Epopea lavanderina – computer, spese e affini

La vendetta del decreto 30 aprile? >_< Non voglio neanche pensarci! Un incubo! Aggiornamenti sull’epopea lavanderina. °_°;
Allora, ripararla costa 200 euro, devono cambiare il motore (rotta l’elettropompa), ma il tecnico dice che, vista la media di una rottura all’anno (calcolata sui foglietti di intervento lasciati, ma è capitato che non li lasciasse perché erano re-interventi dopo il primo e quindi le rotture sono di più), conviene cambiarla, anche perché a loro poi costa lo smaltimento.
A meno che io non mi armi di muratore e idraulico e faccia creare uno scarico per l’acqua sulla parete opposta e portar dentro, da fuori, l’attacco acqua e gas, e quindi compri una free standing, i prezzi sono di quelle da incasso da 45 cm.
Ho sentito per una Bosh, preferisco non ricomprare della marca della precedente che mi ha dato tanti problemi (e la caldaia pure). Ovviamente una Miele sarebbe WOW, ma vabbè.
Più che altro, queste sono spese vanno a impattare su una situazione già calda.
Dall’estate non ho ancora potuto ricomprare un computer, non dico decente per la grafica (che, si sa, richiede più risorse e potenza), ma che sia qualcosa di più del Pentium IV datato 2004 che al momento ho in mano, che spesso non vede l’hd (di Maxi), che non legge i dischi masterizzati durante i backup del fumetto e a cui, delle 6 usb presenti, ne funzionano solo 4 (e incrociamo tutto). E’ una spesa schedulata il cui margine si assottiglia e la sua urgenza anche. Diventa l’emergenza minore, anche se, chiaro, a me un computer nuovo serve. Ma probabile che, se ci sarà, e non so quando, non sarà un mostro per la grafica, sarà solo un computer di risulta.
C’è, e non è prorogabile, l’assicurazione auto che scade il 26 novembre. Altra botta.
Concomitante il tagliando auto e lì si sa come va. La macchina va benissimo, ma tirano fuori l’impensabile.
A dicembre ci sarà l’Imu – o come diavolo si chiama ora – II rata. Più altre tegoline che preferisco non citare per privacy ma rischiano di caderci su next time.
Bolletta acqua, gas, Enel e Telecom.
Altro che computer nuovo! -_-
Non parliamo di tavolette grafiche. La mia, di II mano, me la faccio durare. Ovvio che quelle nuove sono tutta un’altra cosa e si pena molto di meno. Il disegno è immediato, non devi stare, come tocca a chi usa le vecchie, come me, a correggere continuamente il tratto a ingrandimenti folli. Ma tant’è. Costano, quelle più economiche, quanto stipendi che persone normali non hanno visto quasi mai o mai. E quelle meno economiche non stiamo a dirlo. Quando volli fare il dottorato, sapevo cosa rischiavo anche se allora mi sembrava la cosa più bella del mondo. Ed eccoci qui.
In fondo, è il manico che conta. E la passione e i sentimenti che, nel disegnare, si sanno trasmettere.

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2 Responses to Epopea lavanderina – computer, spese e affini

  1. lauraslittlecorner ha detto:

    i sogni costano… pensa al sogno di disegnare. Lì i termini economici si intrecciano con l’investimento di tempo, ad esempio, delle ore e delle energie spese per cercare di fare bene qualcosa. All’investimento emotivo, alle delusioni che si patiscono. Le punte, non me ne parlare… 40 e passa euro a botta… >ç<

  2. Donatella ha detto:

    Ma quanto costano i sogni! E’ proibitivo pure desiderare, perchè vengono prima i bisogni e i sogni dei figli! (scarpette danza… divise calcio… chitarre…)… in definitiva… il mio tempo non mi appartiene, i sogni nemmeno, sono collettivi, oramai… quindi io non sono mia… 🙂

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