Massimo Rossi su La7d

Stasera su La7d 23,05-00,55 Massimo Rossi nel bel film “L’anniversario” del 1999, di M. Orfini, con Laura Morante e Luca Zingaretti. Vale la pena, guardatelo! Il film è valido e lui molto bravo e naturale.

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13 Responses to Massimo Rossi su La7d

  1. fiammy ha detto:

    volentierissimo

  2. fiammy ha detto:

    certo, lo rivedo insieme a te, Laura, volentierissimo ^^

  3. fiammy ha detto:

    Ho perso la replica del film (colpa mia, ho letto un messaggio non in tempo utile) e me ne dispiace moltissimo perchè l’avrei rivisto volentieri, dopo tanti anni,e chi lo sa, con una maturità personale diversa, però concordo con tutto quello che ha scritto Laura anche in riferimento agli altri film citati. E Massimo è realmente bravo, proprio perchè non teatrale, ma naturale nel recitare. Oggi si usa molto (soprattutto nel cinema americano indipendente) una modalità di recitare “per sottrazione” che Massimo (ante litteram, e già allora) mostrava essere nelle sue corde in quel film.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Grazie, Fiamma. Detto da te, poi, che di cinema sei un’esperta oltre che un’appassionata, conforta. Ante litteram sì: Massimo, anche nel suo doppiare è sempre stato estremamente naturale. Il film ce lo rivedremo insieme alla prossima, che ne dici? 😉

    • lauraslittlecorner ha detto:

      In replica stasera, 23 giugno, su La7d, 00,35-02,20.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Ripensandoci, al confronto con la recitazione calibratissima di Zingaretti e di Massimo Rossi, quella di Laura Morante appare sincopata, ma (ritengo) voluta: è come qualcosa che deve “smuovere il velo”, non so come altro definirlo. Sicuramente era voluto e insito e richiesto nel tipo di ruolo che doveva sostenere, con gli altri attori tutti un po’ ad attutire le emozioni, a far da materasso e filtro, e, invece, lei sola a sostenere quello che è indicibile, quello che scava e rovina e macera, quindi a ricoprire un ruolo difficile, perché è quella che rompe gli equilibri, che denuncia gli squilibri e i malesseri.
      Per noi, pubblico, il ruolo della protagonista doveva essere reso (probabiilmente volutamente) in un canone dissonante, mentre gli altri dovevano rappresentare, anche nel modo di porsi, la normalità e la quiete anche raggiunta (o imposta) a forza di compromessi.

  4. alessandra ha detto:

    Ebbene, lui lo adoro e trovo emozionante vederlo e sentirlo insieme, anche se purtroppo, almeno per la parte che ho visto io, non faceva cose particolari. Ma ho faticato non poco a sopportare Laura Morante nel ruolo della pazza esaurita. Sarà anche brava ma io non la reggo, è più forte di me…

    • lauraslittlecorner ha detto:

      A me la Morante piacque e, in generale, è un’attrice che mi piace, vedi “La stanza del figlio” di cui Margherita Buy raccontava in un’intervista a Repubblica tv di aver perso il provino (pare durante la scena della cantata in auto – link). Quando vidi quel film con Fiammetta, e sono più di dieci anni, io, ma mi pare anche Fiamma, solidarizzai con lei, perché a volte in una coppia il disagio è difficile da percepire e Zingaretti quel “non ascolto”, quel modo “piano” di voler risolvere un rapporto non ponendosi dubbi lo rendeva benissimo. In parole povere era bravissimo a (far finta di) non capire e (di) non sentire. E sono tematiche che mi piacciono, se affrontate in una coppia. 🙂 Se poi il film ha tra gli interpreti un Massimo Rossi bravo e naturale, la cosa si fa sommamente interessante. 😉
      Per di più quel film, ripensandolo, va inquadrato in una terna complessa, accanto ad altri due film entambi del 2005: “I giorni dell’abbandono” con la Buy e Zingaretti (qui marito fedifrago e abbandonante) e “La bestia nel cuore” con la Mezzogiorno e Lo Cascio. Dal mio punto di vista sono tre tematiche molto solidali con i concetti di coppia e famiglia quelle dell’incomunicabilità del I film, del tradimento e abbandono del II e degli abusi sessuali nell’infanzia nel III.
      Certo, all’epoca non c’era la crisi che c’è adesso e forse nei film si discettava di tematiche più pesanti da digerire, forse oggi non si farebbero film così, ma anche portare problematiche agli occhi dello spettatore, ignaro o consapevole, è una funzione che mi sembra interessante. 🙂

  5. Luana ha detto:

    OOOHHH La voce di André in carne e… carne… che emozione!

  6. alessandra ha detto:

    Ma come attore e non come doppiatore? Che bello!

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