So sad…

Qualche giorno fa, Elena mi ha detto di disegnare una Oscar felice per una sequenza di Liberté (che prelude alla scena d’amore del II volume).

Confesso che mi sono trovata molto in difficoltà. Non era questione di immagini di riferimento: come sapete, io sono allergica al copiare pedissequamente i fotogrammi già noti, mai lo farei! Il fatto è che mi sono messa a pensare e mi sono resa conto che era difficile trovare un’immagine piena di Oscar felice. Una felicità espressa, completa, appagata. Se ci pensate, nel cartone, non c’è. C”è gioia contenuta, c’è paura trattenuta, c’è una vita persa e brandelli recuperati di straforo. C”è serenità. Nient’altro.

Se voglio andare a cercare, devo ritrovare l’ep. 25, Oscar che corre incontro, sorpresa, a Fersen redivivo (e André strammato). Io, sinceramente, non trovo altro. E ho inventato.

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19 Responses to So sad…

  1. Alex ha detto:

    Purtroppo possiamo dire che un’immagine di lei veramente felice..è l’immagine che non esiste! Cioè quella in cui immagina lei con André appena morto, che galoppano sulla spiaggia.. T_T

  2. Luana ha detto:

    No plis, Georgie “che corre felice in un prato” NOOOOOOOOOOO

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Agghiacciante. Sì, ci pensavo l’altro giorno riflettendo sulle risposte al mio altro post “Non ti sposare”. Se nei fumetti di Candy e in Georgie c’è chiaramente una presa di posizione monocorde delle autrici (del testo – sono due, diverse -), e ci sono immagini esplicitissime su come Candy veda il suo futuro con Terence, in Lady Oscar l’autrice, una sola, ma evidentemente ben più profonda quanto a capacità introspettive e di problematizzazione nonostante la giovane età, è talmente multiforme nel descrivere (e bene!) i sentimenti delle tante donne importanti del fumetto, di Oscar soprattutto, ma anche delle altre, che non si può ridurre al “felice”, al piatto, a UN sentimento, sia pure con tutto che, per forza, se fai una vignetta, e devi fare un sorriso, quello deve riportare. Non foss’altro perché si tenta di fare una doujinshi di Lady Oscar, appunto, non di Georgie. C’è una ragione se, dopo tanti anni, Lady Oscar ancora prende. E non si tratta di operazione nostalgia.
      Anzi, va detto che Candy, rispetto a Georgie, era comunque tutta un’altra cosa. A Candy ti affezioni, ti fa ridere, ti ci incazzi perché gliene fanno troppe (e poi scopri che può succedere, nella vita), ma a ripensarci era molto più complessa, sfumata, ben raccontata, delicata. Non ho visto il remake 1990, ma ripenso al cartone e al fumetto.

  3. lauraslittlecorner ha detto:

    Infatti… io ho avuto difficoltà a cercare quell’espressione, anche perché le proposte che mi faceva a me davano l’idea – e gliel’ho detto – di Georgie… -_-; Ora, per carità, il cartone non era male (a parte l’edulcorazione rispetto al fumetto e i tagli delle nostre varie versioni), ma Georgie è una scimunita, non ha lo spessore… Cioè secondo me Oscar è troppo complessa, multistrato, per un sentimento “a faccia unica”.

  4. Luana ha detto:

    Qualche anno fa, avrei chiamato “felicità” quel lampo di luce intensa che accende gli occhi di Oscar nell’episodio 37, quando André risponde alla sua domanda con un semplicissimo “ti voglio bene, ti amo” (in giappo). Ora posso dire, concordando con Alessandra che quella non è felicità. O meglio, non è “solo” felicità, ma un mix esplosivo, un groviglio di sentimenti ed emozioni di cui la felicità è solo uno degli ingredienti. Ci sono amore, dolore, sgomento e sollievo, gioia, incredulità… E’ una sorta di “denotazione interiore” quella che rapisce Oscar in quegli istanti, e lei implode tra le braccia di André perché davvero, tutta quella felicità non la sa quasi dire, di sicuro non sa maneggiarla… E sempre parafrasando Alessandra (ti verserò generosi diritti di copy prometto!), se qualcosa si schiude dentro di lei, non è per i nostri occhi. Oscar ad occhi chiusi, rapita da André verso un mondo che le è sconosciuto è l’immagine di una donna che appare soprattutto in pace, appagata. Serena, anche se per qualche brevissimo istante. Con il cuore che trabocca d’amore ed il viso colorito… Forse, semplicemente Oscar non può essere solo felice, la felicità è un sentimento quasi elementare se rapportato al suo modo di vivere qualsiasi sentimento… Tanto che la sua reazione al ritorno di Fersen, pure estremamente spontanea appare stonata, quasi “bambina” e inadatta alla Oscar compassata che passa i pomeriggi a fare a pezzi bottiglie… E’ parte del “pacchetto regalo Fersen”, Qualche istante di felicità posticcia e poi tutto finisce in fretta, annegato in una fontana in una serata umida di lacrime.

