Povero Mr. G – Il casting e i suoi insondabili misteri

Se fossi in lui, protesterei. Fossi in Oscar, pure! Anzi, pregherei l’autrice (che, immagino, a questo punto, come una donna dotata di stoicismo e pazienza sovrumani) di non farmici finire assieme! Ma com’è che il giovine più amato di manga e anime, occhi, pardon, occhio verde, capelli mossi e scuri, quando si tratta di reperire uno che lo interpreti, finisce immancabilmente rappresentato maldestramente, magari perdendo pure i caratteri fisici distintivi, tipo colore di occhi/o e capelli?

Pensiamoci: Oscar, se la fanno mora, castana, col caschetto, vi andrebbe bene? Voi, che già non vi andava bene Catriona? Per André, non dovrebbe valere lo stesso? Ad André non si può cambiare colore di capelli! Fosse solo quello, poi! Entrare nel personaggio… l’espressione… ma come si fa? Quando disegno Liberté, cerco di farlo somigliante. Personale, sì, non una copia vile del cartone, ma somigliante. Certo, passando al carne ed ossa, è questione di gusti, ma le indicazioni sul tipo fisico vanno in una certa direzione e, quando si arriva al dunque, invece ci tocca subire scelte avvilenti. Misteri dei casting.

E, soprattutto: ma la Ikeda, come fa a sopportare tutto ciò?

Annunci

40 Responses to Povero Mr. G – Il casting e i suoi insondabili misteri

  1. Luana ha detto:

    Cinzia e Massimo… e come non essere d’accordo, alla fine? E esagero, Cinzia e Massimo in età giovanile, quella dei toni che solo l’anime ha conosciuto. Una chimera, me ne rendo conto… però soprattutto per noi italica gente che ha avuto la fortuna di apprezzarne le capacità interpretative ed “umane” mi vien da dire, imprescindibili.

  2. Raffaella ha detto:

    Scusa, temo di essermi persa dei pezzi…Ma il post a cosa si riferisce precisamente? All’André del musical di Lady Oscar?

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Ciao, Raffaella! 🙂
      ? Scusa? Il post dice che Mr. G (ovviamente, se esistesse) dovrebbe incavolarsi non poco per chi hanno scelto per interpretarlo. Lo stesso dicasi per Oscar, che (IMHO) dovrebbe rifiutarsi di andare con tipi simili, infine loda la sovrumana Ikeda che tutto sopporta. Do per scontato che si riferisca a chi ha interpretato André, quindi Barry Stokes e le tipe del Takarazuka. Certo, in II media ho messo in scena anche io Lady Oscar, scrivendo la sceneggiatura e assegnando personalmente i ruoli (io interpretavo Bernard), ma non credo che questo interessi al pubblico, LOL 😉

      • Raffaella ha detto:

        Ah, ho capito. Ma davvero hai messo in scena Lady Oscar in II media??? Che figata! Ma come mai tu interpretavi Bernard??? I maschietti si sono defilati e la rappresentazione è stata fatta solo dalle bambine? 🙂
        Beh, io su Barry Stokes non mi esprimo per decenza, uno spettacolo del Takarazuka non l’ho mai visto (ma davvero hanno fatto André biondo???), invece ho sentito parlare del musical Francoise (che è la storia di Lady Oscar) messo in scena a Roma e in cui pare che l’attore che interpreta André sia biondo. Comunque sia, effettivamente i due doppiatori hanno talmente caratterizzato i personaggi da rendere difficilissimo immaginarli in carne e ossa e con un’altra voce!

        • lauraslittlecorner ha detto:

          No, c’erano anche maschi (anche quello che ora è il mio coniuge), io feci Bernard in quanto avvocato scassacazzi. A Barry Stokes hanno fatto le mèches!!!

