Update sito 2-11-2012

http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Updates/last_updates.htm

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72 Responses to Update sito 2-11-2012

  1. serlu ha detto:

    Complimenti a tutte, bellissima la scena d’amore di 3 – Duelli!

  2. Donatella ha detto:

    Sono “nuova” del sito. L’ho scoperto recentemente, per caso, facendo una ricerca su Lady Oscar, nella speranza di trovare in rete qualche novità…e ho trovato “Libertè”..e voi! Magnifico, tutto quanto. Ho iniziato a leggere i racconti con passione. Sono scritti veramente bene (perchè non raccoglierli in un volume?). I primi che ho letto mi hanno colpito particolarmente (“In una lettera”..”Due”..). Complimenti ad Alessandra. ..E poi.. finalmente mi ritrovo in uno spazio a leggere e confrontarmi su L.O. senza per questo essere presa per matta!..Certo, mi sento un pò un pesce fuor d’acqua, come nel mezzo di una storia già iniziata..ma sono felice. Grazie a tutti. Donatella

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Ciao, Donatella, benvenuta tra noi. Ci siamo sentite per Liberté, credo, anche se poi ti ha seguito Elena – correggimi se sbaglio -. Spero che ti troverai bene, intanto grazie per essere qui. 🙂

      • Donatella ha detto:

        Ciao. Sì, mi sono sentita con Elena per Libertè. Non puoi capire la gioia che ho provato nello scoprire che L.O. continuava a “vivere” (Mamma mia, è una patologia? Come in “Misery non deve morire”?).
        Onorata di far parte del vostro “gruppo”. Felice di condividere con voi una passione un pò “particolare”. Felice di continuare a seguire le avventure di L.O. La mia è una passione, una febbre che mi accompagna sin dall’adolescenza…Grazie per tutto il lavoro e per le emozioni che avete riacceso in me!

    • luisa ha detto:

      Anche per me è la prima volta in cui scrivo nel blog…….
      come ho gia raccontato a Laura….. anche io sono malata di LO e sono entusiasta dell’aver trovato VOI !!

    • alessandra ha detto:

      Grazie a te e benvenuta! Qui non sarai certo presa per matta e comunque, come già ho avuto modo di dire una volta, da noi questo genere di follia – la follia “oscariana” – è socialmente accettabile e condivisa. Buon divertimento!

  3. Beralia ha detto:

    Buon pomeriggio!
    Sono molto contenta e lusingata con questo aggiornamento di giorno dei morti (non so come si dice da voi, il 2 novembre, anche nascita della regina Antonietta).
    Per prima, sono lusingata con la publicazione delle traduzione spagnole in pdf, è come leggere e salvare il testo ad un livello oltre l’html, ah, ah, ah!!! Anche se come spiegavo Laura in corso la traduzione, il mio livello di spagnolo non rende giustizia al suo accurato italiano, che arricchice la lettura di quello che scrive lei. Ho letto anche il commento di Christian, come le spiegamo che il mio è uno spagnolo peruviano? Ih, ih, ih!!

    In secondo, concordo con Alessandra quando scrisse che il saggio di Laura riguardo l’altra Oscar è un testo molto interessante per tutta quell’informazione che apporta, da canto mio, poichè riusciamo a vedere sotto altri occhi un addatamento che forse, è il meno amato dai fans.

    Infine, ho datto un’occhiata a ‘Chris’… non la leggerò sino alla fine, di pubblicazione in modo a non perdere il filo narrativo, ah, ah, ah!!! Ma come Stellato, anch’io sono in ‘aprensión’ (significato spagnolo, hhmmm… ‘expectante’, ‘in pensiero’) per la continuazione. Riguardo ‘Cosa semplice’, trovo interessante il gioco di potere e senssualità che c’è nella storia tra Oscar e André, argomento che forse è tropo ‘soft’ sia in manga che in anime (come Oscar è nobile, per André è proibito ‘metterle le mani su’?), eppure quando questo è consentito anche se in modo clandestino, cosa può accadere? Quello che sempre accade nella frontiera della Semiosphère, cioè, non ci sono chiare le regole, il legame tra Oscar e André non è ‘legale’ ne ‘autorizzata’, per questo André non è in grado di chiedere di più, interessante e complimenti a tutte 🙂

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Shophy, innanzitutto grazie per i tuoi contributi. 🙂 I nostri scambi durante le traduzioni, soprattutto una, sono stati notturni e molto divertenti… 🙂
      Su Chris mi sa che dovrai attendere parecchio, siamo appena a metà… 😉 Abbraccione!!!

  4. Costanza ha detto:

    Scrivo semplicemente per fare i miei complimenti a Stellato, di cui ho finito di leggere la ff. Devo dire che mi è piaciuta tanto perché originale ma al contempo verosimile, plausibile; un modo e un’ambientazione per sviluppare la storia a cui io mai avrei pensato…e che devo dire mi sta appassionando tanto!
    Un commento a parte meritano i disegni, belli belli belli! Chissà, magari un giorno (se troverò il coraggio) ti chiederò di realizzarne uno per me! Nel frattempo ancora tantissimi complimenti!

    • Stellato ha detto:

      Costanza, stragrazie!!! : )
      L’idea dell’ambientazione è nata… prima della trama! E non perché sia una fanatica della vela, delle Antille o di storie di mare (ANZI. Sono in costante fase di documentazione, perché le mie uniche nozioni a riguardo risalivano a Salgari), ma perché il tutto si è sviluppato da una domanda. Di cui ti dico al prossimo update : )
      Su facebook ho letto del commento anti-Giro di Luisa! Povero Giro, la fazione contro di lui è numerosa da quello che ho letto, anche se non me lo spiego.
      Ok, nel film è una carogna. Nel fumetto poteva evitare l’uscita per la quale si fa gettare la cioccolata in faccia da un André non tanto passivo come nell’anime.
      Ma per il resto che male avrà mai fatto?
      A me il visconte piace, piace molto più di Fersen se posso giocare un po’ con questa storia degli schieramenti 🙂
      E mi fa piacere trovare una fiction che approfondisca il suo amore per Oscar e il suo personaggio, che spero di prenda qualche libertà in più caratterialmente, così come hanno fatto i tuoi personaggi anche della fiction precedente, incentrata su Diane.
      Mi piace il fatto che (almeno, mi sembra!) tu non abbia paura di rischiare quando scrivi, mi piace da matti (e mai il termine fu più appropriato) il modo in cui parli della “follia come punto di vista” nel finale del secondo capitolo, per trascinare il lettore nella visione disperata di Oscar: io lì per lì le ho dato addirittura ragione.
      … Eeeepperòòòò Alain così cinico non lo posso accettare! (per tornare alla questione degli schieramenti di noi povere, innamorate fan 😀 )

      • luisa ha detto:

        Stellato sto leggendo la tua storia…. sono al terzo capitolo, me la sto gustando ed assaporando lentamente……. la trovo deliziosa, delicato il modo in cui descrivi il rapporto tra i duei (decisamente come lo immagino anche io ) e adoro i riferimenti alle storie del sito e riferimenti veramente storici….. sai brava a disegnare e magnifica nello scrivere !!!!
        Riguardo alla storia di Costanza……….. bella, la seguirò con attesa … Girodelle????? amo scherzare su di lui.
        Trovo che Girodelle sia nel manga, ma soprattutto nell’anime sia un personaggio decisamente positivo, capace di amore sincero e disinteressato……. la sua unica pecca … aver tentare di “rubare” la bella del mio adorato Andrè…. di poter solo aver pensato di poter avere un posto nel cuore della bella bionda ed usurpare ciò che di diritto era di Andrè !!!
        non sono elastica di vedute, in questo senso, a mio avviso oscar ed Andrè non sono un binomio ben assortito, ma una sola cosa inscindibile…………………

        • Stellato ha detto:

          Luisa, sono contentissima T___T grazie!!!
          Di volata, partendo dal presupposto che non c’è una coppia più bella dei “nostri”, non è interessante leggere i tentativi di un’autrice di rendere appetibili queste coppie sperimentali al lettore? Magari grazie a Costanza Girodelle ti diventerà un po’ più simpatico 🙂

        • Costanza ha detto:

          Probabilmente hai ragione Luisa…in effetti è difficile pensare a Oscar senza André…però, almeno per quanto mi riguarda, è una coppia di cui è stato detto di tutto e di più, in tutti i contesti storici e non….e io non penso di avere nulla di originale da proporre su di loro; per cui preferisco campi un pò più “inesplorati”!!

      • Costanza ha detto:

        Diciamo anche che la visione di Alain in questo caso è “funzionale ” alla storia…perché pensare a un Alain innamorato che si fa soffiare Oscar sotto il naso da uno che sbuca dal niente….è piuttosto improbabile!!

        • luisa ha detto:

          Al di là degli scherzi e delle battute, Costanza, la tua è una storia degna del “little Corner” e questo per me dice tutto!!!!
          Se però consideri anche Alain come pretendente….. l’idea può farsi assolutamente interessante…
          Di nuovo una battuta!!!!
          Girodelle, se non consideriamo, l’aspetto impomatato, è un personaggio assolutamente positivo e molto oltre con i tempi, per cui ben venga una storia ben scritta con lui come co-
          protagonista

      • lauraslittlecorner ha detto:

        LOL, io sono esclusivista, Andore forever, ovviamente. 🙂
        Eppure fui io a scrivere nel 2000-1 Autunno, in cui Oscar è stata sposata con Giro e lo ha lasciato, Giusy scrisse sui due insieme ne Il matrimonio del soldato pubblicata sul suo sito qualche mese dopo, Alessandra nel 2002 riprende Giro ex-marito facendolo ricomparire in Un’altra stagione per chiudere definitivamente il matrimonio, Fanny nel 2003 scrisse Una volta ancora, in cui Oscar, dopo la morte di André, si mette con Giro, e sempre Fanny aveva reso un Giro molto interessante in Capodanno.
        Devo dire che lei amava molto il personaggio!!! Ma tanto!
        Se qualcuno avesse assistito al dibattito ad Ascoli Games, a cui partecipammo Alessandra ed io, avrebbe convenuto con noi che, in effetti, in tanti testi, abbiamo posto spunti su personaggi che poi sono diventati “di diffusione comune”.

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Per esempio, nel manga una scena con Giro è suggestiva. Si tratta di quella in cui, dopo il ballo, lui e Oscar si soffermano a parlare. Lì c’è un momento in cui Oscar sembra presa da lui, quasi pencola, finché questo, invece, non contribuisce a risvegliarle il ricordo di André. Ecco, lì Giro si è rivelato interessante.

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Quanto alla fanfic di Costanza, per esempio, sarebbe molto innovativo, dal mio punto di vista di lettrice, che essa finisse “senza unione”, nel senso che non si è ancora visto che Oscar non si metta per forza con qualcuno, pur essendo rimasta senza André, e decida di restare sola.
        Ecco, sarebbe molto interessante che lei, per una volta, in una storia con queste premesse, decidesse, catrionescamente (LOL, cito finale film), di vivere per conto proprio, perché sarebbe molto moderno e molto da lei vivere senza appoggiarsi ad un uomo, soprattutto se le quadra poco o comunque non quanto André.
        E a livello lettore, sarebbe sorprendente. Uno non se lo aspetta, e glielo fai finire così. Sarebbe un bel colpo di scena. 🙂 Io lo apprezzerei.

        • Donatella ha detto:

          Lo apprezzerei molto anch’io…semplicemente perché non riesco proprio a digerire Oscar senza André (uno dei miei figli si chiama Andrea!!!!!).
          Mi sto appassionando alla lettura delle fanfic, sono emozionanti, ben scritte, anche quelle che accostano Oscar con un altro personaggio…ma le trovo poco “convincenti”, bei racconti ma…mi mettono a “disagio”…non so spiegare…
          Tutti gli uomini di Oscar (Andrè, Fersen, Girodel, Alain…persino suo padre!) mi piacciono. Hanno carattere, carisma, personalità, anche nelle loro debolezze…ma Oscar e Andrè sono l’acqua e la terra… indivisibili, tragicamente legati e fatti della stessa sostanza.. l’uno per l’altra.
          Non credo sia stato detto tutto su di loro, potrebbero esserci infiniti sequel e sempre nuovi punti di partenza…non stancano mai…sono il mio “per sempre”…!!!

        • lauraslittlecorner ha detto:

          Ciao!
          A me come lettrice interesserebbe, perché sarebbe una cosa totalmente inattesa. 🙂 Poi, per carità, quando capita di scrivere, si scrive quello che il testo richiede e lì bisogna essere onesti con se stessi e tirare avanti, anche se l’ispirazione è totalmente impopolare e, come scrivi tu, crea disagio. Questo lo so. Ne so più di qualcosa di storie non popolari.
          Infatti, proprio per questo, non dico “vorrei tanto che”, dico solo “come lettrice trovo interessante”. Quando ho seguito (da webmaster) la stesura di Una vita ancora di Fanny, ho condiviso il suo punto di vista.
          Quindi, al di là di quello che potrei preferire a livello di gusti personali, capita, effettivamente, di avere (o di leggere) l’ispirazione di scrivere una cosa diversa. Quando leggo, come lettrice, chiedo di essere coinvolta. 🙂 Lì non ho grosse pregiudiziali. Voglio leggere una cosa fatta bene, magari disturbante ma scritta in modo da essere plausibile. Ortiche e tele di ragno di Elisabetta… per esempio. Una cosa del 2000, che fu totalmente disturbante. Però era scritta molto bene. Quindi per me, come lettrice e come webmaster, era interessante. Anche Hopeless Tale di Molly per me è scritto benissimo ed è una storia che ricordo con piacere, sebbene disturbante.
          Insomma, a me piace leggere. Se il testo è ben scritto, esulo da pregiudiziali, e sono felice di poterlo leggere.
          Sono anche grata a Oscar e André che, gentilissimi, si prestano come attori per tutte queste nostre piccole rappresentazioni, LOL. A me piace pensarla così, un set. ^_-;
          D’altra parte, anche la Ikeda non è che abbia fatto finire Lady Oscar in modo tanto piacevole per il lettore, no? 🙂 Siamo sue emule!

          • Donatella ha detto:

            Ciao Laura, come ho già avuto modo di dire, concordo con te sulla qualità dei racconti. Non sono ancora riuscita a leggere tutte le storie, ma ho notato, comunque, un comun denominatore: sono tutte scritte molto bene e sanno coinvolgere ed emozionare.
            Per quanto mi riguarda (opinione personale!) ci sono coppie celebri della letteratura (da Romeo e Giulietta, a Paolo e Francesca, da Darcy ed Elizabeth di Jane Austen…fino alle fiction come Elisa di Rivombrosa e il suo Conte Fabrizio Ristori) che non riesco proprio ad immaginarle separate.. Anche se so che è bello e giusto far lavorare la fantasia, creare nuove possibilità, ribaltare ruoli, personaggi e stravolgere completamente il corso delle storie,…anche se sono consapevole che niente potrebbe intaccare un racconto ben scritto e il lettore sarebbe comunque entusiasta…sono anche convinta che ci sono elementi di una storia (come alcuni personaggi, ad es.) che vanno maneggiati con delicatezza, perché fanno emergere paure e bisogni profondi e lontani.. Non si tratta semplicemente di leggere un buon libro di qualità ed emozionarsi, sento che quando parliamo di Lady Oscar c’è infinitamente di più!
            Ad ogni modo, anche se sono poco elastica per quanto riguarda i nostri protagonisti, apprezzo tutto il vostro lavoro e accetto qualsiasi punto di vista si voglia loro dare. Grazie!

          • lauraslittlecorner ha detto:

            Candy e Terenceeeeee!!! Ennò! Mica li possiamo dimenticare. E, come dissi in altro vecchio post: Actarus e? Venusia? Naida? Rubina? Il vecchio rubacuori dello spazio…

            Ps: come lettrice (come detto in intervista, dalle fanfic mi aspetto lo stesso che da un libro) e guardatrice televisiva sono soggetto molto difficile. Esigo bella sceneggiatura… difficile farmi contenta. Ma quando qualcosa mi piace, ne sono entusiasta. 🙂 Che ci vogliamo fare, sono fatta così, per citare il Grandier (edizione Granata). ^_-;

  5. Luana ha detto:

    Mi perdonerete se sono così generica, sto leggendo e un poco per volta. Ma non potevo non dire grazie, a tutte. So cosa c’è dietro ad un update, so quanto ci si lavori, con quanto impegno e con quanto piacere. Grazie!!!!!!!!!!!!!

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Ma è giusto che testi e immagini “quagliati” con ponderazione e tempo (salvo quei lampi che scrivi in un attimo e così restano) siano letti ponderatamente e col tempo che ci vuole. ^_-; Dice il saggio… LOL

  6. alessandra ha detto:

    Kitchen Corner spira aria di casa. E’ strano questo racconto, è strano come è nato, le vie ritorte e sovrapposte che ha preso all’inizio, il dipanarsi apparentemente fitto e inestricabile delle riflessioni, delle digressioni quasi sterniane (ma con spirito ovviamente diverso), tanto da farti fare fatica a seguirlo, a farti chiedere all’inizio chi fa cosa, e dove vada a parare il tutto. E poi invece, puntata dopo puntata, il gomitolo si dipana e tu ti accorgi che a tessere la trama c’è un progetto ben preciso, che era quello fin dall’inizio e che, con notevole coerenza, non è venuto meno e non ha avuto fretta di spiegarsi fin dalle prime battute, perché forse voleva che il lettore non si limitasse alle didascalie ma s’incamminasse, si facesse prendere per mano dal testo e lo scoprisse dandogli vita proprio con la sua lettura. Spira aria di casa, ed è brillante l’intuizione di questa sceneggiatura a ruoli ribaltati, a metà tra il what if e il passato storico – storico, talmente storico che è letterario, fissato e consegnato nell’Opera che ritorna, nei punti chiave, e suggerisce una lettura, una prospettiva, una via -. Le atmosfere, il calore della lontananza, i sapori, gli odori, i libri, la vita che irrompe ma da fuori, fuori dall’angolo, che è un rifugio e un punto d’osservazione insieme. La cucina come terreno di possibile incontro, come possibile strada per ritrovarsi e darsi delle risposte, pur a fronte di un panorama esistenziale che non lesina delusioni, sofferenze, frustrazioni a tutti. Ognuno è lì, col suo carico di dolori soffusi, e se li porta dentro senza tragedie nel quotidiano, in una ricerca cauta e tuttavia non rassegnata di una via d’uscita percorribile. E sono i rapporti umani a rischiarare la penombra della storia – che pervade delicata e inquietante ogni pagina -; la complicità, una sorta di famiglia riscoperta come invenzione (questo racconto è raffinatissimo, e basterebbe il riferimento alle riprese non banali della Yoshimoto e della Giménez Bartlett per dimostrarlo), i momenti vissuti insieme e quelli vissuti a distanza, identici nello stesso momento. Così un’esclamazione di Alain che più terra terra non si può (“Cazzo, cazzo, cazzissimo, cazzo! Andre! Questa roba è fantastica!!!”), diventa intensa e catartica nella chiosa silenziosa di André e nell’aroma di una marmellata fatta in casa. Potenza della solitudine. Brava, non dico tanto per dire. Brava.

