Site Update 15-24 aprile 2015

Ce l’abbiamo messa tutta, spero che questo update vi piaccia! Un pensiero affettuoso a Sydreana e a Stellato, Sydreana dovrebbe esserci al prossimo!

http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Updates/last_updates.htm

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44 Responses to Site Update 15-24 aprile 2015

  1. Sara ha detto:

    Mi piace come procede “L’alba”, in cui i due protagonisti affrontano un viaggio assieme, ma separati. Bello come Andrè soltanto lontano da Oscar riesca a capire cosa effettivamente si nasconda dietro i comportamenti di lei, come a svelare che a volte, incastrati come si è nei terribili giochi dell’incomprensione e del ferirsi reciproco, soltanto una misura di distacco possa permettere di recuperare una visione obiettiva del quadro. E lui si dimostra aperto alla prospettiva di lei, capace di leggerle dentro, di calarsi nei suoi panni: è un modo di amare raro e autentico.
    In “Kitchen Corner” i due protagonisti vivono finalmente un breve spiraglio di pace: è una boccata d’aria in una storia che li mette costantemente sotto pressione, a dura prova, immersi come sono nella marea di problemi del nostro presente complicato e asfittico, a cui si va ad aggiungere una dose di difficoltà personali e familiari non da poco. La distanza, poi, pesa come un macigno. Mi chiedo come intendi proseguire e condurre a termine la storia: è chiaramente non da happy ending – forse destinata a una conclusione aperta, irrisolta, complessa, come la vita e la storia dei due? Vedremo. Mi auguro che almeno riescano a recuperare una loro dimensione di coppia, dopo tutto quello che hanno affrontato.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Grazie per quello che hai scritto! 🙂
      Per Alba è che la solitudine serve ad André per reimpostarsi, dopo un momento molto pesante. Qui la percezione delle uscite serali che Dezaki ci narra nel cartone è amplificata, così come di quello che lui può aver provato – sono cose che ti scardinano -. Ma André, di fatto, in questo allontanamento (si autoimpone la pena dello scacciamento, dice “mi tolgo dalle scatole io”), si riscopre. E’ da quando è bambino, uscendo da quella stessa casa, che è “altro da” – io sono sicura abbia anche una definita dimensione tutta sua, altrimenti non potrebbe essere così solido -, io, in questo caso, gioco a riportarlo più verso se stesso, come a cercare in sé, oltre che in uno straccio di radici, un po’ di forza per ripuntellarsi.
      Scrivendo, poi, questo testo è diventato il prequel di una sceneggiatura che avevo scritto tra il 2013 e inizio 2014 per un fumetto. Chissà che riuscirò a realizzarlo. Fare un fumetto richiede tantissimo tempo. ^^
      Per Kitchen, il fatto è che la dimensione di coppia qui è stata fin dall’inizio esistentissima, ma a distanza e il gruppo erano Andre, Al, Lia più marginalmente. Tanto che lei non ha un nome, ha le sue porzioni di assenza, esiste autonomamente di là, ma è in coppia con lui, e lui permane in coppia con lei, le manda questi fantomatici nuovi episodi del remake (temutissimo!!!) della serie, che mi consentono di inserire scorci della storia di Lady Oscar per come la vedo io. Non c’è mai stata una rottura, c’è stata questa distanza necessitata dall’emigrazione lavorativa. Solo che lui c’è rimasto un attimo di merda, tanto che lei ha più contatti con Al e Lia che con lui. Per imbarazzo. Orgoglio. Ma lui imperterrito le scarica gli episodi e glieli manda. E cucinando pensa a lei. Pensa a lei nelle cose che si trova attorno e che si sono regalati. Lei , di là, guarda le cose e pensa questo glielo porto, glielo regalo. Sono unitissimi, ma stanno agli antipodi.
      Ad un certo punto, per come la vedo io da un po’ di tempo, ci potrebbe essere un break tra I e II serie. E un po’ di trauma. Che poi era uscito un pezzo lirico, strappalacrime, scritto sul blocchetto e poi nel file “copiare da”. Sempre il blocchetto della sceneggiatura di cui sopra… 🙂 Ma sarebbe un punto molto difficile, arrivare a quel pezzo. Comunque tanto io ho la nomea di autrice Evil (come Narumi) e quindi no prob. 🙂

