Update sito 8-13 marzo

http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Updates/last_updates.htm

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31 Responses to Update sito 8-13 marzo

  1. Sara ha detto:

    Mi stupisco sempre di quanto siano vari i temi affrontati in “Christine”, e quanto ben approfonditi. Se guardo indietro, agli esordi della storia, e guardo poi dove siamo arrivati, è quasi incredibile. Dalla lettura di questo capitolo ho ricavato un’impressione quasi claustrofobica, un istinto alla fuga fortissimo, attanagliante: hai reso perfettamente il senso di panico di lei, l’impressione di essere braccata, chiusa in un angolo, è una sensazione pervadente. Non posso non provare un sotterraneo senso di fastidio verso questo Andrè, che prima va a fare danni con Christine e poi, come se non avesse imparato nulla, cerca di reiterarli… eppure quello che prova lui è naturale, è parte del suo modo di amare, ed è anche frutto di un’innegabile forza vitale. Ora mi chiedo se lei troverà in sé le risorse, emotive e razionali, per accettare e abbracciare il cambiamento, per farlo suo, riplasmare la sua identità: è l’unica cosa che potrebbe salvarla, credo.
    In “Lezioni” spero, prego, spergiuro che ci siamo finalmente liberati di Fersen; il chiarimento finale fra i nostri due lascia ben sperare, ed era un chiarimento che doveva arrivare… e ora??
    “A portrait” veramente toccante, con i due complici e affiatati fra loro, quasi timidi nella loro vena di tenerezza sotterranea e soppressa, e mi è piaciuta la rilettura della scena di St. Antoine, l’idea che Fersen possa avere raccontato tutto alla regina (e in effetti perché no!). Spero che Andrè venga a sapere quello che Oscar si è lasciata sfuggire, è sempre stato uno dei miei crucci nell’anime: quando lei, dopo aver capito tutto, se ne sta lì a bere la cioccolata tranquilla invece di parlare ad Andrè, ecco, una delle innumerevoli volte in cui l’avrei strozzata!
    Grazie ancora per questo Update, che ci hai regalato in un momento così difficile per te. Abbraccio!

    • Silvia D. ha detto:

      Mi unisco anch’io agli apprezzamenti di Sara per “A portrait”, un inizio che conquista, in uno dei momenti della storia che preferisco. Carino Fersen a fare da tramite e da cupido ai due, timidi e abili a complicarsi la vita.
      Arrivo in ritardo ma l’update va letto un po’ alla volta: dato lo spessore degli interventi è meglio lasciar sedimentare le cose e non consumare tutto d’un fiato. Almeno, questa volta mi va di fare così 🙂
      “Lezioni proibite” lo seguo con sentimenti alterni, di ammirazione ed empatia all’inizio, con molto più distacco nella parte del ballo e dei due assalti alla virtù della nostra eroina. Questa Oscar che si lascia manovrare e sedurre non mi piace tanto. Questione di gusti personali. La scrittura e la costruzione della storia sono sempre all’altezza di tutti gli scritti di Laura.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Grazie per i commenti, Silvia.
      “Lezioni” nasce dal mio precedente “Rose”. Anche lì Oscar arriva a un certo tot con Fersen, al quale cade anche la parrucca incipriata. Forse in “Rose” la cosa è più sopportabile perché ho spinto sul grottesco (ricordo ancora che Shophy – e non solo lei – era molto divertita da questo aspetto).
      So che il racconto era partito più solare e si è fatto oscuro, ma, a volte, bisogna lasciare le cose così come vengono (idem con Christine).
      In generale, credo che, in fondo, questi testi debbano molto a due gran bei racconti di Sydreana: “Vile chi l’abbandona” e “Racconto amaranto”, che hanno trattato il tema di Oscar e Fersen. Nel primo sono sposati, nel secondo lei ci va a letto al ballo. Credo siano stati molto fondanti per chi ha scritto dopo. Perché erano scritti benissimo, belli, duri, aspri. E ci hanno costretto a riflettere.
      Quanto a Oscar, per quanto mi riguarda, credo stia scoprendo il suo potere, eventualmente anche seduttivo. È in una fase di mutamenti.
      Ed ero curiosa sulla serata del Grandier.
      Ho rovesciato i canoni. Non è lui che va a puttane come ho visto scrivere dal 2000 dalle francesi (Alix) in avanti.
      Scusa/te se rispondo solo ora, ma la scossa di lunedì mattina e il trascorrere vari giorni da sola mi hanno fatto sentire poco a mio agio.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Sara, grazie.
      “Chris”. Hai detto tutto tu. Ora si vedrà. Certo, non è facile o scontato, per lei.
      “Lezioni”. Beh… intanto mi sono concessa una lunga revisione, col senno di poi. E ora? E ora botte! 😉
      “Portrait”. Mi piace scriverlo. È arrivato, arriva pian piano. Coi raggi del sole, leggendo. Anche io non ho mai capito né la versione anime, né quella manga, ma, essendo imbranata e timida nelle questioni di cuore, forse, invece, dovrei capire. Leggevo un’intervista al Corriere di Pupi Avati, che diceva: «Se fai film torni sul luogo in cui non ottenesti quello che volevi e racconti la storia con un finale diverso.» Se scrivere è lo stesso, allora scrivo per riparare.