        • Silvia ha detto:

          LOL, proseguendo con questo trend qualcuno (senza fare nomi: il pragmatico Alieno ^^) penserà che “Lady Oscar” sia un salone di coiffeur, tipo Jean Louis David: parrucche, boccoli (il post scorso, LOL, oltre Reeves_MariaAntonietta, ROTFL), biondi, mori, méches… Ah, ci sarebbe pure Casting…de L’Oreal!! 😀

          Seriamente parlando, credo che il nocciolo stia soprattutto in quanto notava anche Fiammetta: dipende dalla sensibilità del produttore e del regista, e da che cosa ci si prefigge – qui ci sta dal “fare cassa”, sfruttando la popolarità degli attori (vedi produzioni teatrali costruite sul divo di grido, anche tv), al rispetto per l’opera trasposta e per la sua visione.
          Un esempio, che non so se conoscete, il “Guerra e pace” ultimo trasmesso, in cui il principe Andrej è stato interpretato da Alessio Boni, che sicuramente è molto bello (^_-), come scrive Tolstoj, ma è pure alto e non ha gli occhi scuri, mentre Andrej è descritto come di statura non elevata e con gli occhi scuri. Ciononostante, Boni ha reso benissimo (per quanto gli è stato consentito da una sceneggiatura massacrata dai tagli ^^) il principe Andrej.
          Un altro esempio, in certo senso opposto, il film “Trecento” realizzato dall’omonimo fumetto di Frank Miller, che invece è stato volutamente girato con le stesse inquadrature, colori e figure del fumetto; e comunque, Gerard Butler era fisicamente perfetto nel ruolo (LOL, mia sorella direbbe “è fisicamente perfetto” tout court :D). Va detto, peraltro, che Gerad Butler è anche bravino sul palcoscenico, vedi “Il fantasma dell’Opera” :).
          Quindi, il casting dipende senz’altro dalle scelte registiche e di produzione, ma si parte sempre dalla sceneggiatura che, in caso sia “non originale” (per dirla con l’Academy) richiede anche rispetto nelle costruzioni dei personaggi.
          Questo, secondo me, quando la sceneggiatura originale sia un fumetto, dovrebbe essere anche più accentuato: perché di partenza c’è sempre un IMMAGINE, non tanto un’immaginazione – come nel personaggio descritto in un libro, per quanto precisamente (lo stesso Andrej, in effetti, non ha un viso, si sa solo che “ha un bel viso”, anche se si dice che è scuro di occhi e capelli), L’immagine, il disegno, è importantissimo nel fumetto, anche perché costruisce il personaggio, Dylan Dog non avrebbe potuto farlo un attore biondo, Rupert Everett lo ha fatto bene (pur essendo il film una CAGATA, IMHO – e considerato che non mi piace Dylan Dog, però mi piaceva Rupert Everett e quindi l’ho visto ;)).
          C’è ovviamente margine, e qui dovrebbe agire il regista; per esempio la serie di Batman: l’ha fatto Michael Keaton, George Clooney e Christian Bale, Secondo me il migliore è Christian Bale, per le atmosfere del fumetto, (la medesima sorella, BatmanFan, mi ha fatto scuola!) – perfettamente rese dal regista Nolan – ma nel tipo di film che ha fatto Tim Burton Michael Keaton era insostituibile (va detto, per riprendere quanto detto da Fiammetta, che Michael Keaton è uno degli “attori di Tim Burton”; ma proseguendo il ragionamento, Johnny Depp, che ne è l’attore culto, a fare Batman non ci sarebbe stato!!).
          Batman, però, a differenza di Oscar è meno fisicamente caratterizzato – a parte il costume; ma non basta un costume a fare il personaggio (vedi Demy….), anche se ciò – per contro – non autorizza a usare orribili costumi con laccetti fintamente appiccicati ^^.