      • Sara ha detto:

        Che belli questi “insight” sulle due storie. Colpisce molto, in Kitchen, che lei non abbia nome, a significare il suo essere un vuoto, un’assenza, uno sradicamento, ma paradossalmente nella sua mancanza in lui è più viva e presente che mai: Andre la cerca, la ricrea usando i loro oggetti, devoto ai ricordi e alle vecchie abitudini, e si sente tutto il peso della loro storia. Le scene con Andrè e Oscar mi colpiscono sempre: non danno l’impressione di un mise en abyme, la loro è una storia parallela, che procede per intervalli e squarci.

  2. lauraslittlecorner ha detto:

    Scusatemi se mi sono fatta attendere, ma avevo spiegato in pvt che ero in decompressione da update. 🙂 Stavo scrivendo, disegnando, leggendo.
    Personalmente, è stato molto impegnativo, per certi versi, per cui, quando ho finito – e finito davvero, intendo, convinta di revisioni e tutto -, ero molto soddisfatta. Ho sentito Alessandra, ero in contatto con Sydreana e Luana.
    Tra l’altro mi ero davvero divertita a scrivere i miei testi.
    Le persone che mi conoscono un po’ meglio sanno che, come Murakami ha il runner’s blues, io ho lo spleen del webmaster. Stanchezza, per la corsa finale. Stavolta, per vari motivi, poi, siamo usciti a ridosso del ponte 25 aprile – I maggio, il che si poteva evitare o mettendoci meno – e non era possibile, considerato il tempo necessario e anche che, da mercoledì 22, il server su cui carico i siti era bloccato – o uscendo dopo, ma non volevo, perché poi pare che me la prendo comoda, cosa che non è, stando dietro a testi, disegni, illustrazioni, sito e quant’altro. 😉
    Ma veniamo ora ai testi. La premessa è che, se stanno sul sito, li ho apprezzati. Normalmente scrivo alle persone, alle autrici, in corso d’opera, quindi loro sanno benissimo cosa penso. Però è anche giusto che lo sappia qualcun altro, se capita qui a leggere.
    Ecco qui le mie recensioni. 🙂 Spero di non aver dimenticato nessuno!
    E, ovviamente, grazie a tutte le persone che hanno partecipato inviando i loro testi. 🙂

  3. lauraslittlecorner ha detto:

    Sara mi ha colpito da subito. Ho letto i suoi testi e mi sono resa conto di cosa avevo sotto mano. Una capacità di scrittura notevole. I suoi personaggi mi piacciono, mi divertono. Sono una rilettura interessante. La storia è allarmantemente (in senso positivo: il lettore è incuriosito) intrigante senza essere di cappa e spada o un feuilleton. E’ una sorta di bildungsroman dove Oscar ha un suo fascino, con quel suo essere consapevolmente un po’ scontenta della sua condizione liminare, un po’ malinconica, così in difficoltà con la comunicazione, anche a se stessa, dei propri stati d’animo e sentimenti; e André sorprendente, amaro, sornione.

