Da Nazarena: Questione di scelte

Mi sono chiesta perché, ogni volta che riguardo l’ep. 40, insieme all’inevitabile torrente di lacrime, con annessi e connessi, compaia, sottile, una strana sensazione di compiutezza… e di sollievo.

Perché mai la morte di Oscar, mi domandavo perplessa, in preda ai sensi di colpa, per quanto straziante, non ha lo stesso effetto drammatico di quella di André?

La risposta l’ho trovata ripensando al percorso, diverso, sebbene parallelo, dei due personaggi.

Oscar, pur ingabbiata in quella follia che è l’educazione maschile che le viene impartita, è una donna volitiva, che fa delle scelte ben precise. Sceglie di amare Fersen e, successivamente, di allontanarsi da lui. Sceglie, quando viene messa di fronte ad un bivio, di proseguire nella carriera militare. Sceglie, finalmente, anche se impiega la bellezza di 37 episodi e 16 volumetti, di concedersi ad André. Sceglie, nel manga lo dice esplicitamente, di morire per la Francia… e potrei continuare. Per André, purtroppo, non si può fare lo stesso discorso. André non ha scelte da fare, o meglio, non ne ha la possibilità. Lui, un servo, prima, un soldato, poi, non ha altro scopo nella vita che vivere in funzione di lei, anche se sa, e ne è genuinamente convinto, che non potrà mai averla. La forza schiacciante di un amore totale, insieme ad una posizione non paritaria, sebbene il rapporto stretto con Oscar ne dia l’illusione, lo costringono a restare fermo, immobile, nell’ombra, in attesa della prossima scelta di lei.

È per questo che la sua morte sconvolge, toglie il fiato. Perché lo porta via nel momento stesso in cui la sua devozione disarmante, l’attendere silenzioso, l’amore soffocato, trovano compimento nella scelta di lei di amarlo.

La fine di Oscar, a questo punto, diventa inevitabile. La vera, inaccettabile, crudeltà sarebbe stato lasciarla vivere senza di lui. La morte di lei avviene a carte scoperte, quando le è ormai chiaro che sono talmente complementari da non poter esistere l’uno senza l’altra. Da questo viene il sollievo. E poi, nessuno mi toglie dalla testa la convinzione, peraltro confermata da una frase di Alain in Eroica, che lei si piazzi in prima linea, davanti ai cannoni, inevitabile bersaglio, per un’altra scelta ben precisa; l’ultima, quella di non sopravvivere ad André.

Ed in questo, oltre al sollievo, ci mette lo zampino anche un pizzico di gratitudine.

© Nazarena, giugno 2020, Riproduzione riservata – Immagini Laura Luzi

ROV_EROICA_CREDITS RES_NEW

 

12 Responses to Da Nazarena: Questione di scelte

  1. lauraslittlecorner ha detto:

    Ciao, ragazze, ben ritrovate, Barbara e Nazarena. 🙂 Che la Ikeda abbia dichiarato che comunque aveva deciso che Oscar non sarebbe sopravvissuta alla Bastiglia è indicativo: un personaggio, fuori dagli schemi usuali, troppo difficile da gestire, a quel punto.
    Però da valutare: nel manga lei non aspetta a mettersi con André di sentirsi dire che “non arriverà a sei mesi neanche se si ritira a vivere più calma” (questo dice lo script originale da noi edulcorato) e i colpi di tosse arrivano all’improvviso, appena prima del 12 luglio quando i due stanno già insieme da un po’.
    Nell’anime invece la cosa va avanti dagli Stati generali e, solo quando, tempo dopo, lei si decide ad andare dal dottore e lui le dà l’aut aut, lei si apre ad André, dandogli finalmente la possibilità di ridichiararsi.
    Per me è indicativo.
    Oscar, nell’anime, afferma che, a quel punto, vuol vivere come le indica il cuore (concetto ribadito dal padre davanti al quadro). E che immagini ha, nella mente, dopo che ha perso André? Cosa immaginava per loro due? Andare a cavallo insieme, passeggiare insieme… E con quali immagini viene ricordata dopo la morte? Immagini di pace. Oscar, che per tutta la vita è stata preda del senso del dovere (la Ikeda scherza nei suoi vari manga sul suo essere workaholic), come immagina la sua vita con André? Come un riposo, una vacanza, uno staccare da tutti quei doveri.
    Oscar, poi, fin da ragazzina, è profondamente giusta. Ricordiamo Arras, Pierre, si prende in casa Rosalie, rilascia Bernard, critica la corte. A differenza degli eccessi di Orpheus no Mado, come giustamente nota Nazarena, lei ha un percorso e vorrebbe più equità, più giustizia (anche per André, ma anche per se stessa. Le matrone romane, le donne ricche aveano un certo potere, ma ricordiamo che nei vari progetti di costituzione di quegli anni, senza contare il regresso del Code Napoléon del 1804, le donne erano alquanto escuse dai diritti, come chi tra gli uomini era sotto un certo livello di censo.)