          Tutto ciò per dire che in un casting certe cose dovrebbero essere imprescindibili, salvo che – ipotesi – si fosse voluto realizzare un Lady Oscar dopo Pretty Woman facendola interpretare a Julia Roberts lanciatissima (parentesi: ma perché non a Whitney Houston dopo The BodyGuard?? ^^ ci sarà un motivo…). In tale ipotesi, il bravo regista avrebbe per forza usato una parrucca!!!! E aggiungo: se in tale film il ruolo di André fosse stato dato a Brad Pitt, sarebbe stato lo stesso Brad Pitt a tingersi i capelli!!!
          In definitiva, credo che sia solo questione di sensibilità, rispetto dell’opera e mestiere.
          E lo stesso varrebbe se, facendo un musical, la parte di Oscar toccasse, voce causa, a Noemi (cito lei per via dei capelli, LOL): il bravo regista le farebbe mettere la parrucca bionda! A Lola Ponce, magari no, ma una passatina di ossigeno mica starebbe male! Idem André: fosse anche Robbie Williams (ma li fa i musical? boh!!), prego, indossi parrucca scura!!!

          Ehm: qualcuno dice che “allora si tratta davvero di un salone di coiffeur!!!”

        • lauraslittlecorner ha detto:

          Ecco, Silvia, qui mi inviti a nozze, perché ci sarebbero veramente tante considerazioni da porre. Una, ad esempio, è che non mi spiego il criterio per cui la Rai decida di fare delle “produzioni” (cosa che, detta così, suona anche ironica ^^). La maggior parte delle volte (tranne i Montalbano, Perlasca, la prima serie di Tutti pazzi per amore – poi decadutissima -) le sceneggiature sono allucinogene e chi produce sembra non rendersi conto che un buono script è fondamentale, anche quando si tratta di immagini. Il caso che citi tu è emblematico: come partire da un capolavoro e approdare a cosa? Non c’è più neanche la capacità di fare adattamenti, quando i personaggi sono ben delineati, chiari, e si tratterebbe di prendere the best of, montarlo e via. A parte che a me non piace questa cosa di chiamare fiction quelli che una volta erano sceneggiati o telefilm e avevano tutt’altra sostanza. Leggevo sul forum di Aldo Grasso e, mi pare, Sonia mi confermava, che non è che non vi siano idee o sceneggiatori, ma che sia, invece, il tipo di prodotto loro richiesto dal committente che costringe gli sceneggiatori ad appiattirsi sulla solita roba. Insomma, come se, veramente, noi fossimo tutti il popolo bue, amassimo tutti non pensare davanti a uno schermo o aprendo un libro (penso a certe mostruose operazioni editoriali vincitrici di premi importanti – e squalificati -, di cui già erano stati previamente ceduti diritti cinematografici e simili).
          Anche su Montalbano, che resta di un livello notevolissimo (e non a caso dietro c’è grandissima maestria di scrittura), a volte fa incacchiare che è capitato che, in qualche episodio relativamente recente, infilassero certe donzelle… per fortuna non è successo con Il giovane Montalbano, penso soprattutto alla bravissima attrice che ha interpretato Viola nel I episodio (mi pare Valentina d’Agostino), straordinaria.
          Ma, tornando a *certe fiction* o produzioni simili, il problema è che, ormai, il plot è solo l’occasione per ripetere sempre la stessa storia. Lui il bello, lei l’oca, il contesto storico come quinta teatrale, la copula celebratoria (più o meno accennata). Allora diciamocelo, sono favolette per adulti volenterosi nell’imporsi la strana corvée di passare delle ore di sera a sentirsi presi per dementi.
          Dove sono andati a finire Il generale, di Luigi Magni, con Franco Nero, Laura Morante, Flavio Bucci e Kim Rossi Stuart giovanissimo? E Placido, e Mezzogiorno e i tempi de La piovra? Quando i programmi ti davano un’emozione, perché erano fatti in un altro modo. Era, avrai ragione a farmelo notare, un altro mondo.
          Ed eccoci alla contraddizione. Restiamo libere di non guardare certa robaccia. Poi, con la Rai, ci tocca pagare il canone. Che va alla Rai sola, ma è mascherata da tassa di possesso del televisore (allora dovrebbe andare ai produttori di tv? No, è come il bollo auto, che non è più tassa di circolazione ma di possesso e va allo Stato, il canone invece va alla Rai)… E, però, L’altra metà del cielo, lo trasmettono a giorni e orari allucinogeni (appro, pare oggi alle 16 su Rai 5). The Good Wife viene continuamente spostato di programmazione senza preavviso. Continuiamo così, facciamoci del male… ^_-; Su Gerry, essendo stata estimatrice del musical, non ho da dire, anche perché ALW a volte mi sembra un po’ come la nostra autrice rispetto ai suoi personaggi, signora y padrona. Ho sempre pensato che il cattivo del ciclo di Bartimeus di Jonathan Stroud fosse ispirato a lui. Christian Bale idem, e aggiungo la sorpresa per l’interpetazione offerta da Heath Ledger. E, appro di Heath e Heathcliff, qui la patria tv offrì, qualche anno fa, ennesima cosa evitabile (ricorderà, Fiammetta), essendo stati sufficienti sir Lawrence Olivier e Timothy Dalton… anche qui, non capisco la smania di “rifare in nuovo”.
          Stesso pensiero che mi accompagna e mi preoccupa quando sento di remake di Lady Oscar. E, a quanto pare, accompagna i telespettatori anche con recenti rivisitazioni di detective letterari (chissà che tra un po’ non tocchi pure a Maigret… -_-;).

