à tous les…

A quelli che usano senza consenso i nostri disegni. Che ci invitano a “farci una vita” se ce ne lamentiamo. Vorrei rispondere: VERGOGNA! Prendereste senza permesso un oggetto dalle nostre case? Il file stealing senza consenso è la stessa cosa! Vorrei rispondere anche: altro che se ce l’abbiamo una vita!

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25 Responses to à tous les…

  1. lauraslittlecorner ha detto:

    Qualche parola conclusiva sull’argomento.

    Risponde anche Elena in quanto coautrice e contitolare del diritto.

    Ovviamente ringraziamo le persone che hanno alimentato la discussione, anche perché alcune non s’erano mai viste in questo blog, e, inspiegabilmente, si sono unite a commentare questo post; quindi, ci auguriamo si facciano vive, loro e le altre, anche in seguito, anche a commentare altri post.

    C’è sempre da imparare da scambi di questo tipo.

    Magari i toni di alcuni li abbiamo trovati un po’’ eccessivi.
    Quello che infatti era un pensiero di Laura del tutto personale, in cui non si faceva alcun nome e non si dava nessuna indicazione (poteva trattarsi di forum francese, di sito francese, di Ebay, di YouTube, per limitarci solo ai più recenti luoghi in cui ci sono stati segnalati nostri lavori), è stato reso una flame. Tra gli altri, anche da chi già in passato le era stato ostile (e, occorrendo, si può dimostrare) e, ora, si sta ripetendo.
    Ragion per cui, spieghiamo qualche cosa doverosa e poi Laura chiuderà il post, poiché siamo in un blog personale e il tenore di alcuni commenti, li ha, invece, resi una flame inammissibile.

    Ecco quindi le nostre spiegazioni conclusive e doverose. E, nelle nostre intenzioni, scevre da polemiche, poiché volutamente ci atteniamo ai fatti.
    Ai fatti.

    Pubblicazione e pubblico dominio.
    Mai confondere “pubblicazione” con “pubblico dominio”. Ciò che viene pubblicato non cade per ciò stesso in pubblico dominio. Se un’opera dell’ingegno (secondo la definizione della legge sul diritto d’autore, tra cui anche le fanart) viene messa su un sito, è “pubblicata” ma non è caduta in “pubblico dominio”. Non è che chiunque la vede ne dispone come crede. Tanto più che, essendo l’uso che ne viene fatto dichiaratamente non a scopo di lucro, stiamo discutendo del diritto “morale” (dell’autore a veder riconosciuta la propria opera) e non di quello “patrimoniale”. Un diritto “morale” è per definizione irrinunciabile, imprescrittibile, inalienabile. Il che significa che nessuno, nemmeno l’autore stesso, può consentire all’utente di gabellare l’opera come sua propria (parlando in generale). E nemmeno di causare in vario modo confusione, ad esempio pubblicandola in una pagina personale senza alcun riferimento.
    Poiché il diritto dell’autore a vedersi attribuita la propria opera è “blindato” dalla legge, nemmeno il consenso esplicito dell’autore fa nascere un diritto in capo all’utente. Tanto meno lo farebbe nascere un consenso tacito. L’autore può farsi valere in qualsiasi momento, e per sempre.

    I nostri lavori.
    Elena sottolinea come nelle nostre iniziative abbiamo cercato di essere scrupolose. Non tanto per paura, ma per rispetto. Verso la legge e verso gli autori. Altre iniziative, ricorda Elena, sempre del panorama italiano rivelano in varia misura lo sforzo di essere corretti: Lo Vecchio faceva mettere i credits, Eva Villa ha messo i riferimenti in “Revolution”, Caterina Cantone era passata da una dicitura forse un po’ troppo generica ai tempi di “”Japan Time”, ad una formula più mirata con “”La Rosa e la Spada”.
    Caso mai, nota Elena, proprio i giapponesi sono i più disinvolti. ^^;;; Avendo lei esaminato una decina di pubblicazioni doojinshi, le ha trovate di una puntualità maniacale nell’indicare quale singolo fan ha contribuito con cosa e quando, mentre invece la benedetta dicitura ©池田理代子 non compare. ^^;;; (Se qualcuno trovasse una pubblicazione che invece la riporta gentilmente gliela segnali, per sua curiosità e gratificazione: grazie in anticipo!)
    Quanto a noi, che dire? Siamo italiani. La nostra legge dispone questo. Una volta tanto cerchiamo di dare buon esempio, invece di prendere cattivo esempio.
    Finora si è discusso della componente “morale” del diritto d’autore, o diritto a veder riconosciuta la propria opera. Giustamente, visto che parliamo di iniziative amatoriali (un blog, un profilo FB, una fanart, il “Fanart Calendar” nel caso in esame). Troppo spesso abbiamo visto fare confusione tra “credits” e quattrini, ossia tra aspetto morale e aspetto economico del diritto d’’autore. La componente commerciale del diritto dell’autore, o diritto dell’autore a trarre un profitto economico dalla propria opera, riguarda essenzialmente le iniziative lucrative (come potrebbe essere ad esempio una nuova edizione di VNB a cura di una casa editrice). Chiaramente, nel nostro mondo, non è cosa, i nostri sono lavori amatoriali e non a scopo di lucro.
    Però almeno per i nostri lavori Elena ha approfondito la questione e fatto in modo che essi fossero a posto sia per le normative italiane, riguardo alla titolarità dei diritti, sia per gli usi giapponesi. In Giappone, dal loro punto di vista, i nostri sono un prodotto doojinshi e non si compravendono diritti per doojnshi. Sono consentite nell’uso e, finché l’uso resta tale……
    In Giappone, infatti, le doojinshi sono un fenomeno universalmente riconosciuto e accettato. Elena possiede dei cataloghi del Comiket annuale, a colori e spessi come elenchi del telefono, con puntuale indicazione delle caratteristiche e dei prezzi. Sono migliaia di pubblicazioni! Non sono viste come una cosa “irregolare” da fare di nascosto, ma accettata e addirittura praticata da autori affermati (vedasi l’esempio, citato da Laura, delle CLAMP che hanno pubblicato una doojinshi di Devilman).
    Quindi, riassumendo: stiamo parlando di prodotti amatoriali e dunque accantoniamo tutti i discorsi di diritti che si dovrebbero “pagare. A nostro parere però, esiste un diritto “morale” che ci impone degli obblighi quando utilizziamo lavori altrui. Rispettiamoli.

    File stealing: uso non autorizzato di un file.
    Nel caso di specie non è in questione il profilo pubblico o privato di un utente Facebook, ma che si usa in una gallery un’immagine altrui senza autorizzazione, scansionata da una nostra pubblicazione del 2001 (e per questo senza tag). Basterà però rilevare che nella pagina della nostra pubblicazione, in basso, c’erano la firma e il titolo del lavoro. E la cover e la IV di copertina riportavano i nomi delle autrici. A volerli cercare.
    Facebook non distingue tra profilo pubblico, privato o gruppo e proprio per quel motivo ha chiuso la pagina, rifacendosi alle proprie condizioni di servizio, sottoscritte dall’utente all’atto dell’accettazione e quindi accettate. Questo si legge agevolmente nel messaggio che Carlotta stessa ha postato al link.
    In generale, per la netiquette, è bene citare la fonte e nell’immagine postata non era visibile.

    I tag.
    La pratica di mettere tag è relativamente recente, il nostro sito è più vecchio, così come alcune pubblicazioni cartacee. Ovviamente in quei casi i tag non c’erano. Ci sono però i nomi e i riferimenti. D’altra parte, per il cartaceo è impensabile mettere scritte tag sulle immagini, renderebbe la fruizione impossibile.
    Quando iniziammo a taggare le immagini del sito per evitare fossero prese, alcuni utenti si sono perfino lamentati.
    Serena, intervenuta anche lei, ricorderà certamente quando scrisse a Laura nel marzo 2010 sulla possibilità di una versione digitale del fumetto e le fu risposto che non avremmo potuto farlo, visti i tanti file stealing: avevamo ragione.

    Per Monica, ma anche per Carlotta, se non ricorda: qualche mese fa, Laura le aveva spiegato, quando fu contattata, che era nostra policy non fossero postati file senza consenso, quindi le immagini andavano rimosse. Laura le aveva pure detto che, un po’ per volta, le avrebbe passato dei link e così è stato. Laura le spiegò che non voleva postarli tutti e tutti insieme perché erano anni di lavoro. Sarebbe bastato che Carlotta la contattasse a monte o attendesse che le mandasse un altro link oltre quello già inviato.
    È chiedere troppo?

    L’immagine, come messa da Carlotta, non aveva alcuna indicazione visibile e altre persone oltre Laura lo hanno notato. Hanno anche trovato strana la sua risposta di star facendo “pubblicità gratuita” a qualcuno (senza neanche indicare di chi si tratti). Affermando poi Carlotta stessa esplicitamente in un commento che non c’erano tag/credits, che pubblicità doveva essere? Infatti scrive: “”ah dimenticavo inoltre di dire che l’immagine era senza tag o firma o altro”.

    Sempre per Monica e Carlotta. Il link in questione era già stato segnalato a Laura da tempo da altri. Infatti diverse persone capita ci segnalino queste cose. Semplicemente, da inizio agosto Laura non aveva usato Fbk.

    Sulla “mania di pretendere la fonte del lavoro”.
    Spiace deludere l’analisi: il nostro sito ha sempre richiesto (e siamo su dal 2000) che i file e i lavori vengano rispettati, che si citino gli autori e le fonti, per cui non è Facebook ad aver creato la “mania di pretendere la fonte del lavoro”. Carlotta contattò Laura per questo mesi fa, come dicevamo. Monica stessa, che non ci segue da tanto ma ci conosce, lo ricorda.
    Usualmente, citare la fonte non è una “mania”, è un atto di serietà. Nei nostri lavori, Laura di avvocato e di storica del diritto, Elena di storica, lo è. Come in altri. O, stando a Carlotta, la community degli storici sarebbe “frustrata” in blocco e si contorcerebbe in preda ad angosciosi e tormentosi dubbi sulle fonti? E alla Cassazione sarebbero tutti “frustrati” dal momento che ci chiedono di sapere quali sono le sentenze su cui basiamo un atto?

    Screencaps: ci sono.

    In proposito e per chiarezza: in Facebook Laura non ha cancellato nessun commento di Carlotta.

    Per Monica: Laura, che è intervenuta chiedendo, per favore, che rimuovessero i file, è rimasta incredula e ferita di fronte alla reazione istantanea, con frasi tra le quali “”Laura fatti una vita”. Ovviamente, Monica, non sappiamo se tu abbia letto cosa è stato scritto e in che tempi, dato che sei intervenuta in seguito, ma riteniamo che sarebbe bastato dire “”Laura, guarda, mi sono dimenticata di contattarti”” o “”Sorry, non ci ho pensato”. Visto peraltro che, come spiegavamo sopra, si sarebbero dovute da tempo rimuovere le immagini ma, in cambio, Laura le aveva proposto di postare ogni tanto dei link dal sito.

    Facciamo notare che sul blog nessuna di voi ha commentato prima che Facebook rimuovesse la pagina.
    Il post iniziale è del 29 agosto 2012 alle 1,24 am.
    La rimozione della pagina è del 29 agosto alle 11,40, mentre il primo commento di Carlotta è del 30 agosto alle 11,49. Monica interviene il 30 agosto alle 22,06, Serena il 30 agosto alle 23,41.

    Proiezioni.
    Laura non ha detto che la sua “immagine” sia “oltraggiata”. Se l’ha detto, dove?
    Non si tratta di “dare di matto”, che Laura “non ci” ha “visto più”, che ha “risposto male”. Tutt’altro, semmai.
    Né si tratta di “frustrazione”, di “urlare” o di essere “scorretti e infantili”.
    Né di “”rimanere sola”, o di “chiudersi “a tutto e a tutti”. (Questa è buona, poi…)
    Né di “scendere dal piedistallo”, visto che non è nostro costume salirci (come sanno i molti che ci conoscono, anche di persona). Mettere la firma in calce a un proprio lavoro, saggio, atto o disegno che sia, non è salire sul piedistallo. Essere consapevoli del proprio percorso, degli studi fatti, di quello che si è realizzato, non è salire sul piedistallo.
    In generale, chiedere di rimuovere un file che senza autorizzazione viene usato è perfettamente comprensibile. Non è salire sul piedistallo. È nostro diritto.
    Ed è policy nota del nostro sito da anni.
    Si può non essere d’accordo, ma si può pure comprendere.
    Carlotta lo sapeva, la cosa era nota, Monica qui lo sapeva e infatti lo ha ricordato più volte.
    Sull’espressione in latino su cui due hanno polemizzato.
    Siamo stupite, poiché essa NON era OVVIAMENTE riferita a tutti i lettori o utenti, ma SOLO A QUELLI CHE USANO I FILE ALTRUI SENZA CONSENSO e poi hanno da ridire se se ne chiede la rimozione.
    Siamo stupite di come prima una, poi l’altra siano intervenute fraintendendone il senso, che era chiarissimo ed evidente al punto che nessun altro aveva ritenuto di sottolinearlo.
    La prima interviene anche su ciò il 30 agosto alle 22,06. Laura, che risponde sulle doujinshi il 30 agosto alle 22,55, su quello neanche ritiene di risponderle tanto è evidente. Si fa quindi viva la seconda per ben due volte – e solo su quel punto -, il 30 agosto alle 23,41 e, di nuovo, il 31 agosto alle 17,21.
    Siamo stupite, perché, peraltro, non sarà loro certo sfuggito che Orazio usava verso se stesso il termine in senso (auto)ironico. In tale senso lo spiegano il Calonghi-Georges e il Du Cange, Glossarium mediae et infimae latinitatis [a proposito: “infimo” del titolo del glossario non è da intendersi come in italiano, ma in senso TEMPORALE E NON È RIFERITO AL LETTORE MA AL LATINO -– ci tocca specificarlo a scanso di equivoci: non sia mai che qualcuno scriva che abbiamo definito così un lettore! -]. Comunque analoga spiegazione offre anche il Castiglioni-Mariotti, ampiamente diffuso nelle scuole superiori.
    Come Laura ha spiegato in blog, ci spiace, era OVVIAMENTE RIFERITA NON AI LETTORI O AGLI UTENTI MA A CHI USA I FILE ALTRUI SENZA CONSENSO, ed era evidentemente idiomatica (su “idiomatico”, a scanso di equivoci, si legga qui http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/I/idiomatico.shtml), non da intendersi in senso letterale, e non da intendersi come offensiva; era semmai ampiamente giustificata, in relazione non solo all’uso malaccorto dei file ma anche alle risposte poco urbane ricevute (da una persona che sapeva di non dover tenere quel comportamento e che al limite avrebbe dovuto scusarsi). Era evidente, leggendo il testo.
    D’altronde, come offensiva l’hanno intesa solo loro, nessuna delle altre che sia venuta a commentare, le quali sembrano aver colto il senso.
    Peraltro consiglieremmo che chi viene per commentare con tali propositi (e non si intende offendere nessuno: la precisazione s’impone necessaria, visto quanto è sotto gli occhi di tutti) leggesse prima il post principale (che non conteneva assolutamente nessuna espressione del genere) e solo dopo si avventurasse tra i lunghissimi, copiosi commenti. Sembra invece che qui l’intento fosse di fare animosamente le pulci a senso unico non al post, ma proprio ai commenti, talmente lunghi che uno può perdercisi e smarrirne il filo – cosa possibilissima, visto come la frase è stata fraintesa -.
    Sorprende notare che, di un discorso complesso e articolato, SOLO alcuni vogliano cogliere e sottolineare appositamente e dare risonanza a quell’UNICO spunto che peraltro non faceva parte dell’oggetto del post, né del suo testo e che non si riferiva ai lettori ma a chi usa malamente i file altrui.

    Elena e Laura

  2. Michela ha detto:

    Concordo naturalmente appieno con Fiammy e con Silvia: un profilo FB è tutto fuorchè qualcosa di “privato”… ci sono persone con un profilo addirittura “visibile a tutti” (senza restrizioni) od utenti con 5.000 e passa amici… cosa c’è di privato in tutto ciò?
    Quindi la citazione è semmai atto dovuto: non mi sembra che Carlotta – citandola – abbia fatto un favore a Laura del quale esserne grate….ha fatto semplicemente quel che doveva fare.
    E se Laura ha comunque chiesto che la sua fan art venisse rimossa (lei ne è la legittima proprietaria e con TUTTI i diritti per farlo) questo è quello cui doveva limitarsi Carlotta. Punto. Senza successivi commenti inappropriati e volutamente aggressivi.
    Le ragioni della richiesta poi sono esclusivamente fatti di Laura.
    Vorrei aggiungere che se la gente in generale -come Carlotta in un suo intervento sottolinea – non si comporta bene in Rete, non rispetta la Netiquette, e si viene costretti, purtroppo, a taggare con una scritta sovrapposta delle immagini (ecco, appunto, si viene “costretti”!), questo non vuol dire che si debba avallare questo tipo di atteggiamento. Che andrebbe anzi avversato da tutti noi, persone corrette, che la Rete la frequentiamo.

  3. Silvia ha detto:

    (intervengo ancora solo perché direttamente mi si replicava)
    @Monica:
    forse è sfuggito a te, nella vis, che nel mio commento il punto non è il “particolare” (che non mi è affatto sfuggito) che nel caso specifico la firma sia stata messa, ma che un profilo FB non è la stessa cosa di un diario personale (cartaceo o Word, nel senso che può anche certamente essere un file, ma non messo in Rete), ed è doveroso per tale motivo, oltre che per principio generale (“naturale”, come dice Fiammy), mettere sempre l’autore e la fonte (anche indiretta, se altrimenti impossibile) di ciò che si pubblica su internet. IMHO.

  4. fiammy ha detto:

    Nel mio piccolo, come tanti, ho un blog. Ed utilizzo dei profili nei social network. Ahimè,tutto ciò che passa per il protocollo HTTP è per definizione tecnica, pubblico. L’unico modo che si ha per dare una riconoscibilità ad una creazione condivisa in rete è la taggatura (una firma sovrapposta sull’oggetto) . Questo non impedisce che venga condivisa o scambiata tra le persone, ma almeno fa un pò di pubblicità (giusta) a chi l’ha creata. Il modo più corretto è condividere contenuti mettendo i crediti. Se una cosa mi piace perchè non dire ( cioè scrivere): “caspita che bello, l’ha scritto Tizio, o l’ha disegnato Caio, l’ho letto da Sempronio”? A me sembra una cosa semplicemente naturale. Personalmente quando io pubblico (bloggo, ribloggo, condivido, retwitto, tanti termini per la stessa cosa) qualcosa (foto, notizia etc) in un blog (che per legge non è un diario personale) o in un “mio” profilo di un social network (anche questo, in quanto condiviso (visibile) ad altri, è tutto tranne che “mio “o “privato”) scrivo da dove l’ho preso. E se mi chiedono di aggiungere un credit (perchè la fonte è in seconda battuta o non corretta) lo faccio senza battere ciglio. Lo trovo naturale.
    Trovo squallido invece che quando qualcuno (per riprendere il post di testa) chiede di mettere dei crediti corretti, immancabilmente si risponda “ma non hai una vita?”. E furbo. L’aspetto più squallido di internet, da quando esiste internet.

  5. peralis ha detto:

    C’e` modo e modo di rivolgersi alla gente. I tuoi disegni sono i tuoi, li aprezzo, ho comprato il fumetto. Ma dire che se li dai via li dai ai cani e ai porci e`, secondo me un insulto e lo intendo in quella maniera. Vivi e lascia vivere fino a un certo punto. Non insultare e me e io non ti insulto. L’ultima volta che mi sono guardata allo specchio mi sono vista si sovvrapeso ma un porco non ancora.
    @ Beralia, prima di dire ” bisogna rispettare per vivere in soceta`” io mi farei un esame di coscenza.

  6. Monica ha detto:

    @Silvia forse ti è sfuggito un particolare che la povera Carlotta sta tentando di sottolineare da parecchi post e cioè che lei la fonte del disegno che ha pubblicato sul suo profilo personale (o diario che dir si voglia) l’ha citata..anzi ha fatto di più e di meglio: ha citato direttamente la disegnatrice con tanto di nome e cognome e se ho capito bene addirittura con il simbolino del copyright.. quindi da questo punto di vista non le si può eccepire nulla.
    Invece non è stato sufficiente e a quanto pare Laura si è risentita comunque e ha chiesto a Carlotta di rimuovere il suo disegno; mi sembra evidente a questo punto che non siano le mancate citazioni delle fonti o virgolette il problema; mi pare piuttosto di capire che Laura Luzi non ha piacere che i suoi disegni vengano pubblicati (e questo a prescindere dal fatto che lei venga citata, taggata e/o linkata in quanto autrice) nemmeno nei profili personali di Facebook..non vuole dare le sue perle ai porci. Ok. Basta saperlo e regolarsi di conseguenza. Io comunque ho controllato sommariamente e un po’ alla veloce ma mi pare che tra i 200 e passa disegni che ho pubblicato sul mio album Versailles No Bara in FB di Laura non ne ho (e vista la situazione a scanso di noie, richiami e spiate varie a questo punto mai ne avrò).

    Buona giornata.

  7. Silvia ha detto:

    Ho qualche riserva sull’assimilabilità di un profilo FB, per quanto personale, a un diario: è, comunque, un diario “in mostra”. Una vetrina: ad accesso limitato, magari, ma comunque una vetrina. E quindi, per quanto possibile, mi sembra corretto indicare le fonti di ciò che si espone. Anche, ripeto, semplicemente tramite il link da cui si è scaricato. Specialmente quando è evidente che è un’opera artistica (disegno, foto, fumetto, frase, ecc.), per la quale, giriamoci attorno quanto si vuole, non si può ignorare che ci sia un autore. Non sapere chi è, IMHO, non esime dal rispettarlo, citando per lo meno dove si è trovata l’opera (magari è solo uno spostare il problema, ma è comunque corretto, IMHO: io ti dico che l’ho trovata lì, chi ve l’ha messa ci penserà lui).
    Se trovate una bella frase e la mettete nel profilo senza virgolette, chiunque è autorizzato a pensare che sia vostra – ed altamente scorretto non virgolettare se essa non lo è. Magari non so chi sia l’autore, ma le virgolette devo metterle. Per correttezza. Anche se la scrivo sul mio diario personale (che nessuno dovrebbe leggere, in quanto tale: mentre, ripeto, un profilo con qualcuno lo si condivide).
    Ecco, penso che anche foto e disegni vadano “virgolettati”, almeno dicendo da dove sono stati ritagliati.

  8. peralis ha detto:

    Ma complimenti, adesso i tuoi fans, Laura, sono porci? Bel modo per farsi pubblicita`. Chi e` che offende ora?

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Ciao, Serena, benvenuta anche a te. Era un po’ che non ci sentivamo… come va negli States?

      Mi pare strano la frase sia stata così patentemente fraintesa da Monica e poi da te.
      Infatti essa si riferiva ovvviamente NON ai lettori o utenti MA a chi PRENDE I FILE ALTRUI E LI USA SENZA CONSENSO.
      E infatti è stata compresa: non mi risulta in effetti che qualche altra, a parte te e Monica, si sia offesa.
      Evidentemente hanno compreso il senso complessivo del discorso e non si sono soffermate su un’unica e isolata frase, che, peraltro, si riferiva solo a chi usa file altrui ed è modo di dire comune, idiomatico, e non da intendersi in senso letterale, e che Orazio utilizza, riferito a se stesso, in senso (auto)ironico.
      Comunque, se non piace, mi scuso. Non intendo offendere nessuno. E’ evidente.

      Tra l’altro, credo tu stia facendo confusione. Non sono io a parlare di pubblicità.

      Bisognerebbe tornare ab ovo: chiedere di rimuovere una cosa, indi spiegarne le ragioni non è offendere nessuno.
      Mi auguro che tu comprenda.

  9. lauraslittlecorner ha detto:

    Ciao, Monica Windy Windeyes, benvenuta. Sentivamo la tua mancanza. Per quanto riguarda la questione fanart/doujinshi, dovresti conoscerla, essendo tu stata del nostro sito. Nel caso non la ricordi, esse sono consentite, in Giappone come qui. E’ noto il Devilman delle Clamp (essendo Devilman di Go Nagai). Per la normativa sul diritto d’autore, quello che noi facciamo è consentito, perché lavoro amatoriale, e abbiamo diritto ad essere riconosciute autrici della parte innovativa. Nessuna di noi ha mai usurpato il nome o i personaggi della Ikeda.

  10. Monica ha detto:

    La cosa buffa in tutta questa storia è che Carlotta invece si è comportata correttamente nei confronti di Laura: se ho capito bene è vero che ha pubblicato sul suo profilo Facebook (personale, ripetiamolo, non su una pagina o un gruppo aperto a tutti) un disegno di Laura Luzi senza previa autorizzazione della stessa ma in compenso l’ha taggata. Non mi pare proprio ci sia cattiva fede, nè intenzione di “rubare”, o di “appropriarsi” di alcunchè, nè di disprezzare o dare le perle ai porci…(I porci chi sarebbero poi? Quelli che eventualmente apprezzano le fan art che vengono pubblicate? Quelli che le pubblicano? Non ho ben chiaro questo concetto..se qualcuno vuole spiegarmelo.. ^__^)
    Semmai direi che è l’esatto contrario: c’erà la volontà di Carlotta di riconoscere Laura come autrice dello stesso. Se fosse stata “disonesta” o in malafede – mamma mia!! – è chiaro che avrebbe pubblicato il disegno di Laura senza taggarla né nominarla e magari nessuno, al di fuori dei suoi contatti, ne avrebbe mai saputo niente di questa pubblicazione. Su, è chiaro.
    Eppure è successo il finimondo ugualmente. Vabbè. Mi domando seriamente cosa poteva fare di più questa poveretta.. Forse doveva fare domanda su marca da bollo. Buono, anzi male a sapersi. Ora a quanto pare nemmeno sul proprio profilo personale si è liberi di pubblicare quello che ci pare – nemmeno con tanto di tag! – senza correre il rischio di venire linciati nella pubblica piazza.
    Consiglio personale: scendere dal piedistallo sarebbe il caso.
    Postilla finale: speriamo che la Signora Ikeda non decida un bel giorno di sentirsi lei – e a pieno diritto questa volta – depauperata, danneggiata, saccheggiata etcetera etcetera.. della sua creatività e decida quindi di fare il diavolo a quattro citando in giudizio foss’anche solo per principio tutte quelle persone in giro per il mondo che per anni ed anni hanno usato i (suoi)personaggi di VnB per realizzare e pubblicare fan art, fan-fiction, creazioni fai da te e quant’altro per poi proporle ovunque e comunque in Rete, e spesso anche con risultati di dubbio gusto (…altro che perle ai porci…) e tutto questo, udite-udite!!, senza Previa Sua autorizzazione quale Autrice Originale..Al massimo in qualche sito misericordioso la Ikeda viene citata “solamente” nei credits del copyright e senza nemmeno il tag ..(ma la Ikeda su Facebook ci sarà?!? :D).
    Che dire. Speriamo che continui ad accontentarsi….almeno lei.

    P.S.

    Comunque sappiate che sul mio profilo personale su Facebook tra le altre cose ho un bell’album di fanart di LO prese di qua e di là su internet e manco una riporta il nome dell’autore/autrice….potete tirare fuori le manette adesso!! E sono una porca che raccoglie le perle.

    Buonanotte.

  11. Beralia, si vede che neanche t’informi, perchè:

    ” quindi anche se trovi i suoi fan art su altre piattaforme come tweter, facebook etc. senza il suo nome, si può dedurre chi sia l’autore. E nel cercare immagini con google, questo riporta alla pagina web dove sia pubblicata.”
    Non è per niente vero, informati, vai, cerca qualcosa su Google immagini, vedi e poi mi dirai.

    “Se poi anche quella pagina ha plagiato o preso il materiale senza consenso, quando qualcuno mette solo il link e non carica direttamente la fan art su FB, la citazione si può considerare valida.
    Comunque, l’unico materiale che si può prendere senza il consenso dell’autore, sono le notizie come spiega Laura, l’opere letterarie e i dipinti dopo 70 anni dopo la morte dell’autore, la registrazione di conferenze pubbliche o eventi in luoghi pubblichi.”

    Si vede anche che non hai letto un cavolo di quello che ho scritto (ho non hai capito), il mio profilo è come il mio diario (ops si chiama proprio così adesso) dove posto le cose della mia vita e quello che più m’interessa.
    Il lavoro NON è stato plagiato e/o modificato, spacciato per mio e altro, io ho preso solo un’immagine trovata e messa nel mio profilo.

    Quindi per favore evita di sparare cavolate sopratutto se usi termini elevati quando alla fine sono senza senso, e leggi quello che c’è scritto per bene.
    Lo stile unico di Laura te lo potevi risparmiare, perchè credevo, come ha detto Maria, fino a qualche tempo fa fossero Cel di Berubara o materiale di quel genere, figurati…!!

    E per finire ti vorrei far capire, e ricordare perchè l’ho scritto, che anche io sono una disegnatrice quindi se permetti ne cago ^^”!
    Con affetto, ciao.

  12. scusa beralia ma non puoi pensare che tutti conoscano lo stile di laura soprattutto per chi si avvicina a queste cose da poco. io per esempio fino a due anni fa non sapevo neanche che esistesse laura luzi così come i suoi lavori, ovvio poi cercando info su lady oscar mi sono imbattuta sul suo sito e ho visto alcuni dei suoi lavori ma da qui pretendere di riconoscere il suo stile mi sembra esagerato e cmq come dice carlotta non sempre cercando le immagini su internet ti riportano alla fonte originaria..

    • Beralia ha detto:

      Giusto per questo, s’impara sbagliando. Se all’inizio non sapevi chi sia l’autore di tale o qualle fan art, col tempo lo capirai. Poi, lo stile di disegno è qualcosa personale, chi non riesce a cedere questo, sarà che non guarda con attenzione. Poi, google immagini sempre porta a un link, anche se non sia la fonte originaria. Per questo, ho scrito che sia meglio mettere il link, anche se non sia l’originario.

  13. Beralia ha detto:

    Buon pomeriggio: Anch’io vorrei dare il mio parere a riguardo. È vero che prendere materiale (file, saggi, disegni) da internet lo fa tutto il mondo, sempre she sia usato in privato, ‘uso personal’ come è detto. Invece, ci sono regole (nel mio paese, è compito dell’Indecopi) che spiegano che non sia licito prendere materiale per pubblicarlo su un altro site senza chiedere il permesso dell’autore, neppure lavorare su questo materiale per fare altre cose, come avatar, video etc. Le regole a riguardo sono chiare, immagino che anche da voi.
    Inoltre, per parlare riguardo i disegni di Laura, lei ha uno stile unico, quindi anche se trovi i suoi fan art su altre piattaforme come tweter, facebook etc. senza il suo nome, si può dedurre chi sia l’autore. E nel cercare immagini con google, questo riporta alla pagina web dove sia pubblicata. Se poi anche quella pagina ha plagiato o preso il materiale senza consenso, quando qualcuno mette solo il link e non carica direttamente la fan art su FB, la citazione si può considerare valida.
    Comunque, l’unico materiale che si può prendere senza il consenso dell’autore, sono le notizie come spiega Laura, l’opere letterarie e i dipinti dopo 70 anni dopo la morte dell’autore, la registrazione di conferenze pubbliche o eventi in luoghi pubblichi.
    Detto questo, mi sembra più infantile confondere ‘bien material’ con ‘bien intelectual’. Anche se qualcuno prende ‘de buena fe’ il materiale da internet, questo non lascia di essere un furto poichè l’autrice è ancora in vita e se la può conttatare.
    Per finire, prima di prendersela con Laura, io vi invitarei a capire come questo affare lascia male lei. Ci sono regole riguardo la protezione del diritto d’autore sia da voi, sia da me che bisogna rispetare per vivere in società 🙂

  14. Da Google non sempre è indicato da dove viene, anzi praticamente quasi mai, il più delle volte viene da siti come tumblr, dove ho visto io stessa che non è sempre inserita la fonte, nonostante abbia cercato anche di raggiungerla tramite i vari post ribloggati, ma è solitamente una catena infinita e non se ne finisce più.
    O molto più di frequentemente da forumcommunity la fonte non c’è proprio mai.
    Io stessa ho trovato lavori miei, e non ho fatto alcuna scenata sè il mio lavoro non era modificato con un’altra firma o altro (quindi plagiato) e mi è capitato.
    Questa “mania” di pretendere la fonte di un lavoro, anche solo per un demotional, è nata e cresciuta sempre di più dalle pagine FB e quindi dal boom di FB stesso. Sembra che da questo si sia creata ormai una catena continua di polemiche in cui tutti noi ci abbiano preso gusto, sarà per la frustrazione, per il periodo che viviamo che ci sta facendo uscire pazzi (mi metto io in mezzo per prima) ma basterebbe quando capita all’autore di trovare un suo lavoro da qualche parte, di chiedere di poter mettere la fonte/firma del lavoro, o in caso contrario di rimuoverlo, a me Laura mi ha urlato solo contro, io di conseguenza le ho risposto come credevo meglio, l’ho eliminata (a lei intendo), e lei ha ben visto di segnalare prima i commenti miei poi l’immagine. Trovo sia stato un comportamento scorretto e infantile, anche perchè era un profilo personale non una pagina, e mai l’avessi fatto di taggarla nel suo lavoro, a quest’ora non se ne sarebbe ancora accorta (il lavoro era inserito da diverso tempo fa).
    In generale si ci sta accanendo troppo per queste cose, non puoi pretendere che uno non inserisca almeno nel suo profilo personale delle immagini che gli piacciono e che trova in giro, non può, fino a prova contraria internet è sempre stato libero, se tu non hai messo neanche una firma o una tag o qualunque cosa sul tuo lavoro che lo riconosca come tuo, di tua proprietà, sono *azzi tuoi come si duol dire, adesso non si può più lamentare, deve solo la prossima volta (come ho letto che ha fatto) di stare più attenta e inserire tutte le tag che vuole. Io ho la sacrosanta libertà di mettermi l’immagine che preferisco, che sia illustrazione, fotografia, citazione, lavoro grafico e chi più ne ha più ne metta, la responsabilità è solo dell’autore che quando decide di metterle in internet deve accertarsi che sia riconoscibile come suo, nonostante l’abbia postato nel suo sito o meno, perchè le immagini corrono, corrono lo stesso, non tutti sono attenti e si accertano quando prendono il lavoro dal sito di segnare la fonte, e non ne sono neanche costretti.
    Quando nei siti c’è scritto “si prega di non prelevare niente” è una grande cazzata, perchè tanto accadrà lo stesso, prima o poi, e non tutti si degnano di chiedere il permesso, ne ho conosciuti tanti, e come dicevo le immagini girano, senza fonte; sè la firma/tag non c’è sopra è un grave problema, bisogna pensarci prima.

  15. Silvia ha detto:

    La mia personale opinione: secondo me sarebbe bene proprio (alla radice) evitare di usare come immagini profilo “qualche lavoro di qualcuno che non sapete chi sia”, specie quando è evidente che non sia un quadro di un museo o una foto famosissima (ma neanche in tal caso il “pubblico dominio” è così scontato). O comunque, se proprio non si sa rinunciare, indicare sempre da che sito internet è stata presa – tanto anche su Google Immagini è sempre indicato da dove è tratta(saranno problemi, eventualmente, di tal sito).

  16. ah dimenticavo inoltre di dire che l’immagine era senza tag o firma o altro.

  17. Sono qui perchè voglio dire la mia sulla questione e intendo difendermi in quanto non ho creato nessun danno.
    Posso garantire che il tuo nome e cognome (con tanto di bollino copyright) l’ho messo.
    Ho preso comunque un’immagine e messa per i cavoli miei nel mio profilo e non l’ho esposta in una pagina. Se ne ho messe in delle pagine le ho rimosse come mi chiedesti. (Sappilo non sapevo in precedenza o almeno non avevo conferma che fossero tue, ma comunque se ne parlava, tu che dici che la tua immagine è oltraggiata quando invece in determinati ambiti legati a “La Rose de Versailles” e non solo credo, sei più conosciuta più di quanto pensi).
    Ora alzi la mano chi non ha come immagine del profilo qualche lavoro di qualcuno che non sapete chi sia.
    Arrampicarsi sugli specchi, con tanto di olio sopra, credo sia il suo sport preferito, anzi ne sono certa.
    Poi la frase “(ahhh, che perla! Una notizia è di dominio pubblico, non una fanart…)” non ha molto senso, in quanto se qualcosa è su internet e viene trovata tramite altre fonti (che sia la fonte della fonte della fonte) o tramite un motore di ricerca immagini, in cui non tutti vedono da dove è la fonte principale dell’immagine, sono di dominio pubblico, è anche italiano, se vuoi puoi cercare la definizione se non ti è chiara. Rubarli o meno non c’entra proprio niente difatti. Rubare è quando uno spaccia il tuo lavoro per suo e/o al limite non cita la fonte/nome e cognome dell’autore sapendo perfettamente chi sia…!
    Il resto vabè, non sai manco che vengo da un Artistico e quindi so benissimo cosa sia la fatica e la frustrazione di non veder riconosciuto il proprio talento.
    E fidati, ne so qualcosa.
    Ho deciso di chiudere con questa mia risposta in difesa, perchè trovo che di non essere in torto, e tu non vuoi ammettere che in realtà hai dato di matto perchè non ci hai visto più nel vedere un tuo lavoro da un’altra parte.
    Peccato che non ho fatto lo screen anche dei tuoi commenti sotto il tuo lavoro, così avrebbero visto che quella che ha risposto male eri tu, ma mi va bene così.

    Spero che non cancelli anche questo link come hai fatto con i miei commenti, tanto lo screen ce l’ho sempre salvato.

    Buona giornata.

    Screen ——->>> http://i46.tinypic.com/eiussl.jpg

  18. lauraslittlecorner ha detto:

    Ma insomma, sbatterti in faccia frasi cattive e gratuite dopo averti pure preso i file… rinfacciarti di farti pubblicità gratuita (e dove e come mai, non comparendo alcun nome e alcun link?) e di aver usato contenuti di dominio pubblico (ahhh, che perla! Una notizia è di dominio pubblico, non una fanart…)
    Ma non si vergognano? E, a parte la vergogna, leggono le condizioni d’uso dei vari mezzi informatici (forum, Facebook, gestori vari) che utilizzano? Nelle quali c’è scritto di usare la netiquette (ergo non usare contenuti altrui, citare fonte e link) e di usare solo contenuti propri o di cui si dispongono i diritti? Disattendendo le quali condizioni, il servizio può cessare.
    E la mia vita… ma come si permette? Che ne sa della mia vita? La mia vita è piena di tante cose e il disegno, per mia fortuna, ne è una parte. Una. E basta. Non passo la vita a postare su Facebook, è una cosa che trovo ridicola, se poi si leggono le esternazioni, anche penosa. Disegno per passione, anche quando è faticoso. Io non sono una che, siccome ci vuole fatica, molla, non sono una da comincio e non finisco. Ma il fatto che io ami disegnare e posti i lavori su un sito per condividerli (lì, pubblicamente) non vuol dire che io ami vedere le cose che ho realizzato date in pasto a chiunque senza neanche un’indicazione di chi le abbia realizzate. Non ci sarebbe neanche da spiegarlo, ma, a quanto pare, a certa gente sì.
    I file del sito, per fortuna, da qualche anno sono taggati. Prima non lo erano, e infatti quelli circolano, ma erano su pagine in cui era scritto in multilingue di non rubartli.

  19. Silvia ha detto:

    “Cosa si puo’ dire di una societa’ in cui molta gente e’ convinta che Dio sia morto e che Elvis sia vivo? (Irv Kupcinet)”

    Ma chi fa codeste cose non è solo un “portatore sano di intelligenza” ^^: è un disonesto. Visto che tali cose chiamansi “furti” o, quantomeno, appropriazioni indebite, o plagi.

  20. lauraslittlecorner ha detto:

    If only my arrows ‘d reach their goals I’d be rich and lucky! All these thefts…

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