Strategie e sensi di colpa

Elena sostiene che la galoppata da Montmartre, per quanto impossibile, sia una bella trovata scenica. Io, da, tempo, penso da che Oscar come stratega sia un pelino scarsa. Praticamente incasina i soldati, li infila in una situazione senza uscita, André muore non dico per colpa sua ma quasi.

Non si sarà sentita in colpa? Sì, nella notte, si sente in colpa per non aver ricambiato prima il suo amore. Cioè salta la contingenza e va dritta alla radice del problema. E fa bene. Ma, a pensarci, non avrebbe dovuto farsi venire il dubbio che, comandando diversamente, non avrebbe fatto decimare la Compagnia B? Era troppo duro ammettere di essere stata incapace? Di aver sbagliato?

È diverso sentirsi in colpa come donna e come militare? È diversamente grave, ai suoi occhi?

Annunci

12 Responses to Strategie e sensi di colpa

  1. Beralia ha detto:

    Del suo lato, l’editore Pierre Saurat su ‘Journées mémorables de la Révolution Française’, nella nota della pa. 125, spiega che la guardia francesa era un “régiment formé d’hommes d’élite, que composait la garde du Roi. Il était habituellement caserné à Paris; quatre compagnies seulement s’en détachaient alternativement pour faire leur service à Versailles”. Invece nella p. 132, ci racconta di ciò che il popolo credeva vero: “Les bruits les plus sinistres circulaient de toutes parts; la salle de l’Assemblée nationale à Versailles était, disait-on, minée, et devait sauter en l’air; cent pièces de canon placées sur les hauteurs de Montmartre pour foudroyer Paris; une partie des habitants devait être égorgée, le Palis-Royal pillé, etc. Tous ces récits et d’autres plus exagerés encore, fruits d’une imagination exaltée, étaient colportés de tous côtés, et causaient partout une irritation difficile à dépeindre”. Forse, dico io, è nato da questo l’idea di fare calvacare Oscar per Montmartre, alla ricerca dei cannoni (nell’anime)…

  2. Michela ha detto:

    Concordo anch’io, è davvero molto molto bello, grazie di cuore a tutte voi! 🙂

    • Beralia ha detto:

      Bè, non ci sarà stata la cavalcata da Montmartre, ma sì des barricades… riguardo la domenica 12 giuglio 1789, Michel Winock su ‘1789, l’année sans pareille’ racconta nella p. 134: “Place Vendôme, le cortège rencontre un détachement de dragons qui fond sur lui, brise le buste de Necker mais se trouve submergé par la foule. Le prince de Lambesc, commandant le Royal-Allemand, survient avec ses cavaliers pour dégager les dragons, tandis que les manifestants emplissent les Tuilleries, Besenval, commandant de la garnison, intime l’ordre à Lambesc de les en faire sortir mais ses hommes sont reçus à coups de chaise et l’ordre de retraite doit être donné. De toute la soirée, Besenval se révélera impuissant à rétablir l’ordre.”

      Dopo, nella p.135 aggiunge: “Dans la même soirée, une foule de civils et de gardes-françaises a forcé les portes du monastère des frères de saint-Lazare, au nord de la ville. Il a fallu cinquante-deux charrettes pour en transporter les grains et les farines jusqu’à la Halle aux grains, tandis que le menu peuple, mendiants et chômeurs, a fait main basse sur tout ce qu’il a trouvé: des vins de toutes origines, de la bière, de l’huile, des fromages, du beurre, mais aussi des livres et de l’argenterie, tout en se livrant à la destruction des meubles”.

      Nella Assamblea fra tanto, si parla di fare una milicia citadina, allora (p.139) “Quant à l’encadrement de la milice, les électeurs vont demander aux gardes-françaises, qui décidément ont montré la veille de quel côté penchent leurs sympathies, de fournir à chaque district un minimum de professionnels nécessaire. Tout cela, largement improvisé, parvient à mettre sur pied dès le soir du 13 juillet des miliciens qui commencent à patrouiller dans les rues de la capitale et qui, selon divers témoins, s’attachent à les nettoyer de cette ‘tourbe redoutable’, dont parle Restif de la Bretonne, véritable plaie d’une ville ouverte à toutes les misères et à tous les crimes”.

      Infine nella p.a 141, ci è scritto che la notte del 13-14 giuglio: “À l’Hôtel de Ville, le comité permanent se tient sur le pied de guerre, rassemble les gardes-françaises passés de son côté, fait dresser des barricades, contrôler les voitures voulant entrer paris ou en sortir, tandis que l’abbé d’Ormesson, préposé aux poudres, vide ses barils.”

