Site updates & Fanworks & alia

http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Updates/last_updates.htm

Qui l’elenco degli update del Laura’s Little Corner. E’ stato un periodo super impegnativo, anche stavolta problemi al computer durante l’ultima fase dell’update, ma spero abbiate gradito anche le news che, via via, venivano postate sul blog.

Fanworks sarà disponibile per fine anno.  Forse anche L’alba.

Un abbraccio a Stellato, che stavolta non ha potuto partecipare.  Torna presto con noi!!! Un grazie a tutte le persone che hanno inviato materiali: Alessandra, Costanza (anche in corner!!!), Donye, Elisa Insinga, Molly, Sydreana, alla quale va un mio grazie particolare.

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43 Responses to Site updates & Fanworks & alia

  1. syd ha detto:

    Rieccomi!me felice anche di aver lettokitchen corner e di stare a chiedermi come andranno le cose fra quei due ora che fascino di Alain inizia a veleggiare nell’aere 😉
    Sento aria di complicazione, può essere? attendo ansiosa!
    Torno a parlare dell'”Alba” perché mi piace particolarmente il suo messaggio di rinascita. Mi piace lui che tenta di camminare sulle sue gambe. che tenta di recuperare il passato, perché senza passato siamo niente. E sono sempre contenta quando Oscar deve affrontare le conseguenze delle sue azioni barbariche. Mi affascina anche il ruolo che Fersen e Girodell assumono, un ruolo originale, un po’ da cuscinetto.
    Riguardo a Inevitabile di Alessandra confermo e sottoscrivo quanto già detto dalla Comare sulla scena in cui Alain, osservando Oscar e Andrè, comprende! E il disegno nascerà, lo prometto! lottando contro bradipezza, tendiniti ed eventi contrari!
    Bellissimi anche gli altri due racconti one shot, una menzione speciale pero’ per “Dentro” che secondo me nella sua sintesi e nella sua immediatezza è un gioiellino. L’abbraccio delicato e pure forte che si scambiano Oscar e Andrè alla fine dice più di tante parole

  2. Syd ha detto:

    Ciao a tutte! scusate la lentezza ma è un guaio quandi eventi “bradipanti” si sommano a una natura bradipa, la mia ovviamente!!! Bradiperrima oserei dire. L’update è sempre un’emozione 🙂 Grazie Comare e Ale per le belle parole, siate le stampelle morali di questa donna bradipa e perdonate la mancanza di tempestività.
    Comarrr!!! Già lo sai cosa penso, ma mi piace sventolarlo “L’Alba” e il suo André alla ricerca di una rinascita mi hanno preso il cuore. Oscar ed i suoi modi barari fanno i conti con la realtà, è sempre l’ora. Continuo dopo!

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Comare, se la bradipezza (o la bradipitudine? Vedi tu…) vuol dire ponderare, lasciar accumulare e poi pensare e tirar fuori testi di questo spessore, così densi e intensi, allora, bradipa quanto vuoi! 😀
      Tu con me sei sempre gentile e hai una gran delicatezza e tatto. Quello che mi scrivi mi fa veramente veramente piacere, considerato tra l’altro che arriva da una persona che ha composto alcune tra le cose più belle sui nostri “soggetti preferiti” che mi sia capitato di leggere – e non solo su di loro -.

  3. lauraslittlecorner ha detto:

    La scrittura di Alessandra è netta, limpida, sicura. Potrebbe, come si dice di Vittorio Matteucci nel canto, scrivere l’elenco del telefono, e sarebbe una bella lettura. Padronanza del mezzo. E competenza. Mi dà le sensazioni di quando potevo chiedere a mia madre dei miei dubbi su come fosse più corretto scrivere… a volte l’ho fatto con lei, LOL!
    C’è, però, una immagine che vorrei ricordare, qui, ma senza spoilerare.
    Premetto che Syd e io abbiamo letto il testo in anteprima, e, per ovvie ragioni, io i testi li conosco tutti e li apprezzo tutti, altrimenti non sarebbero sul sito, ma una immagine vorrei ricordarla.
    E’ quella sul finale di “Non evitabile” (luuuunga mumblata sul titolo, LOL), di Alain che chiude su Oscar e André. Immagine notevole, che veramente mi ha colpito. Qualcosa che tocca dentro, non so, mi ha evocato veramente un’immagine, proprio la vedevo.
    Loro, i colori, tutto.
    Proprio bella…
    E, infatti, se poi non ci si fosse messo di mezzo una infiammazione dolorosa di Syd, che l’ha tenuta ferma a lungo (non poteva usare neanche la tastiera!), ci sarebbe stata anche una illustrazione. 🙂

    • alessandra ha detto:

      Come si fanno gli occhi a cuoricino? La mumblata sul titolo (e citazioni annesse) è stata moolto costruttiva. E per la scena finale e l’illustrazione… e chi lo sa? Non mettiamo limiti alla Provvidenza (ci sono racconti che sono stati pubblicati 10 anni dopo la loro stesura…) 😉

      • lauraslittlecorner ha detto:

        LOL. Appunto.
        Dentrismi… 😉
        Il 2003 è stato un anno… ecco, di cesura. Molte cose, da allora, purtroppo le ho perse per strada. Persone che, probabilmente per discrezione nei nostri confronti, si sono fatte da parte, e lo capisco, anche se sento la loro mancanza. LoLL. E, sarà il mio complesso dell’editore, come lo chiami tu, ma perdersi per strada pure un bel testo… ennò. Quindi sono contenta che tu abbia tirato l’oggetto fuori dal cassetto e abbia deciso di spenderlo ora. Tra l’altro con quella concomitanza di titoli. E un bel ripasso su avverbi e preposizioni LOL.

  4. alessandra ha detto:

    Ehi, non avevo visto il link al racconto di DoneyG! E sarebbe stata una perdita, perché ho appena finito di leggere ed è molto intenso. Mi è piaciuta, soprattutto, la strutturazione finale complessiva in tre parti che lo rendono una cosa compiuta anche se è una prima puntata. Paradossalmente, potresti finirla così e non sarebbe in fondo un’incompiuta, perché è completo “spiritualmente”. Bello il cambio di prospettiva e di voce narrante, e l’atmosfera invernale che mi ha fatto un po’ ricordare “Un mantello sotto la neve” di Fiammetta. Intense e profonde le riflessioni dei protagonisti, in particolare mi è piaciuta la prima parte, così apparentemente fredda e quasi “clinica” e invece piena di dolore serrato. L’incredulità di Alain. Lo squallore di quella stanza e di quella sera, eppure la percezione del corpo, della vita che scorre nonostante tutto. La sorpresa finale di una Oscar così partecipe. Be’, che dire… bravissima!
    Ah, lo sai che in effetti la “melancolia” (origine del nostro “malinconia”) era la malattia d’amore riconosciuta fin dagli antichi Greci. Il nome stesso, melan = nero e cholos = bile, si riferiva alla teoria ippocratica degli umori. Il melancolico era così chiamato perché si riteneva che nel suo corpo ci fosse un eccesso di bile nera, e la “malattia da amore” era ritenuta una vera e propria patologia, con tanto di sintomi e terapie. Così in pratica, quando la moderna medicina e poi la psicologia si occuparono di sistemare le conoscenze in materia, in effetti attinsero a piene mani (ripensandolo, ovviamente) dal patrimonio dei Greci e dei Romani. Come sempre…

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Già, anche qui, colpa mia. Sono troppo “tecnica” e, in effetti, nel testo originario di Doney il dottor Lassonne parlava ad André così:
      “un mio collega, il dott. Pinel , recentemente, mi ha parlato di una malattia che…”
      “Che intendete dire? Sarei malato?” – chiese André, tentando di mantenere una calma apparente.
      “No, non in quel senso…” – si affrettò a rassicurarlo, con un lieve imbarazzo nella voce – “in verità, lui parla di… come dire… melanconia…”
      Io allora ho obiettato che, siccome soltanto nel 1801 il dottor Pinel (quello originariamente nominato nel testo di Doney) scrisse il proprio trattato tecnico sull’argomento, era meglio espungere il riferimento in testo e di specificare solo in nota, perché non ero convinta che tecnicamente, in anni come il 1787-8, si potesse parlare di melanconia nei termini in cui se ne parlò dopo l’opera di Pinel – né in quei termini in cui se ne parlava nel testo originale -. Ovviamente, tu questo non potevi saperlo.
      Io non ho avuto difficoltà, avendo studiato medicina legale, a cogliere il riferimento tecnico e psichiatrico che Doney voleva dare, anche perché, appunto Pinel era chiaramente nominato e lo conoscevo, ma, ovviamente, mi ponevo il problema della congruità di un termine tecnico in medicina e psichiatria, anticipato nel tempo (ripeto, a livello di psichiatria).
      Cioè, stando al testo del racconto, e riferendomi a quello, io obiettavo che (per quanto potessero aver attinto dai greci come tu osservi), in quel particolare contesto che io stavo leggendo, il termine non era ancora tecnicamente diffuso in quel senso in cui veniva usato. Doney è stata d’accordo con me. Me ne assumo la piena responsabilità.
      Come te, da Wiki, ma su Pinel citato da Doney: “1801 scrisse il Traité médico-philosophique sur l’aliénation mentale (Trattato medico-filosofico sull’alienazione mentale) dove classificò, in base a lesioni organiche, malattie mentali come: la melancolia (delirio parziale)”.

      • alessandra ha detto:

        Wow, siamo al dibattito da romanzo storico, that’s incredible! Questo per dire la precisione documentaria che c’è da queste parti… 🙂

        • lauraslittlecorner ha detto:

          ahah, alla prossima ti passerò un fracco di roba da revisionare, così stiamo tutti tranquilli!!! 😉

          • alessandra ha detto:

            Lol, così imparo a non farmi gli affari miei! 🙂

            • lauraslittlecorner ha detto:

              😉 poi un pezzo di quello di Doney lo hai avuto, il 2 marzo, l’abbiamo rivisto insieme (ti ricordi che io ero in viaggio?) compreso scambio di sms nottetempo su qualche frase. 😉 Solo che da marzo si è accresciuto… 😉 Ad aprile, maggio (e lì mi pare lo hai riletto anche tu perché vedo un _rev_A_L nel nome del file), poi giugno, quando compare la parte con Pinel, varie a luglio e varie ad agosto.
              Costanza? Il 7, che era arrivato il 20 giugno, non te l’avevo mandato? Forse no, ti sapevo bella impegnata. L’8 è arrivato il 3 agosto e ti sapevo desaparecida. 😉

              • alessandra ha detto:

                Sì sì, avevo visto tutto, ma in fase di lavori in corso. Le versioni definitive le scopro ora, con sommo piacere. Del resto è vero che io appaio e scompaio, in certi periodi, tipo ectoplasma… 🙂

                • lauraslittlecorner ha detto:

                  LOL
                  Evabbe’, donna impegnata…
                  😉
                  No, poi Syd è come con te, una veterana, quindi…
                  Syd invece, si era beccata l’Alba in tutte salse, per una questione di conforto morale, un Kitchen anche – pensavo di fare update ad agosto, poi ho visto che non c’era rispondenza nel blog anche a news interessanti come quelle dei fumetti on line della Ikeda, ho preferito aspettare che la gente tornasse dall’estate. 🙂
                  Insomma, l’unica fortunata che si era sorbita tutto sono stata io!
                  😉

  5. alessandra ha detto:

    Brava Costanza, mi piace il modo in cui stai portando avanti questa storia, che è una storia difficile, con personaggi spigolosi, ombrosi, che spesso non riescono simpatici per le loro reazioni, eppure sono profondamente umani, e passo dopo passo sembrano, tra miglioramenti e ricadute, uscire dalla loro solitudine e aprirsi di nuovo alla vita. Hai avuto coraggio a mettere in campo questo Girodel così controllato, chiuso ermeticamente, difeso al punto da apparire freddo e insensibile, eppure – nello stesso tempo – quasi selvaggio, feroce nelle manifestazioni subito represse di ciò che prova, seppellito sotto tonnellate di compostezza. E poco a poco, devo dire con sapiente dosaggio dei tempi, ci sveli il passato e il presente, i loro timidi e fragilissimi cambiamenti e i traumi che lacerano il loro vissuto, fino a costruire un mosaico convincente dai colori ricchi di sfumature. Non mi piace questo Girodel – soprattutto nei confronti con l’evocato André, così caldo e tenero, in confronto – eppure mi affascina, proprio per i suoi difetti quasi ostentati, per il suo disincanto cinico, per il fatto che non cerca di apparire migliore di quel che sia, ma quasi peggiore, anzi. E mi piace soprattutto che la cosa non sia casuale e che tu la stia creando consapevolmente (per esempio col calore con cui rievochi deliberatamente André), il che dimostra una grande accortezza nella creazione delle prospettive e nel dipingere i chiaroscuri caratteriali dei tuoi personaggi. E mi piace anche la prospettiva spiazzante di una Oscar che – tradizionalmente conosciuta come più fredda e controllata – si trovi, lei, ad affrontare un compagno di viaggio quasi più freddo, più controllato, più duro. Bello anche il modo in cui si alternano i momenti di maggiore vicinanza a quelli – subito seguenti – di frattura e distacco. Certo, sembra una storia infinita, sembra che questi due si trascinino per la vita a passi di un millimetro e che quindi siano destinati a non arrivare mai a destinazione. E chissà se ci arriveranno, perché non sono poi così convinta del lieto fine, invero. Però è inevitabile che la strada sia questa, con le premesse che hai gettato, e la stai seguendo con molta padronanza e accortezza, dilazionando, diluendo, riuscendo a creare attese crescenti nel lettore senza annoiarlo. E anzi, nel mio caso, coinvolgendolo in modo crescente (e prima o poi sbotterò, essendo una maniaca, al grido di. “Ma questi quando tr…?”). Scherzi a parte, attenderò con pazienza (in fondo l’attesa del piacere non è essa stessa un piacere? Per citare un noto spot pubblicitario ;-)). Piccolissimo rilievo, se mi posso permettere, qualche minuscola imprecisione qua e là. Ma a parte questo grazie di cuore per i bei momenti di lettura che mi hai fatto passare.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Adorata, non mi nominare i caffè, in questo momento, se no mi scateni con le “caffettiere” colorate. 😉 Le imprecisioni, per favore, me le segnaleresti (con calma) via mail? Ammetto che la revisione del 9 è stata un attimo notturna e in corsa (credo uno dei miei record!), le altre concordate con l’autrice, ma, sai, per completezza e per quelle future: spiace sempre come revisore e webmaster notare che qualcosa mi sia sfuggito! Ci tengo molto! -_-
      A me ha sorpreso positivamente, ma più di tutto l’ultimo episodio. E’ stato una vera sorpresa per l’interazione WOW!

      • Costanza ha detto:

        Beh Laura, per l’episodio 9 ti puoi attribuire parte del merito. Forse ricorderai la prima stesura, quando mi dicesti che sarebbe stato opportuno approfondire la “faccia da pesce lesso”!! Con l’andare del tempo la faccia da fesso se l’è persa per strada, e mi sa che non era esattamente questo quello che intendevi…ma sappi che lo stimolo a costruire un retroscena alla scena me l’hai dato tu :*

        • lauraslittlecorner ha detto:

          Many thanks, felice che suggest e frasi varie sortiscano effetto, anche a distanza. Personalmente, riferendomi anche a quanto rispondevi ad Alessandra, se una storia richiede più spiegazioni e più svolgimento, trovo sia sempre bene che chi scrive si prenda il tempo per sviluppare e far crescere le premesse. 🙂 Il risultato viene certo migliore e il tempo aiuta. 🙂 Tanto, a noi interessa la qualità e la qualità ha i suoi tempi. 🙂 E’ bello veder sviluppare i personaggi verso queste nuove direzioni…

      • alessandra ha detto:

        No no, per carità, mi spiace per due inezie da precisina dar problemi, a fronte di una cosa così bella e suggestiva, che è la cosa che va sottolineata di più di questo splendido racconto. La deformazione professionale mi fa lo sgambetto! Semmai ti “mailo”, un bacione!

    • Costanza ha detto:

      Ciao Alessandra!! E’ un piacere parlare con te (in effetti credo che sia la prima volta ^^)!! Beh che dire…in effetti Victor non è un bel personaggio. E’ tutt’altro che un eroe, anzi direi che è proprio un antieroe. Dire che sia voluta la cosa…non lo so. Quando ho ideato la storia non era così, direi che sia andato “peggiorando” nel tempo…e francamente non so perché. Forse è cambiato insieme a me. C’è da dire che quando si impiega così tanto tempo a scrivere una storia gli spunti si stratificano, e ciò che si ottiene alla fine spesso non è quello che si è pensato in partenza. Per un lungo periodo questa storia l’ho accantonata, per un sacco di tempo il file se n’è stato solo e abbandonato sul desktop, e quando l’ho ripreso Victor era così.
      Riguardo ai commenti sul finale, anche lì hai ragione. In effetti pare una storia infinita, ma ti assicuro che una fine ce l’ha (sul grado di amarezza/dolcezza non posso spoilerare ^^). E anche sulla fatidica domanda “ma quando tr…” ti garantisco che ogni tanto me lo dico anch’io!! C’è una parte di me che dice “e basta, non se ne può più, non ce la fanno i lettori, non ce la fai tu, non ce la fanno manco i personaggi!” Ma anche qui non posso spoilerare ^_^
      E in chiusura la considerazione più importante: grazie dei complimenti. Davvero, banalmente, fanno piacere. Ti danno quell’entusiasmo, quella voglia, che a volte i vari impegni della vita tendono a portarsi via.
      Vi giuro che lo finirò. Non faccio promesse sul quando ma finirà ^_^

