Site updates

http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Updates/last_updates.htm

Anche stavolta una lotta col computer. 🙂 Ma ecco la prima parte dell’update con i racconti. Coming soon Liberté 3 Preview concordata con Elena. Attualmente ho preparato i file e sto preparando le pagine.

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28 Responses to Site updates

  1. Silvia D. ha detto:

    Grande aggiornamento! Come sempre del resto: grazie a Laura, per il suo impagabile lavoro, non solo di disegnatrice, di autrice ma anche di editrice, correttrice, consigliera, suggeritrice, selezionatrice, ecc.. ecc… ecc… Grazie per mantenere vivi e ad altissimi livelli un sentimento, un sogno, un mondo.
    Grazie alle autrici, poi. Una fra tutte Alessandra. Il suo nome è per me già garanzia di successo 🙂 Ma come è diversa qui da altri suoi racconti che amo molto e che conosco quasi a memoria, come “Un’altra stagione” o “Nelle mani”. Diversa a partire dallo stile, meno rotondo, più asciutto, a tratti sincopato. Diversa perchè, forse, prima, avrebbe svelato ogni singola parola del discorso di Andrè ad Oscar ed ora, invece, ci descrive le sensazioni profonde di entrambi, mentre le parole si sente che stanno uscendo a saturare l’aria ma non si sentono davvero, se non con l’anima.
    Diverso non vuol dire meno efficace, potente o coinvolgente. Ho aspettato la terza rilettura prima di recensire, prima di far svaporare le emozioni che mi ha suscitato. Che cosa sarebbe successo se, quella volta, anzichè il silenzio, Andrè avesse scelto di parlare, di spiegare, di mostrarsi fin nel profondo ad Oscar, a costo di perdere tutto? La risposta è dolce (il loro bacio così intimo, dolce, sensuale, così diverso da quello violento che Andrè le strappa nella versione originale) e amara al tempo stesso: niente, non sarebbe cambiato niente, avrebbero avuto comunque una sola notte di amore prima dell’inevitabile ferimento a morte di Andrè e degli altrettanto inevitabili sensi di colpa di Oscar.
    Bello l’incipit che ci porta subito nel clou della ben nota scena, come se arrivassi al cinema in ritardo e ti ritrovassi catapultato subito nella scena madre. Nessun preambolo, nessuna introduzione. Mi è piaciuto molto come inizio.
    Cè bisogno di parole per sciogliere il dolore che entrambi portano dentro di sè “ma tu non sei mai stato un tipo eloquente. E nemmeno io, del resto.” E qui capisco che tutta la storia sarà un’altalena tra spietata introspezione e disarmante ironia. In queste due note ricorrenti sta la forza di questo brano. Mitiche le frasi come “Intanto, c’è la questione della mia costante reazione fisica alla tua presenza. … testimonianza fin troppo tangibile della mia stima per la tua femminilità.” oppure “Cielo, si è prodotta in un altro dei suoi celebri: “André io” che riserva per le grandi occasioni, quelli seguiti da un oceano di niente.” :LOL: Com’è vero! Come la odio per questi suoi “Andrè io…”, eppure come c’è tutto di lei in quel balbettio. E poi tutto il pezzo a seguire, con le ipotesi di Andrè sui significati profondi e reconditi dei suoi “Andrè io” nelle diverse future circostanze della loro vita. Davvero brava, Alessandra. Mi hai fatto sorridere di gusto, pur nel bel mezzo del racconto tragico. All’ “Io non vorrei che mio padre ti sparasse ma non è educato interromperlo”, a dire il vero, sono proprio scoppiata a ridere, dopo averlo riletto una seconda volta perchè credevo di aver capito male. Ma anche quando ho letto “sento che mi può partire la brocca solo per degli amori impossibili” oppure “Tu dovresti schiaffeggiarmi e io dirti qualche frase botanica”. 😀 Bellissima, la frase botanica!!!! Un Hurrà per la frase botanica! 😀 E anche per l’osservazione molto sincera di Andrè circa l’importanza di vedere che cosa ci sia sotto la di lei camicia 🙂
    Quando Andrè pensa che adesso dovrebbe solo stenderla sul letto, strapparle i vestiti e farla sua e felice, dentro di me ho gridato: “Sììììì”, magari lo capisce prima di altre ben 9 puntate.
    Dicevo del punto di forza di questa storia, l’equilibrio tra ironia e introspezione, il viaggio nel loro rispettivo dolore. Appunto, l’equilibrio, perchè, introducendo a dosi così alte sarcasmo così spinto, era dietro l’angolo il rischio di fallire, di rendere meno credibile e autentica la parte tragica del racconto, facendone una parodia. Sei stata abile a dosare l’una e l’altra, in modo che l’ironia rafforzi l’introspezione anzichè ucciderla.
    E così quando si arriva a questo fantastico bacio, molto dolce e tenero ed erotico al tempo stesso, tutto sembra chiudersi, concludersi nell’inizio di qualcosa di nuovo. Che delusione, invece, le amare righe finali: “anche se questa è la prima e forse l’ultima volta che lo può fare. Anche se dopo si dovranno lasciare, anche se dopo dovranno ancor più soffrire, per questo. Anche se la cosa, forse, non ha alcun senso.”
    Per non parlare dell’epilogo dove scopro, con amarezza, che al proprio destino non si sfugge, sia che si scelga di stare zitto sia che si scelga di rispondere e spiegare.
    Bravissima! Grazie, Alessandra.
    Silvia