          • Silvia ha detto:

            ho avuto modo di vedere Nero Wolfe giovedì e, tutto sommato, non l’ho trovato male; quantomeno recitano… Pannofino è bravo, e anche Sermonti; penso si debba anche fare lo sforzo di non fare il paragone con quello di Buazzelli.
            Su Maigret: a me è piaciuta molto la serie francese con Bruno Cremer; ma, appunto, è francese…. ^^
            (preciso: di quella di Cervi – ovviamente quando lo trasmettevano in prima, e unica ^^, serata non esistevo io, LOL – ho visto solo qualche puntata, anni fa, quando studiavo… di notte, essendo essa replicata a ore ASSURDE, tanto che neanche si poteva programmare il vhs perché saltavano tutti gli orari…. anzi: la prima volta scoprii che c’erano le repliche perché lo beccai nel programma che avevo fatto per un film con Humprey Bogart, che ovviamente centrai solo nell’inizio… ^^)

          • lauraslittlecorner ha detto:

            Silvia!!! 🙂 Ma de Il Generale, che mi dici? 🙂 Sulla coppia di Boris (Sermonti-Pannofino) non so che dire, forse è un po’ il contesto, magari i comprimari… @_@

  3. silvia ha detto:

    condivido l’analisi socio politica in merito alla monarchia (francese ed italiana). Credo l’abbia detto anche Robespierre: un sovrano non può essere innocente. E neanche qualsiasi altro governante. no? …

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Ciao, Silvia! Ben arrivata! 🙂 Già e credo di capire il senso di coerenza per cui per un francese non è così “piano” accettare senza distinguo certe letture “romantiche” (mi si passi – quella di Zweig lo era, secondo me -). Per quanto, non è che in Francia non ci sia interesse e attenzione per la figura di Maria Antonietta: Alessandra mi ha regalato un bellissimo libro su una mostra tenutasi in Francia e dedicata proprio a lei…

      • Beralia ha detto:

        Hmmm… ho saputo che in Francia (e non solo), c’è un dibattito riguardo cosa è una biografia? Un romanzo, oppure storia? La più parte la considera un romanzo storico, perchè ci sono dialoghi e figure letterarie come su un romanzo. Io sono in disaccordo, perchè allora, dove lasciamo i romanzi storici che vogliono essere una biografia e non lo sono? Per questo ed altre considerazioni, sono un po’ perduta quando nella bibliografia francesa, salta fuori che le biografie di Maria Antonietta scrite da Zweig, e quella di Castelot, sono romanzi.

