Intervista a Massimo Rossi

Sola per San Valentino, ho acquistato i film di Candy, tra i cui contenuti speciali c’è l’intervista  ai doppiatori, tra cui Massimo Rossi (motivo principale dell’acquisto, in realtà, e, credo, motivo di interesse diffuso per noialtre).

Oltre ripresentare un’intervista ad Olimpo Petrossi sulle sigle giapponesi già presente da tempo in altri dvd, compaiono interviste fatte in occasione del trentennale di Candy a Massimo Rossi, Laura Boccanera, Marco Guadagno e Anna Teresa Eugeni (zia Elroy). E qui viene il bello, perché Massimo Rossi dice cose interessanti, come anche Laura Boccanera, sempre gentilissima e carina nel ricordare Candy. Anche la  Eugeni ricorda la bravura di quei giovani doppiatori e offre valutazioni e impressioni di interesse. Massimo Rossi, ad un certo punto, anzi, non solo nomina André (e chi ha realizzato il montaggio, temendo che non ci sovvenisse chi mai fosse costui, ha a quel punto provvidenzialmente ritenuto di infilare una fanart artigianale), ma passa in automatico a parlare del doppiaggio di Lady Oscar e racconta aneddoti di lui e Luciano Roffi, doppiatore di Fersen. Attenzione al prezzo, però. Facendo una ricerca in rete, ho notato anche cifre esorbitanti. Il prezzo equo va dai 14 ai 16. ^_-;

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12 Responses to Intervista a Massimo Rossi

  1. jack ha detto:

    Mi avete fatto venire una curiosità… Cosa dice Rossi del doppiaggio di Lady Oscar e di Roffi?

  2. lauraslittlecorner ha detto:

    E ora Massimo Rossi è anche voce ufficiale della pubblicità Citroën!!! Segnalato da Silvia, confermato da lui! Ne sono veramente contenta per lui!

  3. lauraslittlecorner ha detto:

    Massimo Rossi è veramente gentile a dire le cose che dice e ricordare aneddoti e capire le sue “fan”. 🙂 Credo che lui stesso possa, riascoltandosi, dirsi di aver fatto uno straordinario lavoro di arricchimento e vivificazione dei suoi personaggi. Credo che, dal punto di vista di un attore, sia un grandissimo successo e anche una soddisfazione, perché non è che un personaggio disegnato abbia bisogno di meno, anzi, necessita di maggiore umanità, di maggior capacità di “darsi” all’altro, di immedesimarsi. E un attore fa questo, anche con la voce (e anche sulla scena). Una delle ragioni per cui vorrei che tanti nostri attori sapessero “recitare” come i nostri doppiatori è che nella voce di certi attori queste doti mancano. Invece, Massimo Rossi, anche quando recita da attore non doppiatore, è bravissimo.

    • alessandra ha detto:

      Ma sai che sono riuscita a vedere sul tubo uno spezzone del film “Attentato al papa” in cui lui interpreta Ali Agca, incuriosita dal fatto che ne parlasse come il suo lavoro migliore. Ed effettivamente è straordinario: veramente il modo in cui riesce a creare un italiano parlato con un accento turco è eccezionale. Con la sua voce inconfondibile, poi, che ha un effetto quasi straniante su quel personaggio. Davvero, ho visto solo un minuto e mezzo, purtroppo, ma è un capolavoro! Ti credo che na va fiero.
      Bello poi anche quando dicono, la Boccanera e la Eugeni oltre a lui, che a un personaggio dei cartoni dev’essere proprio il doppiatore che dà l’anima, che è più difficile in un certo senso. E laBoccanera che racconta che si guardava le storie, che le seguiva… Secondo me alcune puntate di Lady Oscar Massimo se le dovrebbe riguardare, e anche a distanza di trent’anni sarebbe soddisfatto del lavoro che ha compiuto. E’ veramente un interprete eccezionale.

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Io il film su Agca lo vidi apposta per lui all’epoca (ero in caccia perenne, lo sai, per cui ogni volta che sentivo i doppiatori, gli attori, lo staff, io cercavo di vedere) e me lo ricordo benissimo. Anche il doppiaggio che fece di Laurent Malet nel “Cuore” di Comencini fu straordinario. Se ricordi, nel vecchio blog feci un post su questo, e lui che, nell’ultima puntata, in trincea (Enrico adulto) gridava “Merda!”. Ho anche l’album di figurine, ovviamente solo per questo! 🙂 Io credo che lui se le sia riviste, delle puntate di LO, e si sia riascoltato e abbia giudicato il proprio lavoro come un ottimo lavoro, interpretativo e tecnico. Recentissimamente ho potuto vedere il bellissimo “I sospiri del mio cuore”, straordinario, toccante e poetico, ma massacrato non tanto dal doppiaggio quanto dall’adattamento inesistente. Ecco, in “Lady Oscar”, come in “Candy” noi avemmo la fortuna di uno staff che lavorò con grande professionalità. Nell’intervista sia Massimo Rossi sia la Eugeni questo lo sottolineano ed è molto importante. 🙂

        • alessandra ha detto:

          Sarebbe bello se ce ne desse la conferma… ehhh… bello sognare… Se potessi gli farei riguardare qualcuna di quelle puntate a mo’ d’intervista farei la cronaca dei suoi commenti. Penso che verrebbe fuori qualcosa di molto interessante. Comunque, a parte questo, io penso che certi momenti, certe battute, certe situazioni di LO, non devono aver lasciato indifferenti – non potevano – gil interpreti del cast di doppiaggio.

          • lauraslittlecorner ha detto:

            LOL, porello, ma ti rendi conto che potrebbe essere una tortura per lui? 🙂 Costringerlo a guardare LO, col rischio di perdere la poesia pure noi? Senti, dai, ti devo fare la cura che feci a Fiamma, per sdrammatizzare e prendere ottica “altra”: visione degli ultimi due episodi di LO con pacco di patatine da 800 grammi. Questo fu il nostro primo incontro. 🙂 Perché Lady Oscar è una cosa molto bella e ben fatta, ma insomma, per loro era lavoro. Perfettamente fatto, appunto. Sinceramente, mi è capitato di dirmi cazzo, questo passaggio di tot atto l’ho scritto bene e infatti, ma appunto, resta lavoro ben fatto. Nel suo caso, un capolavoro di cui, finalmente, dopo anni, ha preso coscienza. Cosa di cui noi eravamo già felicissime, e ora, visto che lui si rende conto della gran cosa che ha realizzato, di un miracolo, davvero, siamo felici non solo per noi, ma anche per lui, perché è una meravigliosa soddisfazione. L’Oscar del doppiaggio mi pare l’abbia già vinto, no? 🙂 Se l’ha vinto è anche perché ha saputo doppiare in quel suo modo straordinario, prestare se stesso, esserci nel personaggio, con tanta bravura e tanta sensibilità. Sono convinta che aver fatto André l’abbia reso tanto più famoso, perché poi quelle persone sono cresciute e l’hanno seguito nei suoi altri personaggi. Sicuramente. 🙂 E gli ha dato una percenutale in più di fama e affetto, da parte poi di chi l’ha votato. Certi capolavori restano nel cuore. Come Dezaki. Come Cinzia. Come, appunto, lui. E, nel tuo caso, Barry. ^_-; LOL

            • alessandra ha detto:

              Puoi dirlo forte, Barry con la voce del Nostro mi piaceva assai! Comunque hai ragione quando dici che ha saputo doppiare prestando se stesso, con tanta sensibilità E’ assolutamente vero, e per me è in buona parte una dote innata. E’ vero che è lavoro, però quelli che sono così bravi mettono a tal punto se stessi nel lavoro, anche quando fanno cose di più “ordinaria amministrazione” (ma non alludo certo a LO!), che comunque il tocco del genio si sente, si sente lo stesso. Massimo forever, è un grandissimo.

  4. alessandra ha detto:

    Ho visto l’intervista e un particolare mi è piaciuto molto e mi ha quasi “commosso”: quando Massimo dice che in effetti è stato lui a scegliere la carriera di doppiatore come attività prevalente rispetto a quella di attore perché forse fa parte del suo temperamento la propensione a esprimersi non tanto attraverso il volto quanto attraverso la voce, rimanendo nell’ombra. Come se il suo bisogno di esprimersi fosse appagato pienamente dall’uso della voce. E lo credo bene, con lo straordinario dono che ha.
    Bella anche l’intervista della Boccanera (‘mmazza che scollatura…) e, verissimo, anche quella di Anna Teresa Eugeni, che non conoscevo ma dice cose piuttosto profonde e vere.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Ho comprato i dvd alla nipote per il compleanno, le sono piaciuti e ha costretto la baby sitter a vederli sei volte in un giorno. °_°; Al che come bonus track di compleanno le ho regalato Lady Oscar-Insieme per sempre. Attendo commenti @_@ ma per ora mi tengono alla larga. Siempre adelante!

  5. lauraslittlecorner ha detto:

    Ciao, i dati te li passerò in privato perché non voglio far pubblicità, anche perché, a parte l’intervista a Massimo Rossi (e gli altri), ho delle perplessità.
    Ti spiego.
    Quando iniziai il sito, chiarii che non volevo mettere dati “tecnici”, perché tanto stavano dappertutto, su ogni altro sito. Mi interessava, invece, fare tot tipo di lavoro a latere, su Lady Oscar. Sito tematico. Ok. Come quando facciamo un essay.

    Chiarito questo, quando si fa un’edizione home video, mi aspetto sempre gli standard dei dvd UFFICIALI Yamato di Lady Oscar, nei quali il gruppo Yamato, quello storico di Lissone, riuscì ad aggiungere chicche e contenuti per noi non del tutto noti, oltre quelli già bellissimi che, negli anni precedenti, avevano raccolto nelle storiche fanzine Yamato su LO.
    Considera che quelli non erano certo tempi in cui andavi su internet e trovavi tutto. La loro raccolta di informazioni era preziosa.
    Da una ventina d’anni a questa parte, internet però si è diffuso e ha facilitato tante cose, quindi, in questo caso, mi sarei aspettata, visto che si inseriva nella confezione un piccolo libretto, che ci si dicesse chi era Hiroshi Shidara, capo animatore in alcuni episodi, che aveva lavorato anche in episodi di Goldrake; mentre il direttore delle animazioni fu Tetsuo Imazawa.
    Che il charades, così arrotondato rispetto al fumetto, si doveva a Mitsuo Shindo, che per la prima volta qui lavorava come character design e come animatore capo; o, ancora, che l’autore delle musiche, Takeo Watanabe, aveva anche lavorato su Bia, Mimì, Cutie Honey di Go Nagai, Heidi, Zanbot 3 (bellissime le sigle), Peline, Daitarn, Sandybell, Georgie, i primi tre vecchi lungometraggi di Gundam…
    O, anche, che lo script era dovuto a Noburo Shiroyama, che lavorò anche a Sandybell e Lulù, e a Shun’ichi Yukimuro, il quale lavorò anche a Cybernella, Forza Sugar (un gran bel cartone!), Rocky Joe (e non c’è altro da dire), fu anche co-autore del fumetto (e poi della sceneggiatura di) Hello! Spank.
    Ci sarebbe stato da menzionare i dissapori (ora legalmente risolti nel copy congiunto) tra le due autrici originarie, che poi sono sfociati nel blocco dell’opera. Spiegare che direzione hanno poi preso le loro strade.
    Ricordare i due brevi speciali di poco successivi alla serie
    http://www.animenewsnetwork.com/encyclopedia/anime.php?id=3624
    e
    http://www.animenewsnetwork.com/encyclopedia/anime.php?id=3625
    e l’oav del 1992 con riproposta la primissima parte della serie.
    E magari, oltre che le cose note sul merchandising italiano, qualcosa su quello francese, l’album, i Candy comme à la telé, che avevamo anche noi ma in altra versione…

    Il libretto, invece, non riporta niente di tutto questo, se non dei testi a commento. Io non sono un’esperta di Candy e non ho la pretesa di pubblicarci su qualcosa, e forse mi aspetto troppo da chi pubblica. Non trovo interessante vedermi ripetuti, ripeto, in una pubblicazione ad hoc, i meri dati tecnici – che trovo ovunque – senza alcun arricchimento o delle sinossi che io, avendo letto il fumetto e visto il cartone, posso benissimo fare da sola, né trovo interessanti soli testi a commento sprovvisti di qualunque altro dato; chi pretende di pubblicare su un tema, qualche cosa in più di quella che si sa dovrebbe sforzarsi di metterla, ricercando, cercando di sapere, riportando a noi lettori. Altrimenti, per me (utente) non ha senso pubblicare. So già da sola quanti anni ha Candy a inizio fumetto e a inizio serie, so già da sola quanti ne ha a fine ambaradan, anche perché coi riferimenti della guerra è difficile sbagliare. E conosco la trama.
    Mi aspetterei tutte immagini ben messe e non cover artigianali recuperate da vecchie edizioni home video piazzate a pagina intera, assieme a box doppiatori in altra pagina.
    Mi aspetterei, ancora, un disclaimer di casa produttrice e autrici ORIGINALI chiaro e leggibile sulle cover esterne, sui dischi, sul libretto. Io non l’ho trovato.
    E, passando al video, mi aspetterei una qualità video migliore delle mie videocassette della serie caserecce.
    Di dvd di vecchie serie giappo ne ho, ma mi pare abbiano qualità migliore. E’ un peccato.
    Idem l’audio.
    Mi aspetterei che si evitasse di ripetere i contenuti speciali di altri diversi dvd e di ripetere addirittura gli stessi contenuti speciali del disco 1 nel disco 2. E’ deludente.
    E meno che mai di vedermi schiaffato un André artigianale per di più disegnato in quel modo (ma, mi domando e dico, davvero il povero Grandier non è stato rappresentato in modo più degno?) mentre Massimo Rossi ricorda gli aneddoti con molta gentilezza. Credo che il montatore dell’intervista andrebbe rassicurato sul fatto che nessuna di noi che ha comprato quella roba sa chi è Terence e non sa chi è André. E’ più probabile il contrario, LOL!
    Quindi, se vuoi notizie, in privato. In fondo, davvero l’unica cosa interessante per noi è l’intervista. Massimo Rossi vi dice esattamente le stesse cose di quella che circolò lo scorso anno, aggiungendo solo la chicca su Roffi. Laura Boccanera dice le stesse cose dell’intervista dello scorso anno, anche lei. Tutto qui. E’ una cosa che si fa per il solo piacere di vedere questi artisti di nuovo. 🙂

  6. alessandra ha detto:

    Tu sapevi che mi avresti fatto venire il coccolone, vero? Adesso devo possedere anch’io questa cosa. Ma è un oggetto appena uscito? Le interviste sono nuove? Che meraviglia…

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