Al lavoro! WIP Liberté 3

19 aprile 2017

Il lavoro su un fumetto a colori e retinato è sempre molto lungo, faticoso, ma Elena ed io siamo abituate. E poi sono cose che, per quanto mi riguarda, si fanno per passione e al meglio, quindi armarsi di pazienza, non demordere, rinunciare ad altri cazzeggi. Ecco dunque alcune mie tavole: una consegnata qualche tempo fa e quelle in lavorazione.

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Da Hatsumi – nuova one shot su André e Fersen

13 marzo 2017

Hatsumi ci fa sapere che dal 7 marzo è disponibile una nuova one shot breve su André e Fersen, contenuta in un volume, reperibile anche su Amazon.co.jp nella pagina inglese, dal titolo “Berusaiyu no Bara Pia”, dove Pia staper un magazine guida di Tokyo. Una piccola pochette sarà in omaggio. Il volume contiene anche interviste all’autrice, Riyoko Ikeda, e ai due doppiatori giapponesi di Oscar e André, Reiko Tajima e Taro Shigaki.

* Se usate l’informazione citate questo blog come fonte.


Oscar Hen – Mrs Ikeda, le Gaiden – metaletture

8 marzo 2017

http://digilander.libero.it/LittleCorner/Essays/LUZI_Oscar_Hen.htm

Su Little Corner

 


8 marzo 2017

8 marzo 2017

Tra le mimose – 179X III – 8 marzo 2017 – International Women’s Day

A tutte le persone care, a chi segue il Little Corner, da parte mia e delle ragazzze, buon 8 marzo!

http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Gallery/Laura/LUZI_8_marzo_2017.htm

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14 luglio – Bastille!

14 luglio 2016

E avrei voluto fosse andata diversamente. Fosse finita bene, dicono alcuni, non sarebbe stato amore così epocale per noi appassionati. Ma io non lo so. Era una storia troppo bella, la loro, e anche tanti anni, avanti, di serenità e pace, o lotte, o non so, loro sarebbero stati sempre fantastici da seguire. Con tutto il mio affetto di questi 34 anni… ❤

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12 luglio

12 luglio 2016

Dal nostro sito Laura’s Little Corner, mi piace ricordare questo giorno con un racconto che scrissi nel 2007, dal titolo 12.

http://digilander.libero.it/LittleCorner/Fanfics/Laura_chan/12.htm

e traduzione inglese a cura di Bradamante

http://digilander.libero.it/LittleCorner/Fanfics/Laura_chan/12_engl.htm

E, per i giorni successivi, con questo di Alessandra

http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Fanfics/Alessandra/liberaci_dal_male.htm

questi due di Sydreana

http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Fanfics/Sydreana/storia_di_nebbia.htm

http://digilander.libero.it/LittleCorner/Fanfics/Sydreana/primavera.htm

e questo di Silvia

http://digilander.libero.it/LittleCorner/Fanfics/Silvia%20Sign/13_juillet.htm


Fisicità e sentimento. Le ragioni dell’amore.

11 luglio 2016

Giustamente nelle vecchie fanzine Yamato si ricordava come nel manga il sentimento che lega Oscar e André sia ben tratteggiato. È vero anche che la necessità di accorciare la serie dalle 52 puntate regolamentari alle effettive 40, visto lo scarso gradimento, comportò scelte e ci privò della possibilità di vedere una serie diversa, non solo nella seconda parte. Sapendo, infatti, di dover narrare con maggiore velocità, si sarebbe ancora scelto di soffermarsi così tanto su episodi inutili e “di cappa e spada” come il 2? O di indugiare troppo sulle beghe di palazzo e sulle collane strappate della du Barry?

Vale dal mio punto di vista, però, considerare che in effetti nel manga Oscar e André si mettono insieme al momento del giuramento della Pallacorda, per cui hanno effettivamente più tempo per stare insieme. E qui voglio considerare la enorme differenza del sentimento che Oscar sembra provare per Fersen e per André. Quello per Fersen è un amore quasi cavalleresco, tutto sentimentale, improntato ai canoni dell’amor cortese. Fersen è un po’ lo specchio dell’amore, per Oscar, che si accorge, attraverso la regina e il conte, coetanei, di un sentimento che la sorprende ma che vive nascosta e che sceglie di propalare solo nel momento in cui ha effettivamente deciso di rinunciarvi. Questo, perlomeno, stando allo script originale del cartone e al manga. Non c’è un trasporto fisico. Oscar non pensa a Fersen in quel senso. La fisicità si esprime in modo quasi fanciullesco: indossando un abito. L’abito, a sua volta, si fa metafora, velo e corazza protettiva. Nasconde anche l’identità, oltre che i sentimenti. Oscar, così, può giocare a fare la donna, e a tentare un primo approccio pratico, sia pure fanciullesco, sentimentale.

Ben diversi sono gli atteggiamenti e le parole che riserva per esprimere e descrivere il suo rapporto con André. Sono gesti, e sono parole fisiche. Parla di sguardo, di bellezza, di profumo. Ricorda più volte le sue labbra. Si lascia abbracciare, cerca gli abbracci, come conforto, come quiete, come rifugio. I corpi si cercano, si toccano. Restano lì. Si uniscono. Oscar comanda da par suo, ma appena dichiaratisi, richiama lui con uno sguardo, si baciano. Una scena bellissima. Oscar vive con André una relazione effettivamente molto più fisica, e lo ammette. “Innamorata con tutta me stessa”, dice. Se ne stanno in giardino, vicini. Mi colpì la traduzione Granata, ma anche le altre successive vertono su questo. Anche una volta perso André, Oscar ricorda l’ardore con cui l’ha amata. E non intendeva metaforicamente.

Oscar trova in André il sostegno, la tenerezza, la forza quieta. E glielo dice in più punti. È interessante valutare come la Ikeda abbia spesso ricordato come Oscar sia un po’ diventata la rappresentazione di se stessa e delle sue esperienze, avendo con questo personaggio più libertà narrativa che non con Maria Antonietta. Eppure, col tempo, le sue idee sono mutate e, in una intervista di anni fa, dichiarava come “Girodel (…) è l’incarnazione della classe e della raffinatezza della vera nobiltà francese, espressa soprattutto nel modo galante in cui consente di rinunciare a Oscar. Quando decisi che sarebbe stato André ad amarla, pensai che avrei dovuto eliminarlo dalla scena, perché un popolano come André non avrebbe avuto alcuna speranza di impedire il loro matrimonio.” Sono parole che sinceramente avrei preferito non leggere e non ricordare e che sottintendono una disistima del valore della persona in sé a favore di quello di averi e sovrastrutture. Mi direte, ma André non è un villico. E infatti, rispondo, non mi pareva proprio che fosse un tale buzzurro. Se lo fosse stato, Oscar non credo lo avrebbe sopportato. In più, che criteri di giudizio tali parole attribuiscono mai ad Oscar? Quelli di scegliere una persona in base al rango e allo status? Cioè se Girodel non si fa indietro, Oscar per insondabili ragioni di status dovrebbe per forza scegliere lui? Sinceramente, non capisco.

O, meglio, capisco l’autrice sovrastata dalla potenza della propria opera e dall’autonomia che essa ha assunto negli anni, anche grazie al cartone, per noi occidentali. Ma un po’ di rispetto per i lettori e per i personaggi amati… 😉