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26 gennaio 2019

Come sempre… come diceva il Grandier…

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14 luglio – Bastille!

14 luglio 2016

E avrei voluto fosse andata diversamente. Fosse finita bene, dicono alcuni, non sarebbe stato amore così epocale per noi appassionati. Ma io non lo so. Era una storia troppo bella, la loro, e anche tanti anni, avanti, di serenità e pace, o lotte, o non so, loro sarebbero stati sempre fantastici da seguire. Con tutto il mio affetto di questi 34 anni… ❤

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12 luglio

12 luglio 2016

Dal nostro sito Laura’s Little Corner, mi piace ricordare questo giorno con un racconto che scrissi nel 2007, dal titolo 12.

http://digilander.libero.it/LittleCorner/Fanfics/Laura_chan/12.htm

e traduzione inglese a cura di Bradamante

http://digilander.libero.it/LittleCorner/Fanfics/Laura_chan/12_engl.htm

E, per i giorni successivi, con questo di Alessandra

http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Fanfics/Alessandra/liberaci_dal_male.htm

questi due di Sydreana

http://digilander.libero.it/la2ladyoscar/Fanfics/Sydreana/storia_di_nebbia.htm

http://digilander.libero.it/LittleCorner/Fanfics/Sydreana/primavera.htm

e questo di Silvia

http://digilander.libero.it/LittleCorner/Fanfics/Silvia%20Sign/13_juillet.htm


Fisicità e sentimento. Le ragioni dell’amore.

11 luglio 2016

Giustamente nelle vecchie fanzine Yamato si ricordava come nel manga il sentimento che lega Oscar e André sia ben tratteggiato. È vero anche che la necessità di accorciare la serie dalle 52 puntate regolamentari alle effettive 40, visto lo scarso gradimento, comportò scelte e ci privò della possibilità di vedere una serie diversa, non solo nella seconda parte. Sapendo, infatti, di dover narrare con maggiore velocità, si sarebbe ancora scelto di soffermarsi così tanto su episodi inutili e “di cappa e spada” come il 2? O di indugiare troppo sulle beghe di palazzo e sulle collane strappate della du Barry?

Vale dal mio punto di vista, però, considerare che in effetti nel manga Oscar e André si mettono insieme al momento del giuramento della Pallacorda, per cui hanno effettivamente più tempo per stare insieme. E qui voglio considerare la enorme differenza del sentimento che Oscar sembra provare per Fersen e per André. Quello per Fersen è un amore quasi cavalleresco, tutto sentimentale, improntato ai canoni dell’amor cortese. Fersen è un po’ lo specchio dell’amore, per Oscar, che si accorge, attraverso la regina e il conte, coetanei, di un sentimento che la sorprende ma che vive nascosta e che sceglie di propalare solo nel momento in cui ha effettivamente deciso di rinunciarvi. Questo, perlomeno, stando allo script originale del cartone e al manga. Non c’è un trasporto fisico. Oscar non pensa a Fersen in quel senso. La fisicità si esprime in modo quasi fanciullesco: indossando un abito. L’abito, a sua volta, si fa metafora, velo e corazza protettiva. Nasconde anche l’identità, oltre che i sentimenti. Oscar, così, può giocare a fare la donna, e a tentare un primo approccio pratico, sia pure fanciullesco, sentimentale.

Ben diversi sono gli atteggiamenti e le parole che riserva per esprimere e descrivere il suo rapporto con André. Sono gesti, e sono parole fisiche. Parla di sguardo, di bellezza, di profumo. Ricorda più volte le sue labbra. Si lascia abbracciare, cerca gli abbracci, come conforto, come quiete, come rifugio. I corpi si cercano, si toccano. Restano lì. Si uniscono. Oscar comanda da par suo, ma appena dichiaratisi, richiama lui con uno sguardo, si baciano. Una scena bellissima. Oscar vive con André una relazione effettivamente molto più fisica, e lo ammette. “Innamorata con tutta me stessa”, dice. Se ne stanno in giardino, vicini. Mi colpì la traduzione Granata, ma anche le altre successive vertono su questo. Anche una volta perso André, Oscar ricorda l’ardore con cui l’ha amata. E non intendeva metaforicamente.