    p.s. Dimenticavo, menzione d’onore per la citazione dei piccioni che volano in alto per trascorrere la notte.

    P.s. 2: Ma Oscar *è* un nome da donna! 🙂 L’altro giorno, a casa stranamente in orari inusuali, faccio zapping e leggo “Andrè ed Oscar sceglieranno il proprio compagno…..” Allora, pensando stessero inopinatamente dedicando una trasmissione ai nostri, mi soffermo e resto delusa nel rileggere meglio: “Andrea ed Oscar sceglieranno la propria compagna di vita…”. Guardo e vedo Andrea, un ragazzo, e poi cerco Oscar, senza trovarla… cercavo una donna! Quando, invece, era chiaro, si trattava di un altro ragazzo.
    “Cavolo! Sono da ricovero alla neuro”, ho pensato. 😦

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Grazie, rubo per un attimo la scena ad Alessanra, ma grazie: è un commentone fantastico e mi ha riportato indietro alla sera in cui Alessandra mi ha smessaggiato di questo testo, ed era per me una sera molto dura e peggiore sarebbe stata la successiva, a difendere quello che ritenevo mio diritto. 🙂 E’ stato allora che me l’ha mandato e l’ho letto per la prima volta, e l’ho commentato, prima per sms, poi per telefono, con emozione, con tutte le cose che hai sottolineato tu, felice per le citazioni che lei aveva inserito, da così tante vulgate, che io coglievo… e una o due sere dopo proprio di questo rapporto coi lettori, di questo gioco delle citazioni, di Alessandra ho parlato ad Elena, raccontando la mia emozione nel leggere chi sa fare questi giochi di rimandi col lettore, di noi lettori che li possiamo cogliere.
      E poi stavolta io il lavoro l’ho fatto solo sui miei testi e le pagine web. Loro due, Alessandra e Sara, sono autonome. 😉
      Ps: anche io, e gliel’ho scritto, lo penso come un nome da donna. 😉

      • Silvia D. ha detto:

        Grazie per questo backstage, ci rendi partecipi di come nasce una pagina notevole del tuo angolino oscariano. Il gioco delle citazioni è sempre interessante, se fatto con arguzia e maestria, come in questo caso. Ogni volta che lo rileggo ne scopro di nuove.
        Quanto al genere del nome Oscar, menomale, non sono la sola. Oppure siamo tutte e due da trattamento sanitario obbligatorio 😀

      • alessandra ha detto:

