Non ti deluderò mai – 37

Ieri sera Fiamma, nella sua pagina Facebook poneva una interessante domanda a proposito dell’ep. 37 e, in particolare, come mai André, pur sapendo di non vedere, si ostini a descrivere il ritratto. Ci pensavo, stanotte, stamattina. La risposta ce la dà la Migliavacca, nel Romanzo di Lady Oscar. Sono gli altri a chiamare André, che se ne sta in disparte. È Oscar che, presente, silenziosa, quasi domanda. E lui, che non vuole deluderla, risponde. Azzarda una risposta per non deluderla, per esserci,per lei, per que ll’ennesima volta. Tanto, lo sa, più che il contenuto reale, conterà quello affettivo, quello che riuscirà, tra le parole, a far passare, l’affetto, immenso, lungo, per lei. Non credo sia voglia di tradirsi, di dire esplicitamente, sia pure per vie contorte, io non vedo quasi più (cito la versione “Insieme per sempre”). Perché, fino a quella mattina, lui continua a scrivere, nella penombra, il suo diario. Non vede bene a tratti… e, sempre in accordo alla Migliavacca, anche la morte di André si inscrive in questa testarda volontà di André di non mollarla e, soprattutto, di non deluderla, di essere sempre all’altezza. Morto per non averla voluta abbandonare, lasciare sola. Quanti degli amori, delle amicizie, deludono? Quanti scogli, normalmente, un buon rapporto, solido, consolidato, deve superare? Oscar da André non è stata mai delusa, neanche, a ben pensarci, nella scena del 28, strappo camicia. Perché, sia pure in un modo molto rude (ma se fosse stato con un bigliettino, con una rosa, ci avrebbe colpito così tanto?), lui, l’amico di sempre, è vero, tradisce un pezzo del sentimento che finora ha lasciato esistere tra di loro (o, meglio, del tacito accordo tra loro di non parlarne), ma quel pezzo, in realtà, lo sta scoprendo come ancora più profondo: le sta solo rivelando che non c’è nessun tradimento dell’amicizia, ma che è sempre stata, solo, amore.

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11 Responses to Non ti deluderò mai – 37

  1. fiammy ha detto:

    “non dimenticherò mai la bellezza che traspira da questo quadro…. Come non dimenticherò mai la tua vera bellezza, Oscar”.
    E’ vero, non ci si pensa mai ma è anche l’unica volta che glielo dice, e quando lo fa, lo fa con una potenza di sentimento e con una scelta di parole tale per cui (splendida osservazione, Miki, davvero) vale più di mille parole di corteggiamento. – Sei bella, Oscar ma tu hai anche una bellezza che gli altri, che non ti conoscono non possono vedere, ed è la tua vera bellezza, al di là dell’involucro, e che è fatta della quotidianeità che è solo nostra, mia e tua, nostra-
    Allo stesso tempo (è una delle varie interpretazioni possibili) è anche un’affermazione di un uomo che sta perdendo un bene prezioso e si aggrappa alla luce del ricordo (e forse è anche per questo che si sforza di vedere, di registrare nella sua mente il quadro) per poter affrontare il buio che si avvincina. E allora bisogna sforzarsi di vederlo quel quadro, per avere un’altra immagine di lei nel cuore, quando non potrà vederla più. Solo un’altra immagine, nemmeno la migliore, di lei, ma che lo aiuti a ricordare lei, a vederla nella mente, e lo faccia sentire meno perduto (se fosse possibile).

  2. lauraslittlecorner ha detto:

    Miki, grazie per aver postato questo commmento straordinario, da brividi. Grazie.
    Grazie.
    Mi hai fatto venire in mente una cosa. Quella frase, “la tua vera bellezza, Oscar”, forse sta, nell’anime, a compensare quella bella scena del manga che non c’è nel cartone: Oscar che scambia SJ per una donna “Guarda, André, c’è una donna. Una donna molto bella”, e lui che fa, superiore: “Tu per me sei molto più bella, Oscar…” LOL Era una scena importante, nel reciproco disvelamento dei sentimenti (scusatemi, io cito dall’ed. Granata che conosco a memoria). Forse quella frase sul quadro voleva colmare quella mancanza.
    Certo, viene da pensare che Oscar doveva essere cecata, per scambiare SJ per una donna (vabbè che diluviava). E che André, con tutta la buona volontà, doveva avere di lei un’opinionie più affettuosamente che ardentemente innamorata, per paragonarla a un ragazzino (SJ), per dire quello che dice di lei in abiti da donna… insomma, se non era vero amore quello, totalmente cieco di fronte a costole sporgenti e tutto, che altro doveva essere, un calesse? ^_-;

  3. Michela ha detto:

    Grazie innanzi tutto per le tue parole così belle Laura.. Sono totalmente d’accordo con te: quello che hai scritto è una meravigliosa e toccante riflessione sul personaggio di André, del nostro amatissimo André…
    André non tradisce mai Oscar, neppure nella 28, è verissimo, quel pezzo di sentimento, come dici tu, non lo tradisce ma lo rivela, lo scopre… anzi “si” scopre, e questo suo scoprirsi, così dirompente e tanto più dirompente poiché associato al suo momento di immensa sofferenza anche fisica (l’avanzare della cecità), questo suo mettere a nudo la propria anima, i propri sentimenti davanti a lei, che lo ha appena licenziato con tanta durezza, beh questo suo moto di disperazione e di forza è uno dei momenti in cui si rivela la grandezza dell’animo di André, a mio modo di vedere. Io forse da lì in poi ho cominciato ad amarlo follemente.
    E hai ragione Laura anche nel tuo ultimo post quando dici che la vera bellezza del suo personaggio è la forza che dimostra, la sua “dirittura” interiore: quanto mi piace questa parola per descriverlo. E’ stupendo quello che ha detto Fiamma: davvero non avrei saputo dirlo meglio… “André come Darcy o Heathcliff…. fatto della stessa sostanza universale di questi personaggi della letteratura”.
    La sua fedeltà ad Oscar, la sua coerenza con se stesso sono senz’altro il motivo (per tornare al post iniziale e non andare troppo OT) per il quale si spinge a voler provare a descrivere il quadro… che da bambina-adolescente era una questione che, in realtà, mi aveva sempre lasciato interdetta (Perché mai? mi chiedevo. E poi non era lui quello che ad ogni costo voleva nascondere a lei la sua quasi-ceceità?). Ora, in età adulta, riflettendo con te, con voi, direi che sì, André fa un tentativo (con lo struggente concerto per violoncello di Boccherini a far da sottofondo a quel momento così intenso) per far riuscire a passare, come dici tu, dalle parole il suo immenso affetto per lei… come rivela nella sua frase di chiusura “non dimenticherò mai la bellezza che traspira da questo quadro…. Come non dimenticherò mai la tua vera bellezza, Oscar”.
    E quanto la vedeva bella non glielo aveva mai detto fino a quel momento.
    Per concludere vorrei sottolineare che quel gesto così umano, dolce e disperato al contempo, di Oscar nel gettare la testa di lato e piangere di fronte allo sforzo di André mentre pensa “non tentare l’impossibile” è una delle tante perle della regia che ci rivelano pian piano una Oscar innamorata e straziata, sempre più vicina al momento in cui non riuscirà più a reprimere il suo sentimento per André. Come poi in effetti sarà.