    • Sara ha detto:

      Ti ringrazio per questa recensione, mi ha fatto molto piacere, davvero! Penso che sia un’aspirazione di chiunque scriva riuscire a trovare un lettore attento e scaltro, in grado di capire e apprezzare il piccolo progetto narrativo che sta dietro una storia, la sua impalcatura e direzione, il profilo dei personaggi: quel che mi hai scritto mi ha fatto sentire ripagata e rassicurata, come se mi venisse restituito quel che ho cercato di comunicare. Ed è una bellissima sensazione 🙂

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Io penso che a volte facciamo battaglie contro i mulini a vento, lotte contro noi stessi. Nel senso che cerchiamo di dare il nostro meglio e meriteremmo lettori attenti. Io sono una rilettrice compulsiva. Perché ho gusti talmente difficili, che preferisco rileggere piuttosto che accontentarmi di qualcosa che non mi convince. Questo vale per i libri standard come per racconti su Lady Oscar. A volte alcuni lettori cercano solo di sapere come va a finire, mentre nella lettura, anche di un racconto su Lady Oscar, è bello anche soffermarsi sui passaggi, sulle descrizioni, su quello che una scrittura ha dentro. Spesso, dentro, dietro, c’è una vita, un animo e un cervello che riescono a far passare sensazioni, stati d’animo. Insicurezze, sicurezze, amarezze. E’ bello soffermarsi sulla capacità di scrivere dialoghi, di descrivere scene. Caratterizzare. Avere la possibilità di godere di un altro bel testo. 🙂 Io in questo periodo ho avuto la fortuna di leggere anche libri nuovi, oltre che rileggere! E questo mi fa contenta! E, in più, appunto, anche questi tuoi. 🙂

  4. lauraslittlecorner ha detto:

    Donye. Mi avevano colpito le descrizioni ambientali, molto visive, d’effetto. Era una cosa che avevo notato anche in precedenza. Se non ricordo male, una scena di André bambino con la madre. Sembrava di vedere l’azzurro del cielo erompere. Di sentire il vento. Una roba da Miyazaki! Donye, inviandomi il testo, mi aveva precisato, tra le altre cose, che ognuno ha la propria idea del 12 luglio. 🙂 E dei personaggi, aggiungo io.

    • Sara ha detto:

      Nel brano di DonyeG mi sono piaciute le descrizioni ambientali, il linguaggio poetico ed evocativo della prosa, delicato e preciso, e la scelta delle parole, delle metafore.
      Complimenti ad autrice ed editrice.

      • lauraslittlecorner ha detto:

        In certi momenti, sembra proprio che il cielo stia lì, proprio sopra la tua testa, con le stelle e tutto, e sei davvero lì, in mezzo a tutto, a sentire una voce che racconta questa storia. Poi arrivano le onde del mare che si infrangono. Poi tutto sfuma, il finale stempera. Grazie a Donye. La revisione è solo qualcosa che interviene sopra.

  5. lauraslittlecorner ha detto:

    Costanza. Sta portando a casa il risultato in modo ammirevole. Si è scelta un argomento ostico, Girodel & Oscar, oltretutto col Grandier dipartito. -_-; E sta arrivando. Le avevo già fatto i complimenti in prima lettura, quando avevo avuto il pezzo. Quando ho fatto la revisione definitiva, glieli ho rinnovati e lo faccio anche ora. Bel lavoro!!!

    • Sara ha detto:

      Concordo, l’argomento è ostico a dir poco (e poi io Girodel non riesco mai a prenderlo troppo sul serio nell’anime: saranno i capelli?), e mi piace come Costanza lo sta svolgendo, con il doveroso approfondimento e la giusta dose di verosimiglianza, senza mai ricorrere a facili scorciatoie. Bello nell’ultimo capitolo il dialogo fra Girodel e Oscar, in cui l’autrice affronta uno dei “what if” del fandom oscariano: la Nostra che posizioni avrebbe assunto durante i fatti più scuri della Rivoluzione, se fosse sopravvissuta? A me ha dato da pensare.

