Da Nazarena: Questione di scelte

22 giugno 2020

Mi sono chiesta perché, ogni volta che riguardo l’ep. 40, insieme all’inevitabile torrente di lacrime, con annessi e connessi, compaia, sottile, una strana sensazione di compiutezza… e di sollievo.

Perché mai la morte di Oscar, mi domandavo perplessa, in preda ai sensi di colpa, per quanto straziante, non ha lo stesso effetto drammatico di quella di André?

La risposta l’ho trovata ripensando al percorso, diverso, sebbene parallelo, dei due personaggi.

Oscar, pur ingabbiata in quella follia che è l’educazione maschile che le viene impartita, è una donna volitiva, che fa delle scelte ben precise. Sceglie di amare Fersen e, successivamente, di allontanarsi da lui. Sceglie, quando viene messa di fronte ad un bivio, di proseguire nella carriera militare. Sceglie, finalmente, anche se impiega la bellezza di 37 episodi e 16 volumetti, di concedersi ad André. Sceglie, nel manga lo dice esplicitamente, di morire per la Francia… e potrei continuare. Per André, purtroppo, non si può fare lo stesso discorso. André non ha scelte da fare, o meglio, non ne ha la possibilità. Lui, un servo, prima, un soldato, poi, non ha altro scopo nella vita che vivere in funzione di lei, anche se sa, e ne è genuinamente convinto, che non potrà mai averla. La forza schiacciante di un amore totale, insieme ad una posizione non paritaria, sebbene il rapporto stretto con Oscar ne dia l’illusione, lo costringono a restare fermo, immobile, nell’ombra, in attesa della prossima scelta di lei.

È per questo che la sua morte sconvolge, toglie il fiato. Perché lo porta via nel momento stesso in cui la sua devozione disarmante, l’attendere silenzioso, l’amore soffocato, trovano compimento nella scelta di lei di amarlo.

La fine di Oscar, a questo punto, diventa inevitabile. La vera, inaccettabile, crudeltà sarebbe stato lasciarla vivere senza di lui. La morte di lei avviene a carte scoperte, quando le è ormai chiaro che sono talmente complementari da non poter esistere l’uno senza l’altra. Da questo viene il sollievo. E poi, nessuno mi toglie dalla testa la convinzione, peraltro confermata da una frase di Alain in Eroica, che lei si piazzi in prima linea, davanti ai cannoni, inevitabile bersaglio, per un’altra scelta ben precisa; l’ultima, quella di non sopravvivere ad André.

Ed in questo, oltre al sollievo, ci mette lo zampino anche un pizzico di gratitudine.

© Nazarena, giugno 2020, Riproduzione riservata – Immagini Laura Luzi

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Di chi è l’amata, Oscar? – brevi spunti sull’ep. 40 ed il suo titolo

30 maggio 2020

Mentre revisionavo una parte della sceneggiatura del III volume della mia doujinshi, volendo far dire ad un personaggio una determinata frase, mi è capitato di pensare al titolo originale dell’episodio 40, さよならわが愛しのオスカル, “Addio, mia amata Oscar”.

“Mia amata”. Ma da chi? André è morto nell’episodio precedente. Nel 40 compare solo come visione di Oscar, in punto di morte (nel manga lei lo nomina, raccomanda a Rosalie di seppellirli insieme, perché sono sposati, Rosalie immagina André che porta via Oscar), ed è un André che si gira, contro un cielo stellato. Intanto, si tratta di un’immagine interessante, ma strana. André la invita a seguirlo? E quel cielo stellato, che non può che richiamare quello della scena d’amore, è davvero forse quello della notte del 12 luglio e quella immagine di André è un ricordo di Oscar, di dopo la notte delle lucciole?

Sembrerebbe strano, però, che fosse anche lui che le dicesse addio in quel modo.

Dunque, quel “mia”, quell’”amata”, diretti ad Oscar, a chi sono riferibili? La mia prima idea è che siano riferiti ad Alain, che ama Oscar (nel manga la cosa è apertamente esplicitata, nell’anime è sfumata e sublimata nel triangolo di ulteriore amicizia e protezione verso André). L’amore di Alain sarà quello a tenere presente il personaggio di Oscar (e, anche, di André) per tutta Eroica. Oscar comparirà, appena di spalle, una sagoma, un pensiero, a fare da contraltare in vari passi, compresi discorsi tra Alain e Napoleone. Non solo Oscar, in realtà, ma anche l’amore tra lei ed André e, a mio avviso, anche come Alain immagina i pensieri di André a riguardo (non necessariamente corrispondenti a quelli di André, peraltro).

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Ma, in ulteriore analisi, potrebbero essere riferibili anche a Rosalie, che ha per Oscar un affetto, una venerazione (e un innamoramento non solo tipicamente shojo, ma anche usuale, nel contesto giapponese, palese nel manga, leggermente più sfumato nell’anime) totali, che durano negli anni. Anche lei tramanda la memoria di Oscar (anche se, a differenza di Fersen, che, in punto di morte, nelle nuove Gaiden, vede Oscar e Maria Antonietta, Rosalie vede solo Bernard). Quindi, certamente a buon diritto, la frase è riferibile anche all’affetto di Rosalie.

E, forse, la scelta del titolo poteva essere anche dal punto di vista del pubblico, che, in quell’episodio, salutava la protagonista principale.

Il titolo giapponese provvisorio, riportato dai copioni, era “Addio cara Oscar”, ma quello definitivo, modificato come era accaduto per gli altri episodi, fu “Addio mia cara Oscar”, con l’aggiunta di わが = mia, che è la forma classica scritta di 私の watashi no, e di 愛しの = cioè amata.

La scelta di quel titolo andava, così, poeticamente a chiudere un circolo. Alain, che non si era mai dichiarato apertamente, e Rosalie, che aveva sempre volute bene ad Oscar, tanto da dare al figlio il secondo nome di lei, in quel modo, così, ricordavano la loro amata Oscar.

© Laura Luzi, aprile, maggio 2020, Riproduzione riservata – grazie a Hiromi


Doujinshi e acquerelli

4 maggio 2020

Era aprile 2019… mi piace ricordare quel lavorio, quei momenti.


Xmas gifts: mug, posters, and… “D’Après – Arras -” 2

7 dicembre 2019

Natale 2019. Disponibili soli o con i volumi della doujinsi “D’Après – Arras -“

Xmas 2019. Treat yourself with mug and new posters from the doujinshi “D’Après – Arras-“

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Work in progress

23 giugno 2019