  5. Raffaella ha detto:

    Ci pensavo, non ricordo perchè, qualche tempo fa. Cercavo di ricordare i momenti in cui Oscar si mostra veramente felice e anche a me è sempre venuta in mente unicamente la scena in cui Fersen torna dall’America…che tristezza…anche perchè lei non fa in tempo a trovare l’amore con Andrè che subito lo perde…ecco, forse, la sola altra immagine in cui è veramente felice è una di quelle che fanno passare in sequenza dopo la sua morte, in cui si vede Oscar abbracciata ad André…sempre più triste…
    Sapete che a me invece quel “ma petite” dell’edizione francese non piace per nulla? Credo che se il “nostro” André si fosse riferito alla “nostra” Oscar in un modo del genere lei l’avrebbe ribaltato…

  6. Stellato ha detto:

    MA PETITE OSCAR???
    ok, scusate, ho un impegno

  7. lauraslittlecorner ha detto:

    E c’hai ragione, ma Oscar, lì, nell’8, è pronta a calciarlo fuori dalle balls, magari calcerebbe pure Fersen. Sì, quella è una risata, ma quanto felice? :)))) A voi, l’ardua sentenza. Il 20, il mio prediletto: ma lì non vedo felicità, vedo un capolavoro… :)))))) Ma l’hai sentita la versione originale? E la versione francese? :)))) Valgono entrambe la pena “Ma petite Oscar…”

  8. Stellato ha detto:

    A me è venuto in mente il dialogo nella stalla nel 20, quando lui la prende in giro suggerendole di prendere sul serio la sua idea sarcastica di sfidare tutti coloro che provino a parlar male della regina, ma anche lì è una risata, purtroppo, abbastanza amara. Anche se affettuosa. Del tipo: “Meno male che ci sei tu a mitigare i miei psicodrammi.” E l’altra che mi è venuta in mente è la scena finale dell’episodio 8, quando si risveglia e si ritrova il tomo, lì in camera.
    So sad, davvero…

  9. lauraslittlecorner ha detto:

    E che bel commento, il tuo! Mi viene in mente anche il viso di Oscar per i festeggiamenti e i fuochi per la nascita del principe. Ma, anche lì, tutto contenuto. Santa Oscar! E’ difficile, davvero difficile, farti felice! Povero Grandier, e povera disegnatrice!!! LOL

    • Silvia ha detto:

      io invece credo che un punto in cui è disegnata felice, nell’anime, sia quando, nell’ep.13, cavalca con Andrè verso il villaggio, durante la sospensione (e si mette a ridere perché lui ha saltato la cena). E’ una felicità forse per lei inconsapevole. Come tutte le felicità (personalmente condivido al riguardo, visceralmente, un verso di Roberto Vecchioni: “Mi ha colpita la felicità come un addio”).

      Poi vi confesso che ho sempre visto un lampo di felicità assurda nei suoi occhi nel momento in cui, nel tunnel (ep.39), è convinta di vedere e sentire André che la invita ad andare alla Bastiglia. Basta vedere quale delusione e dolore le si dipinge in volto appena si accorge che non è vero, e che è soltanto Alain.

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Giusto! Il 13! Dezaki entra in azione! 🙂 Me l’ero proprio scordata, sarà che cercavo mentalmente una Oscar un attimo più âgée.
        Ps, potrei scommettere che diverse fan altro che delusione proverebbero di fronte ad Al. LOL 🙂

  10. alessandra ha detto:

    E’ vero, quanto è vero… lo capisco e lo condivido, e mi fa una tristezza infinita. E quanto fa male pensare che l’unica scena in cui Oscar fa una faccia veramente felice è quella del ritorno di Fersen, con André lì a morire di dolore. Penso che Dezaki lo sapesse e avesse fatto apposta a creare questo contrasto, e così notiamo un’altra perla (amarissima perla) della sua regia. Non mi vengono davvero in mente altre espressioni felici di Oscar nell’anime. Forse, al limite, proprio nella scena d’amore della puntata 37, il suo primo piano insieme ad André, ma lì ha gli occhi chiusi, e la sua felicità è tutta interiorizzata. Lì sono felici tutti e due, ma in un modo così intimo e profondo che sembra quasi escludere il resto del mondo, come se quella felicità dovesse appartenere solo a loro, e noi non avessimo il diritto di vederla. Non è che Oscar non rida mai: per ridere ride, e anche André. Ma non è mai di autentica felicità. Mi viene in mente la Oscar che ride quando Rosalie la prende per un uomo, che poi mi pare nella versione italiana dell’anime non ci fosse; questa: http://it.wikipedia.org/wiki/Episodi_di_Lady_Oscar. Però appunto non si tratta di risata gioiosa, e allo spettatore fa venire anche un po’ d’amarezza. Eppure Oscar è bellissima anche quando semplicemente sorride: il suo viso diventa incredibilmente dolce e luminoso. Infatti ti confesso che appena ho letto questo post ho pensato non al cartone ma a un tuo disegno, quello che facesti per un mio scritto, nella prima puntata di “Nelle mani”, perché trasmetteva tanta serenità: http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Gallery/Laura/wood.htm. So sad, veramente… e complimenti per il titolo bellissimo che hai dato al post, dalla versione inglese del film di Demy: una piccola perlina che viene anche da lì, per quanto sia bistrattato nel giro…

    • Stellato ha detto:

      “come se quella felicità dovesse appartenere solo a loro, e noi non avessimo il diritto di vederla”
      (attimo di commozione per questo commento)
      Io (ancora) non ho visto il film nella sua versione inglese, ma prima o poi. Nel frattempo chiedo da quale momento sia tratta la citazione nel titolo 🙂

      • alessandra ha detto:

        E’ il momento della dichiarazione di André nel film di Demy: lei gli dice che deve restare tutto come prima e lui risponde: “Sì, ma com’è triste questo per tutti e due… so sad…”

        • Stellato ha detto:

          Ho rivisto la scena in inglese grazie a youtube e devo dire che mi ha sorpreso per quanto mi sia piaciuta con le loro voci originali, dato che uno dei miei + al film veniva proprio dalla presenza dei doppiat(t)ori italiani (che va da sé, adoro 🙂 ). E appena ho più tempo lo voglio rivedere in inglese; invece le puntate francesi non potrei: sono troppo pippa 😦 Quindi grazie di avermi passato la perla di “ma petite”. Che dolcezza. 🙂

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