      • lauraslittlecorner ha detto:

        🙂 Vero.
        A suo tempo, ho avuto modo di ragionare sulla cosa e sento ancora allo stesso modo (intendo che, a volte, col tempo, le visioni cambiano). Ricordo che, quando stavamo impostando Liberté (era l’autunno 2002, mi pare), Elena mi domandò, viste le nostre passate comuni esperienze (LOL), se preferivo una tot zona geografica o un’altra. Io risposi tot zona, proprio per motivi storici, per non infilare Oscar in determinate cose che non mi quadravano, e a tal punto volli prendere le distanze da quello che avevamo disegnato prima, che preferii che certe cose proprio non comparissero, affrontandole semmai solo come lontana notizia. Alla fine, resta che Oscar è l’eroina della Bastiglia. Girodel abbassa le braccia, di fronte a lei, all’Assemblea nazionale. A posteriori, la Ikeda ce lo racconta amareggiato e incapace di comprendere le scelte di Oscar. Ma è un a posteriori, che, forse, può suonare arbitrario, sia pure provenendo dall’autrice, come molte riletture offerte a distanza di anni dalla Ikeda. Noi suoi lettori ormai siamo avvezzi, pazienti, speranzosi e spesso delusi di ogni sua novità. A volte mi piace pensare che la Lady Oscar manga è lì, e lì finisce. Quindi il Girodel di Costanza ci sta, ci può stare. 🙂

      • Costanza ha detto:

        Carissima Sara, innanzitutto grazie mille per le tue parole. L’interesse degli altri per ciò che scriviamo non solo dà quel guizzo di orgoglio che aiuta sempre l’umore, ma, almeno nel mio caso, costituisce un carburante fondamentale, specie quando l’ispirazione scarseggia e la mancanza di tempo fa venire voglia di mollare. Sapere che c’è “qualcuno che ti aspetta” ti fa venire voglia di fare, e fare del tuo meglio.
        Detto questo, passiamo ai nostri. Girodel, Girodel…poverino non lo ama nessuno (sì, forse dipende dai capelli), e penso sia per questo che l’ho scelto: è un personaggio poco approfondito, sia nel manga che nelle ff, e questo mi ha permesso, per certi aspetti, di “crearlo”, di inventare un suo passato e un suo carattere senza entrare troppo in contrasto con la storia originale.
        Oscar e la Rivoluzione…anche qui, sicuramente tutti ce la immaginiamo eroica. Ma, come per Girodel, anche qui ho voluto lanciarmi nell’alternativo, immaginando una Oscar stanca, in qualche modo spezzata, priva di stimoli, che appunto ritrova un po’ di brio quando entrano in gioco i suoi affetti più cari. Questa scelta è stata un po’ strumentale per due motivi, il primo è che una Oscar dinamica ed eroica non si sarebbe comportata come si comporta nella mia ff, non sarebbe rimasta così in disparte per tanto tempo; la seconda è che il protagonista della ff non è Oscar ma Victor, è lui l’eroe, seppure in maniera cupa e difficile, per cui non volevo che Oscar gli “rubasse la scena”.
        Sono contenta comunque che questa storia ti abbia dato da pensare, e se vorrai condividere queste tue riflessioni io sono qui,,,,chissà che non possano darmi qualche spunto ^_^

        • lauraslittlecorner ha detto:

          E’ una gran bella risposta!!! 😀 😀 😀 Dà da pensare! Grazie, Costanza!

          • Sara ha detto:

            Grazie per la tua risposta, Costanza. Capisco quel che dici sul tuo Girodel, il gusto della sfida data da un personaggio “difficile”, che magari si scontra con quelle che sono le aspettative del pubblico. Mi interessa sempre sapere qualcosa in più dei propositi dell’autore di una storia, capire qual è la sua visione dei personaggi: permette anche di capire se sta riuscendo nei suoi intenti, e qui mi pare proprio che sia così, assolutamente 🙂 Aspetto il seguito.

  6. lauraslittlecorner ha detto:

    Alice. È stata una mia acquisizione. I suoi erano brevi brani scritti effettivamente nell’occasione delle ricorrenze a cui si riferiscono. Mi hanno colpito per il loro stile molto netto, didascalico. Pulito. E ho voluto ci fossero, raccolti in uno.