  2. Silvia D. ha detto:

    Grazie speciali a Laura per aver avuto le energie, la concentrazione e il tempo per far uscire questo update nonostante tutta la situazione che hai così bene comunicato in uno degli ultimi scritti. Sei davvero speciale! E il tuo disegno tra le mimose uno dei migliori che tu abbia fatto.
    Un grazie anche a Sara, la cui storia ho letto nei diversi update senza che mi trasmettesse emozioni particolari… finchè non ho letto d’un fiato gli ultimi due capitoli, l’ultimo soprattutto, e sono rimasta spiazzata, colpita e forse anche affondata. Un finale da lasciare senza parole. Altro che Dezaki e il suo descrivere il precipitare dei nostri verso il loro destino. Un finale di sicuro più amaro e duro del finale di anime e manga, che già non erano un botto di allegria. Due capitoli che mi hanno mosso dentro qualcosa, molto a dire il vero, che non riesco ancora a mettere a fuoco, tant’è che rileggerò al più presto tutta la storia dall’inizio, in una volta sola (complice l’età, non riesco più tanto a riallacciare le fila della storia e delle sensazioni provate leggendo qualche capitolo per volta).
    Ora come ora Sara posso solo dirti che scrivi molto bene, che l’analisi introspettiva dei tuoi personaggi, Fersen incluso, è perfetta ed è il punto di forza della tua storia. Mi è piaciuto come sei rientrata nella trama originale negli ultimi capitoli, come hai reinterpretato alcuni episodi chiave, come il 28, con estrema originalità, facendo sì che tutto si incastri alla perfezione, tutto quello che si è letto prima, con quello che verrà dopo, con le scene dell’anime e del manga. La tua Oscar la odio, perchè non ne azzecca una e fa del male e si fa del male, anche se animata ogni volta dalle migliori intenzioni. Eppure è una Oscar che colpisce, che fa riflettere. E riuscire a far riflettere su una storia e su personaggi arcinoti, sviscerati in mille modi diversi nel corso dei decenni, non è una cosa da poco.
    Per questo “scombussolamento” interiore ti ringrazio di cuore. Finale davvero magistrale.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Vero. Mi associo. Grazie, davvero, Sara. E grazie a te per il commento.

      Sui tempi, colpa mia, ma ho detto più volte che, non essendo professioniste, il tempo dei nostri snobbissimi “Quaterly updates” è importante perché, in corso d’opera, arrivano idee migliori, si migliora in qualità verso i lettori.
      D’altronde, il meccanismo stesso della serialità consente all’autore, da un lato, una fidelizzazione progressiva (dato che, come tu ben sai, non tutte le storie vengono apprezzate da subito), dall’altro, la possibilità di gestire la storia (e i propri impegni).
      Ovviamente la serialità di un sito non generalista come questo, non può essere la stessa dei generalisti.
      Parlo per me, per esperienza di questi diciotto anni, in cui non ho mai smesso di esserci con fumetti, disegni, storie, blog (una vera nerd), però aggiungo che la rilettura come piacere, come ri-analisi, consentita dai quaterly, è qualcosa che porta a riassaporare il testo, a rileggere. Che non fa fagocitare, che costringe, siccome un testo è bello ma quello, tot pagine, a soffermarsi a studiare sui particolari.
      Per questo, qui non siamo generalisti. Se noi facciamo uno studio su termini, frasi, è giusto che il nostro lettore possa assaporarle.
      Non è una critica, sto solo cercando di spiegare.
      Per di più, le passioni a volte scemano. In questi anni ne ho viste… noi, da 18 anni, siamo qui e con un certo livello e questo è anche perché non bruciamo i pezzi per fretta di pubblicare.
      Se, però, vogliamo guardare un attimo ai numeri, ecco le cifre.
      In questi ultimi 23 mesi, il sito ha avuto quindici update; a livello racconti, nello stesso periodo siamo state principalmente in tre (Alessandra, Sara ed io) a sostenere il sito coi nostri testi (44 episodi) – Alice, Elisa e Costanza hanno un testo ciascuna, in questo conteggio; Donye due -, mentre il blog (che, dalle statistiche in mio possesso, ha un buon seguito) ha avuto un rifornimento continuo di contenuti, ritengo anche interessanti, miei o forniti, quando così dichiarato, da altre persone, con me che non mi sono mai limitata a fare copincolla della notizia, ma, ogni volta, ci ho messo del mio approfondendo, cercando altre notizie di contorno o di sostegno, procurandomi ed elaborando immagini, controllando traduzioni e simili. In alcuni casi le nostre notizie erano totali anteprime non postate da nessun altro. Sono stati pubblicati un racconto illustrato e sono in corso tre progetti: i due fumetti Liberté 3 (con Elena) e D’Après – Arras (io sola), e la raccolta Portfolio (con Elena).
      Diciamo che, tirate le somme, considerato tutto, anzi, anche non considerando tutto il contorno e le varie complicazioni, i numeri parlano da sé (anche se non si dovrebbe parlare di numeri, ma, visto che ci sono, valutiamoli). La qualità di questa produttività, secondo me, anche.
      I tempi, come per voi, che scegliete – o meno – di commentare, di dirci o meno “vi seguiamo” (e senza questa cartina di tornasole noi autrici andiamo avanti solo perché crediamo in quello che facciamo), anche per chi scrive o disegna o fa editing – o tutto questo insieme -, derivano da mille cose, impegni o altro.
      Alla fine, è la qualità che conta. Per quanto mi riguarda. Però vedo che anche come tempi ce la caviamo.

      Grazie per quello che scrivi su Mimosas. Diverse ore di lavoro ed empatia. ❤

      • Silvia D. ha detto:

        Ops, Laura, forse non mi sono spiegata bene nel mio inciso. E’ davvero colpa della mia età e non della frequenza delle pubblicazioni sul tuo – posso definirlo nostro? – amato angolino. Pensa che leggo i romanzi di Camilleri su Montalbano e, passato qualche mese, me li sono già dimenticati… tant’è che spesso, quando li rileggo, è come se fossero nuovi per me! 😦 Invecchiamento precoce, troppe cose da memorizzare più pressanti, sarà che leggo per diletto la sera, io che sono un’allodola e do il meglio al mattino, anche in fatto di memoria.
        Ben lungi da me l’intenzione di inserire un commento negativo circa la frequenza delle pubblicazioni. Primo perchè ogni tanto, in crisi di astinenza, sbircio anche i cosiddetti siti generalisti ma anche lì, dove si pubblica magari ogni settimana o ogni giorno, incontro le stesse difficoltà nel leggere “a pezzetti” una storia. Quindi è proprio un mio problema di memoria. Secondo perchè hai, avete fatto la scelta di curare molto la qualità delle opere pubblicate e tutto questo richiede parecchio lavoro di riflessione, rielaborazioni, rifinitura in più. L’attesa degli update è ogni volta ampiamente compensata dalla qualità e dalle emozioni che tu e le altre autrici mi fate provare. E di questo non smetterò mai di ringraziarvi. E poi c’è sempre la possibilità di andare a rileggersi le storie, con calma e maggiore sequenzialità per cui non mi perdo nulla.
        Anzi, come ho scritto sono rimasta stupita che, anche nel disastro che è successo e nella precarietà che stai vivendo sulla tua pelle, tu sia riuscita a pensare al sito e agli update. Davvero grande, Laura.

    • Sara ha detto:

      Silvia, ti ringrazio di cuore di aver letto e di esserti anche soffermata a commentare, e sono veramente contenta che la chiusa abbia incontrato la tua approvazione.

  3. lauraslittlecorner ha detto:

    Io avevo letto, e più volte, ogni episodio di Inside. Ovviamente. Fin dal principio mi sono detta che avevamo per le mani una cosa notevole. Fin da subito, erano interessanti le premesse da cui Sara stessa dichiarava di muoversi, due robe non facili, eppure, eccola lì a scrivere la sua. E come la scriveva!
    Ogni volta che leggevo ne rimanevo affascinata, per come Sara narrava, ma anche per come costruiva sia la storia, sia le scene. Non c’è molto di scontato né nella storia, né nella scelta di torcere lievemente (scusatemi questa terminologia un po’ inglese) i personaggi, né nelle direzioni che questa storia prende.
    Ogni volta che c’era l’update io arrivavo con le sensazioni delle letture di tempo prima (colpa mia: ci metto tempo a fare le cose e altre si aggiungono), poi, le notti, fatta la pubblicazionie, rileggevo e ritrovavo tutto quello che avevo scritto, con emozione, a Sara per sms o email.
    Stavolta ho riletto tutto.
    Mi sono messa lì e ho riletto. Dalla fine (è interessante, provate anche voi) e poi dall’inizio. E ci troviamo di fronte a una storia, tutta, scritta bene, benissimo. Certo, da quel primo episodio, anche dai primi due, ci saremmo potuti aspettare tutt’altro (io ci speravo e ci spero ancora! LOL Alessandra dice che patisco il complesso dell’editore e probabilmente ha ragione), invece dovevamo finire al 28 e quando ho letto la reinterpretazione di Sara, mi sono detta “Ecco, qui voleva arrivare. Chapeau!”
    Voleva arrivare oltre, invece. Gli ultimi episodi sono bellissimi, l’ultimo, scritto benissimo (come gli altri), è toccante, dolorosissimo, bellissimo. Non lascia scampo – nel senso migliore del termine: è un complimento. – Per me, che sono evil fin dalla mia comparsa nel fandom (Narumi ed io eravamo le Evil ff writers), è anche geniale la ripresa della storia a cui si intreccia nel finale, perché, sempre dal mio evilissimo punto di vista, tutto può succedere (scenari foschissimi con Al che insegue il povìro Grandier armato di forcone – e ne avrebbe, doppiamente, ben donde). Questo è un testo che, volendo, si può leggere su più piani.
    Sara, apertissimamente, più volte affida alle parole di Oscar il punto di vista dell’autrice. Le parole di Oscar sono quelle che ci spiegano la storia, i percorsi mentali della protagonista. Anche questo è molto particolare. E’ una scelta interessante e che, nei lettori, vedo, ha suscitato anche l’idea di dire la propria. In alcuni punti, invece, la narrazione dell’evoluzione-involuzione dei personaggi nel racconto è affidata alle parole di André, qui decisamente più Barry-wise (ma in questo giro mi pare che Barry abbia parecchie estimatrici e comunque è un bravo attore che spiccava sul resto e con Catriona con gli occhioni che parlano faceva, sceneggiatura demenziale, almeno quanto le parrucche, e tirata là a parte, una certa scena). Il fatto che io mi aspetti, quando scrivo io, questi due meno disincantati e meno aperti a terzi non vuol dire niente. 😉 E’ stato molto interessante calarsi negli spunti offerti da Sara.
    Dal mio personalissimo punto di vista, ho avuto delle impressioni, sulle ragioni dello scrivere “questo personaggio Oscar” e, in fondo, anche “questo Andore”, ragioni che ho esposto l’altra volta.
    Vorrei aggiungere, riflettendo, così, un po’ fuori dalle righe, che la coppia si forma, si evolve, sulla base di un contesto e di due elementi. Se vi è uno sbilanciamento nell’uno, chiaramente questo impatta anche sull’altro. Anche il contesto pesa.
    Questo ovviamente è il mio singolo punto di vista.
    Posto questo, io credo che Sara volesse raccontarci innanzitutto un contesto complesso che impatta, ripetutamente e drammaticamente, anche nelle vite meno grame. Il ritorno costante al padre burattinaio che André invoca, il vecchio pazzo, ma un vecchio pazzo profondamente e contortamente amato dalla figlia, che ne ricerca l’approvazione.
    Poi, ritengo che Sara volesse raccontarci un percorso di una donna con tante qualità (questo viene più volte rimpianto, sia da André, sia da Oscar stessa), ma che andava a scontrarsi, più che con la sfiducia, con la propria enorme e fondante consapevolezzza di non poter accordare la propria fiducia al compagno. Nella fictio della storia le ragioni poi erano varie, per i vari competitor, ma la sostanza che Sara ci raccontava era di una persona che non riusciva a pensare di poter vivere con un compagno, perché, in fondo, di lui sentiva di non potersi fidare, ma nel senso anche di affidarsi, fare affidamento, e anche nel senso di sentire condivisione (che con André c’era, ma lei non la riesce ad accettare e qui ci sono delle cose di cui sotto, riguardanti Andore).
    A questo proposito, per quanto mi riguarda relativamente alla condivisione, non so se ciò sia sempre necessario, in una coppia – penso che ognuno senta le cose a modo proprio, in fondo, anche a causa delle proprie esperienze -. Si vive anche accostando pezzi non perfetti. La vita è una cosa che è difficile teorizzare, bisogna vedere, nella pratica, come va, se le cose funzionano, come, se aggiustarle, se vale la pena aggiustarle – intendo lavorare per farle quadrare –
    E, tornando a come è scritta e costruita la storia, non so se davvero Sara veda un possibile Andore così o – da brava scrittrice qual è – lo abbia costruito apposta per far crollare la nostra Oscar, per poterla fare arrivare a questo punto. 😉 Da lettrice e da webby, però, ho trovato la cosa molto interessante. E intrigante.
    Mi è piaciuto molto come è stato scritto Fersen.
    Questo, al di là del fatto che quest’uomo poteva starsi zitto ed evitare di devastare i nostri poveri due. Però, davvero, credibile, ben scritto, forse il personaggio più riuscito di tutta la storia, proprio perché, in fondo, la figura storica si prestava e perché era più facile fargli fare cose spiacevoli o scorrette che non ai nostri due, amatissimi (una roba da altarini con le lucine, diciamocelo, io a quei due voglio proprio bene, anche se Alessandra, giustamente, mi ricorda che, poi, io li accoppo. Li accoppio anche, però.) Nei passaggi in cui tocca a lui tentare di far chiarezza nella testa di Oscar (senza riuscirci), vedi proprio dei passaggi da mentalità maschile da manuale (molto più questi che non la risoluzione di andare a puttane di André, per dire). I suoi pensieri, il fatto che consideri Oscar la donna di Andore – salvo poi fottersene, autoblindandosi con il grado sociale impossibilitante -, insomma, sono veramente spunti molto interessanti e azzeccati. Lui è cortigiano, in questo è ben colto e descritto. Bello il loro incontro nelle stalle, i capelli chiari, il riflesso, come lo hai descritto, l’urgenza di questi due amanti. Cioè, ci stavo male a leggere, eppure l’hai scritto benissimo (lo so che io ho scritto cose molto più dure, ma resto una che O&A li terrebbe insieme con l’Attack) e, rileggendolo, ancora, è notevole.
    Maria Antonietta è descritta come una donna qualunque, con quegli occhi stupiti quasi da Rosalie. Aveva vissuto una famiglia relativamente normale, in Austria, amava i propri figli. Ci sta tutta.
    La gestione delle parole, dei discorsi, della terminologia e delle parti relative al sesso, in una storia come questa, è stata esemplare. Mai troppo. Quando avresti potuto abbondare in descrizioni che ti avrebbero conquistato orde di lettrici assatanate, hai scelto di andare per sottrazione. Sei stata cruda quando ci voleva. Veramente, gestito molto bene.
    Ultima cosa. Grazie per quel richiamo ad Autunno. Grazie anche per quei ritorni alla stanza di André, che erano in L’alba e che, evidentemente, anche per te hanno significato qualcosa, e non solo per me che li raccontavo.
    Grazie per aver scelto un sito non generalista come il nostro piccolo Corner, per non aver pensato solo alle recensioni che sicuramente sarebbero fioccate, per esserti affidata a questo vecchio luogo, che però teniamo su con le nostre emozioni e, perché no?, con le nostre ambizioni. Se non le avessimo, non staremmo a scrivere con attenzione, a fare quello che Elisabetta chiamava labor limae, a fare le cose con più serietà possibile.
    Grazie, Sara. Davvero. Credo la pensi così anche la Somma Alessandra. ❤

