Little Corner Update

27 marzo 2012

http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Updates/last_updates.htm


Oppoverinoi! – Sequel

15 marzo 2012

Premetto che non intendo che il blog venga strumentalizzato. Domandarsi “Ma questo che c’entra con Lady Oscar?” non è illecito, di solito chi mi legge capisce l’ironia, e il blog, tra l’altro, è fatto di tanti post, e non solo di uno intitolato “Oppoverinoi!” Pare dunque strano che qualcuno entri e si metta a commentare proprio questo tentando di polemizzare, e insista.

Ora, evidentemente, capita invece che qualcuno si metta a seguire i blog per vedere se un certo argomento/articolo di giornale che ha a cuore ha o meno risonanza. Siccome non mi va che questo succeda qui, meno che mai con argomenti per i quali non ho nessun interesse, via tutto, noi non facciamo da cassa di risonanza o da meccanismo di strumentalizzazione per nessuno. A chi vuol vedere se determinati articoli hanno un seguito, consiglierei di fare ricorso ad altri mezzi: non è questa la sede.


La vera storia della Compagnia B

15 marzo 2012

Quel che i libri di storia non narrano è che non fu il bieco nemico, la nobiltà affiancata dai reggimenti stranieri, a far fuori mezza Compagnia B. Pare, infatti, che il nemico venisse dall’interno. Si vocifera che tale Mr. AG (per evitargli linciaggi ne vennero rese note solo le iniziali, il lettore sappia poi che era nato nel 1754), non proprio un falco per la vista, abbia insistito per aiutare i di lui commilitoni a sparare contro il nemico. Ebbene sì, il simpatico ragazzo, astuto come un cervo e con la vista di un’aquila (si fa per dire), sterminò una buona metà del reggimento a cui apparteneva sotto le indicazioni acustiche dei compagni. Momenti accoppava pure la sua dolce eccentrica metà, la quale faticò non poco a perdonargli l’increscioso episodio, risolvendosi a regalargli un Pac-man per allenare la mira. Ecco la vera storia che nessuno osava narrare…


Testimone, chi era costei?

14 marzo 2012

I curatori di Berukids hanno definito Rosalie una testimone, in quanto unica superstite alle ikediane falcidiazioni. La Ikeda, invece di scrivere altre storie dando un futuro ad Oscar e André nella versione che avevamo amato nelle pagine classiche del manga (non certo nelle devastanti Gaiden), ha pensato bene di farne a meno. Eppure, non del tutto, visto che con Orpheus no Mado ha ripreso gli spunti e i quadrati amorosi (molti quadrati…) e poi ha recuperato Alain e pure i per me insopportabili Rosalie e Bernard. Se non si chiama retaggio di Lady Oscar, questo. Per me avrebbe fatto meglio a liberarsi di certi pesi e puntare sui personaggi come erano nel torno di anni 1785-89, poiché erano veritieri, offrivano molti spunti e funzionavano bene. Non dico allungare il brodo alla Berserk o alla Nana, ma qualcosina in più si poteva fare. Invece ci tocca Rosalie e pure la nobilitazione del suo ruolo in quanto testimone? Ma de che? L’autrice è testimone della storia che racconta, non una che io non mi sento di chiamare testimone, piuttosto “una che sotterra tutti”!


Towanda!!!

9 marzo 2012

Il Grandier sarebbe stato anche una personcina ammodo, divertente, allegro, scanzonato, se non avesse avuto quella brutta abitudine, reiterata, di manifestarsi ululando. “Oscar!” grida nella sigla giappo, che pare ‘na voce dell’oltretomba e mi pare d’aver raccolto più di un racconto di un’amica che, essendosi, all’epoca, fatta scaricare la sigla dal ragazzo, si è trovato il suddetto o piegato in due dalle risate o agghiacciato, lui e i colleghi di lavoro, avendo l’ignaro malcapitato evitato di abbassare prudenzialmente l’audio. Ma che vogliamo dire di quella perla di cui l’edizione italiana ci ha provvidenzialmente deprivato quel “Now is the time you must be brave” che la voce di Barry Stokes, dall’oltretomba, intona all’indirizzo della sfigatissima Catriona, rimasta in parrucca e stivali? Ovviamente, per non essere da meno rispetto al frignantissimo Grandier del manga. Credo. Non capisco. Meno male che non hanno acchiappato Massimo Rossi e, nel bel mezzo di “OhladyladyladyOscar” non gli hanno fatto esprimere un “AOscareeeeee!”, che sarebbe stata la versione de’ noantri. Tipo sigla di Goldrake “Va’, distruggi il male, va’… Goldrake!”. L’italico stile, prima di consegnare opening ed ending agli amici di Oscar e decadere, lasciava la sua zampata.


Intervista a Massimo Rossi – ilmondodeidoppiatori.it

4 marzo 2012

Segnalato da Fiammetta, che ringrazio! 🙂


Trent’anni insieme

1 marzo 2012

Era il I marzo 1982, le otto di sera, e torno scapicollandomi da danza, perché, da qualche giorno, su Oggi e Gente di nonna ho adocchiato la pubblicità di un cartone che andrà su Italia 1, alle 20. “Le avventure di una giovane fanciulla, travestita da ufficiale, alla Corte di Versailles.” Sopra, il gruppo dei personaggi, sotto Oscar e André, bellissimi, lui già ferito all’occhio. Su Rete 4 mollo senza rimorsi gli ultimi episodi di Isabelle de Paris, che non mi è piaciuto, ho amato di più Jeanie dai lunghi capelli (e sono tutt’ora traumatizzata dal remake di qualche tempo fa – perché fare i remake? -_-;). Accendo, e che sia benedetta quella pubblicità, senza la quale mi sarei persa qualcosa di unico. Quel primo, bellissimo episodio, disneyano, Araki e Himeno alla grande, una struttura perfetta, i dialoghi, le voci, le incertezze e le ribellioni dell’adolescenza e quella tristezza, negli occhi di Oscar, negli occhi di André. Un episodio che contrasta con lo stonante episodio 2, avventuroso e rocambolesco, con missione e minaccia di travestimento dal papi. Abito bianco, anche qui, come nell’ep. 25, forse del tutto a caso, forse no, la ripresa successiva a distaccarsi dal rosa dell’abito ikediano. Trent’anni fa. Una vita diversa. E la fortuna di esserci imbattute in questa storia.