Site update – novembre 2015

http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Updates/last_updates.htm

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30 Responses to Site update – novembre 2015

  1. DonyeG ha detto:

    Carissime,
    passo per un saluto, perché non ho ancora letto tutto e perché non ho molte parole per rispondere alle vostre belle recensioni. Soltanto emozioni, che ancora mi accompagnano da quando ho iniziato a scrivere questo testo. Cosa posso dire ancora? Cos’altro aggiungere? Un pensiero caro per Laura che ha scritto la premessa, per il tempo donato, perché io non avevo pensato ai riferimenti storici, alla coerenza dei tempi; nel cuore avevo altro. La Rivoluzione americana era un pretesto par parlare della maestà e della violenza della guerra, di tutte le guerre, e del dolore sconfinato che genera in ogni essere umano. Perché la sofferenza è un sentimento universale; di fronte al dolore, alla paura che ci fa sentire fragili creature, siamo tutti uguali.
    E così ho provato, con piccole parole, a raccontare qualcosa di grande (sentendomi inadeguata e insicura, a volte), e a condividere, come da anni si ripete nel Little Corner, una storia d’amore più forte della morte.
    A Laura, e a tutte voi che avete recensito o semplicemente letto, lascio il mio piccolissimo GRAZIE!

  2. Elisa ha detto:

    Ciao a tutti!

    Subito, immediatamente, prima che mi scada il tempo, grazie per i commenti di apprezzamento, diretti, indiretti, con segnali di fumo. 😉 Grazie! Li presenterò anche all’ignara ma vera autrice, la cinquenne domestica, sotto forma di “ti salutano le mie amiche di Lady Oscar”.

    L’aggiornamento l’ho letto, vorrei rileggerlo, tornarci su come sempre mi capita con ogni cosa che viene pubblicata sul Little Corner. Ci sono tante idee, sorprese, sensibilità, aria nuova… è una festa ogni volta, anche dopo tanti anni.
    Belli i racconti, tutti da assaporare, e sempre brava Laura, sia per quello che scrivi e disegni che per il lavoro che fai! Grazie!

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Eli, ben ritrovata! Grazie per aver partecipato e anche per i feedback qui e via sms! Ancora ripenso a “Faccio André.” Lapidario. O “Si vede che André bacia meglio!” ROTFL!
      Quando ho letto: “State creando un mostro” ridevo da sola! I miei complimenti e omaggi a te e tutti!!!
      Ps: voleva il disegno *con* Lady Oscar, eh? 😉

  3. Alessandra ha detto:

    Volevo fare i miei complimenti a Donye per la sua storia bella e sentita. Mi ci è voluto un po’ per leggerla perché era molto lunga, ma l’ho trovata originale e molto ben scritta. In particolare ho amato il riuso a parti invertite delle battute dell’anime, con Fersen che sta al posto di André, veramente ben inserito e inaspettato nel contesto. Immagini delicate e non banali, situazioni e sviluppi psicologici credibilissimi. Ottimo quel dialogo chiarificatore con Fersen, con lui che risponde e la spiazza rivelando che aveva compreso la verità. Bella e originale anche la rivisitazione del ferimento di André e l’immagine di lei che parte pet cercarlo. Un bel racconto, che si legge con grande piacere, quindi grazie!