    • alessandra ha detto:

      Cavolo Laura, che commento… è incredibilmente bello e ricco. E poi ti chiedi anche perché noi tutte preferiamo pubblicare qui? Guarda, mi ci vorrebbe un’ora per rispondere a tutti gli stimoli che mi hanno dato le tue parole. Mi riservo di farlo con più calma, ma intanto ti dico grazie per questo contributo bellissimo e per la tua generosità che è veramente straordinaria. Un abbraccio forte!

      • Sara ha detto:

        Sottoscrivo quanto detto da Alessandra, dalla prima all’ultima parola. Grazie per questo commento così ricco e approfondito, pieno di spunti, che risponde così bene a tutte le suggestioni che mi animavano mentre scrivevo e che addirittura va oltre. Sei una lettrice incredibilmente acuta, e attenta. Per me pubblicare sul Little Corner ha avuto un significato particolare: è un luogo in cui sono archiviate storie che apprezzo, di incredibile spessore, frutto di una selezione e una cura che si percepisce, e entrare a far parte di questa realtà è un onore per me, per cui grazie a te, Laura!

    • alessandra ha detto:

      Eccomi qui anch’io, finalmente. A proposito di “Inside”, oltre a tutto il resto ovviamente, anch’io ho letto con grandissimo piacere le scene d’amore (come chi mi conosce non stenterà a credere), soprattutto perché erano così convolgenti, ben scritte, e soprattutto, davvero “senza rete” – uso un’espressione sentita molti anni fa da Sydreana che descrive perfettamente la mia idea (e non solo la mia, evidentemente) della scrittura. Parlare di sesso, poi, è particolarmente difficile, perché si deve evitare da un lato il rischio di cadere nello stereotipo e, dall’altro, nella volgarità, quindi bisogna evitare come la peste sia la metafora eufemistica sia la parola gratuitamente cruda. Sara riesce benissimo in questo, usando termini ed espressioni molto veri, realistici, che si accostano inaspettatamente a immagini di grande delicatezza emotiva, ed è per questo che l’insieme appare così vero e originale. Quella prima scena con Fersen nelle scuderie è da cardiopalma, così tanto che, per quanto un accoppiamento tra i due non mi abbia mai fatto sangue, questo incontro invece l’ho trovato fantastico e credibilissimo, e per la prima volta mi ha fatto credere che, sì, ci poteva davvero stare una storia tra loro, e mi ha fatto capire cose ci avesse trovato Oscar ;). Merito anche qui delle battute che si scambiano, delle cose che si dicono nell’eccitazione del momento, dell’intensa passionalità che si scopre in Oscar, sotto un’apparenza di ghiaccio, e che travolge lui. Ricordo, se Laura mi permette di farlo, che la prima volta che mi parlò di Sara disse che era bravissima, e che questo giudizio mi fece subito drizzare le orecchie perché non è affatto cosa consueta sentirla esprimersi così, soprattutto a proposito di un nuovo autore (io mi entusiasmo più facilmente, per dire, e sull’onda dell’entusiasmo tendo ad essere un po’ più generosa. Ma quando si entusiasma lei, che ha un autentico talento di editrice, vuol dire che siamo veramente di fronte a qualcosa di buono). Infatti, quando lessi le prime puntate, potei constatare che la sua scrittura era assolutamente splendida, e che, cosa ancora più rara, lei era un’autrice del tutto autonoma e completa. Insomma, leggere “Inside” è stato un piacere grandissimo, fin nelle più sottili e riposte sfumature. E’ stato bello leggerlo per scoprire cosa succedeva, certo, ma anche e soprattutto per scoprire come succedeva, e constatare con quale dominio, come giustissimamente secondo me osserva Laura, che in questo ha colto un punto essenziale, Sara sapesse controllare la storia, contenere e dosare anche l’entusiasmo, sottrarre invece che aggiungere cedendo al facile desiderio di compiacere il proprio estro del momento (io non sempre lo faccio, ad esempio) o le attese del lettore. Il risultato sono dei passaggi capaci di dare un’emozione estetica incredibile, davvero da leggere e da rileggere per assaporarli appieno, e una costruzione complessiva magnifica, che non ha il minimo segno di cedimento strutturale, che in nessuna sua parte è poco credibile o forzata o priva di giustificazione. Certo, se la storia l’avessi scritta io, probabilmente avrei fatto fare ai personaggi cose diverse, perchè diversamente li “sento”, almeno nelle conseguenze estreme dei loro atti. Ma questo non ha nessuna importanza (a parte il fatto tra l’altro che alla mia scrittura calza come un guanto la meravigliosa citazione di Pupi Avati sul suo cinema, cosa che dovrebbe preoccuparmi sul piano strettamente personale ;), e quindi non è affatto detto che le mie soluzioni siano più realistiche e vere. Mi sento come Briony Tallis di “Espiazione”, alle volte, disgraziata me, anche perché di solito parlo di me stessa, ahahah!). Ma le cose che Sara fa fare loro mi tengono costantemente col fiato sospeso, tanto più quando vorrei intervenire e correggerli, e dir loro che no, così non va bene, che così non si intenderanno mai, che va bene la confusione e l’amor proprio ferito e gli ormoni impazziti e tutto il resto, ma insomma, alla fine uno dovrebbe capire e fare chiarezza in quello che prova, e comportarsi di conseguenza (e come no, infatti anche Oscar lo fa, fa chiarezza nei suoi sentimenti, ma il fatto è che p e r l e i, la giusta conseguenza è diversa dalla conclusione che avrei tratto io, però questi sono affari suoi e non miei, appunto), e tra l’alltro questo mi fa sentire come mi sentivo davanti alla Oscar dell’anime di Dezaki e ai suoi mitici “André io” (vero, Laura?), che avrei voluto continuamente far ragionare, la qual cosa è appunto il motivo per cui sto ancora qui dopo trentacinque anni a riscriverla, il che è molto terapeutico per me e indirettamente conferma a chiare lettere la bontà del metodo di Sara. Insomma, ragazze tutte, leggete e rileggete questa storia, perché è un’autentica meraviglia. E tu, Sara, se posso accodarmi agli haud mollia iussa di Laura, considera di prego l’opportunità di riprendere alcuni di quei bellissimi spunti che hai disseminato e lasciato sospesi qua e là, magari anche per un’altra storia, perchè sono certissima che creeresti un’altra meraviglia, forse proprio come fece Virgilio… a buon intenditor…

      • Sara ha detto:

        Carissima Alessandra, come posso ringraziarti per questo commento così generoso e approfondito? Non posso, e leggerlo è stato davvero un’emozione incredibile per me e mi ha letteralmente sollevato il lunedì, anche se solo ora trovo il tempo per risponderti! Per le scene di sesso, come per ogni cosa che riguardi la scrittura, credo che l’esperienza aiuti a migliorare: esperienza di scrittura ed esperienza di vita, che plasmano il tuo gusto, ti fanno capire che troppi pudori sono ridicoli, come lo è il banale esibizionismo, ma è un discorso che non ha molto senso fare a te, che al traguardo dell’equilibrio di cui parli sei già arrivata attraverso la tua strada. Quanto alla capacità di controllare una storia, penso che qui non si possa mai dire di essere “arrivati”: è un lavorio continuo, spesso si sbaglia, io sbaglio, ma poi sbagliare è relativo, no? Credo che tutto dipenda dal gusto personale, dagli obiettivi che ci si prefigge, magari anche dai periodi. A volte io ho voglia di leggere una storia in cui i Nostri si incontrano e vivono per sempre felici e contenti, e al diavolo tutto: i lavori dei fan esistono anche per questo, giusto? Quanto allo scrivere altro, confesso che mi piacerebbe, e che commenti come il tuo e quello di Laura, così complessi e articolati, mi fanno prudere la penna: ad esempio, accanto a questo finale, io avevo un’altra idea, totalmente diversa, molto più articolata, che mi sarebbe piaciuto sviluppare, e qualche altra scena sparsa qua e là che mi frulla per la testa. Il problema, purtroppo, è il tempo: quando ho scritto questo racconto avevo un lavoro assai precario ma che almeno mi permetteva di gestire il mio tempo, mentre adesso ho un po’ più di stabilità ma non ho più tempo, e questo devo dire che mi fa soffrire, ma così è. Grazie per l’incoraggiamento, comunque! Chissà che non cambi qualcosa nel prossimo futuro 🙂

        • lauraslittlecorner ha detto:

          Ti scrivo in privato, è da tanto che voglio farlo e non trovo un momento. Ma ci sono tante cose che voglio dirti sul tuo testo, frasi a cui continuo a pensare, e sono contenta che tu comunque abbia in mente scene, situazioni. Butta giù gli appunti, non lasciare andare le idee. Io e le ragazze del Little Corner ti aspettiamo. ❤

  4. Sara ha detto:

    Grazie infinite a Laura per questo ricco Update, soprattutto considerando le condizioni in cui ha dovuto lavorare per farcene dono… Io mi riservo di commentare nel we, ma intanto ringrazio a profusione e mi leggo e rileggo le storie!

  5. alessandra ha detto:

    Attenzione: SPOILER. Non leggete prima di aver letto “Inside”.

    Dicevo… Sara… pensavi forse di scamparla dopo quello che hai fatto? Guarda, io non voglio spoilerare troppo… ma… ma… se ti avessi per le mani in questo momento ti stritolerei! E non me l’aspettavo del tutto, devo confessare, anche se qualche presentimento ce l’avevo. Ma a parte questo… eleviamoci al di sopra della passione del supporter che guarda solo al “che succede”. La storia è magnificamente scritta, come sempre, e quell'”amore comodamente impossibile” me lo segno e me lo rivendo alla prima occasione (non in un racconto, tranquilla, pensavo di usarlo per impressionare qualcuno con la mia disincantata e forbita saggezza). E’ splendido come hai caratterizzato questa Oscar che non ne fa una giusta in tutta la vita, e che alla fine, almeno per come la leggo io, resta un personaggio negativo (e non è una cosa frequente nele fanfics oscariane, quindi doppiamente brava), dalla vita in fondo fallimentare, che fino alla fine si intestardisce nello sbagliare, trascinando purtroppo pure André con sé. Personalmente non credo nella “positività” dell’azione che compie alla fine. Sì, i ragionamenti che fa sembrerebbero stare pure in piedi, sembra un atto di estremo altruismo, di generosità, di autentico amore… finalmente… Ma è davvero così? Intendiamoci, non sto criticando la storia, che è bellissima così proprio per questo. Ma mi hai suscitato delle riflessioni, e volevo condividerle. Alla fine Oscar anche in questo caso ha deciso per lui, e anche in questo caso gli ha negato, e stavolta per sempre, l’unica gioia che lui ha spasmodicamente desiderato tutta vita, l’unica cosa che volesse davvero e per la quale avrebbe rinunciato a tutto. Per la quale in fondo anche la sua vita avrebbe acquistato un senso: invece così non ne ha più neanche la vita di André, poverino, che si troverà ad andare avanti in un rapporto che non significa niente per lui (e lo dimostra il fatto che si spinga a una quanto mai sincera e umiliante confessione in extremis… e come si sarà sentito dopo di questo?) Del resto, sai come si dice del matrimonio… alcuni si sposano perché hanno trovato l’anima gemella, altri perché pensano che ormai non la troveranno più…
    Comunque, mi viene anche da pensare, psicanalizzando un po’ questa povera Oscar infelice e fallita, che non sa amare e non sa farsi amare fino alla fine, coerentemente e caparbiamente ancorata ai suoi errori, quanto c’è di vera generosità nella sua azione finale e quanto invece di orgoglio, l’orgoglio in fondo ereditato dal padre… quanto c’è, nel suo estremo atto di negazione ammantato dal nobile pretesto di fargli del bene, della sua delusione molto egocentrica e un po’ anche del suo risentimento per essere stata apparentemente dimenticata? E quanto di un inconfessabilissimo e quasi inconscio desiderio di vendetta, addirittura, irrazionale e ostile come tutte le reazioni istintive che caratterizzano la sua povera e incompleta umanità? Sbaglierò? Non lo so, ma a me pare che ci si possa almeno porre questa domanda. In fondo, in questo modo, sa di condannare anche André, e stavolta per sempre, alla sua stessa infelicità. Ed è un po’ anche un modo per riprenderselo, per portarlo via per sempre a qualsiasi Diane.
    Sono veramente ammirata per il fatto che hai saputo creare tutto questo. La tua Oscar distruttiva e autodistruttiva è veramente un personaggio splendido. Clap, clap clap.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      E’ vero, hai ragione, o Somma, o Adorata!
      Quello che io pensavo di questa Oscar e di come gestisce se stessa e il rapporto con André lo avevo scritto la volta scorsa. Anche di Andore, avevo smessiaggiato e scritto. Ma qui vorrei far notare la assurda genialità di Sara con quel finale (e, sì, no spoiler), ma che, se vogliamo portarlo alle estreme conseguenze, e. considerando anche come finisce la questione sia nell’anime sia nel manga, è terribile, duplice, anzi, molteplice. Sara non ci dice altro. E’ veramente brava in questo. E noi leggiamo il finale. Poi, e questo Sara non lo scrive, ci sta attentissima, ma noi possiamo dubitare, poi noi sappiamo come va a finire la questione in anime e manga. Non lo trovi geniale? Seriamente. 😉

    • Sara ha detto:

      LOL ti ringrazio del generoso commento, Alessandra! Noto con perverso piacere che il mio personaggio oscariano risulta a dir poco controverso, e la cosa non può che regalarmi un senso di malsana soddisfazione: quando i lettori si accapigliano su un personaggio, cercano di sviscerarlo, si confrontano dando interpretazioni diverse, beh, io penso che l’autore non possa che sentirsi soddisfatto, perché ciò vuol dire che in qualche modo il lettore è rimasto (anche se forse scomodamente) colpito. Riguardo alla tua lettura di Oscar, non posso che ringraziarti di averla condivisa: l’ho trovata davvero interessante! Dovendo dire la mia, io “sento” questa versione di Oscar come un personaggio autodistruttivo, ma non come un personaggio crudele. Lei è, in fondo, molto fragile (o debole) nella sfera emotiva e dei sentimenti, ma non mi sembra meschina, e infatti tutte le volte che c’è stato da criticarsi e demolirsi, lo ha fatto senza riserve, forse addirittura con eccessiva voluttà: mi pare, piuttosto, che a volte le piaccia un po’ troppo accomodarsi nel ruolo della vittima impotente del destino e accasciarsi lì, invece di mettersi in gioco e reagire, ma questa è un’altra questione. La sua rinuncia finale ad André credo muova più da una sfiducia intima e profonda in se stessa, come persona e come possibile compagna di qualcuno, che da un desiderio di vendetta o riconquista: dal momento che sa di aver sbagliato tutto e di aver seminato solo lacrime e sangue, non crede di poter donare qualcosa di positivo, e qui mi riallaccio alla bellissima analisi che aveva fatto Laura nello scorso update, sul fatto che Oscar in fondo ha una profonda sfiducia in se stessa, non si vede come elemento sufficiente e fondante di un legame di coppia. Credo insomma giochino un ruolo molto grande la sua paura e la sua mancanza di autostima e fiducia in sé come donna e come possibile compagna di qualcuno, e che questi demoni siano così ingombranti da non consentirle di prendere decisioni a mente lucida, men che meno di prendere decisioni altruistiche: per farlo dovrebbe riuscire a “vedere” gli altri, ma lei vede solo le torture che le infliggono i suoi fantasmi, e questo è in fondo, in realtà, molto immaturo e molto egoistico. A prescindere da questa mia lettura personale, è certamente bello il fatto che ogni lettore filtri la storia attraverso se stesso, la analizzi e interpreti secondo il proprio sentire, e sicuramente nessuno ha ragione e nessuno ha torto: una volta uscita dalla penna dell’autore, una storia diventa di chi la legge e la fa propria, e così facendo la trasfigura col proprio vissuto. Grazie ancora per aver condiviso le tue impressioni con me!

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Grazie a te. Io non credo sia immatura, io credo, e lo scrissi, che certa parte nel comportamento di questa Oscar ce lo abbia l’intuizione di non potersi fidare completamente di Andore. Ma qui andiamo oltre e mi fermo, perché non è giusto, ma era solo per dirti che io questa Oscar, in queste circostanze, io la capisco. Ancora brava, brava, brava! Non sparire dal Little Corner, non sparire dalla mia vita, io mi affeziono, irrimediabilmente, io sono molto Grandier, per come lo scrivo io. Grande Sara! (E se posso invadere questo messaggio, e poi glielo dirò, grande Alessandra!) Grazie, Sara, per aver mandato il tuo racconto al piccolo angolino. Grazie per aver avuto la pazienza di aspettare.

  6. alessandra ha detto:

    E poi… bellissimi i tuoi disegni, ma se mi consenti di esprimere una preferenza, la Oscar tra le mimose, il miglior regalo dell’8 marzo di quest’anno.

  7. alessandra ha detto:

    Dopodiché, mi piace come ti accanisci con Fersen (anche se io non condivido e come sai l’ho sempre trattato molto meglio di te…), e mi stuzzica anche quest’idea che tutti hanno che a madamigella ci abbia… per così dire… pensato l’attendente plebeo. Una cosa data per scontata un po’ da tutti, e che in effetti DOVREBBE essere scontata, se non fosse che qui siamo in presenza di due specialissimi casi di testardaggine granitica, complicati dalla cecità di entrambi, e non solo dai noti problemi alla vista di lui. E questo giocare sul ruolo della regina, qui cattiva lì buona… una bella idea anche questa. Certo, che secondo me, André non sarebbe stato santo come lo vedi tu, dopo la notte brava di Oscar. E a proposito, Giro che fine ha fatto? Che per inciso mi piaceva molto di più di Fersen.

  8. alessandra ha detto:

    Che bello vedere on line questo update, così atteso e così sofferto, in tutti i sensi, e pieno di tanto lavoro… tu poi Laura hai scritto tantissimo, come ci sei riuscita in quella situazione? Certo ragazze… se volevate farmi morire di languore ci siete riuscite, ora vado a prendere una cassa di Maalox per pettinarmi lo stomaco, come disse il poeta, si fa per dire. E tra l’altro, non avrei mai pensato di poter raccontare un giorno che mi sono consolata dei magoni fattimi venire da altri andando a leggere delle cose di Laura. Non si ricorda a memoria d’uomo un fatto del genere! Cioè, tu di solito li fai e poi li accoppi, e invece qui non si può non intenerirsi a vederli insieme. Certo, per carità, sempre con la dovuta precarietà, non sia mai che si possa stare un po’ tranquili, ma mi sembra quasi, come dire, che le emozioni negative di questi mesi si siano trasferite e convertite in atmosfere più dolci e soffuse nei tuoi scritti. Strano miracolo creativo. Mi piace questa tenerezza tra loro, nella nuova storia, e questa regina quasi complice, ma anche lei sibillina… povero André, e il fondo di tristezza che permane, comunque, e rende tutto reale… e la rivisitazione della scena di St. Antoine… con lui che, porello, non capisce più niente con tutte le botte che ha preso, e non ricorda di aver sentito le parole che è tutta la vita che aspetta di sentire… Non so dove ci porterai e mi dispiace per il piccolo Joseph, che sarebbe stato anche un bravo re, ma senza madamigella al suo fianco… Solo, per favore, non mi ammazzare tutti anche qui,

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