Mr G contra se – Nemo tenetur se detegere

Nemo tenetur se detegere, ai miei tempi era questo il brocardo. Eppure, Mr G contra se fa, e non poco. Tralasciamo la questione del “Giuro che non ti farò mai più una cosa come questa” del 28, che, come abbiamo dimostrato in un post di qualche anno fa, ahivoglia se sarebbe stato meglio, per lui – e per tutte noi, Oscar compresa -, che non avesse mai giurato. Mr G, nel manga, durante il tentativo di cattura del cavaliere nero, quando Oscar dice “Ti farò quello che hai fatto al MIO André (watashi no Andore – scusatemi, vado a memoria dal 1999 –), che fa? Invece di approfittare del “mio – tuo – suo – nostro” Andore, pensa bene di fermare quell’intempestivo rigurgito di affettività, in Oscar, e ricordarle che un soldato non dà mai retta ai propri sentimenti. Cretino. Scusami, Grandier, ma sei immensamente cretino. Lasciavi la bionda massacrare quel demente (che tanto ci avrebbe pensato “Rosalie – AKA l’unica immortale”), lasciavi che prendesse un attimo più profondamente coscienza del fatto che eri il suo Andore – ci era appena appena arrivata a giusto giusto sfiorare il concetto -, poi, mentre lei si massacrava di sensi di colpa, saresti stato lì, accanto, bel bello (eh, vabbè, che bello non lo disegnano? Io sì, perlomeno), a farti sempre più vicino a lei. Ok, vi ho raccontato il plot di una fanfic, non provate a fregarmela che la scriverò io. A parte tutto, ma poteva starsi zitto? La cosa inquietante è che la frase ritorna. Oscar, è evidente, dà un peso speciale alle parole di Andore, da sempre. E viene il momento, tragico – diciamocelo, qui, sebbene siamo tutte edotte della storia, smettiamo di guardare manga e anime – del ferimento di Andore nel manga. Lui che fa? Canta. Non mi chiedete perché, visto che nell’anime canta, invece, nel 28. A posto del bellissimo “Quanto ho bevuto… quanti pugni ho dato e quanti ne ho presi…”, Andore giappo canta. Ma che cazzo ti canti? Di nuovo. Vabbè, canta di una certa Mylène (se mi sbaglio, mi corigerete, scusatemi, è una fase un po’ così) e noi pensiamo ma che cazzo, la versione italiana è molto più bella, che cavolo. Ma, attenzione, Andore-manga-wise ferito a morte, canta e ricorda a Oscar che un soldato non deve mai dare ascolto ai propri sentimenti, le dice di tornare a combattere. Stavolta Oscar non gli dà retta, anzi, dopo essersi resa conto che non ci vede più, nella versione Granata, che è quella che so a memoria (e che certe traduzioni ci fanno accoratamente rimpiangere, diciamocelo!), gli dà dello stupido. Povero tesoro. Queste parole deve sentire dalla sua amata, quasi le ultime. Ma, diciamocelo, se la piantava con la menata dell’ufficiale che deve fare il suo dovere, magari tutto era andato in un altro modo.

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2 Responses to Mr G contra se – Nemo tenetur se detegere

  1. lauraslittlecorner ha detto:

    Guarda, adorata, ci sono veramente tante cose da dire, e ora sono incasinata e non riesco, ma spero di potere, presto. Penso anche alle recenti traduzioni, e non solo “cretino”, ma altre scelte, discutibili, dissonanti, altre che cambiano proprio il senso delle frasi, e pesantemente… e mi fermo qui. Certo che prendere un fan, che la supervisione la farebbe anche gratis, che almeno conosca bene Lady Oscar, ad armonizzare e con cui ragionare sul senso e su come rendere certe frasi…

  2. alessandra ha detto:

    Bellissimo, soprattutto se penso alle cose che… potevano essere realizzate a partire da certe situazioni, e non lo furono perché forse mamma Ikeda all’epoca non era, diciamo così, abbastanza matura per cogliere le occasioni da lei stessa create. Quella cosa nel finale in cui gli dà dello stupido non l’ho mai digerita, poi. Nell’ultima traduzione del manga addirittura del cretino, se non sbaglio. A onor del vero ricordo che una lettrice giapponese su un forum, quando glielo dicemmo, trasecolò e s’indignò di brutto per questa traduzione, quindi presumo che la parola in originale avesse tutt’altro significato. Non so, qualcosa come “pazzo!”, “incosciente!”, almeno spero. E il canto di André (Cavalieri del re a parte) è un’altra cosa che davvero… mah… non mi spiego. Diciamo che è tutto un po’ teatrale. Urge ricostruzione più sobria tramite apposita fanfic. Ora sono io che ti fomento: faccio l’editrice a parti invertite.

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