    • Manuela ha detto:

      Laura che bella riflessione non posso che essere d’ accordo con te. Nemmeno io ho mai pensato che quel mettersi davanti ai cannoni sia stata una cosa casuale ma voluta . Un buon comandante non si espone troppo. A volte penso che non è sempre un fattore di ‘ era destino’ma il destino te lo scegli in qualche modo. Magari adesso farò un paragone diverso ma in questi giorni mi è capitato di leggere vari articoli ..post sulla meravigliosa storia d’ amore tra Giovanni Falcone e Francesca Morvillo entrambi magistrati.( accomunati dagli stessi ideali di Giustizia) Lei che per lui ha rinunciato a molte libertà per uno smisurato e inteso sentimento che li legava. Lei , Francesca era lì quel 23 maggio. Per lei non c’ era via d uscita. Aveva scelto sapendo di rischiare .’ Vivendo per giovanni forse e ‘ stato meglio che sia morta con lui le sono stata risparmiate anni di dolore e sofferenze concordo. Mi ha colpito questa forma d amore cosi alta in Francesca. ( un po’ come André che in un certo qual modo per amore di Oscar resta costantemente come se sapesse se avesse sempre saputo che i loro destini fossero legati.)Morti accanto in quell’ inferno. Per Oscar e Andre’ non c’ e stata la morte ‘ in comune ma nemmeno questo penso sia stato un ‘ caso’. Andre soffre per gran parte della sua vita pur mantenendo saldo il suo amore e quando finalmente raggiunge la metà muore lasciando nel dolore e nel senso di colpa Oscar. Quella lacrima che scende dal viso di Andre’ e ‘ la parte più straziante. Oscar a quel punto è consapevole che non ci sarà un domani per lei. Nemmeno lo vuole. Nell’anime Alain da cosi per scontato che Oscar voglia davvero battersi per la Bastiglia?? Forse è stata un ultimo atto d amore verso Andre e per amore degli ideali che condividevano.

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Ciao, Manuela, grazie per il commento e per aver letto il post di Nazarena. Sicuramente, come scrive Nazarena, Oscar compie un atto deliberato. Forse non ha neanche scelta. Raggiungere André. Punirsi, anche (nella versione originale lei dice “non riconoscere l’amore è peggio che tradire” e si domanda “è davvero tutto finito, André?”) E sicuramente onorare gli ideali. In questo anche Alain la coopta, senza tanti dubbi, anche lui, certamente, per onorare gli ideali comuni. Il fatto è che proprio questo cooptarla la colloca alla Bastiglia. E le dà l’occasione di immolarsi, fare harakiri, suicidarsi, appunto.
        Quanto ad André, non credo avrebbe retto a vedere Oscar morta. Quindi…

        • Manuela ha detto:

          Nel caso fosse morte prima Andre chissà come modo avrebbe scelto per potersi’uccidere’ del resto la cecità non porta alla morte( anche se nell’anime l’ improvvisa perdita dei due occhi mi e sembrata di per se frettolosa e anche nel manga) ma vabbè.. resta il dubbio. Sicuramente la pallottola presa da Andre’ ha dato inizio a tutta la tragedia avvenuta dopo. Grazie Laura per queste riflessioni .

    • fiammy ha detto:

      Mi ha fatto voglia di scrivere una storia in cui Oscar sopravvive a tutto e a tutti (la tubercolosi, Andrè, la fine del suo mondo), perchè nel mondo reale, spesso si sopravvive al dolore. Scherzo, ovviamente. Nel mio ricordo personale, non c’era affatto sollievo, la prima volta che ho visto Oscar in tv morire alla Bastiglia, ma profonda tristezza e quella tristezza mi accompagnò nei giorni successivi alla 1 visione, un vero e proprio lutto (in piccolo). Nel tempo poi, di replica in replica, di rivisione in rivisione si è costruita in me l’immagine consolatoria e consequenziale (Se Andrè è morto, lei non ha scopo). Ma è una reazione ad una sofferenza, più o meno nello stesso modo in cui nel tempo si ricorda la scomparsa di una persona cara dicendo di quella persona (e a se stessi) “era anziana”, “era malata”, “è stato un incidente” “è stato improvviso, ma non ha sofferto” etc etc etc, il modo in cui la mente umana ritrova un suo equilibrio di fronte ad una separazione, un dolore, un abbandono, provocato da una morte. La mia mamma disse, dopo aver saputo il finale dell’anime, che non aveva visto: “Ecco perchè per te Oscar è diventata un mito, una conclusione così tragica e ingiusta per Oscar e Andrè, se ci fosse stato un lieto fine, saresti passata oltre” . Credo che avesse ragione, nei miei confronti. E’ lo stesso motivo per cui la “Traviata” funziona sempre, o al converso “Pretty Woman (che contiene non a caso un frammento della Traviata, ma ha un finale opposto). Un finale potente (nel bene o nel male, ma potente emotivamente) serve sicuramente all’autore a risolvere una storia, ma, spesso, anche a far ricordare nel tempo ai lettori, ai telespettatori etc una storia, bella come quella di Lady Oscar

