Educazione oscariana

Per la serie: come svezzare ed educare il giovane fan a forza di esempi.

Fin dal I episiodio, scorrono fiumi d’alcool. E chi dà il buon esempio? La nonna, tanto che il futuro “alcolico” Grandier la rimbrotta. Era pischello, allora. Altro che nell’ep. 28, quando la nonna lo rimprovera di “perdere tempo a bere”. Buon sangue… Oscar, però, nel manga è altrettanto alcolica. Quando le cose si fanno un attimo più dure, non esita a ricorrere al brandy. Essendo nobile, però, invece di svaligiare personalmente le cantine, manda la nonna a saccheggiare. D’altronde, con una simile nanny, come poteva venir su la donzella?

Veniamo alle mani. Sì, perché nel codice oscariano gli adolescenti, ancorché corcati di ormoni da par loro, come è giusto, d’altronde, sublimano. Dandosele di santa ragione. Tutti con la biondina, ce l’hanno. Spada, pugni. Quel che l’è. Tanto, lei è brava in tutto. Metafora? 😉 Quando, infine, i nostri smettono di sublimare, la percentuale di ormoni ormai assiepati per vent’anni è tale che… scoppia addirittura una Rivoluzione! Toccherà a Fersen sdoganare un faccia a faccia un attimo meno violento. Ballando. D’altro canto, era l’unico a non aver capito che Oscar è una ragazza.

Balli. E Abiti. Il Grandier essendo in buona sostanza il fautore dell’alta uniforme dell’ep. 20. È lui che spedisce Oscar al ballo. Peccato, però, che, visto che buon sangue, di nuovo, non mente, sia sua nonna che nel I episodio cuce abitini che Oscar non indossa auspicando che “diventi una donna” e perda così ogni sia pur remota possibilità di impalmare il Grandier, sia pure in un futuro remoto. Senza contare che è di nuovo la nonna la complice dell’abito dell’ep. 25. Voci di un Grandier nonnicida sono state ufficialmente smentite, ma continuano a circolare, dato che l’accanita vecchietta sostiene tutti, ma proprio tutti i candidati, tranne il nipote. Al quale, però, non si perita di fornire le pessime notizie, tipo “ehilà, altro pretendente all’orizzonte!” Ci va fino in caserma, per annunciarglielo. Dopodiché lui lo corcano. Si sa, nella letteratura classica è l’appoggio della balia, quello che conta. ^^ Certo, poi i casini che porta riempiono scaffali di letteratura. Appunto. Finisce sempre male.

Abiti e colori. E non solo. Notare, sempre in bianco. Si vede che nonna e nipote Grandier amavano la tinta. Come d’altronde intuisce Alain nell’ep. 40, con la celeberrima rosa bianca. Qui però andiamo sul romantico nostalgico. Che sviliremo spiegando l’arcano. Andando ventennalmente in bianco, il povìro Grandier era, evidentemente, decisamente ossessionato dal tema. Sublimava. D’altronde, l’unica volta che gli è stato proposto il nero, colore in cui non sfigurava mica, sapete com’è finita… Gli conveniva restare confinato al color pulce…

Come suicidarsi e perché. Imprinting pavloviani. Continuavo a domandarmi, per roba che ho scritto, perché l’immagine del volo. Poi mi sono resa conto che, per molti di noi, il volo di Charlotte è stato il primo suicidio non robotico in diretta… senza preavviso (non una delle varie ex o un amico redivivo di Actarus, ma una ragazzina senza super poteri, una che poteva essere nostra compagna di scuola). Sono cose che lasciano il segno. Per quanto soft e fatto di fermo immagini, senza mostrare, è, forse per questo, intriso di una tale carica drammatica, affidata tutta alle musiche e al non espresso di particolari come gli occhi sbarrati, i capelli che spiovono, l’immobilità senza vita. Non faremo della facile ironia notando che, proprio la sera che Rosalie presenzia al ballo… no, non la faremo. 😉

