Da Monica – Nuova gaiden su Girodel

21 dicembre 2017

Monica ci informa che, in base alle fonti, nel secondo numero del Margaret Magazine 2018 è stata annunciata una nuova gaiden in due parti, incentrata, ahinoi, ancora una volta su Girodel, il nobilissimo, purtroppo ancora vivo, nonché amato dall’autrice – almeno stando alle interviste e dichiarazioni -. Il povìro Grandier, l’unico non nobile, l’unico con gli occhi non azzurri, a parte la malefica Jeanne, d’Orléans e de Germaine, anzi, addirittura neri stando alle ultime gaiden, resta derelitto dalla sua autrice, che, in fondo, gli deve tanta parte della propria fortuna. Ma, per citare il sommo Blumetti di Italia’s Got Talent, lasciamolo lì. Forse, in effetti, è meglio. Chissà che potrebbe succedere. -_- La nuova, imprescindibile, storia verrà serializzata, in una prima parte, nel numero combinato 3 e 4 del 5 gennaio 2018 e, in una seconda, nel numero 5 del 5 febbraio. Grazie a Monica e alle fonti internazionali.

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Da Hatsumi – nuova one shot su André e Fersen

13 marzo 2017

Hatsumi ci fa sapere che dal 7 marzo è disponibile una nuova one shot breve su André e Fersen, contenuta in un volume, reperibile anche su Amazon.co.jp nella pagina inglese, dal titolo “Berusaiyu no Bara Pia”, dove Pia staper un magazine guida di Tokyo. Una piccola pochette sarà in omaggio. Il volume contiene anche interviste all’autrice, Riyoko Ikeda, e ai due doppiatori giapponesi di Oscar e André, Reiko Tajima e Taro Shigaki.

* Se usate l’informazione citate questo blog come fonte.


Oscar Hen – Mrs Ikeda, le Gaiden – metaletture

8 marzo 2017

http://digilander.libero.it/LittleCorner/Essays/LUZI_Oscar_Hen.htm

Su Little Corner

 


14 luglio – Bastille!

14 luglio 2016

E avrei voluto fosse andata diversamente. Fosse finita bene, dicono alcuni, non sarebbe stato amore così epocale per noi appassionati. Ma io non lo so. Era una storia troppo bella, la loro, e anche tanti anni, avanti, di serenità e pace, o lotte, o non so, loro sarebbero stati sempre fantastici da seguire. Con tutto il mio affetto di questi 34 anni… ❤

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Fisicità e sentimento. Le ragioni dell’amore.

11 luglio 2016

Giustamente nelle vecchie fanzine Yamato si ricordava come nel manga il sentimento che lega Oscar e André sia ben tratteggiato. È vero anche che la necessità di accorciare la serie dalle 52 puntate regolamentari alle effettive 40, visto lo scarso gradimento, comportò scelte e ci privò della possibilità di vedere una serie diversa, non solo nella seconda parte. Sapendo, infatti, di dover narrare con maggiore velocità, si sarebbe ancora scelto di soffermarsi così tanto su episodi inutili e “di cappa e spada” come il 2? O di indugiare troppo sulle beghe di palazzo e sulle collane strappate della du Barry?

Vale dal mio punto di vista, però, considerare che in effetti nel manga Oscar e André si mettono insieme al momento del giuramento della Pallacorda, per cui hanno effettivamente più tempo per stare insieme. E qui voglio considerare la enorme differenza del sentimento che Oscar sembra provare per Fersen e per André. Quello per Fersen è un amore quasi cavalleresco, tutto sentimentale, improntato ai canoni dell’amor cortese. Fersen è un po’ lo specchio dell’amore, per Oscar, che si accorge, attraverso la regina e il conte, coetanei, di un sentimento che la sorprende ma che vive nascosta e che sceglie di propalare solo nel momento in cui ha effettivamente deciso di rinunciarvi. Questo, perlomeno, stando allo script originale del cartone e al manga. Non c’è un trasporto fisico. Oscar non pensa a Fersen in quel senso. La fisicità si esprime in modo quasi fanciullesco: indossando un abito. L’abito, a sua volta, si fa metafora, velo e corazza protettiva. Nasconde anche l’identità, oltre che i sentimenti. Oscar, così, può giocare a fare la donna, e a tentare un primo approccio pratico, sia pure fanciullesco, sentimentale.

Ben diversi sono gli atteggiamenti e le parole che riserva per esprimere e descrivere il suo rapporto con André. Sono gesti, e sono parole fisiche. Parla di sguardo, di bellezza, di profumo. Ricorda più volte le sue labbra. Si lascia abbracciare, cerca gli abbracci, come conforto, come quiete, come rifugio. I corpi si cercano, si toccano. Restano lì. Si uniscono. Oscar comanda da par suo, ma appena dichiaratisi, richiama lui con uno sguardo, si baciano. Una scena bellissima. Oscar vive con André una relazione effettivamente molto più fisica, e lo ammette. “Innamorata con tutta me stessa”, dice. Se ne stanno in giardino, vicini. Mi colpì la traduzione Granata, ma anche le altre successive vertono su questo. Anche una volta perso André, Oscar ricorda l’ardore con cui l’ha amata. E non intendeva metaforicamente.

Oscar trova in André il sostegno, la tenerezza, la forza quieta. E glielo dice in più punti. È interessante valutare come la Ikeda abbia spesso ricordato come Oscar sia un po’ diventata la rappresentazione di se stessa e delle sue esperienze, avendo con questo personaggio più libertà narrativa che non con Maria Antonietta. Eppure, col tempo, le sue idee sono mutate e, in una intervista di anni fa, dichiarava come “Girodel (…) è l’incarnazione della classe e della raffinatezza della vera nobiltà francese, espressa soprattutto nel modo galante in cui consente di rinunciare a Oscar. Quando decisi che sarebbe stato André ad amarla, pensai che avrei dovuto eliminarlo dalla scena, perché un popolano come André non avrebbe avuto alcuna speranza di impedire il loro matrimonio.” Sono parole che sinceramente avrei preferito non leggere e non ricordare e che sottintendono una disistima del valore della persona in sé a favore di quello di averi e sovrastrutture. Mi direte, ma André non è un villico. E infatti, rispondo, non mi pareva proprio che fosse un tale buzzurro. Se lo fosse stato, Oscar non credo lo avrebbe sopportato. In più, che criteri di giudizio tali parole attribuiscono mai ad Oscar? Quelli di scegliere una persona in base al rango e allo status? Cioè se Girodel non si fa indietro, Oscar per insondabili ragioni di status dovrebbe per forza scegliere lui? Sinceramente, non capisco.

O, meglio, capisco l’autrice sovrastata dalla potenza della propria opera e dall’autonomia che essa ha assunto negli anni, anche grazie al cartone, per noi occidentali. Ma un po’ di rispetto per i lettori e per i personaggi amati… 😉


World Kiss Day

6 luglio 2016

Un vecchio acquerello del 2005 per celebrare questo giorno d’amore… – ispirato da Doisneau e da Panny.

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Ars maieutica: era 1-39

30 luglio 2015

C’è volutamente un filo che lega, evidente soprattutto nello script originale, Oscar, le sue reazioni, la sua forza, ad André.

Nel I episodio, quando André provoca deliberatamente Oscar, allo scopo di tirare fuori la sua rabbia, di farle tirar fuori le emozioni nascoste, è sua la funzione maieutica, come spesso lo è nell’intero anime. E lui commenta, prendendole la mano, che è la prima volta che succede, tra loro. Eppure, quello scontro, l’ha causato lui.

Significativamente, proprio nell’episodio 39, quando lui viene ferito, è questo che provoca in Oscar una reazione tale da lanciarla nella mischia per tentare di portarlo alle barricate e salvarlo. E, in effetti, la narratrice sottolinea proprio questo e nello scritp originale è ancora più evidente che nella versione italiana. “I can’t let André die.” André’s bloody chest wound had Oscar in a frenzied rage. Oscar charged forward as a hail of bullets flew around her. “With André’s life at stake, I have no fear.”

È André che letteralmente le fa tirar fuori la forza, così è sempre stato. Lei era così, perché c’era lui. Senza, sarebbe stato diverso.