Trentasei anni insieme

Ribloggo, da un post del 2012. Sei anni fa… ma sempre valido. 🙂 Buon anniversario a tutti dalle nevi perenni (no, non sono sulle Dolomiti, parlo dalla Marca del sud ^_-; )!!!

Era il I marzo 1982, le otto di sera, e torno scapicollandomi da danza, perché, da qualche giorno, su Oggi e Gente di nonna ho adocchiato la pubblicità di un cartone che andrà su Italia 1, alle 20. “Le avventure di una giovane fanciulla, travestita da ufficiale, alla Corte di Versailles.” Sopra, il gruppo dei personaggi, sotto Oscar e André, bellissimi, lui già ferito all’occhio. Su Rete 4 mollo senza rimorsi gli ultimi episodi di Isabelle de Paris, che non mi è piaciuto, ho amato di più Jeanie dai lunghi capelli (e sono tutt’ora traumatizzata dal remake di qualche tempo fa – perché fare i remake? -_-;). Accendo, e che sia benedetta quella pubblicità, senza la quale mi sarei persa qualcosa di unico. Quel primo, bellissimo episodio, disneyano, Araki e Himeno alla grande, una struttura perfetta, i dialoghi, le voci, le incertezze e le ribellioni dell’adolescenza e quella tristezza, negli occhi di Oscar, negli occhi di André. Un episodio che contrasta con lo stonante episodio 2, avventuroso e rocambolesco, con missione e minaccia di travestimento dal papi. Abito bianco, anche qui, come nell’ep. 25, forse del tutto a caso, forse no, la ripresa successiva a distaccarsi dal rosa dell’abito ikediano. Trent’anni fa. Una vita diversa. E la fortuna di esserci imbattute in questa storia.

8 Responses to Trentasei anni insieme

  1. Barbara ha detto:

    Anch’io ricordo il primo episodio in prima visione assoluta, alle 20:00 di sera – anche io sono sicura che fosse Italia1 – e dell’interesse con il quale lo aspettai: vedevo la pubblicità sulle reti ‘fininvest’, come si chiamavano allora e su TVsorrisi&canzoni, che mio padre comprava tutti i venerdì. La storia annunciata nelle promo, il suo contesto in costume e la bellezza di Oscar erano accattivanti. Facevo la prima media e, il giorno dopo, chiacchiere a scuola su questo nuovo ‘cartone’. Io e Oscar: la nascita di un grande amore. Baci a tutti!!
    Barbara

  2. fiammy ha detto:

    aggiungo, ma giusto a completamento pedante e noioso (come il freddo e la neve di questi giorni) di quanto scrivevo prima, un esempio di palinsesto del 1982 di Retequattro, pubblicato dal’account tvserie1 su you tube, giusto perchè curiosamente alla pagina di Isabelle de Paris di Wikipedia c’è scritto che la prima messa in onda italiana della serie era stata su TMC. In realtà no, era Retequattro.Il palinsesto che allego è relativo al secondo passaggio di trasmissione (aprile 1982), ovvero la prima replica, ma vale a dimostrare che i diritti di trasmissione di Isabelle de Paris erano effettivamente in casa Retequattro, in quell’anno. https://www.youtube.com/watch?v=7rkcGj857so

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Purtroppo c’è chi prende Wiki per oro colato, dimenticando che è compilato da persone, e non sempre informate sull’argomento. Ho letto delle cose, sulla pagina relativa a Lady Oscar, abbastanza strampalate. -_- So che, ogni tanto, qualcuno prende e corregge.
      Quindi capita che uno abbia assistito di persona a determinate cose, magari abbia anche registrazioni o appunti datati (io, per anni, ho tenuto un’agenda in cui annotavo orari, episodi, appunti disegnati di particolari…), ma arriva chi ti vuole spiegare che, no, non è così.
      Una cosa che i francesi hanno attribuito erroneamente e continuano, e che è smentita dal diretto interessato e dai giapponesi, per esempio, è che Akio Sugino abbia mai partecipato all’anime. Ma, niente da fare, i francesi insistono e qualcuno va loro dietro. Un’altra bufala sono le censure. Noi prima del 2000 non le avevamo, a parte la scena di Rosalie. Se ricordi, scrissi io l’elenco delle censure di quella edizione e tu ed io scrivemmo a Grasso, sul Corriere. Fatto sta che ancora gira la balla clamorosa che noi abbiamo avuto LO censurata e la hanno riportata nella incredibile edizione totale in dbd-bluray francese, in cui, non paghi della cosa, hanno riferito di averlo raccontato pure all’autrice, che si è scandalizzata. Ci sarebbe da scandalizzarsi della disinformazione di gente che pretende di realizzare l’edizione totale su LO e ne sa decisamente non a sufficienza – e, forse questo è anche peggio – neanche si informa. 😉

  3. lauraslittlecorner ha detto:

    Grazie, Fiammetta, della bellissima ed emozionante condivisione della tua esperienza, della tua passione. Rispondo appena riesco! Abbraccio!

  4. fiammy ha detto:

    Una campagna pubblicitaria battente, e insistente, su Italia Uno per lanciare un nuovo cartone animato (all’epoca, in Italia li chiamavano tutti così, indipendentemente da stile e origine, struttura e provenienza). Un cartone alle venti, nella fascia oraria inaugurata (da poco tempo, proprio dalle Jeanie e dalle Isabelle, e a livello nazionale), all’ora del telegiornale. Mi ricordo, come se fosse oggi, di quella campagna pubblicitaria, il senso di novità che si respirava. E io sono sempre stata curiosa delle novità. Non vidi la prima puntata, tranne gli ultimi 5 , preziosissimi minuti, perchè l’ultima puntata di Isabelle de Paris , finì, appunto, mentre mancavano cinque minuti al termine di Lady Oscar. Eppure, quei 5 minuti, completamente senza contesto, mi fecero pensare, immediatamente,di aver sbagliato a vedere l’ultima puntata dell’altro anime, e che per nessuna ragione avrei più saltato una puntata di LO. Fortuna volle che LO piacque, praticamente da subito, ai miei genitori, “sembra uno sceneggiato, e parla di storia”, diceva la mia mamma, che quindi mi consentivano di vederlo, a cena. E altrettanta fortuna ebbi nelle 2 sere della prima trasmissione dell’episodio 28, e 29. Cenammo prima, o dopo (questo non lo ricordo) altrimenti forse, non me l’avrebbero più fatto vedere. Successe la stessa cosa con l’episodio 37 (l’ultimo di quella prima trasmissione), e mia mamma, per molti anni, non seppe nulla di come andava a finire, la storia di Oscar, di Andrè, di Maria Antonietta. Ma Oscar era già mito, e mitologia pura per me. Una passione di cui mia madre molto si stupiva, per la sua persistenza, nel tempo. Nessun altro anime è stato così, per me, preponderante, forte, persistente. Molti anni dopo venne a conoscenza del finale, e si dispiacque anche lei. Era convinta che la morte di Oscar e Andrè, in quelle tragiche circostanze, con il senso dell’amore non completamente vissuto e la giovinezza non trasmutata in vecchiaia li avesse fatti assumere a divinità, a mitologia, per me bambina. Era (ed è) molto di più, tant’è che ne parliamo ancora oggi.Non era uno sceneggiato, Lady Oscar, non ne aveva nè i ritmi (allora molto lenti, rispetto alla sintesi e ritmo di LO), nè gli stilemi (gli sceneggiati allora erano ancora debitori del teatro, per lo più, anche nelle loro versioni più “moderne”). E non parlava di storia sempre in modo accurato, o in assoluto preciso, eppure trasmetteva l’epicità di una storia universale ( perchè comprensibile da culture molto diverse da quella di provenienza, che magari la interpretano diversamente, e danno diverso valore ai protagonisti, ma che la amano e accettano comunque) con tanti piccoli tratti, colori, suggestioni. LO è come un quadro impressionista, Rendere a piccoli tratti, con mille sfumature, con una miriade di colori l’impressione (non necessariamente esaustiva della realtà, non una fotografia, ma qualcosa di molto meglio, qualcosa che colpisce i sensi e il cuore) vivida e coinvolgente di vite possibili, di una ( o più) storia e di una Storia. Buon anniversario, a tutte.

    • lauraslittlecorner ha detto:

      Fiammetta, scusa, ti avevo risposto, ma il Kindle Fire mi ha bruciato il commento…
      Per me fu passione da subito, senza neanche bisogno dell’epilogo tragico.
      A Pasqua, in Francia e Spagna, giravo col Corrierino e loro due in copertina, li cercai per ogni edicola, trovando, invece, Candy comme à la téle. Se il buongiorno si vede dal mattino, fu un ottimo buongiorno! 😉

    • lauraslittlecorner ha detto:

      In effetti, se ci penso, come ti dicevo sopra, ero già “partita” ben prima. Quando, prima di Pasqua, trasmisero il 28 e io lo registrai in audio, ero già andata. Quindi non fu l’epilogo tragico a farmi questo imprinting, era nato già praticamente da subito. Forse il fatto che, nelle primissime puntate, i personaggi erano così vicini a noi, le voci… Oscar sicuramente era un personaggio femminile davvero coinvolgente. Per me che zompavo su quando c’era Maria, in Goldrake, Noa – che, soprattutto, mi piaceva come era disegnata -, poi, quei capelli, quei vestiti così particolari che, da subito, mi avevano appassionato e questo fin dalla pubblicità che trovai in Oggi e Gente di nonna… la misi da parte, ne avevo due copie, una appesa sotto vetro in camera, una tenuta religiosissimamente… I disegni erano bellissimi, mi ricordavano quelli che preferivo in Goldrake, quelli di Lulù… per esempio, notai subito le assonanza tra la prima puntata di Lulù, gli abiti che lei indossa, e il primo episodio di Oscar, che ho sempre definito molto disneyano. Poi c’era André, questo rapporto strettissimo – come altro definirlo – con lui, fin da subito. Forse anche questo richiamava esperienze che per noi potevano essere vicine. Ti ricordi quando finalmente, coi dvd Yamato, potemmo avere i “prossimamente” e trovammo che, dopo l’episodio 7, in Giappone, avevano già molte più anticipazioni di noi rispetto al raporto tra loro due? Certo, poi, in Giappone conoscevano la fine, ma ricordi cosa fu per noi riconsiderare come avevamo visto la serie, allora, senza sapere quello? Insomma, per quanto mi riguarda, per me nacque tutto subito, la sera che era iniziato ero già col batticuore, emozionata, come quando scopri una cosa che ti piace davvero, e senti che questa cosa è importante.
      A volte sento dire che, senza quel finale, Lady Oscar non sarebbe stata quello che è.
      Per carità. Non lo discuto.
      Ma, se fossero sopravvissuti, se l’eco si fosse spenta, lentamente, su di loro, per me non sarebbe cambiato niente, verso quello che provo per questi due personaggi, per la storia… parlo per me.
      Sicuramente, ci sarebbe stato meno dramma, meno lacrime. E sicuramente Lady Oscar è perfetta così come è stata raccontata dalll’autrice e dagli sceneggiatori e Dezaki. Però, se non fossero morti così, sarebbero comunque rimasti momenti indimenticabili come l’1, l’8, loro due a duellare, nel tramonto, a parlare alla fontana prima del duello, Arras, il 19,, il 20, il ferimento terribile di André – quello mi ha marchiato forse più di tutto il resto -, lui che via via perde la vista, poi l’amicizia con Alain… la tristezza, enorme, bellissima, che pervade questo anime, le sceneggiature, sia in versione nostra, sia apprese nel ’96, in versione originale… finale tragico o meno, la frittata per la mia emotività era fatta.
      Certo, se fosse finito con lei a sfornare pargoli, mi avrebbe fatto schifo. Questo lo ammetto. 😉 Per questo ho sempre ammirato la Ikeda, per questo amo un personaggio come Oscar. Per fortuna, almeno questo, non è successo. Ma, per citare Guccini, mi taccio, prima di pronunciare le ultime, fatali, parole famose. 😉 Abbraccio, Fiamma, grazie per questi tuoi contributi. 🙂

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