      • alessandra ha detto:

        Ma io penso che Girodel sia un bellissimo personaggio! Anche se non mi è molto simpatico, almeno per ora, e anzi forse proprio per questo, lo è! E’ uno splendido co-protagonista della storia. E’ molto vero, è visto in tutte le pieghe della sua complessa psicologia (del resto, uno che ha subito certi traumi da piccolo…), molto, molto credibile nelle sue azioni e reazioni. Dicendo in modo un po’ sommario che non mi piace il suo carattere non volevo affatto dire che non mi piace il personaggio, anzi! Volevo dire proprio il contrario, perché è molto difficile costruire in modo credibile dei caratteri così complessi in situazioni così delicate, e tu ne sei stata capace. Un carattere difficile, e anche uno odioso se per questo, possono essere personaggi incredibilmente belli. Non so, hai presente Don Abbondio nei Promessi sposi? Io lo adoro, è un personaggio indimenticabile, anche se lo piglierei a calci nel didietro. O l’odiosa Briony Tallis in “Espiazione”. Hai perfettamente ragione quando parli del fatto che lo “hai trovato così” e hai “dovuto” dargli voce per com’era. Poetica molto pirandelliana che condivido al 100% da sempre.
        Vai avanti così, mi raccomando, perché trovo proprio questa tua scelta prospettica estremamente nuova e originale, e decisamente stimolante, bravissima! E poi ho il sospetto fondato che il nostro Giro comincerà a piacermi presto almeno quanto a Oscarina.
        Il piacere di conoscerti è tutto mio (ma davvero non ci eravamo mai scritte? Forse, leggendoti da tempo, mi sembrava in qualche modo di averti parlato. Succede…)

  6. alessandra ha detto:

    Awww… e questo! “Lo sguardo di Daniel non è quello di un bambino. Non lo è mai stato neppure quello di André, da piccolo. “. Sto super spoilerando, lo so!

  7. alessandra ha detto:

    Di Kitchen corner questa secondo me è la puntata più bella. Mi è piaciuta moltissimo e me la sono gustata. Il dettaglio te l’ho detto via sms, quell'”ecumenicamente” è fortissimo, perfetto per descrivere Andre. Aggiungo questa memorabile descrizione di Alain che come anticipato appenderò nello studio, sotto al Signore degli scampi: “Come ha fatto, Al, tutti questi anni, a fingere di guardare oltre, e vivere, anche. A finire così so”lo. E prova un moto di tristezza per lui, per sé, quel giro di coppie spaiate che erano stati loro quattro, l’intreccio tutto sbagliato dei tempi, le occasioni perse e mancate, le timidezze, le scoperte di quando è troppo tardi e non vai a rovinare la vita delle persone a cui tieni.” Splendido, splendido quell’ “è mostruoso” nella considerazione che implica. E il ritrovare casa, gli odori, i pensieri, e tutto, veramente. Un capitolo ispiratissimo. Sarà che si sono ricongiunti, almeno temporaneamente…

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Adorata, grazie per le recensioni e per gli sms, che sono bellissimi!!! Da quando scrivevo questo Al pensavo ai disegni, pensavo di mandarteli, anche quando scrivevo le descrizioni, anche quella finale. Solo che non ho trovato un attimo, ma, sicuramente, l’Alain degli scampi avrà compagnia. 🙂 Sono contenta che Kitchen abbia una lettrice come te! Davvero! ❤

    • lauraslittlecorner ha detto:

      E’ bello avere un lettore che entra in sintonia col testo.
      Quindi, grazie! Non so perché, questo racconto ti è piaciuto da subito, e questa cosa mi fa piacere. 🙂
      Per me è molto difficile scriverlo, Kitchen. In generale, mi sono sempre tenuta fuori dal riprendere la storia ai giorni nostri, l’avevate fatto voialtre ed ero contenta così, molto orgogliosa di quello che avevate scritto. E non ho mai voluto rifarlo, aggiungermi anche io.
      Qui infatti è una cosa diversa, un racconto su noi fan, alcuni un po’ devastati dall’incombenza di questa storia così bella ma pesante nelle nostre vite. Sempre in caccia di paralleli, di riferimenti (i tre Andrea, ricordi? Altri tempi… come ricordavi tu nella nota di chiusura di uno dei tuoi testi). Sempre con questo bagaglio.
      Un po’ volevo raccontare queste sensazioni.
      Provare a raccontare qualcosa di un po’ più in là.
      Usando anche gli spunti e le occasioni di un fantomatico remake del cartone.
      Ma trovarsi liberi dai canoni della storia originale, come diceva Fiammetta, è più difficile, perché, se racconti di loro, per tot step devi passare. Se racconti di altro, invece, è un bel casino. 😉 Tanto per citare l’incipit.
      Peggio ancora se cerchi altri personaggi e li devi plasmare.
      Poi per me non è mai facile, Kitchen in particolare e i progetti di fumetti mi mettono addosso un tale senso di responsabilità che mi fa paura, controllo cento volte, ci penso cento volte.
      Forse anche per quello che è successo negli anni, perché le cose non mi sono mai state rese facili in niente, in nessun campo di quello che facevo.

      • alessandra ha detto:

        Io penso che questo controllare cento volte, questo senso di responsabilità, sia una cosa preziosa da custodire, tanto più in quanto si sta perdendo, attualmente, e a una velocità impressionante, con conseguenza disastrose. Penso che sia necessario resistere, in qualche modo. Lottare contro la superficialità, l’approssimazione, l’improvvisazione che producono solo spazzatura in serie, a tutti i livelli (e non parlo solo dello scrivere). Forse è anche una conseguenza indiretta della rete, della velocità delle comunicazioni, del fatto che abbiamo a nostra portata tutto in un clic. Non per chi come noi è della vecchia scuola (e comunque questa cosa rischia di avere un influsso anche su di noi), ma soprattutto per la cosiddetta generazione 2.0, che non ha conosciuto un altro modo di apprendere, di fare le cose, e ha “stili cognitivi” profondamente diversi, non direi migliori dei nostri quanto a risultati. Oggi non si trova quasi più nessuno che sappia usare un apostrofo correttamente, che scriva bene “non ce l’ho” (una marea di analfabeti scrive “c’è l’ho”!), che rilegga le frasi dopo averle formulate. E in ogni altra cosa è così: nel disegno, nella ricerca, nella redazione di un articolo di giornale, nella somministrazione di una terapia. Poca profondità, poco controllare e ricontrollare, errori anche gravi che si accumulano. Quindi ben venga la responsabilità e il peso che comporta, a tutti i livelli. E’ un modo serio di fare le cose di cui abbiamo gran bisogno.

  8. alessandra ha detto:

    Syd, ma che delizia! Ogni riga è un’emozione, ogni accostamento di aggettivo e sostantivo una sorpresa toccante. E una finezza, nel cogliere le intenzioni segrete, le vere motivazioni psicologiche, i “retropensieri” ammessi con autoironia…
    Quella storia della carta mi è piaciuta veramente, e la risposta della governante dice qualcosa che ho sempre immaginato anch’io. Ma su tutto quel loro dialogo muto sulle soglie delle rispettive stanze, la stessa intimità struggente di quell'”abbraccio” precoce sulla sabbia e gli sguardi. Bellissimo, bentornata! Fallo ancora!
    P.S. Forse non dovrei dirlo, ma per una lettrice onnivora e girovaga come me, che non si arresta di fronte a niente e si sottopone spesso a vari generi di torture ortografiche, è un vero piacere leggere cose così ben scritte. Deo gratias!