        Quella serata è stata molto intensa e commovente anche per me, e se ci penso mi sento invadere da una sorta di emozionante calore. Del resto sono sempre stati così tutti i momenti in cui ti ho sottoposto le mie storie, o Lettrice Prima, e il conforto del tuo apprezzamento è stato sempre una cosa che mi ha dato una meravigliosa fiducia e una grande voglia di scrivere. Sono io che devo ringraziarti, di tutto quello che fai e dell’entusiasmo, della passione, della cura con cui lo fai e con cui ti spendi per tutte noi. E ora vado se no mi commuovo, e non è da duri, accidenti.

    • alessandra ha detto:

      Cara Silvia, tu sai come rendere felici gli altri, questo è
      certo. Sono beatamente tramortita dalla ricchezza di questo
      tuo commento così lungo e penetrante, così generoso e così
      attento nel cogliere ogni particolare, ogni sfumatura, ogni
      intenzione riposta di ciò che ho scritto. E, come mi accade
      sempre quando mi accorgo che chi ha letto ha perfettamente
      inteso e interpretato le mie intenzioni di scrittura, sono
      quasi sorpresa e incredula, ed entusiasta. Perché vuol dire,
      sì, prima di tutto, che i lettori che per loro bontà decidono
      di dedicare il loro tempo a qualcosa che ho pubblicato sono
      anche lettori estremamente profondi e accorti; ma vuol dire
      anche, un pochino, che anch’io, allora, sono riuscita in
      quello che mi prefiggevo. E scoprirlo qui, per un testo come
      questo, così diverso e insolito e in una certa misura
      “rischioso”, è semplicemente entusiasmante per me. Che ti sia
      data la pena di concepire, scrivere e farmi dono (sì, realmente è un dono) di questo splendido e accurato e articolato commento è cosa che davvero mi onora e riempie di gratitudine, non vorrei fare dei salamelecchi ma è proprio questa la mia reazione alla lettura. In effetti è vero che inserire ironia e disincanto a dosi così massicce in un pezzo tragico poteva rischiare di far saltare tutto e ne ero perfettamente consapevole. Avevo il desiderio di scrivere un “testo sul testo” (per questo il titolo “Love fiction” mi è sembrato subito giusto), che nello stesso tempo illuminasse i
      meccanismi del “genere” e cercasse il realismo. Devo dire che
      non ho fatto tutti questi ragionamenti, in realtà, ma avevo
      abbastanza chiara in testa quest’intenzione mentre scrivevo
      quello che sinceramente sentivo di voler scrivere. E’ come,
      del resto, se attualmente non sapessi più cimentarmi con una
      fanfic, soprattutto su Oscar e André, senza esplicitare questi
      retropensieri, senza portare il testo “a terra”, a confrontarsi con la sua natura di testo. Rendendomi conto, tuttavia, che la storia non smette di esercitare il suo fascino su di me ugualmente, anche rimescolando i suoi ingredienti e venendo meno, per così dire, alla convenzione della “dissimulatio artis”. Il merito credo che sia della storia in sé, che ci ispira da sempre, della sua potenza straordinaria e della sua straordinaria verità. Non esagero se dico che l’incontro con l’anime di Lady Oscar è stato uno dei più importanti riferimenti culturali (ed emozionali) della mia vita. Ahimé, non so se sia motivo di vanto, a chi Tolstoj e a
      chi Dezaki, ma tant’è… E chi dice poi che a Tolstoj non sarebbe piaciuta la storia di Oscar e André?
      A parte queste riflessioni fuori contesto, comunque, e
      cercando di non farla ulteriormente lunga per evitare sbrodolamenti fastidiosi, ti ringrazio veramente di cuore per il tuo magnifico post e soprattutto per essere da tanto tempo una lettrice delle mie storie.
      Un abbraccio virtuale (ma da boa constrictor) e, magari, alla
      prossima!

  2. Sara ha detto:

    Sono rimasta sorpresa dalla storia di Alessandra: Laura mi aveva avvisato che ci sarebbe stata, l’aspettavo, e come sempre leggere qualcosa di suo è immergersi, perché è una scrittura così abile, così avvolgente e trascinante, che ti fa entrare completamente nei personaggi, senza scampo. E poi come li analizzi e descrivi tu, Alessandra, nei dettagli più sfumati e sfaccettati delle loro contraddizioni e paure, è un viaggio e un piacere. All’inizio fai difficoltà a orientarti, sei proiettato in una scena in medias res, ma poi capisci in un lampo esattamente a che punto ti trovi, dove si andrebbe a collocare la frase incipitaria di André, e leggi questo what if mentre ti dici che sì, effettivamente, se solo fossero stati in grado di parlarsi, di rovesciare con franchezza tutte le carte sul tavolo, sarebbe potuta andare proprio così. Eppure, alla fine, questo mettersi a nudo non cambia veramente le cose, ed è questo che strazia: è come se le reciproche ferite fossero troppo profonde, ormai, per poter essere curate a parole, come se i giochi si fossero spinti già troppo oltre. E’ troppo tardi e troppo presto. Ed è tutto condotto su un tono realistico, vero, concreto, quasi terra terra in un certo senso, che lo fa apprezzare ancora di più. Impagabile poi l’ironia che compare a sprazzi (splendido il riassunto impietoso e leggero che André fa dell’anime, coronato da un: “Però forse così tu mi ameresti, e poi avrei visto cosa c’è sotto la tua camicia” LOL LOL LOL!). Davvero una bella storia, e già attendiamo la prossima 😉

    • lauraslittlecorner ha detto:

      CONCORDOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!

    • alessandra ha detto:

      Uhei, che bel commento, grazie! Un bel modo di finire la giornata per chi lavora fino alle due di notte perché solo a quell’ora può contare su un totale silenzio nel villaggio barbarico. Stavo per spegnere e sono passata di qui, ed ecco questo regalo di buonanotte, così lucido e ficcante che mi sento quasi lusingata, wow…
      Che posso dire, solo grazie per aver capito le mie intenzioni e apprezzato una cosa un po’ strana che secondo me un senso ce l’aveva, ma non era detto che l’avesse anche per gli altri. Meno male, siamo almeno in tre! 🙂
      Abbraccione riconoscente.

  3. Sara ha detto:

    Un aggiornamento intenso. Di Christine viene riconfermato un aspetto che me la fa amare, come storia: è una storia che osa, che esce dai canoni, non solo da quelli del canon, da quelli del fandom stesso, che non ha paura di affrontare temi scomodi, ma sempre scavando, approfondendo, sviscerando, di modo che nulla sembra sbilanciato o precipitato. E, se è una storia in cui spesso ho fatto non poca fatica ad apprezzare André, è una storia in cui in compenso ho amato tantissimo Oscar, e anche in questo capitolo è così. La morte di Diane è stata un colpo, ma che ad André sia venuta voglia di recidive riproduzioni tardive mi ha fatto cadere le braccia dopo tutto quello che è successo; eppure, a leggere le sue parole, al contempo si riesce a capirlo, a sentire come questo desiderio di paternità sia frutto ed espressione del suo eterno amore per Oscar, e non una forma di egoismo, e questo fa soffrire, per lei, che deve sopportare il peso di non poter e non voler (giustamente) realizzare un desiderio che è esclusivamente di lui, e per lui, che lo deve soffocare. E’ un pezzo che arricchisce la trama di prospettive, la completa, e sono contenta che sia stato inserito. Lezioni è una storia intensa, adulta: la fisicità è presente in maniera prepotente, preponderante, in diverse sfumature; è quella che fa approfondire il rapporto fra André e Oscar, che li unisce, che soprattutto costringe lei a pensare a lui in maniera diversa, eppure anche li divide, induce Oscar a sospettare che lui non la voglia davvero, a provare rancore, ed è anche la molla che muove l’antagonista, Fersen, davvero insopportabile qui, e che sopraffà Girodel: è come se tutti fossero mossi da un motore segreto, talvolta sano, positivo (Oscar e André), talvolta malato, morboso (Fersen, che mira solo al possesso), tanto che perfino il Generale dà di André e Oscar una lettura principalmente fisica, e a proposito bellissimo il pezzo in cui Oscar pensa che i suoi genitori le abbiano affiancato André per un ben preciso motivo: in effetti, vien da pensarci! Comunque mi intriga: è una storia disincantata, dissacrante, anche cupa, per certi aspetti, e molto molto viscerale. Un’idea del seguito ce l’ho, ma son sicura che Laura ci abbia rimesso mano, per cui attendo con ansia! 🙂

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Grazie, Sara.

      Chris: alla fine ho preso coraggio e ho deciso di inserire il pezzo, anche perché, senza, mancava qualcosa. Con, invece, il cerchio si chiudeva, anche se è una cosa che ho capito dopo. E’ che i personaggi hanno fatto di testa loro, è come se un lato di lui, magari esistente, magari no, qui fosse arrivato fuori di colpo. Le scene iniziali di questo racconto ricordo ancora quando mi vennero in mente. Stavo andando a comprare dei colori… e in quel periodo di disegni di quel genere ne facevo tanti, e non sono mai stati pubblicati, per varie ragioni. Credo che certe scene mi si siano presentate visivamente associate a quei disegni. La prima fu proprio quella di pioggia iniziale, e poneva a me per prima tante domande.
      Credo di averlo iniziato 16 anni fa e io allora, pur pensandola come adesso, ero diversa. Forse ero più libera e meno spaventata. Probabilmente ora non andrei dietro alle domande che la scena mi poneva. Ma nel 2006 si era ormai scritto tutto e dopo è stato solo un rifinire (e accettare).
      Quanto a Diane, crudo che sia, ci poteva stare. Per come l’ho scritta in questo racconto, così tesa verso Oscar, che, a differenza che con Rosalie, non capisce e non può fare niente per salvarla, neanche ci prova, perché non si vedono ormai da tanto; con quegli sguardi a volte torbidi, una vita fin troppo negata, aveva ogni possibilità. Questa compresa.

      Lezioni prende lo spunto da Rose del 2011, con André che rispondeva “Faccio etimologicamente il mio lavoro”, ma lì avevano poco più di vent’anni, qui ne hanno trenta e le cose sono, come dici tu, più oscure, più cortigiane, anche (volutamente citazioni dal film di Demy) e sicuramente fisiche; in più, le considerazioni che facevo leggendo il tuo “Inside” mi hanno dato da pensare parecchio, spunti di riflessione. In Rose Fersen passava dal cortigiano al grottesco, ma lì era più semplice, era un one shot, c’era la scusa della partenza per le Americhe e della sua rinuncia a ballare con la regina pretesa da Oscar. Qui sta decisamente facendo lo stronzo e per futili motivi, per giunta! Il fatto di pensare che Oscar e André si potessero spalleggiare, per così dire, mettendoli insieme da bambini, è una cosa che ho iniziato a valutare quando scrivevo Christine, in cui i genitori di Oscar sono molto meno oscuri di come di solito rappresento perlomeno il babbo, e poi è proseguito in Alba. Girodel è qualcosa di anomalo, rispetto al mio solito. Quando ho scritto la sceneggiatura di D’Après-Arras, tra fine 2013 e primavera 2014, mi sono posta da un punto di vista diverso rispetto al mio usuale, con più rispetto per lui, per quello che poteva provare per Oscar. Da quello è nato il Girodel di Alba, che, in un certo senso ha, nei confronti di Oscar, una funzione come di rispetto e protezione, come Fersen ha per Maria Antonietta, ma come anche Alain ha. Ma a quel punto, anche lui diventava un personaggio interessante per me da esplorare, in questa ottica. Il seguito? Ci ho lavorato e rilavorato decisamente, ma il finale non è cambiato, al momento. 😉

