezaki, se lei non fosse stata malata, avrebbe dovuto continuare a vivere così, soffocando i suoi sentimenti e continuando ad interpretare un ruolo. Il dovere prima di tutto! La cosa che mi consola, alla faccia del regista, è che se lei non fosse stata malata, la rivoluzione ci sarebbe stata comunque, con il suo rovesciamento di valori e di doveri, e lei avrebbe dovuto farci i conti! Avrebbe dovuto confrontarsi comunque con il suo essere donna e con Andrè. Forse quella dichiarazione sarebbe arrivata un mese o due dopo!

    C’è anche un’altra possibilità: nella notte di St. Antoine lei non si accorge tutto d’un botto di amare Andrè. Lei semplicemente inizia a percepire che i suoi sentimenti non sono più quelli di un tempo (“Se fossi stata la stessa di qualche tempo fa sarei corsa a salvare Fersen inseguito dalla folla…”) Potrebbe darsi che tutto quell’anno le sia servito per capire i suoi sentimenti (“Io ti amavo Andrè. E da molto tempo, credo. Me ne sono accorta troppo tardi. Se mi fossi accorta prima dei miei sentimenti avremmo potuto vivere tanti momenti meravigliosi insieme!) e per accettare il fatto di provarli senza sentirli come una debolezza o uno sbaglio.
    C’è poi una frase della narratrice che mi ha colpito, dopo che lei e Andrè sono stati a casa di Alain e hanno scoperto il suicidio di Diane: “Ma Oscar aveva un presentimento. Ciò che si ama, ciò che è bello e dovrebbe vivere d’improvviso può lasciarci per sempre. E la nuova era sembrava foriera di questa tristezza”. Lei ha appena percepito di sentire qualcosa per Andrè, gli si sta avvicinando, ma dopo la morte di Diane e questi pensieri neri, sembra che tutto torni come prima. Paura?

    O mi sto incasinando io con tutte queste elucubrazioni mentali o si è incasinato Dezaki nel finale mettendo troppa carne al fuoco…

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Ma che bel commento corposo, Raffaella, e denso di pensieri! Grazie mille per averlo condiviso!!!
      Sul samurai, interessantissimo, aggiungo che, più ancora, nel manga Oscar, appena ferita, pensa ad André, dispone poi della sepoltura, ma, in punto di morte, non è a lui che pensa, ma, nel culmine dei suoi pensieri hegeliani, ripete proprio quella frase “Banzai, France!”, che è la sua ultima e che suona davvero da kamikaze.

  6. alessandra ha detto:

    Ahhhhhh… il mio André! Lasciatemi, il mio André…!!!!

  7. paola ha detto:

    Ho ricevuto gli auguri di buon Natale da voi…..ricambio gli auguri e vi chiedo di continuare a creare i vostri bellissimi disegni (da vvero complimenti!)e pubblicare le vostre fantastiche fanfiction.Sono una vostra accanita fan!!Siete grandi!

  8. lauraslittlecorner ha detto:

    Vedo che la bionda si applica. A quando i pici col ragù di cinghialino? ^_-; Max un par di 28! eccheccavolo! Non che si sia mai visto il micro di Grendizer… che inaugurino una linea tipo Hello Kitty? ç_ç

  9. lauraslittlecorner ha detto:

    macedonia flambé! LOL, ma ovviamente parliamo del Max rosso, sì? :))) La bionda si sta preoccupando che Mr G intoni anche “Questa o quella per me pari sono”. -_-;
    Devo rammentare che l’alatissimo anni fa, in intervista, dichiarava di pranzare a crackers, salvo essersi ricreduto un annetto e mezzo fa, con cibi salutisti e prediche annesse… LOL Buona compagnia, insomma… ^_-;

    • Silvia ha detto:

      > LOL, ma ovviamente parliamo del Max rosso, sì?

      ma no! dice il terzo: “Ma quale Max dei miei stivali – (al che spunta fuori il Gatto di Shrek che stava andando a raggiungere i B.B. e sta rincorrendo l’alato che teme avergli fregato il brevetto degli stivali) – il mio si chiama Gren-di-zer!!!”
      E la bionda mirandolo con occhiata miserevole commenta: “sì, un par di zeri!” (sta studiando la parlata locale ^^)……….

  10. Silvia ha detto:

    Ma sta cucinando! Torta di mele (con pasta sfoglia pronta Giovanni *Rana*, consigliatagli – “per l’effetto che fa! Nomen omen” – dal tipo con le ali) sul Camping Gaz; al che l’altra, affamata, se la prende col solito terzo perché non avendo portato il “medium de cuius ante” non possono usare le microonde (con il predetto terzo che sbotta di non aver mai avuto microonde, e seppure onde abbia avuto non sono certo “micro”). Indi il melo-mane (che a tali accenni pensa veramente pure al Rigoletto paventando “Di quella pira” per i suoi poveri pomi) propone macedonia per tutti – anche per l’alato che si sa, gradisce frutta fresca e vitamine :))))………

  11. lauraslittlecorner ha detto:

    lima lima… ROTFL per il tipo che ha le ali… ps, quell’altro, con la mela, pensavo cucinasse per rilassarsi, LOL. Non vedo l’ora di avere ottime nuove!

  12. Silvia ha detto:

    il racconto deve essere limato 🙂 ma è praticamente finito e presto andrà in visione alla Webby 😉
    la truppa è stata avvistata, lol, non sto a dirti qui come… diciamo che è una truppa animata e uno sta mangiando mele un po’ pr rilassrsi, un po’ per evitare che altri due se le tirino… ^^. Il quarto ha preso l’aire, ha praticamente le ali ai piedi (e che piedi!! ^^)….
    Darotti aggiornamenti 😉

  13. lauraslittlecorner ha detto:

    LOL, Checco Zalone? ^_-;
    Vero, ho bisogno di te, perché ti amo. Quanto è vero… fantastico…
    Ps, come va il racconto? 🙂 E’ arrivata la truppa per Natale? Poi racconti?

  14. Silvia ha detto:

    La canzone from which si chiama (giuro!!!) Ombra e luce (album: Lampo viaggiatore; è dedicata al cinema, ma insomma….)

    Sulla frase… pazienta :), sto cercando di terminare uno scritto (la famosa ff cui sto dietro da mesi ^^)…. ma posso anticiparti che secondo me voleva dire che lui dava comunque un senso a tutto, qualsiasi esso (tutto) fosse stato. Un po’ tipo la canzone di Vasco Rossi: “Sai che cosa penso? Che se non ha un senso domani arriverà lo stesso”, nel senso (“e dai!” – ehi, riconosci la citazione dotta?!? ;)) che l’importante è domani e che domani lui ci sia, per lei.
    Perché IMHO se lei pensase che lui può guarirla sarebbe il famoso “ti amo perchè ho bisogno di te”, e invece io credo fermamente che Oscar alla fine abbia capito che “ho bisogno di lui perché lo amo”…
    Spero non aver fatto casino, LOL 🙂

  15. lauraslittlecorner ha detto:

    Ma qual era il titolo??? E secondo te cosa significava quella frase? :DDDDD Me curiosa!

  16. Silvia ha detto:

    “Perché ora se fossi sullo schermo
    a rotolarmi dal pendìo del tempo
    saprei di aver amato molto più di un sogno
    parlando mille volte a bassa voce.

    Dimenticherei di avere mai segnato in quel quaderno
    le mie poche regole ordinate
    d’averci mai creduto
    d’averle perfino mai cantate.” (*)

    LOL, “farsi dei film” o anche “sognare a occhi aperti”…

    io, in realtà, do un altro senso alla frase “con te posso continuare a vivere”, non l’illusione di un finale cambiato…. però quello che hai scritto mi ha fatto pensare a queste note (che poi sono anche in musica, visto che sono del Solito (*)…. :))

    (*) I. Fossati – e non ti dico il titolo perché sembrerebbe fatto apposta ^^

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