  4. Sara ha detto:

    Ci tengo a lasciare qualche impressione sull’update, anche se ho avuto solo tempo di leggere e non ho ancora riletto come faccio di solito. Il testo di Elisa fa rotolare, è divertentissimo, essenziale, fulminante, e ci si può facilmente riconoscere! LOL L’ultimo capitolo de “L’alba” mi è piaciuto molto: mi cattura il percorso che stanno facendo i protagonisti, come scavano nelle proprie paure, come riescano un po’ alla volta a riconoscere quello che veramente provano. I nodi stanno venendo al pettine, per entrambi. Riusciranno a districarli assieme? Ho apprezzato particolarmente il finale: dopo aver letto tante storie in cui Giro e Fersen si infilano infami a rompere le palle ai nostri, è una boccata d’aria fresca gustarsi una versione in cui si comportano dagli amici che effettivamente sono, per Oscar. Ed è pure incredibilmente verosimile, tutto considerato. Per me “Kitchen” è un calcio nello stomaco, un po’ perché i sentimenti della protagonista sono espressi incredibilmente bene, riesci a percepire la sua frustrazione, il suo senso di essere presa in trappola, la rabbia e l’impotenza, un po’ perché so quanto un rapporto a distanza faccia sentire sradicati, la disperazione di doversi salutare per l’ennesima volta: tutto questo si respira, leggendo. Spero tanto che ci sia una via d’uscita, per lei e per Andre. In “Christine” la famiglia si rinsalda, affronta problemi concreti con un dialogo aperto: questo dà l’idea della solidità del loro rapporto; Oscar, poi, sta prendendo in mano ancora di più le redini della sua vita, in maniera coerente con una storia che sin dall’inizio la fa maturare tantissimo, evolvere tantissimo, in un’autonomia duramente acquistata e difesa; è ammirevole. Sulle “Lezioni” non posso che ribadire l’impressione positiva: apprezzo la misura graduale e costante, delicata, in cui il loro rapporto si costruisce, in un’evoluzione naturale dall’amicizia all’amore, con un’attenzione commovente ai dettagli, i gesti, gli sguardi. “Rondini” di Donye mi ha colpito molto positivamente: il lirismo, il respiro ampio delle descrizioni, che ti dipingono la scena davanti agli occhi; l’espediente narrativo di assegnare ad André la storyline di Fersen e viceversa, facendo sì che la presa di coscienza dei propri sentimenti da parte di Oscar risulti credibilissima; il percorso stesso che il personaggio di André compie, affrancato da Oscar, che gli dà uno spessore notevole; arrivi alla fine e vorresti leggerne ancora. Leggendo il racconto di Donye, però, a un certo punto non ho potuto non mettermi a ridere, perché d’improvviso hanno acquistato senso gli SMS in cui Laura mi dichiarava di non poterne più di Fersen! LOL LOL LOL Troppo Fersen e poco Alain ultimamente nel Little Corner: grave, grave epidemia…

    • lauraslittlecorner ha detto:

      LOL, è vero!!! E’ anche colpa mia!
      Ma a mia discolpa va detto che avevo sotttomano, oltre Donye, altri tre testi con lo svedese e…!!! ^^ Comunque, col prossimo Chris rientra Alain… Kitchen comunque è stato, insieme a L’Alba, la cosa più difficile da scrivere, anche se in certi punti mi sono proprio divertita a scriverlo. Per Alba devo ringraziare Serena che davvero mi ha incoraggiato in momenti difficili.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Mi sono divertita con L’Alba. Da una parte ero preoccupata, dall’altra c’era Serena che mi confortava, le chiedevo pareri, che ne pensava di tot brano… ad un certo punto, tra novembre 2013 e febbraio 2014, poi con revisioni fino al novembre, ho scritto una sceneggiatura in cui c’era anche Giro (testo tristemente famoso tra le povere criste a cui è toccato l’arduo compito di tenermi su il morale dalle varie tramvate di quel periodo ^^). Ma Giro era in versione stranamente positiva, per me. L’Alba è il prequel di quel fumetto (che non so quando mai potrò disegnare), per cui… comunque a me, in questo episodio, piaceva la frase finale. In un certo senso, suonava inattesa.

  5. alessandra ha detto:

    Wow, Sara, questo “Inside” è strepitoso, sei forte! A parte che mi sento a casa, perché è un dato di fatto che sento una notevole affinità con la tua ispirazione :-), ma veramente mi piace la naturalezza con cui parli di sesso e con cui passi dal sesso al sentimento in modo del tutto credibile. Sei bravissima! E sono credibili loro, al cento per cento, me li vedo proprio all’opera, e buon pro gli faccia! L’unico piccolo dispiacere che mi hai dato è quello sui trascorsi amatorii di André, ma crederlo vergine fino alla conquista di Oscar è un problema mio personale e non tuo (certamente è più realistico e più probabile quello che hai immaginato tu, e lo hai raccontato molto bene): e poi, effettivamente, sul piano tecnico sarebbe stato realisticamente un disastro, tra tutti e due, se almeno uno dei due non prendeva l’iniziativa e guidava le danze ;-). Sappi comunque che hai toccato un postulato intangibile, e quindi aspettati delle rimostranze!!!
    Ma, scherzi a parte, la tua storia è bella e godibilissima, con un ritmo avvincente, che fa stare incollati allo schermo e fa tornare indietro a rileggere. Complimenti, e grazie, anche per la citazione.
    Continua così!

    • lauraslittlecorner ha detto:

      LOL, anche io gliel’ho detto, del dogma dell’imperitura verginitudine del Grandier [e mi pare di ricordare che Sara è anche d’accordo]!!! 😉
      D’altra parte credo Sara volesse proprio fare un omaggio a “Storia di nebbia e di occhi chiusi” di Syd, con l’André diciannovenne che viene spedito dai colleghi più anziani “Chez Jacques detto “Le Cochon”” (cito).
      Riprendere la Ikeda stessa e le sue “rivelazioni” (doloreeee – ma io non ci credo ^^).
      Oltre che citare te – ma qui è d’uopo il *bip* sull’icastica frase de qua -. 😉
      Al di là di questo, come ho scritto nei miei commenti, effettivamente la storia è scritta e raccontata in un modo che ti prende e ti resta dentro: non solo non puoi non apprezzare ogni parola, ogni espressione, la scelta lessicale e di tempi perfetta, i dialoghi; ma i personaggi tra loro funzionano benissimo!
      Non dico altro per non spoilerare, ma è bella, bella, bella. Brava Sara!!!
      Ps: se tu poi vuoi rimostrare e proteggere, impugnando… ehm… la penna… (la tastiera, ^^ via, siamo moderni), la verità di ragione e di fede e rivelata, io sono qui, eh? 😉

      • alessandra ha detto:

        Mia cara, data la piega che ultimamente hanno preso i miei scritti sui nostri, temo che, se mi ci mettessi io, al povero Grandier non resterebbero vergini nemmeno le orecchie, ora come ora! Comunque grazie del pensiero, non si sa mai! Sei sempre un’adorabile fonte di stimoli alla scrittura. 😉

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Basta che gliele fai sverginare da lei. 😉 D’altronde, perché mai lei dovrebbe sempre cadere dal pero in materia? Non esercitare fino in fondo non vuol mica dire astenersi totalmente o ignorare egualmente. ^^ Lo stesso penso quanto a lui. Vedi tu. 😉

    • Sara ha detto:

      Periodo convulso, per cui non ho potuto godermi appieno l’update, ma ci tengo a ringraziare di cuore per la recensione: è una consolazione per ogni autrice ricevere un feedback che la rassicuri del fatto che certe cose sono arrivate, che il senso della storia viene recepito e che il racconto cattura, non annoia. Lo sapevo che non avrei dovuto toccare la verginità del Grandier! LOL In retrospettiva penso di poter dire che il fattaccio sia riconducibile all’impronta iniziale che volevo dare a questa storia, alla mia aspirazione a rendere i personaggi un po’ meno “esemplari”, un po’ più “umani” di quanto siano nell’anime; non so quanto più realistici, ma magari un poco meno perfetti: questo però senza tradirli. Se guardo l’anime son convinta e persuasa che André arrivi vergine a quel dì di luglio LOL, ma ho voluto cercare di immaginare una storia più concreta, più terra terra su quest’aspetto e non solo, forse anche in reazione al nostro/mio desiderio di fanfic writer (non ne sono esente!) di idealizzare troppo. Un po’ ero preoccupata delle possibili reazioni delle venticinque lettrici, che mi dispiace di deludere, ma so che il fan service raramente ripaga e che, se si sente fortemente di esprimere qualcosa, questo bisogno va assecondato – a patto però di non snaturare i personaggi! Poi si incrocia le dita e si spera che la cosa convinca e venga perdonata! 🙂 Quanto alle scene di sesso, certe reazioni mi fanno temere di averne messo troppo! LOL E’ vero che di sesso parlo tanto, ma spero che risulti funzionale alla trama e alla caratterizzazione, che si capisca il perché, insomma. Grazie ancora per aver lasciato le tue impressioni: un incoraggiamento che proviene da te mi riesce doppiamente gradito 🙂

  6. alessandtra ha detto:

    Riposto anche qui e approfondisco quel che ho già scritto in privato a Laura. Ho trovato questo “Lezioni proibite” intenso, delicato, ispiratissimo. Mi ha emozionato ed è scritto benissimo. Mi piace particolarmente qell’atmosfera quasi rarefatta tra loro, l’attenzione quasi minuziosa, sensibile, ai dettagli: un movimento del capo, un sorriso, il toccarsi le mani. Le mani, questo tornare delle mani mi piace, anche da una storia all’altra. Mi piace come Oscar e André avvertono che si costruisce questo rapporto tra loro, quasi come una naturale prosecuzione di qualcosa che però era già lì, tra loro, da tanto. Con alcune perle speciali, come la Oscar “stranita, come sospesa, nella notte”, che pare quasi di vederla, e l’ironia di quel “Cosa che, per fortuna, pare non sia accaduta”, che è fantastico, ed è tanto “andreiano”. Clap, clap, clap, vado e rileggo ancora, e speriamo che al quarto tentativo il commento entri.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Grazie! 🙂 Il “pare” era d’obbligo, visto che da quella scena parte tutto il flasback. Le storie a volte originano da cose strane. C’erano due disegni, loro due sulla torretta, che covava da ottobre, durante un viaggio avevo fatto una foto e avevo pensato “Oscar qui seduta ci starebbe benissimo…” poi loro due sul prato che data dicembre-gennaio… c’era l’idea del filo conduttore, che si ritrova nel titolo, c’era la scena finale. In mezzo, il tentativo impervio di dare una lettura partendo dal primo Rose, ma lì era tutto più facile, vista l’età dei nostri – era ambientato durante l’ep. 20 -. E, in itinere, pensieri arrivati dalla lettura di Inside.

  7. alessandtra ha detto:

    Ciao ragazze, sto poco a poco leggendo l’update, che è molto ricco, e mi scuso se sarò lenta a commentare ma credo che queste storie meritino un’attenzione maggiore del “chissà cosa succede ora” che muove spesso i commentatori in molti siti italiani e stranieri che ho avuto occasione di frequentare. So che il commento è in qualche modo il “premio” di chi scrive e anche a me fa grandissimo piacere riceverne. Sono stata io stessa a chiedere a gran voce che che ci fosse spazio sul blog per i commenti alle storie di chi desiderasse farli. Eppure l’esperienza mi ha fatto maturare – in primo luogo riguardo a me stessa e alle mie storie – la convinzione che i commenti debbano seguire un flusso naturale e libero, che non ci debbano essere forzature di alcun genere, e che le storie vadano soprattutto assaporate per come sono scritte e per le emozioni che suscitano (al di là del più che legittimo desiderio di appassionarsi alla “trama”, che è innegabilmente una parte importantissima del leggere). A volte un contatto troppo stretto tra autore e lettore può addirittura forzare la mano a chi scrive e farlo deviare dal percorso che sentiva più suo, per il desiderio di compiacere il pubblico. Altre volte la sete di commenti spinge a prendere strade improbabili, a scrivere col pensiero rivolto a come il pubblico reagirà, col risultato che – è solo la mia opinione – storie anche belle e iniziate bene si rovinano, e ovunque proliferano tentativi di ogni genere che forse avrebbero fatto bene a restare tali. Commentare non dev’essere un obbligo e nemmeno leggere, se è per questo, e le community di scrittori, che ho anche frequentato in prima persona, attivano meccanismi micidiali di incensamento e autoincensamento da cui alla mia veneranda età ho deciso di rifuggire come la peste, e ammetto di non esserne stata immune. Oggi una bella storia ben scritta mi fa soprattutto ammutolire, mi costringe a rimuginarla a lungo, mi azzera la parlantina (il che non è facile!). E, se scrivo io, nelle rare volte in cui capita, lo faccio in modo sempre più isolato e quasi eremitico, da perfetto orso.
    Detto questo, che è una riflessione sui massimi sistemi del tutto sganciata dal contesto, dico che non sapevo ci fosse in cantiere un update e, se non mi avesse avvertito Laura dell’aggiornamento in casella, ci sarei forse arrivata dopo qualche giorno. Eppure, ragazze, ogni update che arriva, nonostante siamo passati circa tredici anni da che frequento questi luoghi, è una festa. Un’autentica festa! Mi fate ritornare indietro nel tempo, mi fate appassionare e commuovere, e sorridere, e venire voglia di dire altre cose anch’io, di scrivere anch’io di questo e di quello per rispondere a come lo avete scritto voi e per cogliere le suggestioni che mi date con le vostre sensibilità acutissime, con l’autenticità della vostra ispirazione e la competenza della vostra scrittura. E’ una gioia per gli occhi e per le orecchie, come direbbe madame de Polignac nel film di Demy, e trovo quasi incredibile che questo miracolo si ripeta ogni volta, quasi con l’inalterato stupore e la sincerità “infantile” di allora. Quindi, prima di tutto e prima di qualsiasi commento alle storie, voglio esprimere questo sentimento, questa contentezza, questa emozione e il piacere di trovare tante cose nuove in casella, tante belle cose da leggere e su cui appassionarmi con lo stesso spirito di sempre, che incredibilmente ritrovo ogni volta non sopito, ma vivo e così profondamente radicato nel mio cuore. Sarò matta o scema, ma sta di fatto che questa cosa non cambia, il mio amore per Oscar e annessi non viene meno, e non so se sia dignitoso o sensato ma comunque è una bellissima cosa e credo a questo punto che mi farà piacere fino a novant’anni. Grazie a tutte voi, e grazie Laura per quello che fai.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Secondo me hai ragione e la penso come te. Rivendico con Mr G e con te lo status acquisito di eremita altrimenti detto orso nella caverna! 😉 Siamo in buona compagnia, eh? 😉
      Racconto solo una mia esperienza e tocco solo in parte le tematiche più ampie che hai affrontato tu.
      Io non frequento per scelta certi luoghi, e lo faccio anche per non saturarmi e per preservare le mie energie, che voglio spendere sui miei lavori, suoi miei disegni, sul sito (compreso seguire e supportare le autrici). Questo, perché la creatività non è scontata: ad esempio un mio disegno è un progetto, nasce da tante ispirazioni, per me. Per qualcun altro è guardare e “ispirarsi” alla roba altrui, risparmiando il tempo che io ho usato investendo nella mia creatività: così si trova un progetto studiato, pronto, e, che so, lo riveste o ribalta e stringe l’inquadratura (chiaro che siamo tutti nell’ambito di fanfic e fanart, cose derivate da un originale, ma noi dichiariamo la nostra ispirazione palese rispetto all’autrice originale; invece delle ispirazioni palesi prese di peso da ff-writer e fanartist sembra quasi ci si possa appropriare con una certa arroganza).
      Non è scontata, la creatività, anche nel senso di gente che ti inquina e ti ruba il tempo, ti tratta come uno che emette roba – scritta o disegnata – usa e getta, utile solo a riempire le loro bacheche di commenti e like. Anche queste cose fanno male a uno che scrive o disegna per sensibilità, che rintraccia dentro di sé o attorno le piccole cose, le annota, le riporta.
      Sono cose delicate, non bisogna sporcarle, bisogna difendersi da chi non capisce come nascono, da persone per cui sei soltanto uno da postare. E non capiscono che ti stanno svuotando, bruciando. E forse non gliene frega proprio.
      Io scrivo solo per me stessa. Mi confronto, ci penso, ma scrivo solo per me, non pensando al lettore terzo. Tu, Ale, hai letto Christine nel suo complesso credo due o tre anni fa, e da allora, anche se già nel 2006 era bello avanti, è integrato e cambiato. Uno dei cambiamenti è nato da una parte che cresceva contro la mia volontà, si scriveva da sola (come tutta quella storia). E andava contro tutto il mio modo non tanto di essere, quanto di vedere una possibile evoluzione della storia. Tu mi conosci. Leggendo, io ero molto presa da quel pezzo e, quando scrivevo Chris, il 60% delle volte scrivevo lì. Uno dei motivi per cui non mi quadrava era anche che sarebbe stato forse apprezzato da un certo tipo di lettrici. Alla fine, a febbraio scorso, guardando il pattinaggio (io mi faccio delle gran registrate di pattinaggio che poi guardo con calma), nel buio, ho avuto un’illuminazione LOL: mi sono resa conto, nel vedere un’esecuzione, mi pare legata alla musica del Fantasma dell’opera, che quel pezzo, che io scrivevo e odiavo, che, però, leggevo e mi prendeva, ci stava e, ahimé, chiudeva il cerchio di quella storia.
      E quindi ho deciso. Contro me stessa, contro come mi piace raccontare, contro tutto quello che per me era ragionevole, e ho deciso che Derive ci sarebbe stato, e non come side story (quello che mi raccontavo come alibi ogni volta che lo scrivevo per consolarmi e non censurarmi nello scriverlo), ma dentro il testo principale.
      Che, poi, in questi anni di esperienza, ho visto alcune di noi scrivere due finali, ma, stando dietro le quinte, le volte che l’ho visto accadere l’ho visto accadere per ripiego, per incertezza, per non voler decidere. Allora, io, forse proprio per l’esperienza di questi anni anche dietro o a fianco delle autrici (non è che me la voglio tirare, è la mia esperienza di anni, tempo, energie, investimento affettivo, emotivo), ho deciso di tagliare quell’altro ramo, di fare una scelta netta, e di metterci, accogliere, quella deriva dentro la storia. E questo, pure leggermente allibita, perché, appunto, è probabile che a certe lettrici (sempre ammesso che leggano una come me – e ne dubito – LOL) quella scelta piaccia.

      • alessandtra ha detto:

        Mi ricordo benissimo tutte le tue preoccupazioni per la piega che prendeva la storia, e questo fin dall’inizio. E mi ricordo benissimo anche il mio, di spaesamento, perché spesso non condividevo i pensieri, le scelte, di lei ma soprattutto di lui. Ricordo che fu un periodo di ansia!
        Però è vero, ed è sacrosanto, che una storia deve scriversi da sola… deve procedere, voglio dire, in modo libero secondo quanto l’ispirazione detta al suo autore. E ti dirò che in tutti i suoi percorsi, nelle sue situazioni difficili accettate e accolte, nelle sue mille sfaccettate varianti, questa storia si costruisce come un tutto che alla fine ha una sua assoluta coerenza e credibilità, e penso sia questo che ne fa una cosa di pregio. Forse io non mi comporterei come Oscar in tante situazioni, e forse non “sento” allo stesso modo le cose e i rapporti, eppure questo suo modo un po’ scontroso e circonvoluto di voler essere leale e coerente, la tenerezza dei suoi sentimenti così gelosamente protetti, mi affascina. E’ un personaggio difficile e un po’ esasperante, a volte, e non parliamo di André e del suo modo di reagire a lei, che è tutto speciale e ritagliato solo per i rapporti con Oscar, come se entrasse in una diversa “modalità” quando c’è di mezzo lei, Eppure è proprio questo delicato equilibrio che mi affascina, il modo in cui l’hanno costruito e con cui lo portano avanti. Una cosa particolarissima, che non corrisponde per esempio a nessuna delle mie esperienze relazionali ma ha dentro qualcosa di tutte, in fondo, e per questo mi sembra ed è, in effetti, vera e credibile. Verità, appunto, per quanto ostica possa essere alle volte (ma anche tanto tenera in altri casi): che è un requisito indispensabile della scrittura, beninteso secondo me.