      • lauraslittlecorner ha detto:

        Hai ragione. Ci si dicono cose consolatorie. Esattamente come quando Alain, Rosalie e Bernard (gli ultimi due detti importuni) commentano che almeno loro due non hanno dovuto assistere agli orrori della Rivoluzione.
        E penso che sia il motivo per cui la Ikeda non ha voluta aver a che fare col personaggio di Oscar per il “dopo”, forse troppo complicato da gestire, data la incasinatissima situazione storica francese. Dove la metti, rischi di distruggere un personaggio perfetto (per come è delineato) attribuendole eventi, massacri, rivolte, decisioni. Decisamente complicatissimo. La morte eroica e disperata risolve il problema. Ma è una mia supposizione. A parte pigliarsela metodicamente, negli anni successivi, col povìro Grandier.

        Seriamente, io ancora non l’ho superato.
        Per me facevano e fanno parte della mia vita, è una storia bellissima, corale, fatta benissimo sia come manga sia come anime, e, la loro, una storia d’amore bellissima. Per me, anche senza quel finale tragico, erano comunque già scolpiti nel mio cuore. Il finale ha dato la mazzata, ci sono stata malissimo, ma li avrei amati comunque.
        Ps: il commento di mia madre era “Lady Oscar è una masochista”. Lapidario.

  2. lauraslittlecorner ha detto:

    Eh già, Nazarena: Alain fa bel rimprovero postumo ad Oscar. Hai ragione. Come a dire mi hai lasciato solo, volevi morire per lui (non per me, né per noi, i tuoi soldati), non eri abbastanza comandante. Ma André ci ha messo anni, a guadagnarsi questa fiducia totale. E, d’altra parte, non è proprio quello che le dice André nel manga? Quando la ferma, che lei vuol vendicarsi su Bernard ferito. Ancora, quando lui è appena stato ferito. Morto lui, lei prende e corre avanti, urla sparatemi, Alain la riacciuffa e lì, girandosi, Oscar in lui, che tace, rivede André quando le dice che un comandante deve continuare a combattere.

  3. Barbara ha detto:

    Io credo che c’entri anche la malattia di Oscar: Oscar non avrebbe mai accettato di vivere senza André e noi spettatori ne eravamo consapevoli, così come André non avrebbe mai vissuto senza Oscar; ma noi spettatori somatizzammo che Oscar non aveva possibilità di guarire dalla tisi quando lo scoprimmo, e dunque in un certo senso ci aspettavamo già che la sua vita sarebbe finita. E ci aspettavamo perciò un finale tragico che avrebbe riguardato entrambi, anche se non volevamo accettarlo. Quello che non ci aspettavamo è che André si sarebbe spento prima di lei, per una fatalità; ma a quel punto il destino di Oscar era già tracciato e lo avevamo in un certo senso già accettato.

    • Nazarena ha detto:

      Ciao Barbara, grazie per la tua riflessione!
      D’accordo con te, sicuramente la malattia di Oscar contribuisce, non poco, nel prospettare il finale tragico. E la dipartita improvvisa di André completa un quadro già delineato. Però anche l’atteggiamento di Oscar nei confronti della malattia stessa, in un certo senso, può essere visto come un’altra scelta di lei (nell’anime ancora più che nel manga). Sa di essere malata, quasi in fin di vita, e comunque decide di non curarsi, di “immolarsi”, pur di non abbandonare la Francia. Poi, purtroppo, la morte inaspettata, scioccante, di André le rende impossibile continuare il suo sacrificio patriottico. È interessante notare come, nelle opere successive della Ikeda, questo aspetto venga approfondito molto, sconfinando spesso nel fanatismo. Invece in Oscar è ancora bilanciato, umanizzato. È pronta a morire per la Francia, finché André è al suo fianco, ma quando lui non c’è più, è lui che decide di seguire. La presa della Bastiglia, a questo punto, le viene quasi in aiuto.
      Anch’io, come te, al primo colpo di tosse, avevo capito che Oscar sarebbe morta comunque, cosa confermata pure dalla Ikeda, ma ad un certo punto mi sarebbe bastato che restassero insieme anche solo per i famosi sei mesi che le rimanevano… 😞 Non avevo perso la speranza!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: