Da Hatsumi – nuova one shot su André e Fersen

13 marzo 2017

Hatsumi ci fa sapere che dal 7 marzo è disponibile una nuova one shot breve su André e Fersen, contenuta in un volume, reperibile anche su Amazon.co.jp nella pagina inglese, dal titolo “Berusaiyu no Bara Pia”, dove Pia staper un magazine guida di Tokyo. Una piccola pochette sarà in omaggio. Il volume contiene anche interviste all’autrice, Riyoko Ikeda, e ai due doppiatori giapponesi di Oscar e André, Reiko Tajima e Taro Shigaki.

* Se usate l’informazione citate questo blog come fonte.


WIP – L’Alba

6 novembre 2015

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L’alba – Work in Progress

20 marzo 2015

Work in progress per L’Alba. Io legata alla sedia, i lavori proseguono. Probabile update sito per aprile.

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Lady Oscar fa chic – a Kilimangiaro – divagando

19 ottobre 2014

Fa certamente anche trend. Però non capisco. Perché la Raznovich, a Kilimangiaro, intervistando Anna Valle e parlando della nostra, il che fa sempre piacere, intendiamoci, e definendolo uno dei più bei cartoni dell’epoca, deve per forza anche aggiungere, a mo’ di esemplificazione, che è il primo personaggio transgender? Beninteso, non è qui questione di pregiudizi e lo premetto a scanso di equivoci e polemiche. Ne faccio un dilemma semantico. Infatti, nel dubbio, sono tornata a cercare il significato per bene. Transgender è un transessuale non operato ai genitali. Poi, ha altri significati. Certo, stiracchiando il termine, usandolo come ombrello, volendo fare un’iperbole, ma a me non risulta che il nostro personaggio avesse qualche dubbio sulla propria identità sessuale di base, né che fosse fisicamente intermedia tra un genere e l’altro. Per quello c’erano Gandal (ricordate quando lo chiamavano Minos?) e I-Zenborg. Anche Gackeen, stiracchiando. O Terral di God Sigma (ma anche lì era per amore…). Ma ci vuole conoscere un po’ i cartoni, per ricordarsene… ^_-;

Nel manga la nostra non manifesta proprio nessun dubbio, nel cartone, ad un certo punto, e dopo una dolorosa batosta sentimentale – non mi sono mai spiegata perché mai una si debba prendere una sbandata per Fersen, comunque l’autrice impera e decide lei! LOL – se ne esce che vuole vivere come un uomo riferendosi al proprio mestiere delle armi e intendendolo come un rifugio dai sentimenti.

Digressione. Rifugiarsi nel lavoro non è poi così strambo. Comuque, al sentire questa neppure poi tanto bizzarra teoria della bionda sul lavoro “da maschi” come rifugio dai sentimenti, osservo alcune cose. Evidentemente, Oscar ritiene che, invece, all’epoca, il lavoro femminile possa essere foriero di pericolose pippe mentali. E forse ha ragione. Poi annoto che workaholic la definisce recentemente, ironizzando, André. Aggiungo che Mr G, nel manga, dove è un pelino più verboso, le spiega qualche cosetta e prosegue la spiegazione su cosa è un uomo il 12 luglio notte, sia pure con qualche orpello di troppo su zoccoli di satiri e simili; nel cartone il miserrimo, silenziosissimo, dopo aver ingoiato di tutto, metaforicamente e non, alcool compreso, e un bel paio di schiaffoni, tira fuori Shakespeare e la famosa metafora della rosa.

A quel punto, Oscar si mette con l’attendente. Maschio. (*) Il tutto, dopo aver riso di gusto alle avances di Rosalie (**) e dopo che, tentando di infangarla, una squilibrata notoria l’aveva fatta passare per corrotta e le aveva appioppato flirt con la regina e con se medesima pure e lei beatamente se ne fregava…

Boh. Forse la Raznovich intendeva dire che Lady Oscar è stata, come la Carrà, considerata icona del movimento gay, lesbiche e transgender e nella fretta ha accorciato la definizione?

(*) Sempre a scanso di nuove rivelazioni. Ormai avvezze a tutto, annotiamo sommessamente, anzi, che il miserrimo Mr G, a leggere in giro esponenziali esternazioni di certe fan, rasenta er peggio stallone e inseminatore della categoria! -_-; Ovviamente sommessamente ci dissociamo, ma, per la completezza della cronaca, va riferito.

(**) Rosalie ragazzina: una roba da pedofili!

E qui ci vuole un bel finale!!! Paola Cortellesi e Clara Serina, 2001, Rai! E poi Paola Cortellesi e Victoria Cabello, 2007, dal minuto 11,17 http://www.youtube.com/watch?v=vJz7D4pktHY

http://www.youtube.com/watch?v=mbb7nR9R0k4


da Hatsumi: V (e VI) nuove storie

6 settembre 2014

La nostra lettrice Hatsumi ci dà notizia che la Ikeda ha annunciato la V nuova storia di Lady  Oscar, un episodio di due parti incentrato su Girodel, che sarà pubblicato su Margaret del 20 ottobre e del 5 novembre.


da Hatsumi: Versailles no Bara volume 11 (& Spur Magazine) + prossimo update sito

2 settembre 2014

La nostra lettrice Hatsumi ci annuncia che è uscito in Giappone il 25 agosto l’undicesimo volume di Versailles no Bara della Margaret comics che raccoglie le quattro nuove storie disegnate recentemente da Riyoko Ikeda. Qui le immagini, http://en.rocketnews24.com/2014/08/27/we-check-out-the-new-rose-of-versailles-comic-the-first-one-to-come-out-in-forty-years/ in cui potete vederlo anche accanto al magazine Spur del 23 agosto in cui la Ikeda ha disegnato cover e illustrazioni interne di Oscar che veste abiti di Dolce & Gabbana e altri stilisti. In programma per i prossimi giorni update del sito.


da Hatsumi: Lady Oscar webmanga di Riyoko Ikeda

28 luglio 2014

La nostra lettrice Hatsumi ci segnala un webmanga che Riyoko Ikeda ha realizzato per una pubblicità della catena di saloni di bellezza Socié World. Si tratta di immagini del manga originale usate per raccontare situazioni inerenti alla storia, inserite in sfondi attualizzati e con un procedimento simile che ha interessato anche, ovviamente, gli abiti.

Questa è la opening page coi vari link

http://www.socie.jp/berubara/

Qui i link alle storie. Le storie sono pubblicitarie, constano di poche pagine (tutte quattro, tranne l’ultima, cinque) e sono disponibili on line per un periodo limitato. Basta aprire il link, se compare una immagine in trasparenza che copre lo schermo, clicckare sul rettangolo blu nell’angolo, e, poi, in basso, usare i tasti alla fine della pagina, lateralmente, per sfogliare da uno in avanti.

http://www.socie.jp/berubara/manga/chapter1_1.html

http://www.socie.jp/berubara/manga/chapter1_5.html

http://www.socie.jp/berubara/manga/chapter2_1.html

http://www.socie.jp/berubara/manga/chapter2_5.html

http://www.socie.jp/berubara/manga/chapter3_1.html

http://www.socie.jp/berubara/manga/chapter3_5.html


Scelte del 32 e Fersen il logorroico

15 luglio 2014

Quando realizzai l’essay sulla cronologia di Lady Oscar, pubblicato nello Speciale edito da Lo Vecchio nel 2003, riferii gli eventi dell’ep. 32 come probabilmente ispirati alla rivolta Réveillon per i luoghi citati (intervennero in realtà le Guardie francesi) anche se anticipati nella cronologia. Piccola curiosità, però, su una scelta di regia e sceneggiatura di quell’episodio – non della Ikeda -, che mi ha colpito, rileggendo causa documentazione fumettistica l’opera di Schama sulla Rivoluzione. Schama scrive, riferendosi all’estate dell’89 – quindi qualche mese dopo la rivolta Réveillon – “nel vedere appese alle lanterne le vittime degli aspetti più animaleschi della natura dell’uomo”. Mi ha fatto venire in mente la scena del cartone, con l’idea dell’impiccagione. Non sarà stata una frase simile a ispirare agli sceneggiatori (Yoshimi Shinozaki, Masahiro Yamada, Keiko Sugie) le modalità di realizzazione della scena del pestaggio di André dell’ep. 32? A proposito del quale, sono andata a ricontrollare anche il manga e mi sono chiesta con quale testa Fersen, nel bel mezzo di una rivolta, trovando un’amica decisamente malconcia in un momento critico, prende e si diffonde a informarla che il re l’ha richiamato e sta per partire? Ma chissenefrega! Vai e togliti dalle scatole! Magari prima dai una mano al povero Mr G!

Copincollo qui il testo della Cronologia: “Qui si situa l’aggressione alla carrozza dei Jarjayes, durante la quale Oscar rivela i propri sentimenti nei confronti di André. Dunque, sempre durante il 1787. Il riferimento esplicito a ‘disordini nel quartiere Saint-Antoine’ lascia supporre che si tratti, forse, di un episodio ispirato a fatti realmente accaduti, in particolare  la sommossa Réveillon di fine aprile 1789 (dunque anticipata di oltre un anno nell’anime e di qualche mese nel manga).”


20 – again and again

27 giugno 2014

“In tutta la Francia non si fa altro che parlare dell’amore tra Fersen e la regina. Oscar, al fine di difendere l’onore di Maria Antonietta, balla con lei durante una grande festa. Fersen, intanto, decide di partire per l’America e combattere contro i ribelli della guerra d’indipendenza.”
Questo è il riassunto dell’ep. 20 trascritto esattamente secondo le “info” disponibili sul televisore da Mediaset Italia 2.
Neanche l’essenziale. Neanche esatto. Primo, perché l’ep. 20 è un punto di svolta della serie e, anche volendolo semplificare all’osso, ci sarebbe stato qualcosa di diverso, della trama, da raccontare. Secondo, perché il povero svedese non andò a combattere “contro i ribelli”, ma pro. E questa è una bella differenza.
Raccontare il  20, certo, non è propriamente banale. Ma come si fa a non pensare alle storie d’amore in parallelo, entrambe vissute nascostamente, una silenziosa, sotterranea, inespressa, l’altra fin troppo sotto gli sguardi e le parole; come si fa a non notare il perfetto gioco di incastri, a livello sceneggiatura, di questo episodio? A livello di regia. La scelta delle tinte dei fondali, che pare evocare una malinconia diffusa che irrimediabilmente avvolge tutto e tutti. Quella pioggia che spazza, lava via, fino a nascondere un mantello, un braccio che passa attorno a una spalla, e una mano che si avvicina, uno sguardo che, rapidamente, sfiora l’altro – rarissimo “quasi contatto” a parte gli usuali schiaffi, pugni e mani nelle mani più che altro dovute a incidenti e sensi di colpa -. Come si fa a non pensare all’amarezza che, già dal 19, proprio con questo episodio entra di diritto tra i protagonisti della storia? Alle musiche straordinarie, alle diverse versioni dei dialoghi, ognuna a sottolineare un passaggio diverso, una caratteristica differente dei protagonisti.
Non riesco a dire a quale versione amo di più, ma, certo, la nostra, quella francese e quella giapponese si integrano. “Che vuoi dire a due che si amano?”, cito a memoria da quella giapponese, da una riflessione di una Oscar matura come non mai. E che dire della cattiveria di classe di Fersen nei confronti di André, ricambiata da quest’ultimo, rigorosamente in privato, con Oscar – solo per lei -? Ma che pubblicamente incassa e tace?
Certo, a leggere quel riassunto, pare quasi di sentir parlare d’altro. Se me lo avessero raccontato così, boh, chissà, non l’avrei guardato. Per fortuna ai miei tempi investirono molto di più in pubblicità per questo capolavoro, crearono parecchia curiosità, e quindi io, di conseguenza, volli seguirlo. Per fortuna! 😉
A parte questo, è sempre emozionante rivederlo. Sempre bello. Sempre uno dei più begli episodi. Splendido anche solo in ascolto (alla mia malcapitata compagna di stanza all’università lo propinai solo audio su cassetta). Emozioni senza tempo e senza limiti.