        • lauraslittlecorner ha detto:

          Guarda, io il Grandier nella storia lo prenderei a randellate continuamente e di brutto. ^^ Lei non tanto, povera crista, ma lui sì. Comunque, dalla prossima puntata, in accordo con lo storyline originale, tornano in scena Al, Diane. 😉 E si corre verso le “Derive”. ;_;

        • lauraslittlecorner ha detto:

          Oggi, 22 novembre, ho finito Christine. 334 pagine, salvo illuminazioni dell’ultima ora. Sono da rivedere ancora, ci sono punti da sistemare, ovviamente, ma ho chiuso il finale. Ed è il finale che piaceva a te, quello del 2006, con i cambiamenti dovuti a “Derive”. Non sai quante volte avrei voluto toglierlo, anche scrivendo le parti precedenti, dove mi lasciavo margini per non usarlo, ma, ogni volta, mi dicevo “Ad Alessandra piace, il fatto che piaccia a lei non è una cosa da niente”. E, così, l’ho tenuto e adeguato. Sappi quindi che lo devo a te. ❤

          • Sara ha detto:

            Sapere che “Christine” è finito mi fa uno strano effetto. Spero manchi ancora un bel po’, perché non sono pronta a lasciare questa storia.
            Io incrocio perché questo finale che piace ad Alessandra sia un finale positivo…………..

          • lauraslittlecorner ha detto:

            E” strano e non avrei voluto lasciarlo andare nemmeno io, anche perché, ogni volta, in nota salta fuori “suggerito da Luana”, “dopo scambio con Alessandra”… e ripenso a tutte le amiche che, negli anni in cui l’ho scritto di più, cioè 2005-6, hanno letto dietro le quinte quello che combinavo in fieri: 🙂 Alessandra, Assunta, Elisa, Luana, Sonia, Sydreana. Era talmente lungo, con talmente tante modifiche inserite ovunque (cito ^^) che ho praticamente sgominato le mie proof-reader! 😉
            Ieri sera poi ho praticamente finito anche L’Alba, anche se ho ancora qualche dubbio e scommetto che sistemerò fino all’ultimo e oltre.

  8. lauraslittlecorner ha detto:

    Stavolta inizio io a commentare.
    Prima di tutto, un abbraccio forte a Costanza, che stavolta ha passato, ma aveva impegni importanti, e a Sydreana, decisamente super impegnata anche lei. Ragazze, ci mancate! Un pensiero sempre caro a Stellato, citata addirittura in Kitchen.
    Grazie alle ragazze che hanno compreso che ero totalmente assorbita da L’Alba e quindi non potevo essere presente come al solito. Mi hanno aiutato anche ridendo con me in certi momenti, o ascoltando i miei scleri. 😉 Grazie, siete forti!

    I testi.

    Elisa. Un ritorno fortissimo e graditissimo, nato quasi per caso, come a volte succede per le ispirazioni, da uno scambio di email. Quando poi ho letto il file per intero, ero veramente contenta come solo un webmaster può essere. 😉 Mi piaceva, era ironico, netto, da sit-com, diretto, mi divertiva, mi figuravo le scene. In più, è stato un file a partecipazione corale, collettiva: Elisa ha chiamato a raccolta tutti, ma proprio tutti! Brava! E sono sinceramente contenta di ritrovare Eli qui. 🙂

    Donye mi diceva di avere questo testo pronto e quando, finalmente, è arrivato, è divampato. Non sapevo cosa avrei letto, l’emozione mi ha catturato. Bisognava pubblicarlo. Donye ha una capacità di descrizioni potenti, pare di vedere le immagini, campi lunghi, cinematografici, in più, stavolta, ha proprio imbroccato un tema che le era congeniale, ha trovato un lirismo notevole e anche una storia interessante, purtroppo terminata presto.

    Sara. Sara, che dire? Quando leggi e rimani lì inchiodato. Puoi essere d’accordo o meno con quello che leggi, ma è una roba notevole. Un modo di scrivere intensissimo e bello, netto, accuratissimo, denso di notazioni, con una proprietà lessicale e una gestione di tempi e situazioni pazzesche. Una storia che mi porta a ragionarci su, mi tiene avvinta – lei lo sa e io non posso dire oltre -, e che penso terrà inchiodato (e non solo ^^) anche chi legge.

    Disegni.
    D-chan è una nostra vecchissima utente e amica e ho scoperto recentemente che fa fanart 3d, così mi ha incuriosito questa dei due nostri e ho voluto ospitarla nella Gallery.

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