Solo disegnare

27 febbraio 2020

Molti mi dicono che i miei disegni sono espressivi. Mia madre, da cui andavo, col disegno finito, timida, a mostrarglielo, salvo poi ritirarmi di nuovo nella mia camera, diceva che erano vivi. Io credo di avere la capacità di riuscire a far passare, sulla carta o in computer grafica, effettivamente delle emozioni, di saperle dare ai personaggi e di essere in grado di trasmetterle a chi li guarda. Però credo anche che questo, che forse è innato in me, si congiunga ad un’altra cosa. E qui torniamo al molti mi dicono. Mi scrivono che i personaggi “sono loro”, cioè i lettori li ritrovano, anche se rappresentati dalla mia mano e non da quelle originali. Io credo che questo sia perché io non copio una singola immagine (lo facevo, e non ricalcando, a 12-13 anni), ma è un po’ il rem tene, verba sequentur. Io ho nella mia mente tante immagini dei personaggi e le congiungo idealmente in quello che rappresento. Ognuno dei personaggi è disegnato in  modi diversi, nei vari episodi e, spesso, anche all’interno di ognuno di essi. E poi c’è il manga. Io in un certo senso, nella mia mente, raccolgo tutti questi spunti e ottengo un sunto. E’ forse questa la ragione per cui, quando le persone vedono i miei disegni, leggono le mie storie, mi dicono “sono loro”.

E’ strano trovarmi a scrivere qui di disegno. Questo è sempre stato il blog su Lady Oscar. Ma le due cose, per me, non sono mai state separate. Mi piace parlare di disegno, anche se sono, credo, cambiata rispetto a sette-otto anni fa. Per me, a parte fare questa attività da ventuno anni, negli ultimi anni è un lavoro a tempo quasi pieno. Ma i social stessi sono molto cambiati, sono più aggressivi e, in un certo senso, riducono il tutto, quello che, una volta, era il rapporto coi lettori, a una breve vista sulla pagina o sull’immagine (di qualsiasi livello sia), like e faccine di commento compresi. Io, che lavoro seriamente e non posto qualsiasi sgorbio la mia mano produca, sinceramente mi trovo fuori da questo tipo di approccio. Né sono una che frequenta un personaggio solo perché rende popolare chi lo disegna. Se io disegno Lady Oscar è perché sento questi personaggi affini. Per di più, sono una persona timida. Quando preparavo Fanworks, ma anche negli anni precedenti, ho studiato tantissimo e sono stati momenti molto belli. Ho avuto la fortuna di trovare libri che per me sono stati di stimolo, Amazon.co.uk era il mio refugium peccatorum, pieno di libri bellissimi. Adesso, stando dietro ai fumetti, non ho avuto più molto tempo per altri tipi di disegni, ma quei libri, fino a poco tempo fa, li ho studiati approfonditamente e mi emoziono al ricordo.

In quello che sta succedendo, ora, nella mia vita, non so cosa aspettarmi. Tutto quello che so è che, oltre stare il più possibile con Andrea, tutto quello che desidero è disegnare. Ne ho davvero bisogno.