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Quella della carta è fantastica, è vero!!! Anche perché, appunto, questo è un lato inesplorato, e mi è piaciuto tantissimo che Syd sia andata a puntare proprio su quel tema! Gliel’ho detto quando ho letto, ero entusiasta! E anche tutte le riflessioni di André, attorno al tema, lui incerto sul chiedere, e poi la risposta finale e tranchant ad una ignara Oscar!!! Bello!!! Ma, poi, che dire del “cameriere suadente” (cito ^^) che lo becca a guardarsi lo stato delle occhiaie nello specchio e gli fa “Tanto sei bello uguale?” Per me è fantastico!!!! Scappo, ma sono contenta di leggere che ti è piaciuto!!! Devo scappare, se no niente cena ^^

  9. alessandra ha detto:

    Ohhhh… che soddisfazione, senza aver letto le bozze prima, passare un bel pomeriggio di lettura a casa, fuori un cielo piovoso, a godersi le storie piano piano! Innanzitutto ora mi si schiariscono le idee, la struttura dell’Alba prende corpo, belli e sottili i rimandi agli episodi, ma riveduti a tuo modo. Bellissima questa descrizione di André (mini-spoiler): “André che, anche se tace, basta un solo respiro, un gesto, e non puoi non notarlo, con quell’espressione, quella luce nello sguardo ardente e la voce sicura. André che di solito pondera cose fondate, ragionate, altrimenti non inquina l’acustica. Così diverso, in fondo così stranamente, incongruamente saldo.”, soprattutto lo sguardo ardente, che ritorna poi, e quel “saldo” finale che è un capolavoro. André è saldo, è vero, anche se non sembrerebbe, a uno sguardo superficiale. Poi, mi piace tantissimo l’idea della casa di lui, con le sue cose. Il non volerla affittare, quasi a voler ritrovare un suo posto, un suo nido, qualcosa che gli appartenga. E i lavori! (Qui m’immedesimo, pant pant…) con l’entusiasmo e il pensiero a lei che lo pensa. Bello, e molto anche ben dosato l’amore nelle sue manifestazioni. Bene bene, vado a prolungare il pomeriggio di divertimento letterario, poi mi rifaccio viva che sono in vena. Un bacio!

  10. alessandra ha detto:

    Salve ragazze! Scusate il ritardo, non ho affatto sottovalutato il grande lavoro che c’è dietro questo update, è solo che sono in grandi lavori di ritinteggiatura fai da te della casa in cui abito (quasi finiti, per fortuna) che attualmente è ridotta a un bivacco di manipoli (famiglia) e sono nel marasma più totale. Ma tra oggi e domani leggo, poi vi dico. Un bacione a Laura, number one come sempre!

  11. Costanza ha detto:

    Che bello sono la prima!!
    Innanzitutto voglio ringraziare pubblicamente Laura per il suo lavoro e la sua infinita pazienza (OG9 gliel’ho inviato il giorno stesso dell’update ^^)…e soprattutto la ringrazio per l’apprezzamento che sempre mi dimostra!!
    E poi vorrei complimentarmi con Elisa per i suoi bellissimi disegni..sei veramente bravissima!! Anche se, detto fra noi, io provo sempre un certo qual senso di odio quando vedo i vostri lavori… Perché io non sono capace?? Perché non so disegnare neanche un fiorellino?? Invidiaaaaaaa
    Ovviamente scherzo (sull’odio, non sull’invidia) ^_^
    Per quanto riguarda le altre autrici, spero ragazze di riuscire a leggere tutto, anche se so già che andrò a rilento, sono piena di arretrati!
    Sperando che questi tre episodi vi piacciano, vi abbraccio tutte ;);)

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Costanza, cara!!!, se vogliamo raccontarla tutta anche dal mio lato, a me il tuo file è arrivato a mezzanotte e trentanove del giorno (notte!) dell’update!!! LOL 😀 Perché io ero al server a lavorare al sito dalla mattina, quindi non stavo scaricando la posta… quindi veramente l’episodio 9 ci è finito in corsa. Quando ti ho risposto, a mezzanotte e cinquantasette, scrivendoti quello che sai, in quei minuti era stato letto e tutto l’ambaradan che consegue alla lettura 😉 e stavo già creando il file col programma per il sito. 😉 Avevo finito alle otto di sera tutti i testi e di fare la parte sito dei testi e caricarla, poi avevo preparato su un altro computer i file per le immagini e, dopo cena, mi sono messa a fare la parte web delle immagini di Elisa. Anche perché il server si era bloccato quattro volte mentre lavoravo… insomma… però io ti ringrazio, perché sono contenta di quei tuoi contributi, forse il 9 è quello che mi ha sorpreso (a parte l’orario LOL) più di tutti! Abbraccio!

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