Taverne e stalle. Il regno di André Grandier. Lui, i cavalli e la birretta sono un tutt’uno che, inaugurato dall’ep. 1, svetta nell’ottavo, accenni nel ventesimo tra le infelici battute di Fersen, cattiverrimo nell’edizione francese, la fa da padrone nei confronti tra lui ed Oscar nel 20 e nel 28, molteplici, fino al coronamento, nel 28 multiplo. Celeberrimo. Dove la birretta se la fa pure con Alain. Che volete di più? I nostri eroi insieme!!! Quello che non vi hanno raccontato è che, durante le riprese, fuori c’erano le groupie assiepate per autografi e… non si dice!!! Nel 37 poco ci manca che nel suo regno, la stalla, il futuro suocero lo impalmi. Un luogo della memoria. Memorabile! Un po’ meno nel manga, dove i due si incrociano in casa mentre il Grandier sta prosaicamente trasportando della… biancheria. ^^ E, di nuovo, a cena, mentre lui serve con tanto di carrellino! Uomo perfetto!

Tanta pioggia. Scenograficissima. Malinconica. Personaggio accanto agli altri. Oscar, da buona eroina, se la becca tutta. Padrona dei temporali in stile Adamsberg ante litteram? Ep. 1, lascia aperte le finestre, mentre fuori si scatena il diluvio. Sgambetta sui cornicioni sdrucciolevoli… nel 20 ne prende tanta, ma tanta. Resiste, stoica. Epp. 31-32, confronto tra lei e Alain, André silente. Epp. 34-35 lei, Giro, André e Alain. Che ne pensano gli altri? André vorrebbe chiudere le finestre, nel primo. Fersen, tempistico e accorto come pochi, trovandosela di fronte zuppa, ep. 20, la invita ad entrare quando ormai la nostra è bella che ripartita. Tutt’altra pasta il Grandier, che, invece, le corre incontro per coprirla. Tripudio! Alain prima vuole menarla, poi ci ripensa. Giro se la trova contro. Ep. 40, di nuovo Fersen, sotto la pioggia, che evoca il ricordo di Oscar. Uomini con le idee chiare… Peccato lei non abbia intuito prima. Meglio tardi che mai, in fondo. Peccato, quel pelino troppo tardi, ecco…

Dicevano, una volta, del complesso di Candy Candy. Ma vogliamo mettere il complesso di Oscar? Una vita da mediana, a passare sotto silenzio ciò che è, non mostrarsi, non essere appariscente, e tutti, ma proprio tutti, principino e sorelle teen-agers de Polastron, Charlotte e Rosalie compresi, cioè, attenzione, siamo in fascia protetta eh?, si innamorano di lei senza che lei faccia niente? Beh, tranne l’unico che le interessi. Che, per fortuna, anche lì, ha fatto il pesce in barile. E una volta tanto approviamo! Anzi, no, anche un altro proprio non la nota. Giusto quel tale Bernard che, secondo la Ikeda, avrebbe dovuto fare coppia proprio con lei (certo, sempre dopo che la nostra aveva dichiarato che non le interessavano gli uomini più giovani). Quando un personaggio e le fan si sibellano all’autore: e fanno bene! Forza Grandier! Morale: tenacia, tenacia, tenacia. Senza dimenticare somma pazienza, e molta attività fisica!!!

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8 Responses to Educazione oscariana

  1. Milena ha detto:

    Noooooo!!! “Oscar e Bernard” mi fa accapponare la pelle! Per Bernard meglio quella rompi di Rosalie .. tanto per fargli espiare tutti i suoi peccati di Cavaliere Nero.

  2. Annamaria ha detto:

    ….sono piegata in due dalle troppe risate! Oscar e Bernard, poi, una chicca che mi mancava! 😆😆

  3. Moh ha detto:

    …e un goccetto di quello buono, of course. 😉

  4. alessandra ha detto:

    Magnifico (per citare il Fersen), acuto e spassoso!
    Ma questa di Bernard che doveva finire con Oscar secondo l’autrice non la sapevo o non me la ricordavo: in ogni caso, che orrore… E poi cavolo, va bene il sadismo, ma prima cecarlo e poi fregargli l’amata è troppo anche per la Ikeda! Col cavolo che stavamo qui a parlare di lei dopo trent’anni. Te l’immagini? A scrivere fanfics su Oscar e Bernard. Bleachhhh!

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