    • Stellato ha detto:

      Sono senza parole.
      No… non è vero, ne ho ancora qualcuna e le condividerò ugualmente, ma arrossiranno al confronto con queste di Alessandra, che meraviglia! 🙂

      La “bromance” tra André e Alain portata sino al livello di una quasi convivenza mi manda in brodo di giuggiole. Si inventano una famiglia, hai ragione, Alessandra. Spero che ad Oscar non riesca la compensazione con l’amico gay in quel di Philadelphia, non perché mi sia antipatico questo Peter-pan scanzonato, ma perché ci tengo che torni a casa dai suoi due, prima che finiscano a fare la calza in sua assenza.
      Nel frattempo però, la solitudine ha permesso l’exploit che per me ha segnato mille punti, diecimila: l’apertura del blog!!!
      Genio assolutooooooooo!!! 😀

      Due piccole parentesi: una sui pensieri di Al in solitudo, disarmanti, sofferenti, con finale tragicomico (Mi candido come massaggiatrice per la schiena del tuo Al sofferente, si può? Fa anche le foto gastronomiche, siamo assopuffamente compatibili!)
      Seconda parentesi, ad ampliare cose che ti ho già detto vedendo in primis il tuo acquerello di André alle prese col manuale da cucina: è magnifico. E adesso che posso vederlo con il testo mi sembra di immaginare in quei colori un plaid caldo scomposti nello sfocato di una cucina allagata di sole.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Alessandra, io non so che dire. Sono commossa. Veramente.

      Ho paura di parlare e di rovinare l’incanto di quello che mi hai scritto… Ogni volta mi scrivi, di questo testo, cose diverse (!!!) e sempre belle. 🙂 L’hai fatto per email, prima, lo fai ora sul blog.

      Grazie!!!!! Grazie davvero! Non pensare che non volessi rispondere, è che veramente mi sembrava di spezzare qualcosa, rispondendo. Rileggevo questo tuo e il commento di Stellato, e stavo lì. 🙂

      Sono umana pure io e mi fanno piacere gli apprezzamenti. 😉
      E ovviamente ne sono stra-felice, perché fa piacere che un lettore raccolga un testo, soprattutto quando il lettore è una persona come te, e considerato che questo testo è, se vuoi, sperimentale, lo è sempre stato nelle mie intenzioni, cioè una cosa tutta a sé, non un sequel, non un’attualizzazione (non è mai stata mia intenzione confrontarmi con racconti che avevo amato – e infatti uso l’espediente del remake della serie animata per i richiami, oltre che aver dichiarato dall’inizio che è la vita di fan normalissimi -), è solo un racconto di persone, immagini…
      Grazie anche per aver saputo cogliere i riferimenti, via via. Ce ne è anche uno a Quattro matrimoni e un funerale (come in 3 – Duelli ce ne è uno a una scena che credo ami molto, quella in notturna nel film di Demy prima del duello). Poi ci sono le citazioni dichiarate.
      Scriverlo non è mai facile, per tante ragioni che sai, però leggere commenti così, anche come quelli di Stellato, a cui ora rispondo, fanno sentire meno “soli”, Probabilmente lo scriverei lo stesso, però è bellissimo sapere che in qualche modo qualche corda l’ho toccata.
      Sul dove andiamo… ti risposi via sms.
      D’altronde delle mie anticipazioni via sms tu ormai sei una veterana, LOL. Ricordiamoci la storica data del 5 novembre, pomeriggio, mentre guidavo. 🙂

      E poi ci sono cose più personali. Nel 2002, quando ci trovammo (e io ancora ricordo bene quando arrivarono le tue mail come fosse ora), io ero sotterrata dal “lavoro” di webmaster. Riscrivere, emendare i testi degli altri, farli quadrare, aggiornare il sito, sostenere gli autori: il tempo libero andava lì, ero svuotata. Il fatto che tu abbia letto i progress di BK (iniziato e pubblicato nel 1999) e mi abbia incoraggiato, mi ha fatto trovare la forza di mandarlo avanti, allora e, anche, anni dopo, quando prendevo gli appunti che l’avrebbero portato a chiusura. Mi impressionò quando mi scrivesti che, dopo anni, era come se non lo avessi mai lasciato e fossi ancora “dentro” il testo (non ricordo le parole esatte).
      Lo stesso per il saggio su Demy, su cui, anzi, ci siamo incoraggiate a vicenda. Anzi, guarda la mailbox, c’è una cosa che forse ti farà piacere e ti commuoverà.
      Lo stesso quando mi scrivesti che, nei progress di Autunno 2, ritrovavi, anche dopo tanti anni, lo spirito del primo.
      Alessandra, insomma, lo so che sanno tutti che ci vogliamo un gran bene, ma questo non vuol dire sbrodolamento incondizionato – affetto sì, però, LOL -, quindi io, veramente, sono commossa e ti ringrazio, perché sapere che una lettrice come te apprezza qualcosa è, per chi scrive (anche per una che scrive impopolare e difficile come me), una cosa che non ha prezzo (e non sempre per tutto il resto c’è Mastercard LOL).

      • alessandra ha detto:

        E no, e adesso quella commossa sono io, non vale… mi serve una fornitura di kleenex per un anno (il che attualmente mi sarebbe anche utile per altri motivi, visto che da un paio di giorni sono vittima di un raffreddore fulminante e sono tra l’altro completamente afona). Ho scritto solo quello che ho sentito in queste tue pagine, e non so com’è, ma da sempre, dal lontano 2002, quello che scrivi m’ispira voglia di scriverne, e di scrivere. Dico, senza voler star qui a sbrodolare indebitamente nemmeno io, che questo tuo angolo è da tanto tempo una realtà preziosa, perché è pieno di tutti i nostri pensieri, delle cose su cui abbiamo, noi tutte, fantasticato, discusso, litigato, ed è consegnato un po’ così alla “storia” di questa piccola community che siamo diventate (in teoria ben definita, in pratica virtualmente illimitata, perché sempre accade che qualcuno ci capiti e si senta “a casa” almeno per un po’). Riflettevo proprio oggi sul fatto che tutto il casino che è successo coi social network, col dilagare del fenomeno Facebook, anni dopo, molto dopo le pagine che noi avevamo già scritto qui, condividendo in questo orizzonte discreto la nostra particolare sfrenata passione per Oscar, tutto questo successivo dilagare del fenomeno internet mi lascia quasi fredda, disincantata, oggi: consapevole come può essere qualcuno che ha già vissuto pienamente l’esperienza della condivisione in rete, a livelli molto più profondi di un superficiale “mi piace”, e ne conosce pro e contro, soddisfazioni e rischi, e ha acquisito la maturità di gestirli e di non farsene sopraffare. Non sono mai riuscita veramente a spiegarlo agli amici che in passato mi hanno invitato su Facebook, pensando di propormi qualcosa di eccezionalmente nuovo e che io fossi, per la mia ritrosia, per il non aver mai voluto aprire un account, un’inesperta e ignara Vispa Teresa terrorizzata dal mezzo e piena di pregiudizi. Non potevo spiegare che in realtà sapevo già tutto, e a un livello ben più profondo e vissuto delle storie prevedibili e banali che si andavano accumulando col prosperare della novità. Era come se conoscessi già quelle dinamiche dal di dentro e non provassi alcuna attrattiva per qualcosa di cui avevo già avuto il meglio molto tempo prima. Per me scrivere qui, tanti anni fa, è stato molto più che un semplice esperimento di divertente condivisione, è stata un’esperienza vissuta pienamente. E’ stato condividere veramente, e non tanto per dire, qualche cosa di me, senza alcun bisogno di farlo col nome e cognome e raccontando tutti i dettagli insignificanti del mio privato, perché la cosa che mi sembrava più importante, quella che volevo gli altri sapessero veramente di me, era ciò che scrivevo, e se questo era in grado di dar loro qualche emozione autentica, come autentiche erano le emozioni che ne ricavavo io. In questo senso noi abbiamo riversato qui, cimentandoci per anni con le nostre più vere e sentite passioni (per una storia che, come dice benissimo Fiammetta, attinge all’universale; per la scrittura, per il disegno, per la riflessione ponderata, per la ricerca nei saggi) veramente il meglio di ciò che avevamo dentro, che eravamo, che potevamo donare agli altri. Vedendo la superficialità con cui oggi in rete si brucia tutto nel giro di poche ore, di pochi giorni, di pochi mesi, venire qui e vedere che il nostro piccolo angolo è, invece, da tanti anni, sempre più ricco, pieno di cose belle che non stanno lì a sollecitare nessuno né pretendono di essere condivise visibilmente davanti all’universo, ma sono a disposizione di tutti coloro che abbiano voglia di leggerle, di passarci una serata o tante serate a emozionarsi, fantasticare anche senza dircelo mai, è una soddisfazione e – mi credi? – un’autentica gioia. E’ il segno che forse abbiamo fatto qualcosa di diverso e, strano a dirlo, di vero. Pur senza farne una ragione di vita, perché non bisogna prendersi troppo sul serio, penso che abbiamo fatto, disinteressatamente e liberamente, una cosa che è realmente buona. Piccola e vera, e buona, e questa forse è l’unica cosa che conta, almeno per come la vedo io. Grazie a te, e a tutte “noi” che, con aria professionale e seria sul viso, dalle occupazioni e responsabilità quotidiane, dalle nostre postazioni pc, passiamo ancora da queste parti a vedere anche dopo trent’anni che ne è di Oscar e André, e se c’è ancora qualcosa da dire di loro che non sia stato già detto, e in quale nuova sfumatura possibile.
        Il che è un colossale fuori tema, lo so, ma forse non del tutto, tutto sommato…

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Stellato, tu sei un tesoro!
      Oltre che un plaster fenomenale: ingaggiata! Anzi, incollata alla possente schiena di Al!
      Io non avevo minimamente pensato a quell’acquerello – grazie per la bellissima carta, tra l’altro, e per la fanart 3d e la fanart bionda con maglione blu – pare incredibile, ma a me nessuno fa fanart!!!! Grazie per queste e per altre cose diverse -. Sei stata tu a farmi venire l’idea di metterlo.
      Quando ho provato la pagina web, mi sono resa conto che il tuo disegno e il mio ci stavano. Il mio ci stava per i colori. Senza che fosse voluto, andava bene con quella scena e quei colori. Il tuo ci stava perfettamente per la parte del remake del cartone. E poi mi aveva toccato particolarmente (qui ci vorrebbe l’inglese, ma traduco) il fatto del maglione, il fatto del notebook bianco… insomma… e quella città che baluginava dalla finestra credo che dia un ambiente particolare e il senso di alienazione e di solitudine – e, insieme, di forza disperata -. Insomma, c’eri dentro, alla grande e io ho avuto il culo pazzesco di incontrarti! 🙂
      Allora. Anche io adoro scrivere di Al e Andre. Si vede? Mi piacciono. E’ dai tempi di Agenzia matrimoniale della premiata coppia Alessandra-Elisa che li vedo insieme e qui la fantasia ha galoppato, perché li ho collocati in terrazzo, ho sognato panorami e orizzonti… e una cantina fornita…

      Sonia potrà confermarti che sogno, dal viaggio Berlino-Amsterdam-Bruges, un b&b come quello che vidi, gestito da un avvocato che, fortissimo, si affacciò, ci disse che era stanco, troppo lavoro, e ci chiese da dove venivamo. Viaggio meraviglioso (e quel b&b non riuscii a provarlo)… ecco, io ogni tanto ci penso, l’accoglienza, come cura, come umanità.

      Ovviamene un Al così sarebbe perfetto. Ovviamente sarebbe fantastico avere un piccolo appartamento da poterci sistemare gli amici. Al qui ha un profondo radicamento. E’ bello più di Andre e, sicuramente, più dannato. Corrisponde a quando, in Chris, la madre dice vedrai quanto sarà bello a tren’tanni.
      Corrisponde a questo http://digilander.libero.it/LittleCorner/Gallery/Laura/alain_enor.htm

      E la scena in cui si specchia arriva direttamente da Chris. C’è anhe un diegno impubblicabile. LOL
      Al e Andre SONO una famiglia. Soli come sono, che altro possono fare? Altro che calza, faranno! Una tela! LOL

      Grazie, davvero! Grazie.

      • Stellato ha detto:

        velocissimamente, per scrivervi che siete fantastiche : ))))))))
        davvero, è bellissimo leggere dell’intreccio umano con cui è stato creato il tessuto del littlecorner; siete voi a renderlo la chicca che è, il posto piccolo e accogliente che segnalerebbe una guida Michelin del web.
        E scappo adesso, ma non ho finito di imperversare riguardo questo update, sopportatemi ancora un pochino 🙂

  7. alessandra ha detto:

    Poi, i disegni. Una messe ricchissima e bella anche per la varietà degli stili, da confrontare, rivedere, fermare nella memoria. Altra operazione culturale di tutto rispetto, penso per esempio ai due disegni di Laura e Stellato sul bellissimo racconto di Silvia (e il brano di Fossati che dà poi il titolo è commovente e benissimo scelto). Mi piace che le due immagini siano – per così dire – “simmetriche” nella disposizione, che si confrontino e si richiamino, che chiamino chi guarda a fermarsi, soffermarsi, guardarle insieme oltre che guardarle singolarmente. Sono due visioni diverse dello stesso momento. Diversissime, anche se simili. E ciascuna di esse dice una cosa, esplora un’emozione, uno stato d’animo. La dimostrazione che col segno grafico, usato consapevolmente, si trasmette, si comunica, si dice tantissimo, non meno che con la parola scritta.
    Nel racconto, Oscar che rivela la verità sulla tisi ad André mi è molto piaciuta. Un momento di sincerità semplice e limpido. So che non si dovrebbe chiedere un seguito se non è previsto, ma confesso che mi piacerebbe sapere che succede dopo, in che modo André affronta questa realtà. Non è cosa che si è vista spesso, anche se ricordo di essermi commossa per il modo in cui ne parlava il bellissimo primo racconto di Luana.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Io ho letto due versioni del racconto di Silvia. La prima era molto netta. La seconda, apparentemente, non era molto cambiata, ma cambiava invece, e molto. Si arricchiva. Silvia ha una scrittura poetica, pulita, (solo) apparentemente semplice, giocata su una forte ricerca lessicale, oltre che di musicalità e ritmo. Ma è anche fatta di immagini. Un suo testo va letto anche per questo, per il ritmo, le parole, e c’è anche il racconto di questa scena a due. Sono più piani, credo sia un po’ un suo giocare col lettore. 🙂

      I disegni. Stellato ha lavorato sulle poche righe che le avevo passato. Sono contenta che abbia accettato. Di fatto, le ha interpretate “centrandone” in pieno lo spirito. Dal primo schizzo, che già era “dentro” la scena, è nato via via il definitivo. Viene fuori una dolcezza incredibile, negli sguardi, nelle espressioni. C’è una luce particolare. Molta delicatezza. E’ un disegno molto lirico. E’ veramente un “risveglio”, soffuso, lo sguardo che inizia, dal basso, e va verso lui. Il sorriso lieve, accennato. L’espressione di lui. Ha vissuto il testo, lo ha “reso”.

      Per me è stato diverso, perché il testo è arrivato dopo il disegno. Silvia mi disse che il disegno era proprio una scena che lei immaginava e in effetti me ne accennava da quando ci siamo conosciute: non avrei mai immaginato che fosse quella, che io disegnai coi colori che lei mi mandò per Natale, e che scelse in virtù di un mio racconto bolognese… insomma, 🙂 sembra la fiera dell’Est di Branduardi, vero? LOL PS Silvia se ricordo male emendami! ^_-;

      • Silvia ha detto:

        Grazie a entrambe davvero per l’apprezzamento 🙂 🙂
        sul disegno, aggiungo solo che fu spaventevole, LOL, la coincidenza tra quello che rimuginavo (e stavo tentando di scrivere :D, anzi era già in bozza ma Laura non lo sapeva, l’ha letto solo finito) e ‘sto disegno che mi arriva con la spiegazione “l’ho fatto con le tue matite!!”… oh, neanche l’avessi messo io, nella mina… 😀 😀

  8. alessandra ha detto:

    Prima di tutto volevo fare i complimenti a Shopy e a Laura per il grandissimo impegno del lavoro di traduzione dell’intervista a Christian Ruiz e soprattutto del saggio di Laura sul film di Demy, e vorrei richiamare l’attenzione dei lettori su questo che, se apparentemente può sembrare un pezzo “d’accompagno” in un update, è invece un lavoro di prim’ordine che richiede enorme impegno e dispendio di tempo, consentendo a un pubblico ancora più vasto di leggere cose che hanno una sostanza notevolissima e che, lasciatemelo dire, in molti altri posti se la sognano. L’aver messo a disposizione una messe di informazioni, di riflessioni, di collegamenti che sono frutto di una ricerca durata decenni è per me un atto di generosità e di spessore culturale grandissimo, una di quelle cose che restano, che diventano punti di riferimento, che potrebbero essere utilizzate (e non lo dico tanto per dire) per una tesi di laurea e per studi approfonditi sull’argomento. Sono anche lavori come questo che danno valore e dimensione a Little corner, e voglio veramente fare i miei complimenti a tutt’e due per aver profuso tanto impegno, e in modo così proficuo, per raggiungere questo splendido risultato. Se poi qualcuno non avesse ancora letto l’essay di Laura in italiano, allora gli consiglio vivamente di farlo, anche perché trovo questa idea de “l’altra Oscar” veramente giusta e centrata, sia per come viene sviluppata che per le riflessioni che suggerisce e le implicazioni che ha. Senza contare la documentazione fotografica e iconografica, con accostamenti illuminanti, spesso toccanti.

  9. Stellato ha detto:

    Ho deciso che i miei commenti alle autrici li convoglierò sui post degli update del blog di volta in volta; (Alessandra, questo intento prende spunto da te in quel di giugno, ti pagherò i diritti di copyright, se vorrai!) mi sono appuntata alcune cose leggendo le varie ff e vorrei condividerle, pian pianino. 🙂
    Ho notato una new entry tra le autrici e vorrei alzare virtualmente i calici a “Tramonto” di LOdoc, che mi piace sia per la struttura ad anello che per l’operazione (riuscita, a mio parere) di descrivere lo stato d’animo che ha portato Oscar a scrivere solo quelle due righe nella lettera d’addio. E poi la nonna è “sempre uguale” per davvero: non una ruga in più e neppure in meno per 33 anni! E’ lei la vera testimonial per l’immagine “Grandier – prenditi cura di te”!!!

    • lauraslittlecorner ha detto:

      E’ vero, è molto serio, contenuto emotivamente, proprio come Oscar appare nel cartone, questo testo. Oscar, già da adolescente, è contenuta, come dire. Lo è anche da adulta, dopo vent’anni di lotta per far emergere se stessa, eppure non è persona da grandi proclami e dichiarazioni. Le sue parole sono poche, belle proprio perché poche e profonde. Oscar ha una gran dignità e tutto un mondo dentro, un mondo di affetti, sensazioni, che urla, che la rende viva, ma che lei, credo, quasi è costretta a spegnere. Finché, quasi alla fine, decide che è ora di vivere. Questo testo di LODoc è il preludio a quel bellissimo “Io con te sento di vivere”. La cosa triste, per Oscar come per noi, è che per vivere bisogna tagliare, ballare l’ultimo valzer degli addii.

      • Stellato ha detto:

        “Questo testo di LODoc è il preludio a quel bellissimo “Io con te sento di vivere”. La cosa triste, per Oscar come per noi, è che per vivere bisogna tagliare, ballare l’ultimo valzer degli addii.”

        FANTASTICO!!!

    • alessandra ha detto:

      Ma cara, ti cedo senza condizioni ogni copyright ti aggradi se ogni volta ci delizi in modo siffatto con la tua storia: me la son proprio goduta. Ora non starò a fare il campionario delle frasi che mi hanno colpito ma sono parecchie, e soprattutto mi ha colpito la tenera disincantata ironia che fa da immancabile retrogusto ad ogni cosa che viene raccontata. Molto consapevole e molto credibile proprio per questo, secondo me, perché questo dominio contenuto della storia rende piacevoli e credibilissime anche le avventure caraibiche dei nostri, genere che non avrei mai detto mi potesse attrarre e che anzi, quando ne trovavo sui siti francesi mi faceva cascare le braccia. Invece qui… c’è sostanza da vendere, altroché. Bisognerebbe che le autrici francesi si facessero un giretto da queste parti a vedere come si tratta un tema del genere, ammesso che siano in grado di leggere e di apprezzare. Anzi, sai una cosa? Dovresti trovarti un traduttore francese per questa storia, pensaci. Bellissima la favola di André, anche qui ti sei cimentata benissimo con un genere ricorrente ma che di solito produce risultati stucchevoli: invece la tua storia della stella e del povero diavolo è dolce e umanissima, come ben scelto è il farla interrompere con un apparente insuccesso (a proposito, la storia della carriera stroncata di aedo per André mi ha fatto sghignazzare di cuore nel cuore della notte facendomi quasi svegliare di soprassalto il coniuge placidamente dormiente), e bellissimo l’interessamento e l’intuito di Alain che la interpreta (anche qui, controllato splendidamente com la sua successiva uscita sulla presunta ingravidatura di Oscarina che fugge in Martinica a partorire, e dalla risata di André, altra sghignazzata pe rme). Ma che succede a Oscar nel finale? Non vorranno attentare alla sua virtù! Ok, la smetto di spoilerare, comunque brava. E grazie.

      • Stellato ha detto:

        ecco, prima di tutto devo linkarti questo:

        Poi ringraziarti in modo più austero, tipo saltando di gioia! 😀
        Sapessi leggere meglio il francese mi toglierei il dubbio e andrei a sbirciare cosa dicono questi testi, per non rischiare di andare su contenuti che evidentemente hanno deluso, anche se questa manovra non mi metterebbe comunque in salvo da eventuali scivoloni miei.
        Anzi, diciamola tutta, io sono un’autrice in rodaggio, le probabilità che gli scivoloni arrivino sono elevate!
        (Se alla fine del percorso saranno stati contenuti, penserò a trovare una traduttrice/ santa che accetti l’incarico per il francese 🙂 )

        • alessandra ha detto:

          Ah ah, fortissimo! Da te non mi aspettavo niente di meno. Poi cara, altro che rodaggio, qui c’è una perizia consumata e si vede. Certe cose non s’improvvisano e tu di strada ne hai fatta già parecchia. Bene, molto bene per noi appassionati lettori…

  10. Stellato ha detto:

    Sui disegni:
    Elena alla riscossaaaaaaaaaaaa!!!
    Che sorpresa (bella, ovviamente) trovare un disegno di Elena nell’update! Non so se mi leggerà qui, ma in ogni caso lancio la voce nel web: è sempre bello trovare tuoi disegni, Elena.
    Sono contenta di aver contribuito alla storia di Silvia con un’immagine (è stata colorata last minute, ma il disegno era da mesi nella mia cartella work in progress: le poche, dolcissime righe della storia che mi erano state date per ispirazione avevano SUBITO attivato il mio circuito dell’illustrazione 😛 ), ancora di più di averla trovata affiancata ad una di Laura! Che onore!!!
    Laura, a te rinnovo anche i mega-grazie per l’aiuto con le immagini di Etienne, di André nel file longing inserito all’ultimo secondo di un update faticoserrimo, e di tutti i consigli che mi dai di volta in volta sulle luci. Grazie, veramente!

    (Un’ultima cosa: non riconosco chi sia la fortunatissima fan ritratta con il Grandier, ma la invidio molto! *_*)

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Passato commento ad Elena. 🙂 Grazie!!!
      Io sono contenta che hai accettato di disegnare, sono contenta dei risultati (e guarda che i nostri disegni sono affiancati pure in Kitchen ^_-) e anche delle foto ai colori, che mi piacciono moltissimo, sono creative, luminose. Grazie per aver accettato di metterle.
      Sono molto contenta di aver potuto leggere un testo che mi piace moltissimo, tra l’altro, faccio la sborona, ma io lo leggo in anteprima, ergo… 🙂
      Parliamo di un testo che, già dal planning, mi era apparso innovativo e non scontato, e che, in più, sto vedendo crescere ed arricchirsi. Si arricchisce di scene, di paesaggi, di ambienti molto vivaci e vividi, di eventi, di sensazioni, ma, anche, di un’interiorità che tu, come autrice, tiri fuori e regali ai personaggi, e – ottima cosa – non solo a quelli principali (che sarebbero i nostri due prediletti, anzi, i tre!).
      E’ una Oscar che è coinvolgente e non scontata, interessante e complessa proprio come era quella che leggevo in De insania di Sydreana. André anche, è plausibilissimo, è nel personaggio e, insieme, lavora di suo. Alain anche.
      Ma il bello è che questo stesso effetto, via via, lo sortiscono anche i personaggi non del cartone, i tuoi originali, e questo è un grosso merito, perché, in storie così complesse, se ci sono personaggi nuovi che non riescono a prendere il lettore, si rischia che poi il lettore non si affezioni, provi fastidio, si stanchi (e non distinguo a priori tra comprimari buoni o cattivi), invece qui ti sono riusciti proprio bene. 🙂
      L’imbarcazione stessa, come ambientazione, risulta plausibile, crea un palcoscenico chiuso a sé, gioca a creare limiti e ostacoli ai personaggi.
      Molto ben gestito, davvero!

      • Stellato ha detto:

        Sono emozionabile, questo commento dovevo leggerlo un poco alla volta :_)
        Grazie, anzi, GRAZIE, Laura. : )

        A me è proprio Oscar che mette continuamente in crisi nella scrittura; te ne ho anche già parlato, mi sembra. Ogni volta che mi sono presa la libertà di parlare del suo tempo libero (lontano dagli schermi? 😛 ) con André, ogni volta che ha riso, scherzato, sputato (sì, questa forse potevo evitarla…), ho avuto paura di stare seriamente intaccando il suo smalto d’eroe. :/
        Poi ho capito che non avrei potuto fare altrimenti e mi sono detta: deal with it, nella tua storia Oscar NON è un eroe, ma un essere umano in piena rivoluzione. Detto ciò, se esagero con le incoerenze crocifiggetemi in sala mensa 🙂
        Sono contenta che Etienne e Camille non siano indigesti, prossimamente pubblico i loro “disegni ufficiali”, così ad incontrarli per strada li si riconosce!

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Vedi, ci riflettevo stasera, quello di Oscar è come il viaggio di Ulisse. Un nostos. Non è un’avventura, e questo già mi piace. Non è un romanzaccio. Né un romanzo rosa. E’ un bildungsroman. E’ veramente un viaggio, fuori e dentro. Senza questo allontanamento (la pena dello scacciamento, o, meglio, dell’auto-scacciamento), Oscar non sarebbe in grado di cambiare radicalmente la prospettiva. Di rivolgersi. Di notare quello che, nel comune (e noto) ordine delle cose, sarebbe passato sotto silenzio. Amicizia, amore, un bel ragazzo, anche simpatico, un sodale per la vita che sono vent’anni che svilisci… Il tuo racconto lavora in questo senso: scosta la prospettiva, cambia l’inquadratura, e lavora verso il reditus, verso il recupero (si spera – salvo finali catastrofici, LOL -) di quello che, prima, si sarebbe ignorato e sarebbe rimasto non conosciuto.

        • Stellato ha detto:

          Madù che analisi meravigliosa! Ne sono onorata!
          Il commento è più bello della storia!
          Un pochino l’avventura la sfiora come genere. Sfiora parecchi generi che non sono capace di approfondire a dirla tutta), ma il tema principale è assolutamente il viaggio/il cambiamento che fa paura.

    • Silvia ha detto:

      Ciao Stellato, colgo l’occasione per ringraziarti pubblicamente del disegno :), è bellissimo 🙂 🙂 Sono anche felice che tu abbia trovato “dolcissime” le righe che Laura (dopo avermi chiesto quale immagine mi sarebbe piaciuto “vedere illustrata”) ti ha mandato: era quello che speravo trasmettessero.
      Grazie davvero 🙂 🙂

      • Stellato ha detto:

        Silvia, non sono solo quelle righe, il tuo racconto è scritto col cuore ed è lì che ritorna. : ) Grazie a te e a Laura di avermi coinvolta nel progetto!

  11. Alex ha detto:

    La storia di alessandra e’ semplicemente fantastica!!!! Adesso vado a rileggermi daccapo il capitolo uno…A presto!!

  12. lauraslittlecorner ha detto:

    Stellato… PCIU’ confesso… io quel capitolo l’ho scritto tra il 2006 e il 2007. Con revisioni brevi attuali. Dovevo solo decidere dove farlo finire (appro della cesura file, LOL).
    Quando l’ho riletto e ricontrollato (e comunque ci sono state varie riletture da luglio in poi), mi sono preoccupata che fosse plausibile da UN punto di vista. Ora che ho per le mani due nipotini e da qualche tempo mi consentono di frequentarli ogni tanto (mia nipote somiglia ad Arale, per davvero!, mio nipote apprezza i poster di balletto, ha detto che quello azzurro nel rustico è bello), mi rendo un pochino più conto conto di cosa possano dire gli infanti, ma, quando lo scrissi, devo solo ringraziare Alessandra, che mi spiegò per come e per cosa… io non ne sapevo niente di niente, azzardavo, e penso che una scena, scritta nel 1999, la riscriverò (o pubblicherò il disegno maceratese di allora… LOL).
    Saverne non è stata così immediata. C’è certa ricerca, dietro. LOL. Forse per quello funziona.
    Ti dico che non siamo ancora alla pag. 300 e passa del file originale, che purtroppo la parte che non mi piace (e credo piaccia ad Alessandra) continua a lievitare, che Al arriva ma non ora.
    ROTFLLL su allevamento Oscar-Al! Marò! Manca solo Rosalie!!! Ed io – come diserbante -.
    E aggiungo che sono sulla piena rotta ikediana, con questa chiusa episodio.
    Ah, aggiungo anche che mi vedo la casetta oscariana, coi suoi colori, e tutto… vabbè, è per questo che scrivo, in fondo. E’ tutta questione di colori.

    Ps., grazie per aver scritto. 🙂 Veramente, mi ha fatto piacere.

    • Stellato ha detto:

      sono contenta che sia questione di colori… quindi quello che devo fare è nasconderti il nero dopo questo finale Ikeda-style!
      Scherzi a parte, spero tanto che André non esca di scena adesso. Sia per gli ovvi motivi di devozione per il personaggio, sia perché in un certo senso ho ancora l’impressione che debba farsi perdonare molto.
      E per ‘sta scena che piace ad Alessandra sto cominciando davvero a FRIGGERE di curiosità! è da mesi che ne sento parlare!!!

      (Un pat-pat al nipote che apprezza i poster di balletto 🙂 Che cuore!)

    • lauraslittlecorner ha detto:

      LOL, il nero e il rosso sangue.
      Beh, André è in questo momento KO. ^_-;
      La scena non è una scena, purtroppo, ma un lungo pezzo… ;_; Ora, se è una scena e non mi piace, ok, facile toglierla. Ma come fai a togliere un intero pezzo che si scrive da sé anche se non sei d’accordo? Praticamente successe lo stesso con il ruolo di Alain, in Chris…

  13. Stellato ha detto:

    (Attenzione: questo commento contiene spoiler sul capitolo 26 di Christine.)

    Laura-san, tu però non mi puoi illudere, coccolare, con un capitolo così ad alto tasso di adorabilità, in cui “Sono tutti lì, coi loro errori. Con la loro dannazione”, ma è chiaro che ormai hanno le carte giuste per essere felici… e poi scrivermi un finale così!
    La mazzata!
    A questo punto, una parte di me vorrebbe piangere in aramaico per ottenere informazioni sul continuo, un’altra parte di me aggiungerebbe l’indù e danze tribali per convincerti a modificare l’eventuale dipartita del Grandier a questo punto della narrazione, e poi c’è una piccolissima parte di me, che lo so, è quella saggia, a cui devo dare retta, che mi dice che dovrò star buona e aspettare incrociando le dita.
    (sospiro)
    C’è serenità nell’aria. C’è Daniel che dice la sua, che “diventerà una buona forchetta da grande” (degno figlio di un padre che scrive persino un blog di cucina in dimensioni parallele e future).
    Mi piace la resa immediata dell’ambientazione a Saverne (voglio imparare!)
    questo passaggio: “Cerca velocemente le dita di lei, un intreccio fugace, troppo veloce. Sente la stoffa. Ha paura. Non si sente tranquillo. La tenuta è scarsamente illuminata, ma il sopralluogo ha svelato tracce di ruote, zoccoli di cavalli, forniture usate. È effettivamente probabile che i due siano lì.” è insieme una deduzione, una descrizione e un incantesimo ansiogeno che forse poteva prepararmi a ciò che viene dopo. E invece ciccia. Sono troppo ottimista. E sono sobbalzata al finale, sperando di non aver letto bene. Ho riletto e no: il colpo lo becca proprio André.
    Veramente, non mi aspettavo QUESTA svolta a questo punto. Me ne aspettavo un’altra sotto forma di un ritorno di Alain, che forse ti buttai lì in una mail, sperando di ricevere un osso (leggasi: anticipazione) nel caso in cui mi fossi avvicinata alla verità… ehi, aspetta, non è che adesso Daniel verrà allevato da… Oscar e Alain? :O
    Ok, fermami: a questo punto mi aspetto davvero di tutto e sono in pieno delirio 🙂

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