行くぞ、アンドレ Andiamo, André! – Brevi spunti su frasi, lacrime, citazioni

24 febbraio 2021

“Andiamo, André”. Una frase ricorrente, non solo nell’anime.

Noi tendiamo a ricordarla nel finale del I episodio, quando Oscar, nel mezzo della fioritura dei ciliegi, simbolo del destino, intenso, ma breve, che le sarà riservato (come notava Francesco Prandoni in uno degli articoli da lui dedicati a Berubara su “Yamato” e come ricordano le parole stesse dell’opening giapponese, sia pure riferite alle rose), dopo aver deciso il proprio futuro, si avvia ad affrontarlo, con André al fianco. Può essere utile ricordare che il I episodio, andato in onda il 10 ottobre 1979, in giapponese si intitola “Oscar! Il destino delle rose”, ha la sceneggiatura di Yoshimi Shinozaki e la regia di Yasuo Yamaguchi. In quella sequenza, nell’immagine in primo piano, André ha gli occhi pieni di lacrime. Sul che, torneremo.

Ma, per rimanere nel tema “Andiamo, André”, esso appare anche nelle sequenze finali dell’episodio 24 bis, quando Oscar, in un’inquadratura pressoché identica a quella conclusiva dell’episodio 1, si rivolge ad André e gli dice “André, andiamo”. Doppia citazione, quindi, frase e scena, in un’ideale chiusura del cerchio.

Non è finita. È la stessa frase con cui Oscar, nel manga, la mattina della Bastiglia, radunando i soldati, si rivolge ad André, come se fosse ancora vivo, come se la sua morte sia stata, da parte sua, oggetto di rimozione. E, stavolta, André non può rispondere. Né seguirla. Né cavalcare al suo fianco, come, invece, nelle due scene precedenti. A proposito di lacrime, anche Oscar, nella scena del duello con André, nell’episodio 20 (sceneggiatura Yoshimi Shinozaki, regia Yoshio Takeuchi), quando, partito Fersen, gli chiede di battersi, a ben guardare ha le guance bagnate di lacrime. Il particolare è visibile nelle inquadrature in fermo immagine del duello, quelle dipinte. Interessante, no?

Ultima considerazione: si rimprovera spesso all’anime di aver tralasciato parti del manga molto belle e popolari, e questo è vero e non sapremo mai se sia stata in parte una scelta anche dettata dalla fretta nel chiudere l’ultima parte della serie. Dobbiamo dare, però, atto al cartone di aver, invece, colmato più di un vuoto: non solo la bellissima scena di André e Oscar di fronte al quadro, ma anche, forse più ancora, la notte e i pensieri di Oscar dopo la morte di André, che, nel manga, mancano completamente. Nelle riunioni di staff in cui si decise, per esempio, su impulso della sceneggiatrice Keiko Sugie, che non sarebbe stato opportuno ambientare la scena d’amore nella casa di famiglia, stante il carattere della Oscar dell’anime (meno focosa, più timida di quella del manga, e che, dunque, non avrebbe osato dormire col proprio attendente in casa del padre), si colmò quel vuoto inconcepibile, incredibile, a pensarci bene, e, nell’episodio 39, andato in onda il 27 agosto 1980, con la sceneggiatura di Yoshimi Shinozaki e la regia a tre di Yoshio Takeuchi, Mizuho Nishikubo e Shunji Oga, sotto la direzione generale di Osamu Dezaki, seguiamo Oscar e il suo dolore infinito, nella notte di Parigi.

© ® Laura Luzi – se usate la notizia, citate la fonte


Blu-ray americani di Lady Oscar I box

12 febbraio 2021

E’ dato in uscita il 27 aprile 2021 il I box contenente gli episodi da 1 a 20 dell’edizione americana di Lady Oscar. La versione è sottotitolata in inglese. © ® Laura Luzi


Anibara Top Ten

9 febbraio 2021

“La Rosa di Versailles”, l’anime conosciuto da noi come “Lady Oscar”, è nella top ten dei capolavori dell’animazione dell’era Showa che i giapponesi vorrebbero trasmettere alle generazioni future. Primo indicato “Dragonball”, serie peraltro molto longeva, secondo “Il fedele cane Patrash”, terzo “City Hunter”, che ha avuto un sequel, degli speciali, una versione cinematografica. La presenza di “Lady Oscar” tra i primi dieci è tanto più sorprendente, in quanto l’anime è profondamente inviso a molti dei fan giapponesi del manga della Ikeda e considerato anche che la prima trasmissione in patria fu un flop clamoroso. Le votazioni si sono tenute dal 2 novembre al 16 novembre 2020 ed il numero totale dei voti è stato 1.285.

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