  4. fiammy ha detto:

    concordo con Stellato, e ti faccio i complimenti Laura per quello che hai scritto. Questi sono i motivi per cui il personaggio di Andrè è così ricordato e amato e si solleva dall’essere un personaggio di un manga o di un anime per diventare un personaggio della letteratura popolare si, ma di quella che non si dimentica. Andrè come Darcy, o Heathcliff. Non perchè gli assomigli, ma perchè è fatto della stessa sostanza universale di questi personaggi della letteratura.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      E’ vero, Fiamma, hai ragione. E secondo me non è solo lui, lui lo è, Oscar anche, lo è, ma la cosa secondo me vincente è che LO è tutta un’opera corale, azzeccata, complessa, e, se ci pensi, incredibile se cresciuta in mano ad un’autrice così giovane, perché anche il manga è notevole… poi Dezaki ci ha messo il colpo da maestro e, in un fumetto che, se lo penso in termini di colori e mi richiamo all’autrice, era bianco, rosso, rosa nelle protagoniste positive (e poi le rose dark), ha messo le ombre, ha dato i blu, ha dato ancora più profondità, e la cosa pazzesca è che lo ha fatto. Dezaki, per sottrazione, silenziando i personaggi, facendo parlare gli sguardi, lasciano spazio alle musiche, agli effetti aerografo di quelle ombre colorate d’arancio e di blu.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Fiamma, per rispondere anche a un tuo post su Fbk, e alle cose che ho letto a commento, ho l’impressione che l’universalità del personaggio poi faccia proiettare su di lui le più varie istanze, prova ne siano certi racconti romanzeschi o fanfic francesi o immagini quantomeno imbarazzanti da super-dotato che circolano senza imbarazzo di chi le ha create, pruderie o, ancora, la tragicomica fama di inseminatore folle che il povìro si trascina dietro, incolpevole, complice il trogloditico retroterra culturale di un paese legato e non emancipato come il nostro, in cui il senso di colpa impera, in cui lo spermatozoo pecca se non colpisce e via discorrendo…
      Es: leggevo qualche giorno fa dell’aumento di nascite non volute a seguito della diffusione di romanzi porno di questi anni. Tu sai che, quando scrivevo, mi sono sempre preoccupata di non dare per scontato niente, compreso il fatto che lettrici magari quindicenni potevano incasinarsi per colpa di un testo che ti dice tot e tot sui preliminari ma non tot e tot sulle protezioni, LOL. Elena, ricordo, si preoccupava della giovane età di chi poteva magari acquistare il Calendario…
      Di fatto, l’universalità e la buona riuscita di un bel personaggio, portano con sé tanta roba…
      Per tornare al tuo post, ritengo che la gente che ama il feuilleton e cerca in LO roba da romanzo in costume o d’appendice non possa recepire certe sfaccettature moderne di un personaggio forte come Andore. Vedono l’innamorato ardente e romantico, l’amante passionale, ma non notano certe sue direttrici di fondo, che, forse, lo rendono ancora più interessante.
      Perché, secondo me, la questione non è neanche di passione, ma di determinazione. Lui, semplicemente, e a parte il fatto che ci scherzo su perché tendo a “sdrammatizzare”, sa che quella è la cosa giusta per lui, che quel rapporto è bello, che lei è la persona da amare e con cui (tentare di LOL) condividere la vita. Io credo che la cosa bella di questo personaggio sia il fatto che ha una sua grande forza interiore, una sorta di dirittura interiore, sia saldo con se stesso, coerente, ma, in certo modo – e anche questo lo trovo molto bello e realistico -, equilibrato. Non è un personaggio “incredibile”. E’ un personaggio estremamente realistico o, perlomeno, verosimile, in ciò, in questo suo saper bilanciare sentimento radicato e realismo, giorno dopo giorno. Ama, dentro di sé vive quel sentimento, a volte ardentemente, a volte con più pacatezza e disillusione, ma vive in modo realistico, fa una vita gestendo giorno per giorno questo suo aspetto di persona “in attesa”. Oscar, intanto c’è. E lui sa che quello che vive con lui è solo, intanto, una cosa loro, tra loro. E questa consapevolezza, compreso il fatto che, credo, lui sappia che Oscar in realtà gli vuole bene ma non riesce ancora a riconoscere i sentimenti reali che prova, gli danno una forza notevole nell’affrontare la vita. Neanche ci dobbiamo stupire di lunghi anni o che. Io lo trovo splendidamente realistico. Nella vita non tutto si assesta presto, trovo che averlo saputo rendere così in una storia, che si regge anche senza le varie menate attorno – si reggerebbe anche sulla quieta vita di questa antica coppia, ritengo -, sia stato magistrale.
      Credo che la cosa bella sia anche stato vederlo interagire, fare da spalla, contenere, sostenere. Soprattutto contenere. Fiammetta sicuramente ricorda la scena sulla porta delle scuderie, versione ita e francese, e in quella, e non solo, è evidente. Tra l’altro lo trovo un personaggio veramente molto moderno, questa sua comprensione verso Oscar, il suo riconoscimento delle capacità di lei e non “ridotte” alle mura domestiche, ma, da lui, ampiamente riconosciute in una veste pubblica, come se lui di fatto dal potere femminile non si senta affatto minacciato. E’ una cosa molto bella e moderna. Un po’ devastante per gli uomini non di carta che poi devono confrontarsi con lui, LOL. Mi resta da capire perché le giappo e le francesi apprezzino personaggi quali Giro, ma lasciamole lì, la cosa non è in fondo importante.
      Come disse il rabbino al prete, parlando della moglie: lei non sa cosa si perde… ^_-;

  5. Stellato ha detto:

    E come sarebbe stato il suo discorso ai soldati della guardia se non avesse spiegato con l’essere diventata la compagna di André il suo cambio di punto di vista?
    Quello che dice continua a sembrarmi stonato in qualche punto. Invece adesso apprezzo la timidezza tutta giapponese di come accettano gli auguri di Alain, più da piccola non sopportavo quelle facce composte, volevo tanto vederli sorridere 🙂
    E poi oggi mi sono fatta venire in mente un paio di dubbi: ma il fazzolettatissimo Alain quand’è che viene chiamato per la prima volta per nome da Oscar? (quanta confidenza!!!) Anche Lasalle viene chiamato per cognome. E poi Oscar aveva mai ucciso (perché inequivocabilmente il maledettissimo soldato che spara ad André non si può salvare) prima dell’episodio di oggi?

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Spiegano quel discorso, lo spiegavano ai tempi, col punto di vista della donna giapponese, al “seguito” del compagno, quella che cammina un passo indietro (alla faccia della sigletta della Asus ^^). In questo il manga è molto più dirompente. Manga scritto da donna, regista maschio… vedi tu. Oscar non si fa, che io ricordi, problemi etici e uccide, ritengo, per tutto l’anime se occorre, immagino nei vari punti in cui si trova coi soldati in missione… nel film il problema etico se lo pone (Kitchen pure, se non ricordo male)… LOL vedi la scena spaghetti western!

  6. lauraslittlecorner ha detto:

    LOL, veramente no, semmai volevo altri pareri… altra interessante domanda è: come mai la webby, che all’alba delle tre di notte ancora non aveva guadagnato il letto, ha mumblato la notte su cotale argomento invece di dormire o dedicarsi a migliori attività? 🙂 LOL, no, scherzi a parte, se, per esempio, lei avesse capito prima fino a che punto lui non vedeva (e ad inizio episodio ne aveva avuto un grave indizio e per l’antico diritto due indizi gravi, precisi e concordanti, fanno una prova piena, LOL, quindi il quadro era il secondo), se lo avesse fermato, poi, lei sarebbe partita? Sì, no? Probabilmente sì, lo avrebbe lasciato con la nonna a fare la calzetta. E lei, sarebbe sopravvissuta? Si sarebbe andata a mettere in prima fila, davanti ai cannoni (davanti!!!!) a fare da bersaglio, sapendo che c’era qualcuno da cui tornare?

  7. Stellato ha detto:

    (il titolo di questo post è talmente azzeccato che mi sembra di sentire la voce di Massimo Rossi pronunciarlo!)

  8. Stellato ha detto:

    Laura, tu mi vuoi far piangere! ;_;

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