  3. fiammy ha detto:

    che bello leggere questi scambi, davvero. C’è sempre tantissimo da leggere ed imparare, al di là della condivisione delle emozioni legate all’anime di Lady Oscar. ^_^

  4. Marilia Cataldi ha detto:

    Scusa, ma é partito l’invio automatico.
    Alla tua mail ho inviato l’articolo in mio possesso.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      ciao, grazie, ho visto: si tratta di un articolo riassuntivo di “Storia illustrata” del 1968, una rivista divulgativa. Si legge nel pezzo in questione che tu indichi: “Le guardie francesi escono tumultuando dalle caserme, si radunano al Palais Royal, marciano contro i cavalleggeri di Lambesc in ritirata, li prendono su un fianco, ne ammazzano tre.”
      Ps, scusatemi, ma avevo parecchi lavori e lavoretti da fare…

  5. Marilia Cataldi ha detto:

    Ciao

  6. lauraslittlecorner ha detto:

    Allora, sono andata a riguardarmi i volumi che ho sottomano. Godechot per la giornata del 13 luglio non ne parla. Per il 14 ugualmente non ne parla, accenna solo che un numero enorme di soldati affermava di voler servire la nazione. L’unico accenno a una discesa lo fa nel raccontare che, durante l’assedio della Bastiglia, due uomini salirono sul tetto di una bottega e ridiscesero nel corpo di guardia, ruppero i bilancieri delle catene del ponte, ferendo un uomo e uccidendone un altro. Di altre discese non ho trovato traccia.
    De Toqueville, più generico, non ne parla.
    Thiers, che pure racconta che la Guardia francese si era schierata col popolo e dove fosse acquartierata e con chi si scontrò, non ne fa parola nella sua monografia in dieci volumi.
    Gaxotte, che pure parla degli undici ammutinati, non ne riferisce.
    Schama, che accenna alle guardie francesi e di come si schierarono col popolo, non ne parla ma ricorda come (LOL, potrebbe interessarvi?, per la serie Oscar ovunque?), tra gli altri, il direttore della lavanderia della regina contribuì a organizzare l’assedio della Bastiglia. LOL Oscar bella lavanderina, insomma!
    Non l’ho trovato neanche nella monografia di Chagniot.
    Tu in quali testi l’hai trovato?

    Sulla colpa, mi ponevo semplicemente una domanda… da una parte chi è abituato a comandare per mestiere opera un distacco, dall’altra, lei in quel momento era molto coinvolta.
    André stesso le ricorda di comportarsi da comandante e continuare a fare il suo lavoro…

  7. Beralia ha detto:

    Bè… la colpa, come la vedo io, è un sentimento occidentale… ligato, forse, alla religione judeo-cristiana? Oscar come militare, sarebbe responsabile di, e lei non si trova fallita, perchè la sua strategia è riuscita in quello che cercava, portare via i soldati in modo di dare tempo al popolo…
    Che nell’anime Oscar voglia lasciare il commando a Alain, lascia capire che non se la sente a fare il commndante, a causa della morte di André ma anche, per trovarsi responsabile della morte dei soldati che l’hanno inseguita? Hmmm…

  8. marilia Cataldi ha detto:

    ciò che viene descritto nell’anime è storia vera, riportata nelle cronache del tempo.
    Quando per la prima volta la lessi su una monografia della rivoluzione francese, rimasi sconcertata. Anche io avevo pensato che la strategia utilizzata da Oscar non fosse stata delle migliori.
    Un reggimento dei soldati della guardia metropolitana aveva tradito la corona il 13 luglio e si era schierato con il popolo.
    Uno degli episodi riportati racconta di un attacco a sopresa dei soldati della guardia su una intera colonna dell’esercito, utilizzando le scale con i cavalli e riuscendo così ad uccidere tre soldati.
    Erano in pochi, quindi la loro tattica doveva necessariamente essere quella di una “incursione veloce e precisa”.
    Per quanto riesca a ricordare, questo era lo stesso reggimento dei famosi 12 soldati della guardia processati e condannati a morte per insubordinazione e poi rilasciati il 30-06-1789, come richiesto da una folla che era stata adeguatamente preparata ed informata.
    Oscar, o chi per lei, non aveva scelta: bisognava allontanare quanto più possibile l’esercito dalla popolazione riunita e non organizzata, ma comunque furente. Inammissibile per tutti uno scontro diretto. La situazione era esplosiva e difendere il popolo era imperativo.
    Certo rimane l’interrogativo: chi comandava quegli uomini quel giorno? chi aveva pianificato la liberazione dei 12 soldati della guardia qualche giorno prima?
    Per quanto riguarda invece il senso di colpa per la morte di Andrè concordo perfettamente.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: