Update sito giugno 2012 – celebrazioni alessandriane ^_-;

Eccoci qui… 🙂
http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Updates/last_updates.htm

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22 Responses to Update sito giugno 2012 – celebrazioni alessandriane ^_-;

  1. Stellato ha detto:

    Sono di passaggio frettoloso! Meno frettolosamente ho fatto fuori metà dell’update, finora : )))))
    Ritrovati spunti di nonni e generali messi a tappeto a giocare con nipotame acquisito e gongolato, parecchio, per questo. E dovevo comunicarlo così, pubblicamente, perché in questa sede avevo sentito parlare dell’idea e ritrovarla in una delle storie mi ha dato l’impressione di incontrare una conoscente per strada, scambiare con lei un sorriso e restare poi di buonumore per l’isolato successivo. 🙂
    Il resto, pian pianino, lo scriverò ad ognuna con più calma. Una cosa, anzi due, sono certe: la prima è che se un giorno mi risvegliassi per magia con la capacità di esprimermi di Alessandra imperverserei molto di più: anche le liste della spesa vi pubblicherei qui e ovunque, sicuro! 😛 La seconda è che dopo questa recensione fantastica che mi sono beccata, camminerò ad un metro da terra per un bel po’ 😀 (E basta rileggerla, adesso! Stellato, ti ho detto di smetterla!)

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Stellato!!!! Ps, a mia discolpa posso ricordare che quell’ep. di Chris fu scritto nel 2006-7 (Alessandra, Luana, Sonia, Syd, Assunta) testimoni. Quindi evidentemente il generale ha in sé una nota che stimola di queste digressioni da nonno giulivo anche in autrici notoriament evil quali me LOL. Per esempio, mi sono trovata a spiegare a Costanza che, in Christine, ci sarà una tot situazione che in qualche modo richiamerà una sua Diane, dicendole che l’ho scritta, appunto, nel 2006-7, come sanno le proof-reader di cui sopra sanno (e Alessandra e Luana commentarono a riguardo “L’ho sempre pensato”) LOL. E’ il problema del mio covare i testi, di meditarli a lungo, di ripensarli prima di pubblicarli – a parte la lunghezza oggettiva di Christine, volendo, avrei potuto pubblicare molto più a spron battuto, ma penso che la riflessione faccia bene ad un certo tipo di racconto, perché capita che ti venga un’idea migliore -. Vedi i tuoi episodi 3-4-5. 🙂
      PPS, ricorda cosa ti ho scritto! Come dicevo sopra in risposta ad Alessandra. Non lo sto a ritrascrivere, ma anche io faccio commenti entusiasti ai tuoi testi, e lo ripeto qui, pubblicamente, dopo averlo scritto in pvt. Solo la mia esaustione (dopo 14 ore di update come spiegavo sopra) mi impedisce dal copincollarli qui, ma chi legge sappia che sono una lettrice entusiasta, che ho apprezzato tantissimo i personaggi, le situazioni, l’ironia, la mandibola cascante e tutto!!!!!! Testi e disegni!

      • Stellato ha detto:

        Chiedo venia al generalnonno per aver preso sottogamba questi suoi istinti giocosi! 😀 Li covava da così tanto tempo che se non fossero riservati ed elargiti unicamente alla progenie maschile mi farebbe quasi tenerezza!
        Di spunti a proposito di questa figura ne hai forniti in quantità industriale in questo update, e come per la scrittura anche io mi prendo un po’ di tempo per lasciar sedimentare e per rileggere i tuoi vari testi, separare i sentimenti che mi suscita questo nonno scemotto qui dagli altri generali molto meno amabili.
        Sulla definizione “evil”, secondo me non ti calza, io voto per “destabilizzante”. Con tutto il bello che porta il sentiero scomodo : )
        (mille volte hai ragione sui cap.3, 4 e 5, ma prometto di smettere di ossessionarti con le mille versioni di uno stesso. Diciamo che faccio una preselezione e mi fermo alla decina! 😛 Scherzi a parte, le versioni si sono evolute proprio perché c’eri e lo sai. Senza contare che ti considero la principale istigatrice del ritorno ai pennelli/matite/lastbutnotleast-tablets!)

        • lauraslittlecorner ha detto:

          Se posso dire, il generale è alquanto sorprendente anche nell’Alessandra-pwp-production. Non sto a dire altro, ma l’ho trovato sorprendente! 🙂
          Io sono per la maieutica, quando mi scrivi certe cose, per forza mi viene in mente di dirti di scriverci sopra. :)))
          E quanto al disegno, benebenebene! Anzi, benissimo!!!! Non smettere! :))))

  2. alessandra ha detto:

    Sto imperversando, scusatemi, ma ho dedicato un pomeriggio libero alla lettura dell’update e preferisco continuare a commentare on line per omogeneità rispetto a quanto ho fatto all’inizio. Quindi faccio i complimenti a Costanza per la sua “Un prince pour Diane”. ATTENZIONE SPOILER PER CHI NON L’HA ANCORA LETTO.
    Mi è piaciuto molto questo titolo quasi antifrastico, e la storia che ha un taglio inatteso e tuttavia plausibile. O per lo meno, una prospettiva nuova che non manca di suggestione. Spesso abbiamo fatto ipotesi sul fantomatico fidanzato di Diane che l’abbandona all’altare, e sono state scritte anche delle fanfic su questo. Ma non mi era mai capitato di immaginare – né di leggere – che potesse trattarsi di André. E’ un taglio diverso dal solito, inatteso. E anche credibile da un certo punto di vista, anche se – ovviamente – la psicologia di André non è analizzata nel profondo, giacché qui è Diane che parla ed è su di lei che è focalizzato il racconto. Diciamo che – se da un lato non credo proprio che André possa fare una cosa simile – dall’altro il motivo per cui lo fa è plausibile, e il modo in cui il personaggio lo spiega e si giustifica mi sembrano, nel contesto che costruisci, piuttosto convincenti. E’ una storia bella da leggere, e mi piace il modo in cui tratteggi il carattere di questa ragazzina innamorata e delusa, turbata e inesperta, piena di dolore e desiderosa di morte e vendetta. La parte più riuscita (anche se più “dura”) è certamente, a mio modo di vedere, quella del primo rapporto con André, raccontato con sobria verosimiglianza e tocchi di delicata introspezione. Un po’ più “forzato” mi è sembrato l’intervento di Oscar, crudele dea ex machina della situazione. Però, come dire, è un punto di vista differente e intrigante. Grazie per avercelo fatto leggere.
    Ho letto anche il primo capitolo dell’altra storia e resto in attesa del seguito. Girodel è un personaggio che offre sviluppi promettenti, quindi seguirò con piacere le evoluzioni (e l’evoluzione) del tuo.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Grazie a Costanza, perché scrive testi non usuali, perché si è messa ad indagare zone oscure e meno praticate, e lo fa in modo sapiente, sorprendendo. Grazie per questa visione di Diane dura, giovane, triste, assoluta, adolescente. Penso che Mr G ringrazierebbe un po’ meno, LOL, ma qui è chiaramente strumentale alla situazione. Come Alain. Non era facile decidere di raccontare una storia così, soprattutto con André, eppure Costanza c’è riuscita. 🙂
      Su Oblivion, a me, che ho avuto modo di leggere più avanti (e senza fare spoiler), la cosa pare procedere in modo plausibile, certo fa tristezza, ma, insomma, a parte sperare in miracolose riapparizioni, da lettrice mi sento di fronte ad un racconto what if governato in modo coerente. 🙂

  3. alessandra ha detto:

    Carissima, sono molto felice che tu abbia deciso di pubblicare “3”, ascoltando le mie richieste. E’ una storia dolce e delicatissima: la tenerezza che hai nel cogliere le sfumature delle reazioni psicologiche di Oscar e André in questo primo, timido approccio, allo sbocciare del sentimento che li unisce, è una cosa che fa commuovere. Bella la purezza che si manifesta in mille gesti inesperti, bella l’audacia che li fa osare, e le notazioni un po’ amare sui “retroscena” familiari. E’ una storia anche molto erotica (il particolare della camicia aperta è da brividi, te l’ho già detto). E finalmente anche questo tuo disegno trova il suo contesto, che lo illumina di una luce ancora più morbida. Brava davvero.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Ehhh, con me ci vuole tanta, tanta pazienza… sai che “covo” i testi (soffro da sidrome da abbandono LOL), anche se, poi, li scrivo in poco tempo. -_-; Sui retroscena familiari. Sai, è che mi piace non dimenticare che parliamo di una famiglia che ha tutti gli strumenti per una formazione illuminata, quindi, ipotizzando, mi lascio andare.

  4. alessandra ha detto:

    Riecchime, a lettura terminata. Mia cara, il tuo “Martinique” è delizioso, me ne convinco con piacere a ogni nuova puntata che leggo. E ancor più della situazione e della storia, trovo adorabili certe uscite che fai, i toni un po’ scanzonati e finemente ironici che usi. Ma cos’è questo, il periodo dell’ironia? Tra te e Laura ci fate repirare leggerezza.
    Passo ad esemplificare tramite breve campionario (attenzione spoiler, non legga chi non ha ancora letto Martinique 3):

    “riemergendo dall’ombra di una boscaglia, finirono in un quadro.”
    Fantastico! Ho letto, ho capito subito, ho sperato di aver capito bene, ho riletto, e, sì! Era proprio quello! Perché è una cosa geniale, splendido modo per riproporre la scena bucolica in maniera del tutto nuova (appro, grazie per la citazione).
    “gli finì praticamente addosso, facendogli cadere il libro e la mandibola per la sorpresa”
    “il sangue gli era andato alla testa e anche altrove”
    Ahahahahah! Due perle impagabili!
    “Ma nei campi di narcisi vige la regola non scritta che la vanità venga saziata per intero”.
    Bellissimo, intelligente, raffinato.
    “Lui era basito da quella manifestazione di idiozia effervescente.”
    Simpaticissimo, e anche la piega triste che quasi interviente atemperare, subito dopo.
    “Non era vero, ma era meglio che ammettere di non riuscire più a distinguere la luce delle stelle.”
    Mamma mia, ironico con un pieno d’amarezza…
    “Persino l’avverbio lo uccideva. Sempre significherebbe anche domani e dopo, e ancora.”
    Bello e soprattutto quanto vero. Una riflessione profonda.
    “Dopo altri minuti di malinconico silenzio lui optò per un politico: “Allora…”
    Fantastico quel “politico”.
    “Ci sono momenti in cui le mani sono fatte per essere stritolate”.
    Stupendo, e mi piace molto anche il tuo disegno delle mani. E anche l’altro: sei anche brava a disegnare (essendo del tutto impedita a riguardo non posso che ammirare il lavoro altrui).
    “Aveva un fazzoletto rosso al collo e delle basette improbabili, ma sul suo viso sembravano funzionare.” Molto ben trovato quel “sembravano funzionare”, mi piacerebbe averlo scritto io…
    “E siamo sicuri che tu li possa vedere questi nuovi orizzonti?”
    Bello, davvero bello, stringato ed efficace, il commento asciutto dell’ammiraglio.
    “L’occhio destro ci vede benone. Il sinistro pensavo di coprirlo con una benda nera e di procurarmi un pappagallo. Sulla nave farei un figurone”.
    Geniale risposta del Grandier, molto divertente.
    “André aveva il ricordo confuso di aver cantato, imparato dei termini in italiano e preso in giro un tedesco. ”
    Anche questo, un compendio efficacissimo.
    “era infallibile nel bloccare ogni scivolone verso la sbronza triste, così tipica per André”.
    Oh com’è vero che André ha la sbronza triste, e come questo rappresenta compiutamente in una frase il rapporto tra i due!
    Il finale è inaspettato, molto brava.
    Insomma, complimenti sinceri, è un capitolo molto ben riuscito.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Quoto tutto! Perché non sto a recuperare le mail che ho mandato a Stellato con commentati i pezzi, ma siamo in linea. Martinique è una straordinaria ventata di freschezza, una storia non sentita, nuova, Oscar e André belli, giovani e scanzonati come non ne vedevamo da tempo, la capacità di cogliere sentimenti profondi, sfaccettature, la capacità di chiosare efficacemente e di “disegnare” scrivendo – non a caso Stellato fa bellissimi disegni – me ne appendo tra poco uno nello studio!!! -, di cogliere quadri, di evocarli, l’ironia, la profondità. La documentazione storica non pedante. E’ una storia bella da leggere, mi ha preso da subito e i disegni mi piacciono tantissimo, perché Stellato sa rendere le espressioni – una cosa che non tutti hanno -. Che posso dire di più? 🙂 Ringraziare te per il commento e l’autrice per quello che sa tirar fuori.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Quella del pappagallo è fantastica!!!! Poi, per noi, “Benone” è citazione dal Corrierino, quindi, figurati quando l’ho letto!!! E poi quella dell’italiano! Mi ha dato un brivido, quando l’ho letto, e dire che io gli avevo fatto usare sia l’italiano (Gaspara Stampa) sia, prima ancora, il latino, e pure l’inglese, tempo prima (un “To do less” di 12 anni fa o peggio). LOL, Ma mi piace sempre! Mi piace che André non sia “incolto”. 🙂 E’ una storia particolare, “Martinique”, anche perché, di solito, i personaggi “inseriti”, “originali” non sempre coinvolgono, nelle storie su O&A, invece questi personaggi qui ti prendono, sono delineati bene, ognuno con certe peculiarità, e le situazioni sono plausibili. Non come certe ff francesi o simili di cappa e spada, allucinogene… -_-; E poi sono bellissime le atmosfere, perché, quando Stellato ti porta in viaggio, ti pare di viaggiare. Quando ti descrive il casino di un porto, ti pare di sentirlo (“Dark Shadows” a parte: quando andai a vederlo pensai immediatamente al porto che descriveva Stellato!), quando scendi gli scalini della nave, senti l’atmosfera, quasi opprimente. :)))