        Allora, dal modo di vedere dei Francesi, Ikeda non fa altro che romanzare i romanzi, visto che nella sua bibliografia c’è il testo di Zweig, ma anche quello di Castelot, da dove prende i dialoghi dei suoi personaggi. Ogni volta che su un articolo o resensione del manga leggo: “ma non, il manga mi annoia perchè è troppo romanzata la Storia di Francia, lei non capice un tubo di come è successa la Rivoluzione”, rimango da stucco. Ma proprio perch’è un romanzo, non è detto che deva essere un testo di Storia? Infine, chi si legge un testo di storia senza ‘il romanzo’ che ne apporta Castelot, ad esempio? Io, non :/

        • lauraslittlecorner ha detto:

          Io li ho letti entrambi (ok, tantissimi anni fa) e non mi paiono così “romanzati”, mentre un po’ diverso è il caso della Lever. Castelot poi dedicò a Maria Antonietta anche un dramma teatrale. E’ ovvio che un romanzo è una cosa, una biografia un’altra e, se è seria, è un vero e proprio saggio storico. A me piacciono i libri di storia, i saggi, intendo. Però va anche detto che la vita di alcuni personaggi sembra un romanzo, per cui il biografo non può alterarla (pensa Caterina la grande di Troyat, che è uno storico). Se Maria Antonietta ha fatto quella vita ed è stata coinvolta in quelle cose, mica si può tralasciare di dirlo solo perché, poi, sembrerebbe un romanzo! 🙂

          • Beralia ha detto:

            Anch’io la penso così, ma tavolta mi è difficile capire i Francesi o farmi capire da loro, che in fondo è la stessa cosa. Forse, per loro una biografia che rende ‘vittima’ la regina è un romanzo, e quella dov’è ‘colpevole’ è una biografia XD

            Non ho letto la Lever… tranne una piccola biografia di Maria Antonietta, ma per una collana, pocket book. Interessante, ma mi sono piacciuti di più Zweig e Castelot. Non sapevo di quel dramma teatrale, cercherò. Anni fa, ho letto di Castelot ‘Latiti del cuore della Storia’, o qualcosa come ciò, dove racontava le storie d’amore della storia, ma mi distruggeva il mito! Bello, peccato che da me non ci sono traduzioni delle sue opere, e quelli in francese che c’erano nella Médiatheque del’Alliance Française sono tutti spariti, un vero peccatto ;__;

  4. fiammy ha detto:

    devo assolutamente vedere sia l’intervista alla MacColl sia il resto delle cose segnalate, davvero ^_^

  5. alessandra ha detto:

    Non potrei essere più d’accordo sul fatto che chi ha veramente reso interpretativamente i protagonisti della serie animata, i veri “attori” perfetti per Oscar e André, siano stati in tutto e per tutto Massimo Rossi e Cinzia De Carolis, i doppiatori. I personaggi sono stati interamente costruiti da loro, che hanno saputo infondergli un’anima perfetta e indimenticabile. Ogni attore in carne e ossa che interpretasse Oscar e André dovrebbe partire dalla loro voce per capire veramente i personaggi. Questo è talmente chiaro a tutti che anche l’attrice che interpreta Oscar del recente musical si sforza chiaramente di riprodurre i toni di Cinzia nell’impostazione della voce, nel piglio severo, negli atteggiamenti marziali. Senza riuscirci troppo bene, a mio avviso, e con una buona dose di forzatura. Del resto, imitare l’impareggiabile tono forte e nel contempo dolce che Cinzia De Carolis aveva saputo dare a Oscar con la sua voce particolarissima e inconfondibile, è davvero cosa molto difficile.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Ah, ma tu pensa!!!!! Eh, confronto arduo. Oh, a proposito, quando la nostra scuola di ballo fa il balletto a teatro, vieni a vedere? La nostra scuola balla anche in Piazza del Popolo e in molte altre manifestazioni. E fa anche spettacoli per altri teatri delle Marche. Sta anche su Facebook, pensa!!!, e fa anche i dvd degli spettacoli! Diverse volte sono state ospiti a Telethon con riprese Rai e nei balletti di costume di opere liriche!

  6. fiammy ha detto:

    I casting per i film, ma anche per le produzioni teatrali, sono una delle cose più “complesse” e semplici allo stesso tempo. Esistono produzioni in cui il casting viene fuori da una marea di provini e produzioni in cui il casting viene su grazie “ai risultati precedenti” come incassi, dei film fatti con gli stessi attori (questo è un fenomeno che accade soprattutto al giorno d’oggi, con un cinema mondiale che conosce una grossa crisi e quindi tende ad investire sul “già di successo” sia per quanto riguarda i soggetti, sia per quanto riguarda gli attori) . Altre volte un film nasce al’interno di gruppi di lavoro e ambienti più o meno già precostituiti (per intenderci, alcuni attori lavorano più o meno sempre con gli stessi registi e viceversa). Questo ultimo concetto si estremizza in Italia in ambito teatrale dove accanto a produzioni e compagnie teatrali veramente serie sia nel mettere in scena gente che sappia realmente recitare, cantare etc, troviamo oggi tutti i derivati dai talent show televisivi, che hanno successo nell’immediato (per il traino televisivo) ma che bruciano alla velocità di una stagione attori e cantanti più o meno validi perchè l’anno successivo l’edizione successiva del programma ne lancia altri . Poi ci sono produzioni “casarecce” che di professionalità ne hanno poca e si basano solo sull’effetto nostalgia (tristi). Tornando ai film, Maria Antonietta del 1938 aveva, per l’appunto una Norma Shearer che era famosa allora (e considerata, per i tempi, un’attrice molto valida) come oggi Kate Winslet, e Power era in fase di “potente” lancio. Insomma, per i tempi era un kolossal. Il film di Demy su Oscar è nato in un periodo storico completamente diverso, con risorse economiche e attoriali e soprattutto con una percezione del personaggio da parte del regista (e dei reali francesi) completamente diversa.Dio solo sa come sia nato il casting di quel film, ma è sicuramente vero che è difficile pensare (ma non impossibile, vedi appunto i primi Superman, alcuni Batman, mi viene in mente anche il Brandon Lee de il Corvo) ad un casting quando si va a dare una incarnazione “reale” a personaggi di fantasia nati in un fumetto. Forse di più d quando si passa da un libro alla sua trasposizione cinematografica. Ovvero quanto conti nel fare il casting una somiglianza fisica accettabile con il personaggio “nato sulla carta” e quanto invece non conti di più trovare degli attori (che si tratti di cinema, o di teatro) che realmente siano degli interpreti validi e riescano a rendere il personaggio in scena al di là dell’apparenza fisica, a dargli vita. Nel caso di Oscar e Andrè (e degli altri personaggi di Lady Oscar) è forse estremo dirlo, ma chi finora ha realmente reso i personaggi, interpretativamente, sono i due doppiatori italiani della serie animata. Quello si che è recitare e rendere veramente vivi e reali personaggi nati “di carta”.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Fiamma, grazie per questo contributo così pieno di informazioni da una persona, come te, che conosce bene gli ambienti di cui si parla.
      Per parte mia aggiungo qualcosa. 🙂 Norma Shearer fu candidata all’Oscar per MA, invece vinse la Coppa Volpi a Venezia… sui doppiatori hai assolutamente ragione! SOTTOSCRIVO!
      Il casting chez Demy viene narrato parzialmente sia dalla Ikeda, sia dalla MacColl (l’intervista con cui abbiamo aperto questo nuovo blog), sia in alcuni contenuti speciali del dvd Yamato, sia in alcuni speciali della tv francese segnalati da Alessandra…
      Io credo che sia difficile che attori con tot retaggio alle spalle si impelaghino a partecipare a casting di strani progetti, per cui poi ne viene fuori un risultato sconcertante.
      Es. Così doveva essere percepito il film nippo-francese, per di più basato su un fumetto – è Demy stesso a sottolinearlo in un’intervista d’epoca – di Demy, che era in caduta libera dopo i successi della nouvelle vague di fine anni Sessanta e che probabilmente accettò per mancanza di occasioni. Per quanto, es. l’attore che fece Giro aveva lavorato nel Satyricon… (e la Ikeda lo spostò dal ruolo di André a quello di Giro LOL).

  7. lauraslittlecorner ha detto:

    Ciao, Shophy, benvenuta e grazie per il tuo commento.
    Provo a rispondere.