  7. Silvia ha detto:

    Mi unisco anch’io ai complimenti per la storia di Sara, avvincente, ben scritta, molto promettente. Pur restando fedele alle caratteristiche psicologiche dei personaggi dell’anime, stai introducendo interessanti missing moment e varianti, e sono davvero curiosa di capire come evolverà la storia.
    Mi è piaciuto poi vedere un Fersen più realistico, più simile al Fersen storico, al famoso ballo. Perchè, dalle poche biografie che ho letto, Fersen amò Maria Antonietta, ma soprattutto quando lei iniziò ad attirare su di sè le ostilità dei nobili, i linciaggi mediatici dei libelli, la disapprovazione popolare per i suoi veri e presunti comportamenti; e più cadeva in disgrazia, più Fersen si avvicinava a lei. Ma non fu colpo di fulmine fin dall’inizio per lui e di certo non le fu fedele. La reazione del tuo Fersen davanti ad Oscar-donna è davvero plausibile, come verosimile il comportamento di Oscar, dato il suo amore adolescenziale.
    Grazie. Aspetto il seguito.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      😀 Fersen aveva una donna in ogni porto, stando ai suoi biografi. 😉

    • Sara ha detto:

      Cara Silvia,
      ti ringrazio davvero tanto delle tue parole, sono molto contenta che la storia ti piaccia e spero che continui a piacerti! 🙂 Eh, Fersen, Fersen… io non anticipo nulla 😉
      Grazie ancora!

        • Silvia ha detto:

          Eh, no! Non vale! Adesso la curiosità aumenta ancora. Lo fate apposta, vero? Grrrr….
          Già, Fersen era proprio un donnaiolo. Chissà se la Maria sapeva che il suo amato aveva chiesto aiuto ad una delle sue amanti più importanti nella sua vita per organizzare la famosa fuga miseramente fallita. Magari all’epoca, tra nobili, era anche una cosa accettabile e accettata.
          Comunque adesso a maggior ragione aspetto il seguito.

  8. Sara ha detto:

    Bellissimo l’ultimo capitolo di “Christine”. Ho sempre pensato che Andrè saprebbe essere un buon padre, molto dolce e molto paziente (e la pazienza l’ha allenata abbondantemente con la Nostra!), mentre faccio un po’ fatica a vedermi Oscar a gestire un’eventuale maternità in prima persona, i cambiamenti del corpo, il ruolo di madre con i suoi compiti e responsabilità, anche se di certo avrebbe molto amore da dare. In Lady Oscar in fondo i ruoli sono quasi invertiti: Oscar è maschile non solo perché veste da uomo, ma perché è quella che agisce, quella che non è consapevole e che si fa inseguire, mentre Andrè in un certo senso ha un ruolo femminile, è colui che si prende cura, che veglia, che custodisce la coscienza della storia. La famiglia descritta in “Christine”, formatasi quasi sui resti di un naufragio, ma solida, consapevole, salda nell’affetto, è di una bellezza struggente.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      E’ bello, quello che mi scrivi, grazie davvero!
      Tra l’altro, su Oscar mi trovo decisamente d’accordo con te. Anche sull’allenamento della pazienza del Grandier. 😉 Anche noi ff writer lo aiutiamo ad allenarsi, però, viste quante ce ne concede. Di libertà creative, intendo. 😉
      Essendoci io al timone, ahimè, andrò a disturbare queste povere vittime ancora un pochino. Per colmo di sventura, una parte che, al solito, si era scritta da sola e non volevo metterci – o, al limite, come side story -, ce la metterò. Sono già disperata all’idea, perché va contro tutti i miei principi, ma Chris è una cosa così, si fa da sé. ;_____________;

      • Sara ha detto:

        Altre sventure?? Ma a questi poveracci sono già capitate disgrazie in quantità industriale, che altre sciagure possono accanirsi su di loro ancora?! Se poi tu sei disperata solo al pensarci, a me viene da preoccuparmi parecchio! Incrocio le dita e spero che tutto si volga per il meglio alla fine…

        • lauraslittlecorner ha detto:

          LOL il mio concetto di sventura è nel senso che non approvo la parte che si è scritta. ^^ I disturbi penso si possano definire come in linea con Lady Oscar fino alla fine. 🙂 Però stanno insieme, stanno abbastanza bene, lui è convalescente, non direi che proprio proprio stanno male, dai. 😉

          • Sara ha detto:

            Oh, che stiano assieme è un miracolo per cui ti ringrazio, dopo tutto quello che è successo 🙂 Uhm, disturbi in linea con Lady Oscar… va bene, inizio a sacrificare agli dei 🙂

  9. alessandra ha detto:

    Wow, Sara, che bella storia e che bella scrittura! Scioltissima e naturale, con variazioni sul tema che sono credibili e affascinanti. Lietissima della nuova scoperta e di aver, nel mio piccolo, contribuito a ispirarti. Attendo il seguito e vado a rileggere il previo.

    • Sara ha detto:

      Cara Alessandra,
      ti ringrazio davvero tanto delle parole di incoraggiamento, che, giungendo da te, non possono che farmi ancora più piacere. Inutile dire che ho letto tutte le tue storie e che le ho apprezzate tutte: ammiro moltissimo il tuo stile di scrittura, la tua capacità di essere evocativa, a volte quasi lirica, e al contempo di saperti spingere a fondo nell’analisi delle scene, nell’introspezione dei personaggi. “La cosa più semplice” mi ha colpita e catturata in particolar modo, l’ho trovata una storia matura, concreta e realistica, e mi è piaciuto da morire come hai descritto l’evolversi del rapporto fra loro, così originale e al contempo plausibile, con i suoi fragili equilibri, i momenti di frattura e il loro superamento. Ho voluto cercare di fare qualcosa di simile, poi mi è riuscito quel che mi è riuscito ^^. Ho provato a chiedere a Laura se poteva convincerti a scrivere ancora qualcosa ^^, approfitto per dirti anche qui che spero davvero di poterti leggere di nuovo, fra non molto ^^. Mi fa davvero piacere che il mio racconto ti piaccia e spero che ti continuerà a coinvolgere anche il seguito. Grazie mille!

      • alessandra ha detto:

        Grazie anche a te, allora. Continuerò certamente a leggere il tuo racconto, e con molta gioia perché mi piace molto quando incontro una scrittura naturale e forte come la tua. Quanto a me, e chi lo sa. La vedo difficile, al momento, per una serie di motivi, il principale dei quali, quanto allo scrivere, è un deciso languire dell’ispirazione “oscariana”: non è che non mi vengano cose da dire, alle volte, ma mi accorgo che rischio di ritrovarmi sempre sugli stessi temi, e di non avere veramente molto altro da aggiungere a riguardo. Mi diverto a immaginarli insieme, quello sempre, ma probabilmente è tutto. Mi diverto a fargli far capriole nel letto e fuori, e forse da questo è nata la Cosa semplice. Che, però, quanto al rapporto tra i nostri, alla mia visione della storia ecc. ecc., diceva cose che avevo già detto molte altre volte, e forse non c’è tutto questo bisogno di ripeterle all’infinito. Quindi, o mi specializzo in letteratura erotica (il che non è completamente da escludersi), o leggo le cose scritte da altri più freschi di me, che forse è meglio. 🙂

        • Sara ha detto:

          Capisco benissimo il tuo discorso, tanto più che sei stata una scrittrice incredibilmente prolifica sul tema, per la nostra gioia 🙂 Anche io non credo che dopo questa storia (che sarà un po’ lunghetta) riuscirò a scrivere altro sui nostri, anche se non si sa mai: per la verità mi piacerebbe lavorare un po’ sul personaggio di Alain, scrivere qualcosa di Alain-centrico, credo che un personaggio come lui possa dare grandi soddisfazioni! Se mai volessi darti alla letteratura erotica (o di viaggio, o horror, o qualsiasi cosa) fai un fischio, qua c’è una volonterosa lettrice 😉

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Ho riletto Hot Pwp! Troppo bello! *_*

  10. alessandra ha detto:

    “anche quando risponde che, è vero, lui e Oscar si conoscevano da prima, che lui si era innamorato prima di lei, poi dell’altra e, poi, ma sempre, di lei.”
    Chiusa da brivido. Disapprovo moralmente ;-), ma è, nella sua pacata, minimale, incisività, spettacolare.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Adorata! ❤
      Cosa disapprovi moralmente? 😉 La stringata telecronaca ad uso dell'infanzia innocente in fascia protetta? (Pargolo vagamente confuso.) 😉 O il pencolantemente onesto fedifrago? Ammetto che ho scritto il pezzo per colpa della voce di Massimo Rossi. Mi vedevo la scena e sentivo la sua voce, la immaginavo entrare nella stanza. Per il resto, al posto di Oscar, gli avrei dato una sonora legnata sul cranio. Certe volte lui (qui) è di un'imbecillità fotonica! -_-;

  11. alessandra ha detto:

    Ehi, bellissimo Kitchen 17, quell’abbraccio finale con lei che si appoggia mi è piaciuto tanto.
    E questa: ” un’inverosimile e surreale pletora di complicati passaggi, escogitati, probabilmente, anche qui, per tenere occupati gli inoccupati – come se un essere umano non abbia di meglio da fare e cercare un lavoro retribuito in patria costituisca una ragione per umiliare la dignità” è splendido e verissimo; e andrebbe inciso a lettere di fuoco sul portone del ministero del Lavoro e dell’Istruzione, Università e Ricerca. Cazzo.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Cazzo, sì, c’hai ragione!
      Resta che mi sono divertita veramente a scrivere, a intrecciare un po’ di fili con Alba (la casina è la stessa), a mettere in vacanza questi due sciagurati cronici. Avrei voluto esserci, alla cena dei gourmet!

  12. Silvia ha detto:

    Musica. Poesia.
    Solo per questo riesco a perdonarle (do per scontato che DonyeG sia una donna) di non aver pubblicato la continuazione di “Un ultimo inverno”, la ff di cui tanto avrei desiderato leggere il seguito. Mi aveva commossa con “Di cieli” e stupita per il suo stile narrativo, ma ero stata zitta; insieme a “Non evitabile” di Alessandra, il suo “Un ultimo inverno” era una conferma, un ritrovarla alle prese con altre situazioni ma con la stessa intensità, proprietà di linguaggio, bravura, ed ero stata zitta, io così poco “social”. Adesso non posso non scrivere mentre ho ancora nelle orecchie e nel cuore quella musica, quelle immagini, quelle sensazioni che “Improvviso – D’amore e di addio” mi lasciano dentro ogni volta che la rileggo. E’ come ascoltare una musica dolce e struggente, se ne sentono il ritmo, gli adagi, le pause e gli allegri. Sono colori. Sono metafore mai banali, sempre azzeccate, poetiche, quelle che non ti aspetteresti e che arrivano al cuore prima che la mente le comprenda. Hai il dono della scrittura.
    Di tutte le descrizioni di quell’unica notte d’amore dei nostri che ho letto questa è la versione più poetica, quella che vorrei fosse accaduta davvero (come? Andrè ed Oscar non sono mai esistiti? Davvero? Ne siete sicuri? ;)). Quell’insistere sui timori di entrambi, anche di lui, forse soprattutto di lui, consapevole di quanto possa deludere un sogno che si avvera e che si sente responsabile del suo piacere, di lei, del piacere di lei, e del suo sogno; è così vero, autentico, molto più delle capriole e dei salti mortali da pornodivo che ho letto altrove, sprecando il mio tempo.
    E quanta verità e poesia nel descrivere l’amore, con la sua leggerezza, evanescenza, l’abbandono, il perdere se stessi per incontrare l’altro, carne e spirito, il tutto, e paragonarle con le stesse sensazioni della morte. E’ poesia. Come si possono definire altrimenti passaggi come “E, quando il fiume come un nastro d’argento bagnò la luna e le lucciole, stavamo già facendo l’amore.” o come “Qualcosa di troppo finito per dire l’infinito di un amore senza respiro.”?
    Grazie. Semplicemente grazie a DonyeG., per i suoi scritti, e a Laura, per tante cose.
    Bella anche la home page rivisitata.
    Siete grandi!
    Silvia D.

    • DonyeG ha detto:

      Cara Silvia,
      anch’io poco “social”, cerco di defilarmi da riflettori e complimenti, mi fanno sentire a disagio e mi inibiscono. Ma in questo caso non posso non rispondere, per tante ragioni.
      Innanzitutto grazie a te per le belle parole, ma sento di dover condividere il merito dell’esito finale di questo testo con Laura. Dentro c’è la sua esperienza, l’impegno, il tempo speso nella revisione attenta e nella rielaborazione di ogni frase, di ogni parola. Anche il titolo, è nato “all’improvviso”, da uno scambio veloce di sms… 😉
      Sono felice che tu abbia colto ciò che mi premeva comunicare: la paura (soprattutto di André) di non essere abbastanza, e le fragilità, le contraddizioni dell’amore, anche quando è più forte della morte.
      Non c’è amore perfetto. Ogni storia, ogni relazione credo sia attraversata da egoismi e ambivalenze.
      Ma se dovessi esprimere in due parole questo sentimento, direi: “la cura”. L’amore è prendersi cura dell’altro, concretamente. Saper guardare, saper ascoltare i bisogni e le ferite che ci portiamo dentro.
      Ed è quello che ha sempre fatto André, fino all’ultimo istante: ha saputo man-tenere lo sguardo costante e attento su di lei (anche e soprattutto nell’intimità).
      E’ così che trasformiamo ciò che è imperfetto in qualcosa di sublime.
      A te e a Laura, il mio piccolo grazie.

      • Silvia ha detto:

        Allora è doverso, ed è con gioia che lo faccio, estendere tutti gli apprezzamenti di cui sopra anche a Laura. Aggiungilo alle ‘tante cose’ per cui voglio ringraziarti, Laura. Del resto in una revisione ben riuscita è difficile per chi legge riconoscere dove è intervenuto l’autore e dove il revisore e qui in effetti tutto è armonico ed equilibrato, anche se scritto a quattro mani. Brave!
        E, questa cosa è personale, grazie per le tue ultime frasi sull’amore imperfetto. Le rileggerò ogni volta che avrò la tentazione di paragonare l’amore che ricevo all’amore perfetto che, come dici tu, non esiste, rischiando di rovinare tutto.
        Sguardo costante e attento: com’è vero! E’ dolce in Andrè quel chiudere gli occhi un attimo, chiedendole scusa per allontanarsi un istante da lei, con la promessa di tornare subito dopo (che poi riprende una ben nota frase di un’altra situazione dell’anime).
        Brave, brave, brave!

        • lauraslittlecorner ha detto:

          Care Doney e Silvia, giusto due parole. Grazie per la recensione, Silvia, e per le tue parole, grazie Doney per quello che hai scritto sulla revisione.
          Non è facile spiegare a chi scrive i motivi di una revisione come questa.
          Io per prima mi sento in imbarazzo a farlo. Ma Little Corner è anche questo.
          Io, leggendo, sentivo di dover trovare un modo di raccordare le descrizioni ambientali, le scene con loro due bambini, al resto. Tutto qui. 😉
          Quanto al titolo, nato da uno scambio di sms, vedi come nascono per caso le cose: perché quell'”(improvviso)” l’ho accolto con entusiasmo, pensando ad una citazione di Chopin, “Impromptu”. 😉
          La famosa cassapanca creativa… 😉

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