Oscar trova in André il sostegno, la tenerezza, la forza quieta. E glielo dice in più punti. È interessante valutare come la Ikeda abbia spesso ricordato come Oscar sia un po’ diventata la rappresentazione di se stessa e delle sue esperienze, avendo con questo personaggio più libertà narrativa che non con Maria Antonietta. Eppure, col tempo, le sue idee sono mutate e, in una intervista di anni fa, dichiarava come “Girodel (…) è l’incarnazione della classe e della raffinatezza della vera nobiltà francese, espressa soprattutto nel modo galante in cui consente di rinunciare a Oscar. Quando decisi che sarebbe stato André ad amarla, pensai che avrei dovuto eliminarlo dalla scena, perché un popolano come André non avrebbe avuto alcuna speranza di impedire il loro matrimonio.” Sono parole che sinceramente avrei preferito non leggere e non ricordare e che sottintendono una disistima del valore della persona in sé a favore di quello di averi e sovrastrutture. Mi direte, ma André non è un villico. E infatti, rispondo, non mi pareva proprio che fosse un tale buzzurro. Se lo fosse stato, Oscar non credo lo avrebbe sopportato. In più, che criteri di giudizio tali parole attribuiscono mai ad Oscar? Quelli di scegliere una persona in base al rango e allo status? Cioè se Girodel non si fa indietro, Oscar per insondabili ragioni di status dovrebbe per forza scegliere lui? Sinceramente, non capisco.

O, meglio, capisco l’autrice sovrastata dalla potenza della propria opera e dall’autonomia che essa ha assunto negli anni, anche grazie al cartone, per noi occidentali. Ma un po’ di rispetto per i lettori e per i personaggi amati… 😉


Ars maieutica: era 1-39

30 luglio 2015

C’è volutamente un filo che lega, evidente soprattutto nello script originale, Oscar, le sue reazioni, la sua forza, ad André.

Nel I episodio, quando André provoca deliberatamente Oscar, allo scopo di tirare fuori la sua rabbia, di farle tirar fuori le emozioni nascoste, è sua la funzione maieutica, come spesso lo è nell’intero anime. E lui commenta, prendendole la mano, che è la prima volta che succede, tra loro. Eppure, quello scontro, l’ha causato lui.

Significativamente, proprio nell’episodio 39, quando lui viene ferito, è questo che provoca in Oscar una reazione tale da lanciarla nella mischia per tentare di portarlo alle barricate e salvarlo. E, in effetti, la narratrice sottolinea proprio questo e nello scritp originale è ancora più evidente che nella versione italiana. “I can’t let André die.” André’s bloody chest wound had Oscar in a frenzied rage. Oscar charged forward as a hail of bullets flew around her. “With André’s life at stake, I have no fear.”

È André che letteralmente le fa tirar fuori la forza, così è sempre stato. Lei era così, perché c’era lui. Senza, sarebbe stato diverso.


I giuramenti di Mr G: 1, 8, 28

30 luglio 2015

Dicebas quondam…

Decisamente, povero caro, gli portano male! Episodio 1, dopo la scazzottata con Oscar, quando giura che, in seguito, non ne parlerà mai più, incautamente consigliandole di vivere come una donna – eh, sì, e prendere marito e sfornare pargoli e vedersela sfuggire! Decisamente prodigo, il giovane Mr G. Se non fosse che, appunto, la rottura di quel giuramento, circa diciotto anni dopo, qualcosetta gli causa. Tipo sfighe tali che lo portano alla cecità e poi alla prematura dipartita. -_-

Giovincello, circa diciannovenne, drammaticamente giura che, un giorno, se il destino lo vorrà, darà la vita per la nostra bionda. Prontamente, il destino si presenterà a riscuotere l’entusiastica e debordante promessa. Appunto.

Ma proseguiamo. Ormai adulto, ma sempre incauto nei tweet, il nostro pensa bene di approcciarsi alla bionda, che tanto l’ha già preso a sonori ceffoni, quindi tanto vale farla proprio grossa. Approcciatosi, il poviro, pentitissimo, pensa bene di dichiarare, anzi, giurare (non solo) su Dio, (ma, peggio!) che mai più, ‘nziamai, le farà una cosa come quella. E infatti! Non appena la fa per davvero, a dimostrazione che i giuramenti non sono aria fritta, ci resta secco!

Quando si dice la potenza delle parole…


WIP su Site updates & Alba & altro…

15 aprile 2015

Al lavoro sulla revisone dei testi per il sito, più disegni vari, tra L’Alba e le illustrazioni per i racconti…

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