    Sui Francesi.
    E, premesso, senza polemica, solo per provare a spiegare.
    Io un po’ li capisco.
    Facciamo un paragone sbrigativo e semplicistico (data la sede): loro i reali, a fine Settecento, li accopparono, sperando di toglierseli dalle balls. Nel 1815 erano di nuovo punto e a capo ma è rimasto loro il senso di fastidio. Ma loro erano Stato nazionale da secoli, il che implica situazione diversa da Italia, strutture radicate, una pubblica amministrazione funzionante, il sistema giustizia (relativamente) unificato con vari tipi di corti e organi giudicanti sul territorio, un diritto distinto tra pays de droit écrit (diritto romano) e territori de droit coutumier (le consuetudini). Una diversa consapevolezza.
    Noi, in Italia, malamente unita da pochi anni, i nostri regnanti, nel Novecento, non li abbiamo ammazzati, li abbiamo liquidati con un referendum (1946: la prima volta che le donne votarono!) indi, attraverso una norma della Costituzione, invitati (i maschi) a non rimettere piede in Italia. Com’è finita? Alla chetichella, senza che tanti italiani fossero d’accordo, quella norma e un’altra, che vietava “la ricostituzione” di un tot partito “disciolto”, recitava la Costituzione, sono state passate sotto silenzio.
    In breve.
    Così, ai Francesi è rimasto il fastidio per l’arroganza e l’abuso del potere imposto, noi italiani siamo coglioni (o ci tocca sopportare che qualcuno decida per noi che il passato non conta e fare la figura dei coglioni – è il problema della democrazia rappresentativa, LOL -).
    Personalmente, e per rispondere alla tua considerazione, ritengo che, quando si tratta di cariche pubbliche (come lo è il titolo di sovrano), purtroppo, esiste una “responsabilità oggettiva” connessa alla carica, alla posizione pubblica che si ricopre. Al di là del fatto personale, di come sia nel privato quella tot persona.
    Oltre ciò, erano anni che segnali chiari consigliavano ai sovrani di alleggerire la pressione verso il popolo e di mutare rotta con la spesa e il deficit pubblico (aggravati, ad esempio, dalle varie cariche inutili e conferite in modo “clientelare” a parenti di e amici di – ovviamente, cariche che comportavano un appannaggio a carico del popolo -). Il non aver mutato per tempo questa rotta, certo, ha costituito un’aggravante notevole.
    Ho letto per lavoro dei Cahiers. Le cose andavano un po’ come vanno oggi (qui da noi). Richieste comprensibili, opposizione forte delle varie consorterie, vedremo e faremo del re, poi non si faceva niente.

    Il film Maria Antonietta. 🙂
    “Mamma! Sarò regina! Regina di Francia!” Iniziava (e finiva) così. Io l’ho visto, più volte, e registrato. Ricordo ancora la musica. E peccato il doppiaggio d’epoca. Vado a memoria.
    Quando iniziò Lady Oscar, mia madre, che era appassionata di cinema, mi disse subito che c’era questo film, che lei l’aveva visto al cinema più volte (in Italia questi film arrivarono dopo la guerra), con la zia Ida (era la zia di sua madre, zia Ida era rimasta sola dopo la morte in guerra del figlio Romeo, a vent’anni, per polmonite, e il suicidio per disperazione del marito, così viveva con nonna e, siccome nonna lavorava, si occupava di mia madre. Io la ricordo bene, anche se ero piccola quando è morta).
    Tra l’altro, le varie tv private, da noi Tv Centro Marche, iniziarono a trasmettere tutti questi film, tra cui Maria Antonietta. Motivo per cui riuscii a vederlo.
    Tyrone Power aveva 24 anni, Norma Shearer 36, e c’era pure John Barrymore (nonno di Drew). Era un film classico, in bianco e nero. Ho anche degli articoli di giornale, con foto, che ne parlano, perché, ovviamente, anche loro si lanciarono su ciò che girava attorno alla passione che si stava scatenando per Lady Oscar.
    Per curiosità ho dato un’occhiata a Wiky: in Giappone il film uscì nel 1966. Pronto per essere visto da una giovane Riyoko Ikeda. 🙂

    • Beralia ha detto:

      Grazie dello spiegazione 🙂

      Il film c’è l’ho, l’ho guardato una volta, e subito ho pensato: ‘ma, questi sono come li racconta l’Ikeda!’ (pero si estos son igualitos al manga)

      Tra l’altro, Tyrone Power era così bello!

