Il suocero felice

17 novembre 2012

Il saggio e pacato capo Powhatan, padre della dinamica Pocahontas, saluta, decisamente sollevato, con cospicuo carico (proporzionale al sollievo) di doni, la partenza di John Smith, ferito, di cui sua figlia si è chiaramente incapricciata. Il fatto che lo straniero si tolga dalle scatole è, dal suo punto di vista, cosa decisamente opportuna (a parte la necessità di curarlo…).

Babbo Jarjy, alla vigilia della partenza della figlia il 12 luglio, analogamente, stende ponti d’oro al povero Grandier, che si vede comparire il futuro suocero in forma di ombra (che lui prontamente scambia per Oscar: e meno male che non gli è saltato addosso, notoriamente arrapato com’è in tante fanfic, LOL – a quel punto il babbo non sarebbe stato tanto virtualmente-possibilista, a meno che, nobilmente, non riconoscesse di congratularsi per la futura soddisfazione sessuale della figlia – sempre che la medesima gradisse le copule in ambienti insalubri –) nelle scuderie, nel cartone, e, nel manga, invitare addirittura a cena (mentre Oscar gli rivolge tutt’altro e ben più sostanzioso invito: “Passa da me, più tardi” – adoro quella frase! –Versione Granata).

Insomma, quando i fastidiosi pretendenti ronzanti attorno alle figlie stanno per (di)partire, i mancati suoceri tirano un sospiro di sollievo e si dimostrano pronti a riconoscere, per quella manciata di secondi, le loro (eventuali) doti. “So che l’avresti fatta felice”. Sperem…

Salvo che, entrambe le figlie dimostrano una solerte propensione all’inguaiamento. Improvvisamente Powhatan e Jarjy si rendono conto che il loro problema non erano i lui, ma le lei. Pocahontas parte con altro tizio e va ad ammalarsi (e indi defungere) a Londra, Oscar va alla guerra (e va a morire).

Poveri padri… o povere figlie? ^_-;