  5. Stellato ha detto:

    Auguri per il decennale del vostro brillante sodalizio, che bello! 😀

    (E il mio barbarico “evviva” risuona sui tetti del mondo a vedere le novità! Quante! E Alessandra che riinforca la web-penna!!!)

    • alessandra ha detto:

      La riinforca del tutto inopinatamente, perché era convinta di non avere più un tubo da dire sui nostri eroi, avendo già copiosamente detto di loro tutto ciò che pensava. Però, non essendolesi esaurita la vena di pornografa e amando assai le storie in cui essi vivono felici e trombanti, ha dato retta alla vaghezza dell’attimo e si è serenamente buttata nel cimento. Per gioco e per puro divertimento.
      Mo vado a leggere, poi torno.

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Ma no, ma no, lascia al tuo lettore il piacere di godersi i tuoi testi 🙂 e tu, divertiti, sempre, a scrivere!

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Spoiler: molto trombanti – ma le lettrici ne saranno felici -!

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Io non posso parlare molto, perché ho avuto la possibilità di leggere tutto il testo e quindi rischio di fuorviare dicendo troppo o anticipare sensazioni, che a me nascono dalla lettura complessiva. La cosa che posso dire, allo stato, è che questa cosa di entrare in medias res, sia nell’azione, sia nello “stato di fatto della situazione tra loro” mi è piaciuto tantissimo. Cioè questa normalità tra loro due. Alessandra, poi, è molto abile a giocare su un altro piano, senza, con ciò, rendere questo “gioco” drammatico o pesante, anzi, mantenendo un tono “cronachistico” e quasi scanzonato. Questo mi è piaciuto molto. E’ chiaramente una cosa che fa parte del gioco, nel senso che, appunto, Alessandra qui sta “lavorando” su tot situazioni in un certo contesto, e va benissimo. Questo suo gioco col lettore è, come lei l’ha definito, un esperimento letterario. Io, che ero la sua cavia, mi sono molto divertita! 🙂 Essendomi poi beccata anche la dedica (GRIN), la cosa mi fa ancora più piacere, perché è un pensiero che mi ha toccato, per l’occasione da cui è nata la cosa. 🙂

  6. lauraslittlecorner ha detto:

    Ma è sempre un piacere!!!!! Il decennale va festeggiato! 🙂 Mo ti tocca full immersion!!! Ps: ho pure sbagliato un link: grazie, Alessandra, per avermelo segnalato. 🙂
    PPS: non c’entra niente e in tempo di IMU è improbabile, ma segnalo delle fantastiche svendite sul sito della Sansha a prezzi veramente scontati!!! Ovviamente, appena terminate le lezioni di ballo. 😉

