Testimone, chi era costei?

I curatori di Berukids hanno definito Rosalie una testimone, in quanto unica superstite alle ikediane falcidiazioni. La Ikeda, invece di scrivere altre storie dando un futuro ad Oscar e André nella versione che avevamo amato nelle pagine classiche del manga (non certo nelle devastanti Gaiden), ha pensato bene di farne a meno. Eppure, non del tutto, visto che con Orpheus no Mado ha ripreso gli spunti e i quadrati amorosi (molti quadrati…) e poi ha recuperato Alain e pure i per me insopportabili Rosalie e Bernard. Se non si chiama retaggio di Lady Oscar, questo. Per me avrebbe fatto meglio a liberarsi di certi pesi e puntare sui personaggi come erano nel torno di anni 1785-89, poiché erano veritieri, offrivano molti spunti e funzionavano bene. Non dico allungare il brodo alla Berserk o alla Nana, ma qualcosina in più si poteva fare. Invece ci tocca Rosalie e pure la nobilitazione del suo ruolo in quanto testimone? Ma de che? L’autrice è testimone della storia che racconta, non una che io non mi sento di chiamare testimone, piuttosto “una che sotterra tutti”!

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5 Responses to Testimone, chi era costei?

  1. Silvia ha detto:

    NOT IN MY NAME!!! 😛

    à la guerre comme à la guerre… ^^

  2. Raffaella ha detto:

    Non si può definire Rosalie una testimone. Oppure…avrebbe potuto esserlo della vita privata di Oscar e Andrè. Ma all’Ikeda non importa niente di approfondire e raccontarci di più di quella parte della loro vita. A lei interessa che Oscar venga ricordata per il lato pubblico, il comandante. Invece credo di aver letto, sempre su Berukids, che Rosalie rappresenterebbe le lettrici del manga. Cioè, io che leggo dovrei sentirmi rappresentata da lei all’interno della storia. Ma stiamo scherzando???

  3. Silvia ha detto:

    Testimone dei miei stivali… il testimone non è semplicemente uno che c’era, ma uno che racconta. Invece in “Eroica”, dichiarato seguito, la presunta testimone manco fa un accenno alla storia dei Nostri – e strano, nemmeno a quanto ha pianto per loro ^^. Limitandoci all’ultima puntata, è più Alain che si comporta da testimone – e anche in “Eroica”, anche per gli ideali di quei giorni (non solo per il ricordo della figura – LOL, o meglio dei capelli, per come è disegnata – di Oscar, e ahimé non di André; e invece pensare come è bella e vera la loro amicizia nel manga, mentre nell’anime non mi piace, è banalizzata).
    Rosalie resta, proprio a definirla, una “persona informata dei fatti”. Non ha lo spessore della testimone, neanche morale. Non sa raccontare.
    Io direi piuttosto, come si dice colloquialmente, “una che c’era”.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      LOL e così a Rosalie fu recapitato il famoso avviso verde ex 369 C.p.p. 🙂 Quanto alla definizione, è come venni definita io “Una che sta al piano di sopra”… Alain ama molto le spalline e la permanente di Oscar, a quanto pare. Nel cartone è tutto silenzio nel rapporto tra di loro. Sguardi sprezzanti o fugacemente sopiti, silenzi. Asprezze. Mediate attraverso André anche narrativamente. Hai ragione che è una tristezza che non venga ricordato affatto, André, ma su questo mi sono già espressa… 🙂

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