  4. mlleG. ha detto:

    Non so se sia questo il luogo adatto, ma non riesco a trattenermi: ho iniziato Inside di Sara un po’ titubante, e avevo ragione: ora mi stacco più da quella storia! 😉 E’ diversa dal solito, a tratti dura, e la sua Oscar mi fa arrabbiare un sacco, ma gli ultimi due capitoli sono il top. E’ così umana, così confusa. E la chiusura dell’ultimo capitolo in corsivo, così vera, reale, viva!
    Bravissime tutte le autrici sul sito, si vede che c’è un lavoro di editing e selezione, e che conoscete bene Lady Oscar, ma questa mia opinione a Sara – in qualche modo – dovevo dirla!

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Certo che è il luogo. 🙂
      Grazie per le tue parole.

    • Sara ha detto:

      Grazie per la tua opinione, mlleG.! Inizialmente, ti dirò, io ero terrorizzata dall’idea che la mia Oscar sarebbe stata odiata da tutti, e posso ben capire che ti faccia arrabbiare un sacco, ma se mi dici che senti la sua umanità e capisci la sua confusione allora io mi risollevo! Come personaggio è davvero tragico, perché fa un sacco di male ad André, eppure non lo fa apposta, è soggiogata dai condizionamenti del suo mondo, dalle imposizioni di suo padre, da desideri e impulsi che non riesce a capire e accettare, ed essere incalzata da Fersen non la aiuta a chiarirsi le idee! Grazie mille per avermi lasciato un commento, mi hai fatto davvero piacere 🙂

  5. alessandra ha detto:

    Oh dear, grazie Laura, come cogli i riferimenti tu… non te ne sfugge uno! E io cosa farei, senza di te? Catrionicamente (un genio).

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Adorata! Memorabile quella sera in cui l’ho letto, che emozione! E poi quando ci siamo sentite e poi risentite poco dopo per il resto… mix di tante cose, insieme. E le tue parole, la tua saggezza, il tuo affetto. Vorrei avere la tua forza, sai?

  6. alessandra ha detto:

    Sara, mi sto divertendo un mondo con questa storia, è avvincente e benissimo scritta, ma se dai un altro dispiacere ad André penso che mi metterò a piangere perché vederlo così amaro e disincantato mi uccide (anche se il ritorno di fiamma è stupendo e quanto mai oppportuno, ci tengo a farlo sapere). Belli, bellissimi certi passaggi, quando racconta che sperava Oscar si innamorasse di lui e quel “ma naturalmente no”. E mi piace anche moltissimo come rendi reale, percepibile il suo non vedere, come sai fare in modo che questo costituisca oggettivmente un problema. Cosa potrebbero fare, davvero, in quella situazione? La freddezza e insieme lo struggimento di certi scambi. Ma come fanno costoro a rimanere così padroni di situazioni tanto dure e dolorose? Come fanno a reggere? Intanto faccio il tifo per i bravi e dico che quel matrimonio non s’ha da fare, chi leggerà capirà. E poi a Stocolma fa freddo, chi se ne frega dell’aurora boreale!
    Sono un po’ in ansia ma attendo fiduciosa il momento in cui la Nostra si schiarirà le idee e capirà quello che hanno capito anche i sassi tranne lei, e tu sei bravissima a raccontarlo. Resto sintonizzata, grazie per questo splendido racconto.

  7. alessandra ha detto:

    Alla faccia, ora capisco cosa intendevi per tosti. Ho letto e sono piuttosto… scombussolata. Questo frugare nell’intimo dei pensieri meno confessabili (poi confessati) è sempre stata una caratteristica di Christine. Con cui, devo dire, continuo a dover fare i conti, perché questo rapporto dai precari equilibri m’inquieta, a volte mi fa anche arrabbiare, ma mi affascina profondamente. Io sono preoccupata per QUESTI due, su quelli di Sara sono decisamente ottimista (non vedi come la fanciulla si stia lentamente togliendo le fette di prosciutto dagli occhi?). La tua, di Oscar, ce li ha invece benissimo aperti, solo che a quanto pare questo non mgliora le cose… è come se, insieme all’amore, vedesse André come un pericolo latente, conse se sentisse sempre il bisogno di difendersi da lui, come se fosse impossibilitata ad abbandonarsi totalmente. Senza contare il nostro Al in agguato perenne. Guarda che se li fai ricopulare celebrativamente in nome dei vecchi tempi ti scrivo per vendetta una ff in cui André si spupazza Rosalie, orrore. Sto scherzando mon amour, invece mi piace come si sviluppa la cosa e penso che siamo testè giunti a degli snodi importanti.
    Poi, insomma, ragazze, questo Fersen trombeur, piovra e formichiere mi comincia a stare sulle palle. Sicuramente è pertinente con la realtà storica, ma alla scena della camicia, per giunta con spettatore (qui dico a Laura) gli avrei dato un ceffone io da qui… 🙂 In realtà mi piace molto anche lui, solo che fatico un po’ a relazionarmici, e temo sia la vecchiaia. E’ un po’ che rifletto sul fatto che, nonostante abbia scritto una quantità ragguardevole di storie sui nostri eroi, Oscar l’ho sempre fatta copulare celebrativamente solo con il Grandier. Non l’ho mica fatto apposta, ma mi pare proprio che sia così, e rendermene conto è abbastanza sorprendente, in effetti! Perché le situazioni da voi proposte sono originali e credibili, e mi piace molto, in realtà, esplorare grazie a voi questa possiiblità. Solo che lo faccio con un po’ d’ansia. Ma è bello così, letterariamente parlando! Fersen, Girodel che è così… diciamo confindenziale, per non parlare del generale e del suo servizio di intelligence efficientissimo. Non è peregrina l’idea che ci fosse un piano preordinato anche di natura sessuale, nel mettere André accanto a Oscar, mi piace l’idea. Insomma, ho trovato tutto molto nuovo e divertente, e credo che andrò a farmi una seconda lettura per assaporare bene il ricco menu.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Adorata, è chiaro che è così e Oscar è (per quanto mi riguarda) solo per Andore. E lui pure, ‘nziamai! È che Giro, mai l’avrei detto, dalla stesura di Alba, e, prima, della sceneggiatura di D’Après, mi sta “favorevole” e stavolta ha fatto la co-superstar con tanto di finalone che mi ha divertito molto scrivere e mi ha fatto tornare ai tempi di Avoledo. Colpa, forse, delle riletture compulsive dei tuoi Murakami, troppo interessanti dal punto di vista maschile.

      • alessandra ha detto:

        E’ vero, Giro può essere un soggetto assai interessante, non l’avrei detto neanch’io, eppure… saràanche qui la… ehm… maturità? Naaaa…

    • lauraslittlecorner ha detto:

      ps ma, povera Oscar, come deve vederlo un recidivo (tentato) Inseminator se non come un pericolo pubblico (e privato)? 😉

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Ahimé sì, adorata, siamo giunti a snodi importanti… -_-
      PS: a me qui Fersen non piace per niente… ^^ Non sei la sola a volerlo menare! Ma sappi che qualcuno provvederà! Sono seria. -_-
      PPS: ma il generale vive coi due! Anzi, è andato fin troppo oltre nelle fantasie. 😉

  8. lauraslittlecorner ha detto:

    Stavolta abbiamo dei file molto tosti. 🙂 Io sono esausta. Sto ancora lavorando alle pagine della preview di Liberté, ho preparato i file, previamente concordati con Elena, ma devo sistemare le pagine. Alessandra mi ha fatto una sorpresa con un testo molto bello e scritto, a mio avviso, in un tono diverso dal suo solito. E’ vero che lei stessa lo definisce un testo sperimentale, ma è qualcosa di più e di oltre, nelle riflessioni, nel linguaggio. Denso di citazioni dallo script originale e da “Insieme per sempre”, poi dal manga, poi i piccioni che volano…, poi dal live, che mi emozionano, nel gioco di rimandi che si instaura col lettore. Pensato, meditato, profondo. Bellissimo quel “poi Oscar è un nome da donna, per me”: anche io l’ho sempre pensato! Brividi qui “L’alibi dell’amicizia poteva reggere ancora per molto, considerata la fermezza con cui lei vuole crederci.
    L’amicizia non è male, in fondo. L’amicizia è sempre meglio che niente.
    Dirglielo ora è, garantito, un salto nel vuoto. Anzi, un suicidio, perché perderla sarebbe come morire. L’istinto di conservazione sconsiglia vivamente di farlo.
    Ma il suo istinto di conservazione è sempre stato mandato al diavolo con una rapidità drastica, di fronte al rischio che succedesse qualcosa a lei, anche questo è un fatto.
    E il silenzio di Oscar è abissale, in questo momento.” AWWWWW!!!! Tra l’altro, di un’ironia notevole, in certi passaggi. Quel “forse dovremmo ricominciare, tu dovresti schiaffeggiarmi e io dirti qualche frase botanica”, che, fin dalla prima volta che l’ho letto, mi ha fatto piegare in due. 🙂 La vergine per cause di forza maggiore, LOL! Passano gli anni e Alessandra ha ancora più smalto di prima. 🙂 Tutta quella frase, compresa la chiusa, è di un’ironia amara, preveggente, geniale.
    Il finale è… non voglio spoilerare, ma… insomma… eh, beh… potente. Toccante. E il titolo sembra aleggiare ironico sul tutto, riletto poi alla luce del complesso.
    Ps, dovevi mettergli per sottotitolo “André, io…” LOL
    Veniamo a Sara e ai suoi due episodi, che commento insieme. Allora, io sono ufficialmente e definitivamente preoccupata per questi due, e lei lo sa, ma sono anche avvinta dalla storia, perché ogni volta mi sorprende (e mi preoccupa ^^), ma mi stupisce anche proprio per come è scritta e per come sono loro due. Sono come due persone vere, capaci di ferirsi, di starsi vicini senza riuscire a toccarsi, con mille paure eppure mille impulsi. Mi spaventano, mi coinvolgono, leggo ogni frase e trovo che sia scritto in un modo complesso, sfaccettato, profondo, che mi tocca emotivamente, che mi fa stare in pensiero per la storia, che mi dà da riflettere. Sai che il tema di André che perde la vista mi è caro: quando lo descrivi che cerca a tentoni la camicia, beh… 😉 André è ferito e sardonico, anche se vinto dall’amore. Oscar è ferita e graffiante come quella di Sydreana. Non riesce, catrionicamente, a uscire dal seminato, e facciamo il tifo perché l’autrice la aiuti. 🙂 L’osservazione sul vivere travestita da donna è notevole. Lui che la porta a toccare le loro cicatrici, anche. Mamma mia quando dici come se sentisse ancora le sofferenze della ferita! E poi che non poteva aiutarlo. Fersen fa il lavoro che deve fare, acquisendo parecchio di più che in tante storie, perché qui è praticamente il primum movens e sarà pure strumentale, ma lo è in modo molto realistico.
    L’inizio del secondo episodio è stato spiazzante, perché, fino a quel ti amo, Oscar, e i pensieri immediati di lei, chi legge può anche avere il dubbio su chi sia il depositario di cosce e quant’altro. 😉
    Dopo le amare riflessioni di Oscar sul finale, perché è vero che Oscar deve qualcosa a se stessa, ma non necessariamente questo significa alienare dalla propria vita Andore, restiamo in croce! 😀
    Grazie, Alessandra e Sara! Grazie davvero!

    • Sara ha detto:

      Laura, che dire, è davvero un piacere averti come lettrice 🙂 Grazie a te per i tuoi lavori, per l’impegno che ci metti, per tutto insomma…

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