Ma Andore è sempre Mr G

Nonostante tutto. Anzi, contro tutto.

Riflettevo su alcune letture. Bellissime letture. Riflettevo anche senza queste bellisime letture. Andore, why?, visto che Mrs Ikeda stessa ti ripudia, come frutto di fan ed editor? Andore contro ogni programma, contro tutti.

Appunto.

Sulla carta, tutti erano perfetti, tutti erano meglio di lui. Feruzen. Girodel stesso. Perfino Bernard. Lui, Andore, era condannato a Rosalie. E condannato, in realtà, a finire ben prima e, se sopravvissuto, a Rosalie. E ‘sti cazzi!

Eppure, una sollevazione popolare, porta avanti il povero Mr G. Strano, perché la stessa ondata, nel Giappone dei primi Anni settanta, si sarebbe sollevata nelle diverse Italie degli Anni, tutti diversi, tra gli ottanta e i duemiladieci. Si spiega?

Sulla carta, Feruzen è perfetto per Osukaru. Giro pure. E, a dir dell’autrice – che, però, fa precisare a Oscar che non ama gli uomini più giovani e Bernie ha cinque anni meno di lei – pure Bernie. Culturalmente. Per formazione. Educazione. Stronzi maledetti. Eppure, André, proprio grazie all’autrice, malgrado lei, forse, acquista qualcosa che nessuno di loro ha. Un’autenticità, una purezza, un sentire vero, che gli altri non riescono ad avere. Ed è paradossale, perché, dietro le quinte, probabilmente è proprio lui il personaggio costruito a tavolino, quello voluto da fan ed editor, eppure, è quello che, non nobile, sfigato, senza occhi azzurri (nel manga li ha neri), sbanca tutti. Merito di un contatto tutto empatico che passa per il cuore, per la mente, per i sentimenti. Merito di una testardaggine folle, lucida e pazzesca. Merito di tavole disegnate da dio, in cui il nostro, oltre fare cose sempre più da hola, diventa sempre più bello. Ricorderete che, nel vecchio url del blog, parlavo di Fersen bello come l’Alieno scintillante (di Gokinjo Monogatari, un gran bel fumetto, da leggere!), come Actarus. E Actarus, se lo dico io, è un personaggio indimenticabile. Romantico, solitario, bellissimo, oggettivamente affascinante per questi suoi aspetti fuori dal tempo, perfettamente (ri)costruito, rispetto ai vari manga, da Oota a Nagai, dai geni della Toei, sceneggiatori e disegnatori. Ma André, pur non essendo bello come Actarus, pur avendo doti oggettivamente minori, ha il fascino del compagno di scuola, della persona che ti trovi accanto senza neanche rendertene conto. Quello che non ti accorgi che è bello, perché sta lì, tutti i santi giorni, e per forza non lo noti.

Anche per questo Lady Oscar è storia concreta, storia di vita. Fuor di metafora. Per questo è, come dissi nel 2007, una storia universale, al pari di Anna Karenina.

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4 Responses to Ma Andore è sempre Mr G

  1. Sara ha detto:

    Ce ne sarebbero di cose da dire, sull’argomento. Il fatto è che l’autrice voleva la storia d’amore delle favole, senza rendersi conto che a volte è molto più struggente e intenso, e più romantico, il realismo del quotidiano. Perché proprio André, per Oscar? La Nostra è stata innamorata, o almeno era convinta di essere innamorata, di Fersen. Ma sarebbe stata bene assieme a Fersen, se anche Fersen avesse collaborato? O assieme a Girodel, o a chiunque altro, se è per questo? Il fatto è che André è l’unico, mi sembra, che la conosca davvero, che sia in grado di leggerle dentro, di decifrare e adorare anche quello che lei stessa non vede, il solo che la ami per quello che è, in tutti i suoi aspetti, da sempre. Cresciuto assieme a lei, giorno dopo giorno, quasi plasmato su di lei, in un rapporto viscerale e simbiotico, e intenso: la sua ombra, il suo specchio, la sua consapevolezza. Un complemento insostituibile, da non renderti nemmeno conto che c’è a tal punto è parte di te, della tua vita, così indispensabile e perfetto da risultare quasi invisibile. E infatti per quanto tempo non si è resa conto di quello che già era suo, la Nostra? Puoi innamorarti di quello che non hai, di quello che è lontano e non conosci, che ti sembra perfetto perché te lo immagini così: è facile innamorarsi di Fersen. Ma sono fantasie, e a cercare di concretizzarle spesso ci si fa solo male. L’amore vero è la realtà, e la realtà è un’altra cosa.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Grazie per le tue parole… e per l’ispirazione… 😉 ma, ti giuro, per come sono io, per come è stato finora, trovo impossibile innamorarsi di Fersen, dell’idea dell’amore che lui sembra rappresentare; trovo normale (e anche difficile da accettare, nella situazione di Oscar, di una persona cristallizzata in una sorta di maschera con tanti vincoli – e tante libertà -) innamorarsi di André. Semmai appunto fa troppa paura, per tutto quello che per Oscar (e per ognuno, per il cambiamento) può significare, questa ammissione e, conseguentemente, questa scelta. Ma mi rendo conto che è un’opinione, la mia. Molto radicale. Molto sui generis. Mi rendo conto che la Ikeda ha scritto altro. E grazie per ciò che hai scritto: è bellissimo.

      • Sara ha detto:

        Beh, il bello del fandom di LO è che ogni fan abbia una propria visione della personalità dei protagonisti e del loro rapporto, e che cerchi di esprimerla (senza snaturarli, certo): dipende dal carattere, forse anche dall’esperienza di vita che si ha avuto. La libertà di interpretazione del lettore è sacrosanta. Nel mio piccolo, trovo sgradevole, e abbastanza patetico, che dopo decenni la Ikeda cerchi di rimettere le cose in discussione, di riappropriarsi di un’opera fatta e finita e ormai al di fuori della sua egida, per imporre la propria visione ai fan. E’ certo frustrazione nei confronti di un’opera che le è sfuggita di mano, che non sente completamente sua, che non si è evoluta come lei avrebbe desiderato in primis, e fastidio verso un personaggio (André) che non deve aver troppo amato: ma, se fosse una persona matura, onesta e soprattutto di buon gusto, dovrebbe essere in grado di riconoscere, assieme alle migliaia di fan, la grandezza del capolavoro che è LO invece di cercare di adulterarlo. Io non le bado troppo: Tasso per le sue turbe ha riscritto la Conquistata dopo la Liberata, ma nessuno l’ha mai letta 😉 Mi trovi d’accordo su quel che dici qui: “fa troppa paura, per tutto quello che per Oscar (e per ognuno, per il cambiamento) può significare, questa ammissione e, conseguentemente, questa scelta”; è una cosa che anche io sento e penso e di cui sono convinta, e che mi propongo di trattare in maniera approfondita. Accidenti a te che mi fai venire voglia di scrivere quando non ho tempo 😉

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