    • alessandra ha detto:

      Cara, non mi parlare di Imu, sono stata stamattina a farmi fare il salasso e penso che alle prossime elezioni voterò chiunque mi prometta che la toglieranno, fosse anche Giorgio Panariello.
      Detto questo, ieri ho fatto una prima lettura a tardissima ora di questo update, e vengo or ora da una seconda lettura (terza, contata l’anteprima) di “In obscuro” (a proposito, questa parte del titolo è nuova: somma e geniale titolista, hai mantenuto il segreto fino all’ultimo!)
      Insomma, prima di tutto sono felicissima che i miei libroni romani ti abbiano ispirato, anche se non mi sarei mai immaginata una storia simile! E’ una storia strana, quasi surreale e un po’ disturbante, ma anche con momenti di tenerezza. E, sopratutto, mi soddisfa il fatto che alla fine giustizia sia fatta – e non posso dire altro ché farei spoiler -. Mi piace anche questo tono cronachistico “oggettivo” e l’ironia con cui, nonostante la situazione, descrivi certi particolari (il Priapo è mitico…). Quest’ironia, di cui fa parte anche il gioco “metaletterario” della scrittrice di fanfic, la ritrovo anche in Kitchen corner, che ieri ho letto andando avanti fino a tardi perché tra le tue storie attuali è quella più insolita, più particolare, più difficile da seguire all’inizio ma anche ricca di mille suggestioni e sfumature che si intrecciano alla trama principale. Ho pensato (anche se non c’entra niente nei contenuti) al Tristram Shandy di Sterne, per il continuo divagare dal filone principale e poi ritornare e riprendere, finché ti accorgi che sono proprio le digressioni a fare il corpo del libro, a dargli un senso. Naturalmente ritrovo tante cose di te, ma mi piace molto come le filtri e la trasfigurazione letteraria che subiscono (in cui, tra l’altro, alcuni personaggi hanno ruoli quasi “sdoppiati”, appartenendo inizialmente a una sola persona). Un esperimento davvero molto interessante, e voglio proprio vedere come va avanti.
      Ps. Ti ho detto che Massimo in Watchmen è superlativo?

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Adorata, tu devi scusarmi, perché, dopo le 14 ore di full immersion di ieri (e i giorni a fumetto totale HOTTISSIMO fino a domenica – martedì prox maxiudienza – e saudade per fine corso ballo – non ci posso fare niente, sono fatta così, proprio come dice il Grandier nel manga ;_;), sono sparita, anche io a pagare le nostre IMU and so on. Watchmen è straordinario, sai cosa ne penso, e appena posso rispondo. Intanto, consiglio di “celebrare” il tuo decennale degnissimamente LOL.
        Per me è difficile – e lo sai – “accettare” come si sia scritto Christine da solo, praticamente, compresa la deriva che va contro.
        E’ molto difficile tentare di scrivere Kitchen, perché, se ci sono mille suggestioni proprio da tante cose quotidiane (non necessariamente mie – purtroppo non ho una casa mia, non ho un appartamento per gli amici, ho tutti amici lontani, invece, e mi farebbe molto comodo; non ho una stufa di maiolica azzurra, né un microonde colorato e neanche una fellowship a Philadelphia -), è difficile trovare una cifra stilistica e trovare qualcosa di interessante da dire. Fiammetta aveva ragione quando scriveva che raccontare di Oscar e André è, tutto sommato, facile, perché abbiamo personaggi ben definiti. Qui, invece, mi muovo in un magma, amo raccontare, ma più ancora amo descrivere stati d’animo e situazioni. E questo, ovviamente, rende Kitchen difficile. Per me per prima. L’arma dell’ironia, allora, a volte serve per poter dire cose meno leggere, ma che è giusto dire. 😉

    • alessandra ha detto:

      Ah, il fioretto nella culla, assassina! Ma sei diabolica!

  7. alessandra ha detto:

    Lusingatissima per la dedica e per le celebrazioni, wow! Update veremente ricchissimo e pieno di cose preziose. Mi fiondo, poi torno a commentare.

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