      Non sapevo la loro età, lol! Veramente, non mi ero accorta, mi pare un bel film.

  8. Silvia ha detto:

    ma che, c’è veramente qualcuno che ha pensato a Brad Pitt o simili per Mr.G – intendo, il biondo con occhio azzurro?? °___°
    …scherzi, vero??
    Ché poi, a esser pignoli, per mr.G neanche basta il moro/occhioverde: per esempio, Scamarcio avrà (per qualcuno) il physique ma **assolutamente** è OUT du role!!! O__O
    (IMHO, ovviamente….)

    e anche la Ikeda, suvvia…. Milla Jovovich come Oscar?? meglio Charlize Theron, se proprio vuole la stangona….
    ps, ma sbaglio o da qualche parte ha detto che per Fersen si era ispirata a Tyrone Power???

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Noooo, Scamarcio noooooo! Incubissimo!!! Non ce l’ha, per me non ce l’ha! Vae, vae!
      Io ho sostenuto che la Ikeda si è ispirata anche al film Maria Antonietta, del 1938, in cui Fersen era interpretato da Tyrone Power e Maria Antonietta da Norma Shearer. E’ evidente, tra l’altro, nella pettinatura con cui lo presenta all’inzio del manga, poi cambiata.

      • Anche a me sembra ovvio che l’ispirazione ci sia stata a quel film, pero il modo dolce e poi soffrente con cui ci presenta la regina, ma anche il legame che ha con Fersen.

        Invece quello che non piace me, è il modo in cui i Francesi legono Vnb, loro non vogliono ammetere che nel uccidere la regina e il re, punivano (del verbo punire) due innocenti, e per questo, la narrazione dell’Ikeda per loro, è fantasia pura 😦

    • lauraslittlecorner ha detto:

      LOL, te lo vedi, in ghingheri tipo in Intervista col vampiro?

  9. Stellato ha detto:

    “Maria Antonietta, tutto in boccoli sormontati da navicelle?”
    Potresti aver appena creato un nuovo paladino della giustizia… Il supereroe imparruccato dai modi settecenteschi che si aggira per le metropoli ad insegnare il galateo! Presto: registralo o te lo frega la Marvel 😀

  10. Stellato ha detto:

    Per un attimo, leggendo il post, causa obnubilazione da iperglicemia post-prandiale di Pasqua, ho sognato che si stesse parlando di un nuovo casting, un nuovo film.
    No, eh?
    Immagino di no.
    Ricordo lessi da qualche parte che la Ikeda avrebbe visto come Oscar Milla Jovovich, ma si è mai espressa su André?

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Non lo so.
      Veramente, divagavo. Pensavo che, per prendere in esame produzioni serie, Mandy Patinkin era perfetto per Avigdor. Chris Reeve per Superman. Ce l’avresti visto interpretare Spiderman? No. Maria Antonietta, tutto in boccoli sormontati da navicelle? Nopercarità! Ecco, dico solo che ci vuole rispetto per i personaggi e per il pubblico. Poi, per carità, uno compra i diritti dall’autore, paga e fa quello che gli pare…
      LOL, non vorrei finire traumatizzata da parole ufficiali che mi rovinino i bei ricordi e il rispetto di un’opera.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Ciò che si sa dalle cronache e de lei stessa è solo che Martin Potter fu da lei dirottato da André a Giro (LOL, intuitiva!). Poi, leggendo alcune sue dichiarazioni, la mia impressione è che lei si sia ampiamente espressa su André (non attore ma personaggio) in generale (preferenza per Giro e Luison, dissacrazione del povero Mr G). Sembra che, recentemente, però, ascoltando le idee raccolte presso noi lettori, si sia resa conto del potenziale di modernità di personaggi come Mr. G e Al, appunto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: