Se tu piangi, sono triste…

21 giugno 2012

… se tu ridi, rido anch’io.

Devo essere del tutto onesta. Per anni, gli unici due fumetti, a parte i Topolino dal 1975-6, che ho riletto e riletto sono stati Lady Oscar e Candy Candy.

Non sono stata particolarmente amante di Candy, eppure ho sempre dovuto ammettere che era a un altro livello. Io andavo a dormire, e mi portavo da leggere o Candy, dalla Saint Paul School, o Lady Oscar, fino al 12 luglio. E ho tanti tanti tanti ricordi, compreso Andrea, in I media, che mi dice che lui lo ha, il romanzo di Candy, e mi racconta come finisce… e io che, orgogliosa, per non chiedere, mi metto in caccia e trovo Candy, di tale Robb White.

Ricordi. Preistoria. Eppure, quando riprendo in mano il manga di Candy, nelle stesse parti di allora, mi commuove. Candy mi piace, è plausibile. Patty anche. Anny è odiosa ma realistica. Terence, Stear, Albert li ho adorati. Ho adorato la parte della Saint Paul School, ho adorato la convivenza di Candy con Albert. Mi commuove quando muore Stear e tutto il suo modo di comportarsi mi ricorda Mr. G. Stasera sono scesa sotto, ho spiegato ad Andrea che non poteva essere che non avesse mai letto questo fumetto. Gliel’ho salito su.

Cercavo anche una vignetta di cui mi parlava Elena, una vignetta sugli invidiosi. Perché volevo postarla sul sito dello studio. Per quelli che hanno fatto così tanto casino in questi giorni.

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Update sito giugno 2012 – celebrazioni alessandriane ^_-;

14 giugno 2012

Eccoci qui… 🙂
http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Updates/last_updates.htm


So sad…

5 giugno 2012

Qualche giorno fa, Elena mi ha detto di disegnare una Oscar felice per una sequenza di Liberté (che prelude alla scena d’amore del II volume).

Confesso che mi sono trovata molto in difficoltà. Non era questione di immagini di riferimento: come sapete, io sono allergica al copiare pedissequamente i fotogrammi già noti, mai lo farei! Il fatto è che mi sono messa a pensare e mi sono resa conto che era difficile trovare un’immagine piena di Oscar felice. Una felicità espressa, completa, appagata. Se ci pensate, nel cartone, non c’è. C”è gioia contenuta, c’è paura trattenuta, c’è una vita persa e brandelli recuperati di straforo. C”è serenità. Nient’altro.

Se voglio andare a cercare, devo ritrovare l’ep. 25, Oscar che corre incontro, sorpresa, a Fersen redivivo (e André strammato). Io, sinceramente, non trovo altro. E ho inventato.


Non ti sposare, Oscar…

2 giugno 2012

“Non ti sposare, Oscar…”

Che bella quella scena…

Ora, però, smessi i panni della fan nostalgica, vorrei dichiararmi totalmente in disaccordo con Mr G.

Oscar, assolutamente, non sposarti! Né con Giro, né con lui! Ma chi te lo fa fare? Hai la tua bella libertà! Se ti sposi, finiresti per odiare la persona che amavi. Finiresti per non sopportare più le cose che, prima, ti facevano sorridere. Prima poi, cosa?, che, nel tuo caso, o abbiamo un prima trentennale, o un prima monogiornaliero?

Insomma, ripensaci. Non lo fare. Sei sicura di voler raccattare i suoi calzini sporchi lungo tutta casa (che casa tua dev’essere grossetta, qua siamo proletari e stiamo stretti, ma voi… casa ce la metti tu, ovvio, lui sarebbe in grado di offrirti stamberga? Non è dato saperlo. Sappiamo da Berukids che mette da parte i soldi per il matrimonio), sicura di voler, schifata, stanca, scazzata, con due dita afferrare indi smaltire i monticelli di fazzoletti di carta, usati, le mutande sporche? Di caricare lavatrici e lavatrici, di stirare metri cubi di bucato, di doverlo mettere pure a posto e odiarlo per ogni camicia che cambia, alla faccia dell’igiene? Per fortuna, ai preservativi usati, provvede da sé, ma quante volte avresti voluto dirgli di non buttarli nel cesso che si intasa e poi tocca a te aspettare l’idraulico e pagarlo?

Fortuna che è orfano, se no te lo vedi ad ospitare la banda di parenti? E la vostra bella vita a due? Finita! Cene romantiche? ‘Sti cazzi: ora si cucina per un reggimento di parenti, che s’offendono se non li inviti, e addio dopocena, che si trasforma in un detestatissimo tour de force a sparecchiare e rigovernare. Quanto tempo è che non ti dice “Stasera usciamo (NOI DUE) a cena?”.

E il tempo per te? Finito. Le ore per te? Se va bene, residuano quelle per dormire. Le tue cose, i tuoi hobby, finito, dimenticali. Era questo, ora lo sai, che ti stava suggerendo con quel catastrofico “Diventa una donna”. E fottiti. Appunto. Ma questo, nessuno te l’era generosamente venuto a dire.

Insomma, in breve: “Oscar, ripensaci!”