Lady Oscar fa chic – a Kilimangiaro – divagando

Fa certamente anche trend. Però non capisco. Perché la Raznovich, a Kilimangiaro, intervistando Anna Valle e parlando della nostra, il che fa sempre piacere, intendiamoci, e definendolo uno dei più bei cartoni dell’epoca, deve per forza anche aggiungere, a mo’ di esemplificazione, che è il primo personaggio transgender? Beninteso, non è qui questione di pregiudizi e lo premetto a scanso di equivoci e polemiche. Ne faccio un dilemma semantico. Infatti, nel dubbio, sono tornata a cercare il significato per bene. Transgender è un transessuale non operato ai genitali. Poi, ha altri significati. Certo, stiracchiando il termine, usandolo come ombrello, volendo fare un’iperbole, ma a me non risulta che il nostro personaggio avesse qualche dubbio sulla propria identità sessuale di base, né che fosse fisicamente intermedia tra un genere e l’altro. Per quello c’erano Gandal (ricordate quando lo chiamavano Minos?) e I-Zenborg. Anche Gackeen, stiracchiando. O Terral di God Sigma (ma anche lì era per amore…). Ma ci vuole conoscere un po’ i cartoni, per ricordarsene… ^_-;

Nel manga la nostra non manifesta proprio nessun dubbio, nel cartone, ad un certo punto, e dopo una dolorosa batosta sentimentale – non mi sono mai spiegata perché mai una si debba prendere una sbandata per Fersen, comunque l’autrice impera e decide lei! LOL – se ne esce che vuole vivere come un uomo riferendosi al proprio mestiere delle armi e intendendolo come un rifugio dai sentimenti.

Digressione. Rifugiarsi nel lavoro non è poi così strambo. Comuque, al sentire questa neppure poi tanto bizzarra teoria della bionda sul lavoro “da maschi” come rifugio dai sentimenti, osservo alcune cose. Evidentemente, Oscar ritiene che, invece, all’epoca, il lavoro femminile possa essere foriero di pericolose pippe mentali. E forse ha ragione. Poi annoto che workaholic la definisce recentemente, ironizzando, André. Aggiungo che Mr G, nel manga, dove è un pelino più verboso, le spiega qualche cosetta e prosegue la spiegazione su cosa è un uomo il 12 luglio notte, sia pure con qualche orpello di troppo su zoccoli di satiri e simili; nel cartone il miserrimo, silenziosissimo, dopo aver ingoiato di tutto, metaforicamente e non, alcool compreso, e un bel paio di schiaffoni, tira fuori Shakespeare e la famosa metafora della rosa.

A quel punto, Oscar si mette con l’attendente. Maschio. (*) Il tutto, dopo aver riso di gusto alle avances di Rosalie (**) e dopo che, tentando di infangarla, una squilibrata notoria l’aveva fatta passare per corrotta e le aveva appioppato flirt con la regina e con se medesima pure e lei beatamente se ne fregava…

Boh. Forse la Raznovich intendeva dire che Lady Oscar è stata, come la Carrà, considerata icona del movimento gay, lesbiche e transgender e nella fretta ha accorciato la definizione?

(*) Sempre a scanso di nuove rivelazioni. Ormai avvezze a tutto, annotiamo sommessamente, anzi, che il miserrimo Mr G, a leggere in giro esponenziali esternazioni di certe fan, rasenta er peggio stallone e inseminatore della categoria! -_-; Ovviamente sommessamente ci dissociamo, ma, per la completezza della cronaca, va riferito.

(**) Rosalie ragazzina: una roba da pedofili!

