Da Monica – Il ritorno di Lady Oscar (in tv)

Monica segnala che, dal 15 maggio, Lady Oscar sarà replicata, sulla sua rete storica, Italia 1, alle 7,50. Sorvolando sullo scoraggiante orario a cui viene relegata la nostra eroina (d’altra parte, lei è mattiniera, a differenza di Andore – non sia mai che una protagonista di tale calibro manchi di tali pregi -), anche noi festeggiamo il nostro anniversario, il trentacinquesimo, dalla prima messa in onda e dall’enorme successo che l’anime conobbe, qui in Italia, prima ancora che in patria. 

Segnalo questo bell’articolo di Cecilia Uzzo, su TvZap.

http://tvzap.kataweb.it/news/201106/lady-oscar-il-ritorno-in-tv-dopo-35-anni-tutto-sullanime-cult/

 

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3 Responses to Da Monica – Il ritorno di Lady Oscar (in tv)

  1. lauraslittlecorner ha detto:

    Modestamente, per ognuno degli anniversari di Oscar, che siano manga, anime o cosa, ho dedicato parole e disegni – sto colorando ora la vignetta principale di tavola 43 di Liberté 3 – siamo al 5 giugno 2017, ore 23,33, anniversario del mio primo esame e primo trenta all’università -: non si può dire che io non sia dedita all’argomento: quindi con me stessa sono a posto. 🙂
    Ma non volevo essere autoreferenziale come altri, e stancare.
    C’è gente che gira attorno ai propri disegni, alle proprie cose. Io penso di non averne bisogno. Ecco perché il link. 🙂
    Sono certa che, da questo punto di vista, comprenderai il perché, pur non condividendo i contenuti.

    Per quanto riguarda quell’articolo, mi hanno colpito altre cose, come il fatto che sottolineasse che era un anime con problematiche adulte e personaggi complessi.
    La sigla scandalizzò anche in Giappone, Oscar nuda tra i rovi. Michi Himeno ci andò giù alla grande. Non so se chi ha scritto l’articolo lo sapesse, io che sono una fan lo so.

    A me è sempre piaciuta tanto, in particolare il primo piano a colori coi capelli al vento e tutta la sequenza successiva (reinterpretate nel Fanart Calendar e in Fanworks); alla mostra dello scorso settembre ho inserito, tra le moltissime illustrazioni inedite, un nuovo disegno in anteprima che omaggia proprio la sigla originale – purtroppo nei commenti WordPress non mi consente di inserire foto e il criterio dell’inedito, che mi è stato inculcato da Elena fin dal mio primo sbarco nelle doujinshi e che ha sempre improntato il mio (ma non di altri, vedo – io sono una persona coerente – ma non tutti, debbo constatare – ) operato, mi impedisce di dare immagini più esplicite se non foto di monitor e foto a distanza -; e non ho mai retto la sigla rifatta. Era il 1987, Lady Oscar su Rete 4, e la mia compagna di banco mi sfotte:
    “Hai sentito la nuova sigla di Lady Oscar”.
    Io, in lutto. “Sì, ma ci potrebbe essere di peggio.”
    Lei: “Eh?”
    Io: “Se la cantasse Cristina d’Avena”.
    Detto, fatto. 1990.
    Chiamatemi Cassandra. ^^

    Ps vi devo da qualche settimana un post, relativo a una traduzione, ma sto lavorando come una folle a Lliberté 3 e non sono riuscita a trovare il tempo di scriverlo… ma intendo farlo.
    Abbraccio!!!

    • Silvia D. ha detto:

      Ciao Laura,
      grazie per esserti presa la briga di rispondere, nonostante tutte le tue attivita’, il lavoro, la situazione. Apprezzo davvero.
      Ho piu’ che apprezzato la tua segnalazione e ora mi hai spiegato anche il nobile motivo. In ogni caso e’ sempre meglio essere informati e leggere il piu’ possibile e poi selezionare, decidere e dissertare, come volevo fare in questo caso, confrontando le mie opinioni con le tue, con altre opinioni di chi passa dal tuo angolino. In ogni caso mi sento arricchita dopo aver letto questo articolo, anche se non lo condivido in gran parte. E’ sempre uno stimolo a riflettere, rimettersi in discussione.
      Ecco, si’, la parte che “queste non sono cose per bambini” ma per adulti l’ho apprezzata anch’io, molto. Probabilmente ci sono diversi livelli di lettura e comprensione del cartone per cui alcune cose ti colpiscono gia’ da bambino o da pre-adolescente, come ero io alla prima messa in onda, ed altre le cogli via via che cresci, che accumuli esperienza, che maturi. E questa e’ la complessita’ e la bellezza di questo prodotto.
      Non so se l’ho gia’ raccontato qui ma anni fa rividi tutte le puntate con mia nipotina di 10 anni. Era molto piu’ coinvolta nelle puntate iniziali sulla regina e su Oscar fedele servitore della Corona che sulla seconda meta’ della serie. E quando, alla fine, muore Andre’ e Oscar si capisce che non potra’ fare una gran bella fine neanche lei, mentre le ammazzano il cavallo e combatte senza anima piangendo l’amato ed i propri errori, le uniche lacrime e parole di rammarico sono state: “Ma zia! In questo cartone muoiono tutti, pure il cavallo! Eh no! Il cavallo no…” E giu’ a piangere per il cavallo. Ma, dico, muore Andre’ e non dici “beh” e poi piangi per il cavallo?
      Poi ho riflettuto che alla sua eta’ era ancora lontana dal capire, sperimentare l’amore mentre conosceva benissimo l’amore per gli animali, per il suo cagnolino. Ecco che quindi aveva colto la parte a lei piu’ affine, in base alle sue esperienze, al suo grado di maturita’. Sicuramente, lo rivedesse adesso, coglierebbe altri aspetti.
      Quindi Lady Oscar per bambini, fino ad un certo livello, e per adulti, se lo si vuole vivere e recepire appieno.
      Comunque, Laura, invidio la tua memoria nel ricordarti l’episodio con la tua compagna circa la nuova sigla. E si’, un po’ cassandra lo sei stata. 🙂

  2. Silvia D. ha detto:

    Ma davvero hai / avete trovato bello quest’articolo?
    Perche’ di nuovo si sottolinea l’ambiguita’ sessuale di Oscar, come una delle chiavi del successo dell’anime: “deve tutto il suo fascino (che infatti esercita su uomini e donne) proprio alla sua ambiguità sessuale”. Ora, certo, io non posso ambire a rappresentare l’intero pubblico sintonizzato nel 1982 davanti al piccolo schermo ne’ l’ampio pubblico successivo. Pero’ so per certo che in Oscar ho sempre visto una donna, e il fascino che su di me esercitava, ed esercita tuttora, non era dovuto alla sua ambigua identita’ sessuale quanto alla modernita’, all’indipendenza, alla forza straordinaria, ai limiti della cocciutaggine, alla bellezza della protagonista cosi’ diversa dalle altre eroine incontrate fino ad allora, eppure cosi’ femminile. Un modello possibile di donna cui ispirarsi, un modello “da ammirare, non da amare” 😉 Mai provato attrazione per Oscar, a differenza della ambigua Rosalie, lei si’. Piuttosto, di sicuro, attrazione per tutti quei bellimbusti di Andre’ e Fersen, cui ho aggiunto piu’ recentemente, e solo dopo aver letto il manga, anche Girodel.
    E come si puo’ scrivere “La seconda sigla invece, quella che comincia con l’indimenticabile verso “Guarda il lampo che è laggiù…” ” L’unica sigla che io ricordi e’ quella de I cavalieri del re, nemmeno lontanamente paragonabile all’altra.
    Ma questo sarebbe ancora il meno, del resto siamo nel campo dei gusti personali. “La prima, composta e cantata da I Cavalieri del Re, e accompagnata da immagini piuttosto crude – Oscar nuda e trafitta da spine giganti, a simboleggiare il suo conflitto d’identità sessuale e non.” Ero undicenne quando guardai Lady Oscar per la prima volta ma non mi ricordo di essere mai stata sconvolta dalla visione ripetuta di tale immagine “cruda”… o forse lo sono stata senza accorgermene, ed ecco allora che i risultati nefandi si vedono adesso in quello che sono diventata poi! lol: E poi, secondo la mia interpretazione, Oscar nuda, con la spada sguainata, avvinta dai rovi spinati, rappresentava il suo essere rosa nel mondo, la sua crescita come persona libera da vincoli e condizionamenti esterni a lei estranei, ed il suo essere al tempo stesso forte e fragile di fronte agli eventi della storia.
    La storia, ecco, si’. Questa ricordo essere stata una delle ragioni principali per cui iniziai e continuai a vedere questo cartone animato, i costumi, le ricostruzioni grafiche dei palazzi, di Parigi dell’epoca, della regina e degli altri personaggi storici che avevo appena studiato in quinta elementare. Di sicuro non le scene di nudo, che alla fine si riducono a una soltanto, e molto pudica, tolta l’immagine della sigla.
    Non so, forse si sarebbe potuto scrivere qualcosa di meglio per il quarantacinquesimo anniversario.

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