E qui ci vuole un bel finale!!! Paola Cortellesi e Clara Serina, 2001, Rai! E poi Paola Cortellesi e Victoria Cabello, 2007, dal minuto 11,17 http://www.youtube.com/watch?v=vJz7D4pktHY

http://www.youtube.com/watch?v=mbb7nR9R0k4

Annunci

8 Responses to Lady Oscar fa chic – a Kilimangiaro – divagando

  1. Silvia ha detto:

    Cara Laura,
    complimenti e grazie di cuore per l’ironia pungente di questo tuo intervento: mi hai regalato qualche minuto di sano divertimento lol. Purtroppo negli ultimi anni ho appreso di questa lettura lesbo-gay-trangender di Lady Oscar e dico “purtroppo” non per pregiudizi o altro. Ma come si fa a travisare completamente il senso di quella che per me è la più bella storia d’amore che sia mai stata scritta? (Ikeda o Dezaki che sia: mi rendo conto di prendere il meglio ora da uno ora dall’altro per costruirmi la mia personalissima versione). Ed è bella proprio perchè è la storia di una donna-donna, anche se fa un lavoro da maschio, e di un uomo-uomo, anche se ogni tanto porta qualche vassoio con una tazzina sopra. Non ci sono sfumature sull’identità sessuale dei nostri. Che poi Andrè abbia spiccate alcune caratteristiche caratteriali considerate tipicamente femminili, e viceversa Oscar, è innegabile ma questo li rende ancora più veri come personaggi. Vivaddio non siamo bianco-bianco e nero-nero. Nel momento più cupo, dopo il rifiuto di Fersen, mica Oscar pensa di dedicarsi al gentil sesso, no? Boh, incomprensibile.
    Quanto al Fersen, beh, poretta, io la capisco. Piccola parentesi. Concordo con Alessandra: il sogno romantico di tutte le sfigate frustrate “vorrei ma non posso”. E poi ma quanto è bello nell’anime, a differenza dei ritratti che oggi abbiamo a disposizione? Diciamo che Andrè viene fuori sulla distanza ma Fersen vince tutti nello sprint (i primi 100m, e solo se non parla).

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Ma infatti! E quella delle sfumature complesse dei due personaggi era una cosa rimarcata nei bellissimi saggi Yamato… Fersen è disegnato sempre bellissimo, come l’alieno scintillante di Gokinjo Monogatari! Bello come Actarus. 😉 Ma, appunto, quando ti innamori, la bellezza nasce da mille cose, armonia, affetto, voce, momenti, ricordi… e quindi… Mr G! Scusami se vado di fretta, ma intanto ci tenevo a condividere!!!! P.S. Bentornata, Silvia!!!

      • Silvia ha detto:

        Grazie, Laura, ma non sono mai andata via da qui :). Vi seguo sempre con grande interesse, passione e ammirazione. E’ che non è facile spesso intervenire per i mille affanni che la vita ti regala e anche perché, di fronte alla vostra conoscenza enciclopedica della materia “Oscar e dintorni”, io sparisco 😉 Ma leggerti, leggervi è sempre un piacere. Io aspetto con trepidazione Fanwork, lo sai.
        Tornando a noi, appunto, per dirti la mia ignoranza, what’s “saggi Yamato”? Dove posso leggere qualcosa a riguardo sul sito? Scusate ma il mio è un ritorno di fiamma: sui diari da sedicenne disegnavo Andrè su Andrè, sognando l’amore vero; poi vuoto e quasi disinteresse per 25 anni. Qualche anno fa, non so come, devo aver contratto il virus dell’Andreite e Oscarite acuta e la cosa grave è che non voglio guarirne!!! Ma temo che nel mezzo mi sia persa un sacco di occasioni e di informazioni. Pardon.
        Chioso con la massima “non di sola bellezza vive la donna”: hai ragione, non ci si innamora seriamente della sola bellezza. E Oscar, da vera donna ;), lo capisce, anche se dopo ben almeno 32 puntate. Per quanto parlare di Andrè senza sottolineare la sua bellezza mi sembra da pazze! lol
        p.s. non vale! Adesso mi tiri fuori anche Actarus! Anche lui un’infatuazione infantile, forse la mia prima infatuazione, poi trascurata. Non vorrei dovermi cercare adesso anche un forum su Goldrake. 😉

        • lauraslittlecorner ha detto:

          Allora resta qui, possiamo benissimo parlare anche di Actarus! Spno sicura che (almeno) la tua omonima Silvia e io (se non le altre) abbiamo di che dire!!!
          La fanzine Yamato era pubblicata dallo Yamato Club di Lissone, a cui ero iscritta, anni e anni fa. Pubblicò bellissimi saggi su Lady Oscar. Parte di quelle conoscenze e analisi è poi riconfluita nelle interne di copertina dei dvd Yamato di LO.

  2. alessandra ha detto:

    La faccia di Chris Hemsworth e non solo quella… considerata la scena in cui il nostro evangelista va in giro nudo, me lo vedrei ben volentieri con quel fisico! Sugli altri non mi pronuncio ma mi hai fatto venir voglia di rivedere quel film.
    Venendo alla Ikeda… a volte mi sembra che lo faccia a posta a dichiarare cose spiazzanti per il gusto di stupire: è un vizietto che ha sempre avuto, mi sa. Ma del resto tu sai che io ammiro sconfinatamente Dezaki e considero la vera Oscar sua, quindi per me la signora Riyoko può anche dire che Oscar veniva da Marte e André da Venere, me ne farò una ragione… Un bacio cara.:-)

  3. alessandra ha detto:

    Ciao! Concordo certamente e trovo che la Raznovich – che non ho sentito – abbia più che altro cavalcato l’onda del “va di moda”, sulla questione. Oppure che non abbia capito molto della Nostra (la quale, soprattutto nel cartone citato dalla sora Camilla, è costruita in tutto e per tutto come una donna che si cerca e si trova a dispetto del tentativo altrui di confonderle pervicacemente le idee: e su questo abbiamo la testimonianza diretta e inoppugnabile del regista Dezaki, nell’intervista che abbiamo tradotto sul sito, in cui diceva che non era proprio in questione il farla pensare come un ragazzo). Ma penso più la prima, parlare di transgender va di moda e questo è il motivo dell’uscita. E sia pure, basta che non lo si faccia a sproposito che è dannoso per entrambi.
    E’ vero che Lady Oscar è un’icona gay, ma certamente in una lettura gay successiva e non nelle intenzioni dei suoi autori. Anche della Ikeda, che, seppur antesignana del manga indagatorio sull’identità di genere, aveva le idee assai chiare sull’identità sessuale di Oscar, di cui racconta la maturazione nel tempo come donna e come persona: lo dimostra appunto, come hai osservato già tu, la precoce sbandata per Fersen (io la capisco, però: Fersen è bello, impossibile, di nobilissimo sentire e tormentato per un’altra, in pratica l’ideale mondiale della pippa mentale autoprodotta). Quanto alla Rosalie, lei sì che è fortemente sospetta, dal principio alla fine! Tra l’altro solo pensarla insieme a Bernard fa venire il raffreddore, e con lui non è mai un decimo affettuosa e appassionata di quanto è con Oscar. Quindi, penso che in ogni caso il panorama Lgtb sia cospicuamente soddisfatto dalla sua presenza nell’opera.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Oh, adorata! Mi sei mancata!!! Ma infatti!!!!!!!
      Rosalie misconosciuta!!! Dovrebbero farle un monumento!!! Quando nel manga Oscar la piglia e le ricorda che è quello (Bernie) suo marito!!! ROTFL!!!
      Solo sommessissimamente annoto che la Ikeda, anni fa sostenne, che il cantante Kamijo (all'epoca del manga di là da venire) era la sua idea di LO. Sarà che però Oscar è un personaggio ambientato in Francia e quindi coi visi giapponesi è un pelino difficile, come dire, fare la tara...
      Ma Rosalie, santa pace!!!!
      Senti, ti ho pensato! Ri-ri-rileggendo Vargas, ripensando ai tre Evangelisti e al tuo prediletto, stavolta me lo sono finalmente visto! Con la faccia di Chris Hemsworth!!!! E di Tom Hiddleston per Marc! Su Lucien ancora caccia aperta... come avrai dedotto, sono in nostalgia di Adamsberg & co. Sto riguardando Sotto i venti di Nettuno con Jean-Hugues Anglade... *_* Mi mancano tanto quei libri, mi manca che Fred Vargas non ne abbia scritti altri. Erano - sono - così belli...

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: